Nel mese di maggio, il debito delle amministrazioni pubbliche è diminuito di 10 miliardi rispetto al mese precedente, risultando così pari a 3.053,5 miliardi di euro.
Lo comunica la Banca d’Italia, precisando che la variazione riflette principalmente la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro, diminuite di 23,2 miliardi a quota 46,2 miliardi.
Il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche è stato pari a 12,1 miliardi, mentre l’effetto di scarti e premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio, ha inciso per 1,2 miliardi. La diminuzione ha interessato il debito delle amministrazioni centrali, mentre quello delle amministrazioni locali e degli enti di previdenza è rimasto stabile. La vita media residua del debito è risultata invariata a 7,9 anni.
La quota del debito detenuta da Bankitalia si è attestata al 20%, in calo rispetto al 20,2% di aprile. Nello stesso mese (ultimo dato disponibile) la quota in mano a soggetti non residenti è salita al 33% (dal 32,4%), mentre quella detenuta da altri residenti, tra cui famiglie e imprese non finanziarie, è scesa al 14,2% (dal 14,3%).
Sempre a maggio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 43,6 miliardi, in aumento dello 0,7% su base annua. Nei primi cinque mesi del 2025 il gettito complessivo è stato di 213,5 miliardi, con un incremento del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. (riproduzione riservata)