Il titolo Campari cede il 2,7% a 10,03 euro per 11,65 miliardi di capitalizzazione (+5% da inizio anno) venerdì 15 dicembre, il giorno dopo aver annunciato la maggiore acquisizione della storia del gruppo. Probabilmente l’ultima operazione importante del ceo Robert Kunze-Concewitz, che ha annunciato il ritiro ad aprile del prossimo anno. Il Ftse Mib, nel frattempo, sale dello 0,7%.
Campari ha annunciato di aver avviato trattative in esclusiva con Beam Santory per acquisire il 100% della società che controlla il prestigioso marchio di cognac Courvoisier, insieme alle relative strutture produttive. Courvoisier è il 4° player mondiale nel cognac con una market share del 5% (Hennessy, Remy Cointreau e Pernod Ricard controllano l’83% del mercato). Nel 2022 ha realizzato un fatturato di 249 milioni di dollari (60% in Usa, 16% in UK, 9% in Cina e 3% nel Travel Retail), con un CAAP (Contribution After A&P, advertising and promotion) di 78 milioni di dollari.
Il prezzo di acquisto è stato fissato in 1,32 miliardi di Enterprise Value in assenza di debito/cassa (17 volte il Caap 2022, ovvero 16 volte il rapporto Ev/Ebitda), di cui 1,2 miliardi al closing e 0,12 miliardi come earn-out al 2029 in base al raggiungimento del target di vendite per il 2028. Il valore include 365 milioni di dollari di liquido in invecchiamento a magazzino, a supporto della crescita futura (Ev/Caap di 12x ex-magazzino). Il closing è atteso nel 2024.
Equita Sim sottolinea che «si tratta dell’acquisizione più rilevante della storia del gruppo (dopo Grand Marnier, con un Ev di 652 milioni nel 2016)» e vede «un forte razionale strategico», dal momento che, con questa operazione Campari:
1. rafforza il portafoglio con un brand premium, aumentando l’esposizione al mercato Usa e aprendo un’importante opportunità di sviluppo nel medio-termine in Asia;
2. entra nella categoria del cognac che, con un’incidenza pari all’8% delle vendite proforma 2022, rappresenterà il quarto pilastro della crescita del gruppo, insieme ad Aperitivi (36%), Tequila (8%) e Bourbon (8%).
3. Courvoisier, «coerentemente con le dinamiche di settore, sta vedendo un calo temporaneo legato alla normalizzazione della domanda in Usa e al destocking (fatturato -33% nei primi 10 mesi del 2023), ma il management è fiducioso sulla crescita strutturale della categoria caratterizzata da un «forte pricing power e da un trend strutturale di premiumization nei principali mercati ovvero Cina (35% del valore retail), Usa (25%) e travel retail (sopra il 10%);
Dopo un bridge financing, la società si riserva di valutare alternative di finanziamento anche con un mix di debito/equity a seconda del contesto di mercato. In caso di finanziamento interamente a debito il rapporto debito/ebitda pro-forma ad oggi salirebbe vicino a 4 volte (rispetto a 2,3 volte attese al 2023 stand-alone) «ma pensiamo potrebbe rientrare sotto 3 volte già nel 2025», scrivono gli analisti.
L’operazione «conferma la capacità del gruppo di cogliere importanti opportunità strategiche a prezzi ragionevoli, anche se con impatto sulla valutazione sostanzialmente neutrale e un profilo di indebitamento più elevato». Il titolo tratta a 25,5 volte il rapporto prezzo/utili atteso al 2024, a premio del 43% rispetto allo Stoxx Food&Beverage e rispetto al 57% medio del periodo 2018-22 e 45% pre-pandemia, calcola la Sim milanese.
Equita conferma quindi il rating hold e il target price di 11,2 euro su Campari parlando di «importante opportunità strategica a prezzi ragionevoli».
Gli analisti di Barclays (rating equalk weight, target price 11,3 euro su Campari) ricordano che, «dopo una crescita significativa durante il Covid, il cognac statunitense è stata la categoria più colpita da una forte normalizzazione della domanda nel 2023, finita con due profit warning di Remy Cointreau quest'anno».
Dei cinque principali marchi di cognac statunitensi, Courvoisier ha il prezzo medio più basso del mercato a 30 dollari per 75 centilitri. «È importante sottolineare che, come ha detto Remy Cointreau, la categoria ha assistito a promozioni di prezzo aggressive, in particolare da parte di Hennessy, che ha un prezzo medio di 50 dollari», scrive Barclays. Sebbene esistano «evidenti preoccupazioni sulle potenziali implicazioni dei prezzi promozionali...», gli analisti sottolineano «la maggiore probabilità di pressioni competitive a breve termine dal momento che il prezzo di Hennessy si avvicina in modo aggressivo a quello di Courvoisier».
Gli analisti di Intesa Sanpaolo (rating hold, target price 10,4 euro) scrivono che, al valore di 1,2 miliardi di dollari (escluso l’earn-out) e un rapporto Ev/Caap implicito di 17 volte rispetto alle 11 volte di Campari, l'incremento dell’utile per azione (eps) «sarà limitato a una singola cifra fino al 2027, a meno che la domanda di cognac non acceleri significativamente dopo il forte calo di quest'anno per una massiccia riduzione delle scorte a seguito della normalizzazione dei consumi». (riproduzione riservata)