Per la prima volta in Italia, le carceri obsolete diventano un asset valorizzabile. Il governo accelera sul piano triennale di edilizia penitenziaria 2025-2027, che punta sulla riqualificazione e sulla costruzione di nuovi istituti attraverso partenariati pubblico-privati, e avvia il cantiere per mettere in piedi la piattaforma digitale di censimento.
L’architettura allo studio prevede la costituzione di uno o più fondi immobiliari ad apporto pubblico, destinati a contenere gli asset dismessi (o da dismettere) e a ospitare capitali di investitori istituzionali, Sgr o fondi infrastrutturali. Una strategia già sperimentata in altri comparti – dalle caserme dismesse alle Rsa – e che punta a generare cassa per finanziare la costruzione delle nuove carceri, senza gravare interamente sulla finanza pubblica.
Martedì 30 settembre si è svolta a Palazzo Chigi la terza riunione della Cabina di regia per l’edilizia penitenziaria, un tavolo oramai stabile che coordina gli interventi tra ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (Dap), il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (Dgmc) e il commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, Marco Doglio.
L’incontro ha fatto il punto sullo stato dei cantieri e sul censimento delle strutture esistenti, con la definizione di una piattaforma digitale dove far confluire tutte le informazioni catastali, urbanistiche e paesaggistiche. «L’obiettivo», ha spiegato il commissario Doglio a MF-Milano Finanza, «è completare questa fase entro fine anno, per poi partire con i bandi di gara e individuare gli istituti da delocalizzare o valorizzare»
Sul fronte edilizio, il piano triennale prevede 10.676 nuovi posti detentivi: 2.636 a cura del Dap, 57 dal Dgmc, 3.314 dal Mit e 4.669 dal Commissario Straordinario. La consegna dei posti avverrà in tre fasi: 506 nel 2025, 5.739 nel 2026 e 4.074 nel 2027. Sommando gli 859 posti già consegnati tra ottobre 2022 e settembre 2025, il totale della legislatura sarà di 11.178 nuovi posti.
L’elenco degli istituti interessati nei lavori dal 2026 è composto da: San Vito al Tagliamento, Isili Colonia Agricola (Ca), Forlì lotti 1 e 2, Oristano, Is Arenas (Su), Milano Opera, Brescia Verziano, Milano Bollate, Bologna, Roma Rebibbia lotto 1, Milano San Vittore Raggio IV e II.
La Cabina di regia, nata a giugno e ora attiva con cadenza periodica, rappresenta il punto di svolta per l’attuazione del Piano, poiché permette la circolazione coordinata delle informazioni tra ministeri e commissariati, riducendo i ritardi e migliorando la pianificazione dei cantieri.
Il progetto si inserisce in un contesto più ampio di razionalizzazione del patrimonio pubblico e di crescente interesse degli investitori per asset alternativi a lungo termine. Il piano triennale già approvato prevede 60 interventi strutturali: 3 già completati, 27 in corso e 30 pronti a partire. Si stimano 3.716 nuovi posti tramite ampliamenti e 5.980 recuperati tramite ristrutturazioni, per un totale di 9.696 posti detentivi aggiuntivi entro il 2027. La fase successiva, nei prossimi cinque anni, punta a ulteriori 5 mila posti, anche grazie alle risorse generate dal fondo immobiliare. (riproduzione riservata)