Il reshoring delle obbligazioni in Italia, il loro rientro dai listini esteri, soprattutto da Lussemburgo e Irlanda, è una missione importante per Cdp. Si tratta infatti di un segmento stimato in 400 miliardi di euro. La Cassa vuole far crescere il mercato del debito in Italia e ha deliberato in tal senso il reshoring del proprio programma di emissione destinato a investitori istituzionali (ci sono circa 10 miliardi di obbligazioni sul mercato) come si è visto con il collocamento recente di un green bond da 500 milioni di euro che sarà quotato solo a Milano. Un collocamento osservato da vicino da molti gruppi partecipati o controllati dallo Stato che ora meditano di seguire l'esempio. Il bond è rendicontato in maniera dematerializzata ed è gestito da Euronext Clearing (l'ex Cassa di Compensazione), la clearing house del gruppo Euronext che controlla anche Borsa Spa.
Nel frattempo, la Consob ha approvato con la delibera 23574 lo snellimento della procedura per l'approvazione dei prospetti di emissione dei bond che permette di ridurre in maniera sensibile, fino a quasi una settimana, il via libera dell'Authority sui mercati grazie alla firma, d'ora in poi, del responsabile della divisione Consob competente per materia (che può delegare anche in via generale il vice responsabile) invece di attendere la riunione della Commissione competente come avvenuto fino ad oggi.
In tema di infrastruttura e tempistica, «Consob ha effettuato uno sforzo importante per allinearsi agli standard europei aspirando in questo modo a essere una delle autorità di vigilanza di riferimento», interviene Fabio Massoli, cfo di Cdp. Il green bond appena emesso da Cdp, prosegue l’esperto, «è il primo in Europa che utilizzerà la blockchain per la rendicontazione di come verranno impiegati per fini ambientali i 500 milioni raccolti. Ad oggi lo standard di mercato prevede la certificazione da parte di un soggetto esterno: la tokenizzazione, ovvero la registrazione delle informazioni sulla blockchain, consente all'emittente di comunicare quasi in tempo reale con gli investitori su come viene utilizzata la raccolta, aumentando la trasparenza».
E' chiaramente un passo nella direzione della Capital Markets Union e del Rapporto Draghi. «Cerchiamo di usare l'innovazione per rendere più efficienti costi e processi, è importante che cresca molto il mercato dei capitali come accesso alternativo al canale bancario. Gli alti costi sono uno degli elementi che hanno pesato ad esempio sul mercato dei minibond, rallentandone la crescita», nota Massoli.
La sperimentazione della Bce a cui Cdp ha partecipato con l’emissione del primo Digital Bond nel 2024 ha dimostrato «come la gestione di una obbligazione attraverso la blockchain possa semplificare l’intero processo abbattendone i costi in maniera sensibile. Il nostro obiettivo di lungo termine è far crescere il mercato dei capitali in Italia, anche consentendo alle pmi un accesso semplificato e a basso costo». Anche perchè, sottolinea Massoli, «le informazioni contenute nella blockchain sono immutabili, certificate e l’utilizzo di questa tecnologia è un passo di trasparenza verso tutti gli operatori. A questo punto la nascita di una piattaforma nazionale sarebbe un passaggio fondamentale per permettere la interoperabilità fra più blockchain esistenti».
Tramite queste piattaforme, infatti, si può atomizzare l'investimento, mettere in contatto domanda (pmi) e offerta (investitori) dando il via ad una« vera rivoluzione nel mondo dei capitali a sostegno delle piccole e medie imprese e del tessuto imprenditoriale italiano», conclude. (riproduzione riservata)