Un lunedì movimentato, in Asia. Alle ore 7:30 italiane del 25 settembre i mercati corrono su due binari diversi: il Nikkei sale dello 0,85%, mentre la Cina viaggia in rosso, Hong Kong cede l’1,3% zavorrata dallo spettro di Evergrande e Shanghai lo 0,45%.
Non piace agli investitori neppure la ripresa del petrolio, il Wti americano sale dello 0,43% a 90,42 dollari il barile, la soglia dei 100 dollari è a vista, con i futures su Wall Street positivi, soprattutto il Nasdaq (+0,33%).
Evergrande, il primo gruppo immobiliare in Cina con un fardello di 300 miliardi di dollari di debiti, di cui circa un decimo in obbligazioni, ha lasciato sul terreno lunedì fino al 25% del valore di borsa (-24% alle ore 7:30) dopo che il gruppo ha avvertito domenica di alcuni problemi nel consolidare il piano di ristrutturazione del debito. Il real estate incide attorno al 28% del Pil cinese, è un settore strategico.
A cadere (-72%) lunedì è anche un altro titolo immobiliare, China Aoyuan Group dopo essere rientrato agli scambi per la prima volta da marzo 2022, in piena ristrutturazione del debito.
Evergrande, il gruppo immobiliare più indebitato al mondo, diventato il simbolo della crisi cinese delle abitazioni, ha lavorato a lungo per ottenere l'approvazione dei suoi creditori su un piano di ristrutturazione del debito.
Nell'ambito del piano presentato nel marzo di quest'anno, Evergrande ha proposto opzioni ai creditori esteri (offshore), incluso lo scambio delle attuali posizioni debitorie con nuovi titoli da scadenze comprese tra 10 e 12 anni.
In maniera inattesa, il colosso ha dichiarato domenica sera di non essere in grado di emettere nuovo debito a causa di un'indagine in corso sulla sua principale controllata, Hengda Real Estate Group Co Ltd.
Hengda ha dichiarato di essere indagata dall'autorità cinese di regolamentazione per sospetta violazione nella divulgazione di informazioni.
«Il piano di ristrutturazione del debito è ora bloccato e non può andare oltre», ha commentato a Reuters Steven Leung, direttore delle vendite di UOB Kay Hian a Hong Kong. «Anche altre opzioni, come la conversione del debito in azioni di altre società controllate quotate non sono ritenute praticabili al momento».
La ristrutturazione del debito offshore di Evergrande ammonta a 31,7 miliardi di dollari, che includono obbligazioni, garanzie collaterali e obblighi di riacquisto. E’ una delle maggiori operazioni di ristrutturazione al mondo.
«La preoccupazione per la salute finanziaria dei gruppi immobiliari annebbia ancora il settore, soprattutto le società più piccole con un elevato livello di indebitamento, ma pochissimi progetti immobiliari a portata di mano», ha detto Leung.
Il petrolio ha registrato un rally di circa il 30% a oltre 90 dollari il barile rispetto al minimo dell’anno. ll prezzo più alto del greggio sta ravvivando la pressione sui prezzi e smorzando le speranze che i tassi scendano, minacciando al tempo stesso di minare i saldi fiscali degli importatori di energia.
Dalle obbligazioni indiane al peso filippino, gli asset dei Paesi in via di sviluppo sembrano sempre più vulnerabili mentre gli Stati Uniti promettono di mantenere i costi di finanziamento più alti per un periodo più lungo e il petrolio viaggia diretto verso la soglia dei 100 dollari il barile. (riproduzione riservata)