skin track
Il risiko delle banche → VAI AL DOSSIER
Siena, Piazza del Campo
Siena, Piazza del Campo
Banche Leggi dopo

Che risiko nel Chianti

di Camilla Conti
05 settembre 2026, 02:00

In scia alla possibile riuscita dell’offensiva di Intesa Sanpaolo su Mps, ChiantiBanca punta a creare in Toscana un grande polo regionale

Nel grande risiko che sta ridisegnando il sistema bancario italiano potrebbe aprirsi anche una piccola partita tutta toscana. Mentre il futuro di Monte dei Paschi è appeso alle operazioni che coinvolgono i principali gruppi del Paese e Siena rischia di perdere almeno in parte il ruolo di centro autonomo del credito regionale, ChiantiBanca sta studiando come occupare lo spazio che potrebbe liberarsi.

Secondo quanto risulta a Milano Finanza, la banca di credito cooperativo starebbe preparando una campagna ad hoc sul territorio e ragionando anche sull’apertura di nuovi sportelli, con un obiettivo ambizioso: rafforzarsi come banca di riferimento per le famiglie, gli artigiani e le piccole e medie imprese del Granducato. Quasi una nuova Banca Toscana, naturalmente con dimensioni e modello completamente diversi.

Non sarebbe del resto la prima volta che ChiantiBanca pensa in grande. E l’idea di diventare la «banca dei toscani» ha un precedente piuttosto illustre. Nell’aprile 2017 Lorenzo Bini Smaghi, allora presidente dell’istituto oltre che presidente di Société Générale ed ex membro del board della Bce, spiegava proprio dalle colonne della rivista della banca la necessità di costruire una realtà sana al servizio della regione.

Aveva assunto la presidenza un anno prima, nell’aprile 2016, in coincidenza con una delle fasi decisive dell’espansione dell’istituto: la fusione per incorporazione di Banca di Pistoia e Banca Area Pratese, operazione che portò ChiantiBanca a diventare allora la terza Bcc italiana.

Quella vocazione regionale viene però da ancora più lontano. Le radici di ChiantiBanca risalgono infatti all’inizio del Novecento e a un sistema di piccole casse rurali profondamente legate alle comunità locali. Nel 1909 nacquero la Cassa Rurale di Campi e quella di San Casciano; nel 1913 fu la volta della Cassa Depositi e Prestiti di Carmignano e nel 1924 della Cassa Rurale di Monteriggioni. Realtà nate per raccogliere il risparmio locale e riportarlo nell’economia del territorio, finanziando soprattutto famiglie, agricoltori, commercianti e piccole imprese.

Il salto dimensionale è arrivato attraverso una lunga stagione di aggregazioni. Nel 1995 nacque Banca di Pistoia dall’unione delle casse rurali di Chiazzano-Pistoia e Spazzavento.

LE TAPPE

Nel 2010 la fusione fra Banca del Chianti Fiorentino e Banca Monteriggioni diede vita alla Banca del Chianti Fiorentino e Monteriggioni, che un anno dopo prese definitivamente il nome di ChiantiBanca. Nel 2012 arrivò l’acquisizione del Credito Cooperativo Fiorentino e infine, nel 2016, l’incorporazione delle banche di Pistoia e dell’Area Pratese.

Una successione di operazioni che ha progressivamente spostato il baricentro da una realtà del Chianti a un istituto con un orizzonte molto più ampio, pur restando all’interno del credito cooperativo e oggi di Iccrea, la principale federazione italiana di banche di credito commerciale.

La sede legale è a Monteriggioni, nel Senese, mentre la direzione generale è a San Casciano in Val di Pesa.

A rendere meno velleitaria una nuova fase d’espansione sono soprattutto i numeri. ChiantiBanca ha chiuso il 2025 con un utile netto superiore a 29,4 milioni e con profitti cumulati per 99,2 milioni nel triennio. La raccolta globale dalla clientela è arrivata a 4,377 miliardi, sostenuta anche da 177 milioni di nuova raccolta realizzata attraverso prodotti riservati ai soci. Gli impieghi lordi hanno raggiunto 2,136 miliardi, 74,4 milioni in più rispetto all’anno precedente. Ma è soprattutto la composizione del credito a raccontare la natura dell’istituto.

I NUMERI DELLA BANCA

Nel solo 2025 ChiantiBanca ha erogato 385 milioni di nuovi mutui: il 91% è andato a famiglie, imprese e artigiani e oltre il 73% a soci della cooperativa. Agli under 35 sono stati destinati 76 milioni. Anche la base sociale continua ad allargarsi: i soci hanno superato quota 34.400, circa 5 mila in più nell’arco di tre anni, con oltre 3.400 under 35. Numeri che ne fanno la più grande compagine sociale bancaria della Toscana e una delle maggiori fra le Bcc italiane.

Nel 2025 sono stati aperti inoltre più di 6.700 nuovi conti correnti. Alle spalle della crescita c’è anche uno stato patrimoniale solido. Il Cet1 ratio è salito dal 20,4 al 23,3%, mentre il patrimonio netto ha raggiunto 324,5 milioni. Contestualmente è diminuito il peso dei crediti problematici: l’Npl ratio è sceso dal 3,2 al 2,5% e il Texas ratio dal 5,8 al 4,4%. Sono margini che possono consentire alla banca guidata dal presidente Cristiano Iacopozzi, confermato nel 2026 per il triennio 2026-2028, e dal direttore generale Maurizio Farnesi di ragionare non soltanto in termini di difesa delle posizioni esistenti, ma di crescita.

La partita, semmai, sarà capire fino a dove possa spingersi una Bcc. ChiantiBanca non può e non vuole replicare il modello di Mps, né fare la fine della vecchia Banca Toscana, confluita prima nel gruppo Mps e poi progressivamente assorbita. Il terreno sul quale può competere è un altro: prossimità, presenza fisica, conoscenza delle imprese, dei laboratori artigiani e radicamento locale proprio mentre i grandi gruppi bancari continuano a concentrare strutture, reti e centri decisionali. È qui che il risiko intorno a Rocca Salimbeni può trasformarsi in un'occasione.

(riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO

229,00 € per 1 anno
328,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO + MF GPT PRO

138,00 € per 1 anno
198,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

160,00 € per 1 anno
229,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

-30%

SITO + MF GPT LIGHT
Sito senza limiti
+ The Wall Street Journal

69,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)