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Lagarde, BCE: direzione marcia chiara, taglieremo ancora tassi

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Christine Lagarde (Bce): altri tagli dei tassi in arrivo, la direzione di marcia è chiara

16 dicembre 2024, 11:36 Ultimo aggiornamento: 18:35

La presidente Bce: la politica monetaria è ancora restrittiva. La banca centrale prevede ulteriori riduzioni dei tassi. Non escluse mosse dello 0,5% | IL VIDEO

La presidente Bce Christine Lagarde chiarisce che altri tagli dei tassi arriveranno nei prossimi mesi. «L’attuale politica monetaria è restrittiva», ha detto a Vilnius. «Ma se i dati in arrivo continueranno a confermare lo scenario di base, la direzione di marcia è chiara e prevediamo di abbassare ulteriormente i tassi».

In questo modo Lagarde ha ribadito con maggiore forza il messaggio lanciato dopo il consiglio direttivo del 12 dicembre: la banca centrale non ha più l’obiettivo di «tassi sufficientemente restrittivi finché necessario» e al contrario punterà nei prossimi mesi a una riduzione della restrizione. Così la Bce seguirà una «direzione» definita, come suggerito dal governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta. «I giorni più bui dell’inverno sembrano ormai alle spalle e possiamo invece iniziare a guardare avanti», ha detto Lagarde.

Il punto d’atterraggio dei tassi sarà calibrato nei prossimi mesi in base ai dati economici. I mercati monetari prevedono il tasso terminale l’anno prossimo all’1,75%, dall’attuale 3%. Finora la Bce ha varato quattro tagli di 25 punti base, anche se nell’ultimo consiglio è stata discussa anche una manovra dello 0,5%. Lagarde non è intervenuta ieri sull’entità dei tagli dei tassi. Tuttavia la Bce nei prossimi mesi potrebbe decidere anche un maxi-taglio di 50 punti base se si materializzeranno i rischi al ribasso sulla crescita. In tal senso un pericolo significativo è l’introduzione di dazi negli Usa. «Se gli Stati Uniti, che sono il nostro principale mercato di esportazione, prendono una piega protezionistica, la crescita dell’Eurozona rischia di subire un contraccolpo», ha detto Lagarde.

I rischi sulla crescita

Il pericolo di una crescita ancora più bassa delle attese, tale da spingere l’inflazione sotto l’obiettivo del 2%, è stato evidenziato ieri da Lagarde. La presidente Bce ha sottolineato la debolezza dell’export, ma anche degli investimenti (a causa dell’impatto «oltre le attese» degli alti tassi) e dei consumi all’interno dell’Eurozona. Su quest’ultimo punto, Lagarde ha rilevato che i risparmi degli europei sono «alti in modo insolito» e che esiste una «percezione» dei redditi reali inferiore a quella mostrata dai numeri: il 50% dei privati ha un reddito reale invariato o più alto, ma solo il 37% ne è consapevole. Così una parte degli individui preferisce rimandare gli acquisti.

La Bce da tempo prevede un aumento dei consumi che però non si è ancora verificato. Francoforte ha più volte mostrato un orientamento hawkish (falco) nelle proiezioni economiche. Lagarde ha riconosciuto che la crescita attesa per quest’anno è dello 0,7%, un valore molto inferiore al +1,8% previsto dalla Bce a giugno 2023.

A dicembre gli indici Pmi dell’Eurozona sono saliti a 49,5, da 48,3 di novembre, ma sono rimasti sotto la soglia di 50 che separa la contrazione dall’espansione dell’economia.

L’outlook sull’inflazione

I rischi al rialzo sull’inflazione invece sono ora in netto calo: la presidente Bce ha detto che l’anno prossimo è attesa una flessione del carovita anche nei servizi e nei salari. L’obiettivo del 2% sarà raggiunto dal secondo trimestre 2025, in anticipo rispetto alle previsioni degli ultimi mesi.

Sono in crescita invece i rischi di inflazione sotto il 2%. Lagarde ha ricordato che la Bce ha rimosso il riferimento a un ritorno «tempestivo» del carovita al 2% che era stato introdotto per contrastare il pericolo di disancoraggio delle aspettative. Inoltre ha aggiunto che Francoforte potrà calibrare in modo diverso le componenti della funzione di reazione.

Intanto Isabel Schnabel, falco del comitato esecutivo Bce, ha ribadito che i tagli devono essere «graduali» (cioè dello 0,25%) e che il tasso neutrale potrebbe arrivare fino al 3% (cioè al livello attuale dei tassi), una posizione non condivisa dal consiglio direttivo e da Lagarde (che ha indicato un livello tra 1,75 e 2,5%). Per Schnabel inoltre la Bce dovrà essere «più tollerante» in futuro riguardo a «moderate deviazioni dal target di inflazione». (riproduzione riservata)



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