Sono settimane intense per le attività di Ion Group in Italia. Se la società londinese fondata da Andrea Pignataro vuole chiudere entro l’estate l’acquisizione di Prelios, un’altra controllata del gruppo ha appena bussato al mercato per finanziarsi. Si tratta di Cedacri, la società di Parma specializzata in outsourcing informatico per il settore bancario.
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Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la società presieduta da Luca Peyrano (l’ex manager di Borsa Italiana che oggi è direttore generale di Ion Analytics) avrebbe appena emesso un bond da 350 milioni scegliendo Unicredit e Bnp Paribas come collocatori.
L’operazione dovrebbe servire per finanziare l’intenso piano di investimenti messo in campo dal nuovo proprietario. Dopo essere subentrato ai precedenti azionisti Ion ha infatti avviato una trasformazione profonda, spiega una fonte, potenziando la stabilità e la sicurezza dell’infrastruttura tecnologica, migliorando il servizio offerto alle banche clienti, dimezzando i tempi di sviluppo di progetti specifici e ripensando l’intera infrastruttura.
Sul debito Ion è attiva anche nella partita Prelios. Il gruppo di Pignataro sarebbe infatti molto vicino a un accordo con le banche per il finanziamento dell’acquisizione, che dovrebbe valere circa 700 milioni di euro. Un’intesa di massima è già stata raggiunta con la maggiore parte degli istituti coinvolti, a partire dai due italiani Unicredit e Banco Bpm. Nella compagine ci sarebbero anche l’americana Jp Morgan (da anni al fianco di Pignataro in molte operazioni straordinarie), la francese Bnp Paribas e la spagnola Santander. Si mormora inoltre di un’altra grande banca italiana pronta a entrare nel pool. Se insomma nulla che stato ancora formalizzato, la sensazione è che un accordo possa arrivare in tempi molto rapidi.
Le discussioni tra Davidson Kempner (il fondo di private equity americano, azionista di Prelios) e Ion sono iniziate quasi un anno e, per molti mesi, hanno proceduto a singhiozzo tra accelerazioni e battute d’arresto. Il cambio di passo è arrivato solo nelle ultime settimane, complici le aperture delle banche sul delicato tema del financing. L’accordo su cui Ion e DK stanno discutendo prevede infatti un enterprise value di 1,3 miliardi di euro (600 milioni di equity e per l’appunto 700 milioni di debito). «Siamo a buon punto. Siamo ottimisti e speriamo di entrare presto nel futuro insieme al gruppo Ion», ha sintetizzato nei giorni scorso il presidente di Prelios Fabrizio Palenzona. (riproduzione riservata)