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Cipollone (Bce) a MF: via a nuove sperimentazioni sull’euro digitale. Sui tassi reagiremo in caso di deviazione significativa dal 2% di inflazione
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Cipollone (Bce) a MF: via a nuove sperimentazioni sull’euro digitale. Sui tassi reagiremo in caso di deviazione significativa dal 2% di inflazione

25 settembre 2025, 18:29 Ultimo aggiornamento: 18:34

Intervista esclusiva a Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo Bce. Il banchiere centrale: la valuta digitale potrebbe diventare realtà a metà 2029. Vogliamo collaborare con le banche, non competere con loro

Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo Bce, annuncia in un’intervista esclusiva a MF-Milano Finanza che la banca centrale organizzerà nei prossimi mesi «un secondo round di sperimentazioni con il settore privato» sull’euro digitale, mentre sui tassi la Bce interverrà ancora «se si prospetterà una deviazione significativa dell’inflazione dall'obiettivo del 2% nel medio termine».

Riguardo al primo punto, «le sperimentazioni mostrano che l’euro digitale può migliorare la vita quotidiana dei cittadini offrendo loro nuovi servizi», rileva Cipollone nell’intervista che sarà pubblicata in versione integrale su Milano Finanza del 27 settembre.

«Si potranno per esempio fare pagamenti online legati al momento della consegna della merce, oppure rilasciare scontrini digitali che semplificheranno la vita dei consumatori in caso di reso o attivazione della garanzia sul prodotto acquistato».

Sulla materia in ogni caso ci sono ancora molte idee tra gli operatori, perciò la Bce vuole «continuare il dialogo con il mercato per favorire lo sviluppo di nuove soluzioni», come sarà ribadito il 26 settembre in un incontro all’Università Bocconi.

L’euro digitale, secondo Cipollone, potrà diventare realtà «a metà 2029» se la legislazione europea sarà pronta per la fine del 2026. Il membro Bce ha accolto intanto «con favore» l’accordo nell’Eurogruppo sul meccanismo per definire il tetto massimo di euro digitali per ogni cittadino, che include una proposta Bce e l’ok del Consiglio Europeo.

Il ruolo delle banche

Il tetto servirà a garantire la stabilità finanziaria e proteggere la liquidità delle banche che avranno «un ruolo centrale nella distribuzione». Cipollone chiarisce inoltre: «Le banche riceveranno commissioni per i pagamenti in euro digitali e sfrutteremo le infrastrutture esistenti per contenere i costi. Vogliamo collaborare con il settore bancario, non competere». I casi d’uso più comuni dell'euro digitale saranno gratuiti, mentre i negozianti avranno un’alternativa che consentirà di ridurre le commissioni.

L’interoperabilità tra sistemi di pagamento nazionali come Bancomat è «un passo nella giusta direzione, ma da sola non basta per affrontare le sfide attuali». Per Cipollone in ogni caso «soluzioni private e moneta pubblica hanno convissuto per anni e continueranno a farlo. Anzi, l’euro digitale contribuirà a dare forza alle soluzioni private».

I rischi per gli istituti di credito invece arrivano dalle stablecoin in dollari che possono causare «il trasferimento di depositi dalle banche europee a quelle americane». Se però gli europei avranno accesso con l’euro digitale a un mezzo di pagamento efficiente, allora «sarà meno probabile che ricorrano alle stablecoin», aggiunge il banchiere centrale.

In materia di politica monetaria, Cipollone vede rischi «bilanciati» sull’inflazione. Da un lato, «la crescita è stata più forte del previsto» e «le tensioni geopolitiche e commerciali potrebbero frammentare le catene del valore con possibili pressioni al rialzo sui prezzi». Allo stesso tempo, l’euro si è apprezzato e i dazi Usa potrebbero determinare «prezzi delle esportazioni cinesi inferiori a quanto attualmente previsto».

Il contesto internazionale comunque «continuerà a rappresentare un ostacolo alla crescita pesando sulle esportazioni nette», vista anche l’incertezza su dazi settoriali come quelli farmaceutici, anche se le proiezioni di Francoforte indicano «una crescita costante della domanda interna».

La Bce considererà poi il tasso di cambio e le manovre della Fed nella misura in cui incideranno sulle prospettiva di crescita e inflazione.

Quanto al ruolo internazionale dell’euro, per Cipollone la moneta unica «ha il potenziale per essere un bene pubblico globale. Ciò richiede un mercato dotato di spessore e affidabile per i titoli di debito in euro accettati a livello internazionale». L’ulteriore sviluppo di questo mercato per il banchiere centrale «trarrebbe beneficio da ambiziosi passi politici» tra cui l’emissione di safe asset europei. (riproduzione riservata)



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