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Christine Lagarde: la Bce è molto vicina a raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2%
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Christine Lagarde: la Bce è molto vicina a raggiungere l’obiettivo di inflazione del 2%

23 dicembre 2024, 19:00

Per la presidente Bce l’unica preoccupazione è il carovita nei servizi. Che però dovrebbe calare nel 2025 consentendo altri tagli dei tassi

«Ci stiamo avvicinando molto al momento in cui potremo dichiarare di aver raggiunto l’obiettivo di portare l’inflazione al 2% nel medio termine in modo sostenibile». Lo ha detto la presidente Bce Christine Lagarde al Financial Times. Lagarde ha precisato di mantenere «un po’ di riserva perché credo ancora che dovremo essere molto vigili sul settore dei servizi. L’inflazione nell’Eurozona, secondo l’ultima lettura, è al 2,2%. Ma i servizi sono ancora al 3,9% e non si muovono molto». L’inflazione ha raggiunto il picco a ottobre 2022, quando era al 10,6%. La Bce ha alzato i tassi del 4,5% tra luglio 2022 e settembre 2023. I tagli sono invece iniziati da giugno: da allora la Bce ha ridotto i tassi quattro volte, per un totale dell’1%, abbassandoli dal 4 al 3%.

Arrivano altri tagli

Nei giorni scorsi Lagarde ha chiarito che altri tagli dei tassi arriveranno nei prossimi mesi. «L’attuale politica monetaria è restrittiva», ha detto in un discorso a Vilnius. «Ma se i dati in arrivo continueranno a confermare lo scenario di base, la direzione di marcia è chiara e prevediamo di abbassare ulteriormente i tassi».

In questo modo Lagarde ha ribadito con maggiore forza il messaggio lanciato dopo il consiglio direttivo del 12 dicembre: la banca centrale non ha più l’obiettivo di «tassi sufficientemente restrittivi finché necessario» e al contrario punterà nei prossimi mesi a una riduzione della restrizione. Così la Bce seguirà una «direzione» definita, come suggerito dal governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta. «I giorni più bui dell’inverno sembrano ormai alle spalle e possiamo invece iniziare a guardare avanti», ha detto Lagarde.

Il punto d’atterraggio dei tassi sarà calibrato nei prossimi mesi in base ai dati economici. I mercati monetari prevedono il tasso terminale l’anno prossimo all’1,75%, dall’attuale 3%. Finora la Bce ha varato tagli di 25 punti base, anche se nell’ultimo consiglio è stata discussa anche una manovra dello 0,5%. Lagarde non è intervenuta sull’entità dei tagli dei tassi. Tuttavia la Bce nei prossimi mesi potrebbe decidere anche un maxi-taglio di 50 punti base se si materializzeranno i rischi al ribasso sulla crescita. In tal senso un pericolo significativo è l’introduzione di dazi negli Usa.

Il quadro su crescita e inflazione

Il pericolo di una crescita ancora più bassa delle attese, tale da spingere l’inflazione sotto l’obiettivo del 2%, è stato evidenziato nei giorni scorsi da Lagarde. La presidente Bce ha sottolineato la debolezza dell’export, ma anche degli investimenti (a causa dell’impatto «oltre le attese» degli alti tassi) e dei consumi all’interno dell’Eurozona. Su quest’ultimo punto, Lagarde ha rilevato che i risparmi degli europei sono «alti in modo insolito» e che esiste una «percezione» dei redditi reali inferiore a quella mostrata dai numeri. Così una parte degli individui preferisce rimandare gli acquisti.La Bce da tempo prevede un aumento dei consumi che però non si è ancora verificato. Francoforte ha più volte mostrato un orientamento hawkish (falco) nelle proiezioni economiche. Lagarde ha riconosciuto che la crescita attesa per quest’anno è dello 0,7%, un valore molto inferiore al +1,8% previsto dalla Bce a giugno 2023.

I rischi al rialzo sull’inflazione invece sono ora in netto calo: la Bce si aspetta l’anno prossimo una flessione del carovita anche nei servizi e nei salari. L’obiettivo del 2% dovrebbe essere raggiunto dal secondo trimestre 2025, in anticipo rispetto alle previsioni degli ultimi mesi.Sono in crescita invece i rischi di inflazione sotto il 2%. (riproduzione riservata)



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