Il Nikkei resta fermo ai massimi degli ultimi 33 anni, mercoledì 10 gennaio. L’indice della borsa giapponese chiude con un balzo del 2%, mentre alle ore 7:30 Hong Kong cede lo 0,8% e Shanghai lo 0,35%. Il petrolio Wti americano, intanto, guadagna lo 0,5% a 72,6 dollari il barile. Il T bond decennale vede il rendimento superare il 4% della chiusura di Wall Street al 4,02%, mentre i futures sul Nasdaq sono in leggero calo.
I funzionari della difesa statunitensi e cinesi hanno tenuto colloqui di coordinamento al Pentagono lunedì e martedì 8 e 9 gennaio: si tratta dei primi incontri di questo tipo di persona da prima dello scoppio del Covid-19. Il vice segretario aggiunto alla Difesa per Cina, Taiwan e Mongolia, Michael Chase, ha incontrato a Washington il generale Song Yanchao.
Chase ha sottolineato l'importanza di mantenere i contatti tra Washington e Pechino per evitare situazioni potenzialmente pericolose ed errori di calcolo, secondo il portavoce del Pentagono, il tenente Colonnello Martin Meiners.
Ha poi sottolineato la necessità di operazioni sicure nella regione dell’Indo-Pacifico e ha affermato che «gli Stati Uniti continueranno a volare, navigare e operare in modo sicuro e responsabile ovunque a livello internazionale dove la legge lo consente», confermando gli impegni americani a livello regionale e globale nei confronti degli alleati.
Secondo l'emittente statale China Central Television, la Cina ha ribadito nei colloqui che è disposta a portare avanti «legami militari sani e stabili con gli Stati Uniti sulla base di uguaglianza e rispetto». Ha inoltre esortato gli Usa ad «affrontare le preoccupazioni della Cina», sottolineando che Pechino «non scenderà a compromessi su Taiwan», l’isola che il 13 gennaio affronterà le elezioni presidenziali.
Anche gli Stati Uniti dovrebbero ridurre la «azioni provocatorie» nel Mar Cinese Meridionale, «limitare rigorosamente le truppe in prima linea smettendo di esagerare e di esaltare» la questione della sicurezza marittima e dello spazio aereo, ha affermato CCTV.
L’inflazione (Cpi) in Australia è aumentata del 4,3% a novembre 2023, in calo rispetto al 4,9% di ottobre e sotto le previsioni di mercato del 4,4%. È stato il secondo mese consecutivo di discesa dell’inflazione annuale, con l’ultima lettura che indica il livello più basso da gennaio 2022, in un contesto di ulteriore rallentamento dei prezzi dei prodotti alimentari e dei trasporti. (riproduzione riservata)