Il Partito liberale canadese, guidato dal primo ministro Mark Carney, vince le elezioni legislative del Paese dopo una campagna elettorale segnata dalle tensioni sui dazi sulle esportazioni imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Ma la corsa contro i conservatori è stata più serrata del previsto. Con il 95% dei seggi scrutinati, il partito di Carney è in testa con 166 seggi contro i 148 dei conservatori. Considerando che è necessario ottenere 172 seggi per avere la maggioranza assoluta Carney, 60 anni, potrebbe dover governare con il sostegno di uno dei partiti di opposizione, probabilmente il Bloc Québécois, a cui sono stati assegnati per ora 23 seggi.
L’esito del voto segna una rara quarta vittoria consecutiva per i Liberali. Uno scenario del genere sembrava altamente improbabile all'inizio dell’anno, quando il partito sembrava destinato a una sconfitta schiacciante a causa del crescente malcontento verso l’amministrazione dell’ex primo ministro, Justin Trudeau. Ma questo è accaduto prima che Trump iniziasse ad attaccare l’economia canadese e a minacciarne la sovranità, suggerendo che il Paese diventasse il 51º Stato americano. Le azioni di Trump hanno provocato una forte reazione contro il Partito conservatore, il cui leader, Pierre Poilievre, è stato visto fare campagna su una piattaforma molto simile a quella di Trump.
Se ne è approfitatto l’ex banchiere centrale Carney che ha guidato il sentiment anti-Trump da quando a marzo ha vinto la corsa alla leadership del suo partito dopo le dimissioni di Trudeau a gennaio. Ha mobilitato l'opinione pubblica contro le minacce del presidente degli Stati Uniti e ha fatto della difesa del Canada un punto centrale del suo programma, alimentando il nazionalismo canadese.
I suoi decenni di esperienza come banchiere centrale e consulente economico lo aiuteranno a guidare il Paese attraverso lo scontro commerciale con gli Stati Uniti. «Grazie Canada! Ho una domanda: chi è pronto a rendere il Canada più forte con me?», così Carney ha esordito nel suo discorso dopo la vittoria.
Poi ha ringraziato gli elettori, ricordando che ha scelto di entrare in politica perché ritiene che siano necessari grandi cambiamenti nel Paese «guidati dai grandi valori canadesi. Tra questi voglio sottolineare l'umiltà, l'ambizione e l'unità. Questi sono i valori canadesi e farò del mio meglio per rispettarli ogni giorno come vostro premier». L'umiltà, ha precisato, «consiste anche nel riconoscere che una delle responsabilità di un governo è prepararsi al peggio».
E non ha risparmiato una stoccata a Trump: «l'America vuole il nostro territorio e le nostre risorse. Il presidente Trump vuole spezzarci per far sì che l'America possa controllarci. Questo non accadrà mai». I canadesi sono ambiziosi «ma ora è tempo di essere audaci e affrontare questa crisi in modo unito», ha proseguito.
In quest’ottica «le nostre vecchie relazioni con gli Usa, basate su una crescente integrazione, sono finite. Questa è una tragedia, ma anche una nuova realtà», ha chiarito. «Abbiamo superato lo shock del tradimento americano, ma dobbiamo sempre ricordarci di questa lezione. Quando incontrerò il presidente Trump lo farò per discutere del futuro delle relazioni economiche e di sicurezza tra due Nazioni sovrane. E lo faremo sapendo che abbiamo molte altre opzioni rispetto agli Usa per garantire prosperità al Canada».
Una nuova strada è tracciata. «È tempo di creare nuovi corridoi energetici e commerciali lavorando in partnership con province, territori e popolazione indigena. È tempo di trasformare il Canada in una superpotenza nell'energia pulita. Costruiremo un'unica economia canadese e non 13 diverse economie. I prossimi mesi saranno sfidanti, andranno fatti sacrifici ma», ha concluso, «li faremo insieme». Carney eredita un’economia che potrebbe entrare in recessione in caso di una vera e propria guerra commerciale, ha dichiarato all’inizio del mese la Banca del Canada che ha interrotto la campagna di riduzione dei tassi d’interesse mentre valuta l’impatto delle tariffe statunitensi.
La prima a congratularsi con Carney è stata su X la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, sostenendo che il legame tra Europa e Canada è forte e si sta rafforzando sempre di più. «Non vedo l'ora di collaborare strettamente, sia a livello bilaterale che all'interno del G7», ha scritto su X Ursula von der Leyen, aggiungendo che «difenderemo i nostri valori democratici condivisi, promuoveremo il multilateralismo e ci batteremo per un commercio libero ed equo».
In scia all’esito del voto il dollaro canadese si è indebolito rispetto al dollaro statunitense, è sceso dello 0,2% a 1,3860, mentre i futures sul’indice di riferimento canadese S&P/TSX Composite sono pressoché invariati (l’indice ha sovraperformato l’S&P 500 per tre trimestri consecutivi fino alle elezioni). «La lieve debolezza può essere attribuita al fatto che è molto probabile che ci sarà un governo di minoranza», ha dichiarato Rodrigo Catril, strategist di National Australia Bank Ltd. a Sydney. Ora, «l’attenzione dovrebbe spostarsi sui negoziati tra Stati Uniti e Canada, che saranno più rilevanti nel breve termine per il dollaro canadese».
Il dollaro canadese ha toccato il suo livello più basso in oltre vent’anni a inizio febbraio, quando Trump ha annunciato per la prima volta dazi sulle importazioni dal Canada e dal Messico. Da allora ha recuperato parte del terreno, grazie all’allentamento di alcune restrizioni commerciali e al rinvio dei negoziati fino al termine delle elezioni. La valuta canadese è salita del 4% contro il dollaro statunitense finora quest’anno, poiché gli investitori si sono allontanati dagli asset Usa, ma i guadagni sono inferiori rispetto a quelli registrati da molte altre valute del G10. Gli analisti non scommettono su un ulteriore recupero. La scorsa settimana, gli strateghi di Citi hanno dichiarato che il dollaro canadese potrebbe scendere fino a 1,45 per dollaro se le tensioni commerciali con gli Stati Uniti dovessero riacutizzarsi. Tuttavia, secondo i dati della Commodity Futures Trading Commission per la settimana conclusa il 22 aprile, i fondi speculativi sono al minimo del pessimismo sulla valuta canadese da un anno a questa parte. (riproduzione riservata)