skin track
Così la Bce risponderà ai rischi sul pil. In vista tagli dei tassi e nuova comunicazione
Analisi Leggi dopo

Così la Bce risponderà ai rischi sul pil. In vista tagli dei tassi e nuova comunicazione

22 novembre 2024, 21:15

Gli indici Pmi hanno spinto i mercati ad alzare al 50% le probabilità di un taglio dello 0,5% a dicembre. Ma Francoforte discute anche sulla necessità di dare più indicazioni sull’evoluzione dei tassi

Ancora una volta gli indici Pmi hanno gelato le aspettative di una lieve ripresa nell’Eurozona e hanno spinto gli operatori ad aumentare le previsioni di tagli da parte della Bce. I dati pubblicati a fine settembre avevano convinto i mercati a puntare su una riduzione dei tassi dello 0,25% a ottobre invece che a dicembre. Dopo gli indici Pmi del 22 novembre, invece, gli operatori hanno aumentato dal 15% al 50% la probabilità di una maxi-sforbiciata dello 0,5% invece che dello 0,25% a dicembre. I mercati ritengono sempre più probabile che la Bce debba accelerare i tagli per contrastare i rischi sulla crescita dell’area euro, mentre l’inflazione potrebbe scendere sotto l’obiettivo del 2%. In questo contesto i probabili dazi di Donald Trump non dovrebbero incidere sul carovita in Europa (secondo quanto detto dalla Banca di Francia) mentre potrebbero pesare in modo significativo sul pil.

La riduzione dei tassi non sarà l’unico ambito di intervento della Bce a dicembre: Francoforte potrebbe cambiare anche i messaggi al mercato, in particolare quelli sulle decisioni «riunione per riunione» e sui tassi «restrittivi finché necessario». Questi riferimenti appaiono rivolti a uno scenario che non c’è più, quello di un’alta inflazione da riportare al 2%. Ora i pericoli maggiori arrivano invece dalla crescita. Perciò il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha sottolineato che «condizioni monetarie restrittive non sono più necessarie» e che occorre modificare la comunicazione sull’orientamento monetario. I tassi sono ora al 3,25% e il livello neutrale è stimato dagli analisti non oltre il 2%: di conseguenza la Bce comprimerà ancora per mesi l’economia. Il membro del board Bce Piero Cipollone ha sottolineato che una restrizione eccessiva può avere costi permanenti, in particolare riducendo produttività e crescita potenziale attraverso una debole accumulazione di capitale, l’impoverimento del capitale umano e un ritmo più lento nelle riforme strutturali.

Il quadro economico

L’attività delle imprese europee è in flessione e le aziende sono sempre meno fiduciose sull’economia. L’indice Pmi composito è sceso a 48,1 a novembre, da 50 in ottobre. La soglia di 50 è proprio quella che separa la contrazione dall’espansione economica. I dati sono coerenti con una flessione del pil dell’Eurozona nel quarto trimestre. «Le cose non potevano andare peggio», ha osservato Hambug Commercial Bank (Hcob), che produce gli indici Pmi insieme a S&P Global. «Il settore manifatturiero dell’Eurozona sta sprofondando sempre di più nella recessione e ora anche il settore dei servizi inizia a faticare» come conseguenza del «disordine politico che ha colpito le maggiori economie dell’area: il governo francese è in bilico e la Germania si avvia alle elezioni anticipate. A questo si aggiunge l’elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti». Così secondo Hcob le imprese «stanno navigando a vista». I servizi hanno registrato una flessione inattesa, con un calo dell’attività per la prima volta da gennaio. Alcuni osservatori ritenevano che il calo dell’inflazione e l’aumento dei salari avrebbero stimolato i consumi e la domanda di servizi, ma questa speranza è stata «delusa», secondo Hcob. Inoltre «non sembra che la ripresa sia imminente, dal momento che sia i nuovi ordini che il portafoglio ordini sono scesi ancora più rapidamente rispetto a ottobre».

