La Cina va in controtendenza in Asia e mentre alle ore 8:00 italiane il Nikkei è sotto la parità, l'Hang Seng sale del 2,4% e Shanghai dell'1,1% cercando martedì 2 novembre di recuperare lo scivolone della settimana precedente. Le borse salgono alimentate da voci e post sui social di una riapertura dei confini cinesi al mondo in seguito all'allentamento delle misure zero Covid. Ma fonti di governo hanno spiegato oggi che non ne sanno nulla e, per contro, hanno ulteriormente stretto il nodo alla città produttiva che ruota attorno a Foxconn.
L'oro sale dello 0,3% a 1,654 dollari l'oncia, il petrolio Wti americano guadagna l'1,2% a 89,43 dollari il barile, l'euro intanto si muove laterale a 0,9878, lo yuen recupera invece lo 0,6% a 147,39, la sterlina si assesta a 1,1492 mentre il T bond Usa decennale vede il rendimento leggermente salire al 4,056% e i futures sul Nasdaq sono sopra la parità (+0,2%).
Le borse cinesi cercano martedì di estendere il rally dell'1 novembre mentre gli investitori valutano alcuni post non verificati sui social media secondo cui le autorità si stanno preparando a uscire a marzo 2023 dalla politica Covid Zero grazie ad un gruppo di lavoro ad hoc a Pechino. Tuttavia, il portavoce del ministero degli Esteri ha spiegato di non essere a conoscenza di un piano del genere.
La cautela degli investitori è anche sul fronte tassi, mercoledì sera è previsto il meeting della Fed, le borse si aspettano un aumento dello 0,75% e temono toni ancora da falco dopo la pubblicazione, martedì, dei dati (forti) sul mercato del lavoro statunitense. Ma anche se oggi i titoli tecnologici e della sanità guidano i rialzi in Cina, il governo ha aumentato la stretta sul colosso cinese Foxconn.
Foxconn è un gruppo taiwanese, ma anche il maggior fornitore di Apple, il più grande produttore mondiale di elettronica e il maggiore datore di lavoro del settore privato in Cina. Un parco industriale cinese che ospita una fabbrica di iPhone appartenente al colosso Foxconn ha annunciato mercoledì un nuovo lockdown sollevando dubbi sugli sforzi del colosso delle tlc per acquietare il malcontento in fabbrica.
La Zhengzhou Airport Economy Zone nella Cina centrale ha dichiarato mercoledì che imporrà misure di "gestione silenziosa" con effetto immediato, incluso il divieto a tutti i residenti di uscire e consentire solo ai veicoli approvati di circolare sulle strade. I divieti rimarranno in vigore fino al 9 novembre.
Sebbene la Cina non abbia emesso ordini di chiusura ampi come quelli visti a Shanghai all'inizio dell'anno, che hanno bloccato megalopoli da quasi 30 milioni di persone, i "lockdown fatti di nascosto, in cui i funzionari comunicano direttamente le restrizioni alle imprese o chiudono in modo incrementale piccole sezioni di una città per evitare il panico stanno diventando sempre più la norma", scrivono gli economisti di Bloomberg.
Lo yen giapponese si è rafforzato in area 147 per dollaro, mercoledì, quando il governatore della Banca centrale del Giappone Haruhiko Kuroda ha accennato a un possibile aggiustamento nella politica di controllo della curva dei rendimenti "se vedremo raggiungere il nostro obiettivo di inflazione del 2%". Gli investitori sono rimasti cauti tra le speculazioni che le autorità giapponesi potrebbero intervenire ancora sui mercati valutari poiché la Federal Reserve è destinata ad aumentare ulteriormente i tassi di interesse.
Il ministro delle finanze Shunichi Suzuki ha affermato che il governo è preoccupato per il lento deprezzamento dello yen (ha raggiunto la soglia di 150 sul dollaro, ai minimi degli ultimi 32 anni), non solo per la volatilità cui è soggetta la valuta, ma anche perché uno yen troppo debole aumenta il costo della vita attraverso l'importazione dell'energia, espressa in dollari.
Il ministero delle finanze giapponese ha detto di aver speso circa 43 miliardi di dollari tra il 29 settembre e il 27 ottobre per sostenere la propria valuta. Tuttavia, lo yen è rimasto sotto pressione a causa dell'ampliamento delle divergenze politiche, poiché la BoJ ha mantenuto la sua scelta di tassi di interesse ultra bassi mentre si prevede che la Fed inasprirà ulteriormente la stretta monetaria per combattere le persistenti pressioni inflazionistiche. (riproduzione riservata)