skin track
Usa,  perchè i mercati non temono lo shutdown (e la storia mostra che hanno ragione)
Politica Leggi dopo

Usa, perchè i mercati non temono lo shutdown (e la storia mostra che hanno ragione)

di Andrea Pauri
30 settembre 2025, 10:55 Ultimo aggiornamento: 05 ottobre 2025, 21:57

Dal 1976 il governo americano ha chiuso venti volte. Pochi effetti sui mercati, che nel medio termine sono saliti. L’economista Boldrin: è una sceneggiata politica

Stati Uniti di nuovo sull’orlo dello shutdown. Mancano poche ore alla scadenza e democratici e repubblicani restano lontani dall’accordo per rifinanziare il bilancio federale. Ma al di là dell’allarme politico, la storia mostra che l’impatto economico di queste crisi è minimo.

Lo ricorda Michele Boldrin, economista alla Washington University di St. Louis: «Il governo federale non chiude davvero. Tre quarti delle funzioni essenziali restano operative: FBI, aeroporti, ospedali. Solo una parte dei dipendenti va in congedo temporaneo e, alla fine, recupera comunque lo stipendio. È una sceneggiata politica, inaugurata, in questa risonanza mediatica, dai repubblicani negli anni Novanta contro Clinton, che alla fine non produce effetti duraturi».

I mercati tendono a non reagire

Gli shutdown, infatti, non sono un’anomalia rara: dal 1976 ce ne sono stati venti (come mostra la tabella alla fine dell’articolo), incluso quello di 35 giorni del 2018, il più lungo della storia sotto la presidenza Trump. Ogni volta si parla di forti rischi al ribasso per i mercati, ma i dati mostrano un altro scenario.

Secondo i dati del centro studi americano Carson Investment Research, durante i periodi di shutdown lo S&P 500 si muove in media di appena +0,3%, con risultati positivi nel 54,5% dei casi e negativi nel 45,5%. In altre parole, i mercati restano sostanzialmente immobili, come se ignorassero il teatro politico di Washington.

Pochi rischi nel medio termine

La vera differenza si vede dopo: nei 12 mesi successivi alla riapertura del governo, l’indice è stato positivo nell’86,4% dei casi, con un rendimento medio del +12,7%. Dopo lo shutdown del 1995-96, durato 22 giorni, lo S&P guadagnò oltre il 21%. Dopo quello record del 2018, l’indice avanzò di quasi il 24%.

«Non vedo ragione di credere che uno shutdown possa influire sulla capacità degli Stati Uniti di rifinanziare il proprio debito», aggiunge Boldrin, «altri fattori macroeconomici contano di più: inflazione, mercato del lavoro, politiche monetarie. Lo shutdown serve più a fare rumore politico che a spostare l’economia». (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO

229,00 € per 1 anno
328,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO + MF GPT PRO

138,00 € per 1 anno
198,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

160,00 € per 1 anno
229,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

-30%

SITO + MF GPT LIGHT
Sito senza limiti
+ The Wall Street Journal

69,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)