Panetta ha osservato nei giorni scorsi alla Bocconi che il pil dell’Eurozona è stato sostenuto negli ultimi trimestri dalla domanda estera, mentre quella interna ha dato un contributo negativo (si veda grafico in pagina). Anche nei prossimi mesi consumi e investimenti domestici saranno frenati da tassi alti e incertezza. Nel frattempo i governi dovranno consolidare i conti pubblici comprimendo la domanda.

L’inflazione risalirà probabilmente a novembre (attorno al 2,3% secondo gli economisti, dal 2% di ottobre) ma sarà un rialzo temporaneo per effetti base sull’energia. Così l’andamento del carovita nell’ultimo mese non dovrebbe cambiare la linea di Francoforte che inoltre dovrebbe tornare a un approccio più forward-looking, come suggerito da Panetta, quindi meno legato a singoli dati e più attento alle proiezioni di medio termine (che saranno aggiornate a dicembre). Gli analisti di mercato ritengono che l’obiettivo di inflazione del 2% sarà raggiunto in modo stabile da inizio 2025, in anticipo rispetto alle proiezioni Bce di settembre.

Le mosse Bce

Cosa deve fare la politica monetaria in questo contesto? La reazione immediata del mercato dopo gli indici Pmi è stata quella di scontare maggiori sforbiciate da parte della Bce. «Ora è davvero sul tavolo un taglio di 50 punti base a dicembre», ha commentato Matthew Landon, global market strategist di Jp Morgan Private Bank. La maggior parte delle banche d’affari scommette ancora su una riduzione dello 0,25%. Anche BofA ritiene che nella prossima riunione sia più probabile una mossa di 25 punti base, ma l’opzione del maxi-taglio resta aperta per gennaio o marzo. I mercati prevedono nel complesso riduzioni dei tassi dell’1,5% nei prossimi 12 mesi. Venerdì 22 novembre, dopo la pubblicazione degli indici Pmi, l’euro è sceso di oltre l’1% a 1,0335 dollari, il valore più basso da novembre 2022.

Il governatore portoghese Mario Centeno ha detto di preferire tagli «graduali», quindi dello 0,25%, ma si è detto «aperto» a discutere una manovra dello 0,5% se si confermeranno i rischi al ribasso su crescita e inflazione. «Ma ciò che è più importante è inviare il messaggio che stiamo muovendo i tassi nella giusta direzione», ha sottolineato. Anche secondo il vicepresidente Bce Luis De Guindos il percorso dei tassi è più importante della decisione di dicembre.

Perciò il consiglio direttivo della banca centrale dovrà discutere anche e soprattutto della nuova comunicazione. I messaggi della Bce possono influenzare i tassi di mercato come le sforbiciate ufficiali. «È tempo di dare indicazioni più esplicite sull’evoluzione attesa della politica monetaria», ha detto Panetta che ha suggerito un approccio a metà tra «nessuna guidance» e «pieno impegno». Cipollone ha evidenziato che l’allentamento monetario dipenderà dalla fiducia del mercato che i tagli proseguiranno «con gradualità» ma anche «con certezza».

Isabel Schnabel, falco del comitato esecutivo Bce, ha invece frenato sulle indicazioni prospettiche: «Nell’attuale contesto di volatilità la forward guidance ha un’utilità limitata per le banche centrali. E anche se le condizioni cambiassero in futuro, con un ritorno a bassa inflazione e bassa volatilità, le banche centrali dovrebbero comunicare la probabile direzione futura della politica monetaria solo in modo "delfico", cioè condizionato all’evoluzione dell’economia».

Tuttavia secondo Gilles Moëc, capoeconomista di Axa, le concessioni sulla forward guidance «delfica» indicano che «Schnabel sa di combattere una battaglia di retroguardia. La forward guidance arriverà, i falchi cercheranno solo di renderla il più vaga possibile». Per Moëc «l’impatto dei tagli sulla fiducia economica sarebbe maggiore se la Bce rendesse chiara la direzione di marcia ricorrendo a una forward guidance». (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza