Barra dritta verso l’investment grade. Dopo le cessioni di alcune minorities delle controllate in Svezia e Danimarca e di 2.353 torri in Francia, l’amministratore delegato di Cellnex Marco Patuano continua a far cassa per ridurre l’indebitamento, che nel terzo trimestre di è ridotto di 300 milioni di euro a 17,6 miliardi.
Il colosso spagnolo delle torri di trasmissione, nel quale Edizione dei Benetton è il primo azionista con quasi il 10%, ha ceduto il ramo d’azienda delle reti private 5G al gruppo australiano Boldyn Network. Si tratta di un operatore specializzato nella costruzione di infrastrutture per imprese che in Italia ha appena vinto la gara del Comune di Roma per cablare le tre linee della metropolitana e portare piccole antenne nelle 100 maggiori piazze della Capitale.
Il ramo d’azienda comprende principalmente la finlandese Edzcom, controllata leader del mercato europeo nella progettazione, realizzazione e gestione di reti private 4G e 5G, soprattutto per clienti industriali dei settori manifatturiero, portuale, petrolio e gas, energetico e minerario. Oltre che in Finlandia, Edzcom è presente in Francia, Germania, Spagna, Svezia e Regno Unito.
Bocche cucite sul valore del deal, il cui closing è previsto entro la fine del primo trimestre del prossimo anno. Ma si tratta di un business ancillare a quello delle grandi torri di trasmissione, in cui Cellnex è il primo operatore in Europa e che dunque Patuano ha preferito valorizzare per riportare Cellnex, dopo la cavalcata del costo del denaro in Europa, a investment grade e rifinanziare progressivamente l'indebitamento a tassi più convenienti.
Cellnex ha alzato anche il velo sui conti dei nove mesi dell’anno, che si sono chiusi con ricavi cresciuti del 16% rispetto allo stesso periodo del 2022 e pari a 3,008 miliardi di euro. In progresso anche l'ebitda rettificato che grazie alla crescita organica è balzato a 2,248 miliardi di euro (+16%).
Il free cash flow è stato pari a 436 milioni di euro contro -774 milioni di euro dello stesso periodo dell'anno precedente, principalmente per l'effetto delle cessioni in Francia. Gli ammortamenti (+9% rispetto ai 9 mesi 2022) e gli oneri finanziari (+15%), entrambi associati agli asset acquisiti dal gruppo, hanno portato ad un risultato contabile netto negativo pari a -198 milioni di euro (rispetto a -255 milioni di euro nel 2022).
"Questo periodo è stato caratterizzato da un'eccellente performance commerciale e da un'esecuzione operativa coerente, con ricavi ed ebitda in linea con le previsioni e un free cash flow positivo prima del previsto. Ancora una volta, stiamo confermando tutti i nostri obiettivi finanziari a breve e medio termine, compreso il raggiungimento di un free cash flow positivo entro la fine dell'anno, in anticipo rispetto alla scadenza prevista del 2024, grazie a un rigoroso controllo delle spese Capex”, ha spiegato Capuano. Che ha concluso: “Stiamo facendo buoni progressi nella riduzione del debito grazie alla cessione di siti in Francia e alla recente operazione nei Paesi del Nord Europa". (riproduzione riservata)