Bper, anche grazie alla fusione con la Banca Popolare di Sondrio (closing entro fine aprile 2026), ha riportato ricavi migliori delle attese degli analisti nel quarto trimestre del 2025 (a 1,943 miliardi, +4% anno su anno) con sorprese positive su tutte le linee, in particolare da finanza/altri proventi di gestione. E il titolo a Piazza Affari strappa un +1,50% a 12,5 euro, spingendo verso l’alto anche quello della Sondrio (+0,42% a 17,98 euro).
E questo anche se i conti sono stati impattati dalle voci straordinarie legate al consolidamento e al processo di integrazione della Sondrio: oneri di integrazione legati al processo di consolidamento per -288 milioni e impatto Ppa per -181,775 milioni.
Il margine di interesse a 1,111 miliardi nel quarto trimestre, -2% anno su anno ma +3% trimestre su trimestre, è risultato del 3% superiore alle stime di Equita (rating buy e target price a 14 euro confermati sull’azione). Anche le commissioni pari a 696 milioni (+3% anno su anno) sono risultate del 5% sopra le attese con un ottimo andamento di quelle da investimento (+10% per Bper stand alone) e con il trading e altri proventi di gestione a 128 milioni contro i attesi.
A sorprendere in positivo sono stati anche i costi operativi, in calo del 6% anno su anno e del 6% migliori delle previsioni con un rapporto cost/income al 45% (era atteso più elevato al 52%). A questo Equita aggiunge gli accantonamenti per perdite su crediti più bassi con un costo del rischio di 27 punti base contro i 34 stimati e un Npe ratio al 2,1% (dal 2,3% del terzo trimestre del 2025).
Per chiudere con il solido coefficiente patrimoniale Cet1 al 14,8% (da 15,1% del terzo trimestre del 2025; ha beneficiato anche di un impatto di 43 punti base trimestre su trimestre dovuto al deconsolidamento di Alba Leasing), coerente con la guidance a oltre il 14,5% e l’attesa della sim del 14,9%, e la proposta di un dividendo di 0,65 euro per azione (di cui 0,55 euro per azione pagabili in primavera dopo l’acconto di 0,1 euro riconosciuto a novembre) sostanzialmente in linea rispetto alle attese di Equita.
Il dividendo corrisponde a un payout del 75% sull’utile. Bper si è anche riservata di assumere nel corso dell'anno decisioni in ordine all'eventuale distribuzione di un acconto sul dividendo a valere sull'esercizio 2026.
Anche Banca Akros (rating accumulate e target price a 13 euro) ha apprezzato l’evoluzione positiva della redditività operativa di Bper, anche grazie alla crescita dei ricavi molto più forte del previsto (del 7% sopra il consenso).
Intermonte (rating buy e target price a 14,20 euro) parla di risultati migliori delle attese soprattutto a livello di ricavi, spese operative (-0,9 miliardi grazie anche alla riduzione di 300 unità del personale rispetto al terzo trimestre) e capitale. Senza contare la posizione di liquidità elevata con l’indice liquidity coverage ratio al 31 dicembre 2025 pari al 172%, mentre l’indice net stable funding ratio è pari al 134%.
Deutsche Bank (rating buy e target price a 12,10 euro) osserva che il margine di interesse, cresciuto del 3% trimestre su trimestre rappresenta la migliore performance finora registrata dalle banche italiane ed è del 4% sopra le sue stesse: la maggior parte dell’incremento è dovuta a una maggior sensibilità ai tassi.
Anche la crescita dei volumi dei prestiti è stata solida (+2% trimestre su trimestre, in parte guidata dal +5% della Sondrio), ma non ha ancora contribuito all’espansione del margine di interesse: «non possiamo escludere che un contributo maggiore dalla crescita dei prestiti sarà visibile nei prossimi trimestri». Anche le commissioni sono risultate molto più forti del previsto, il 6% sopra le stime di Deutsche Bank, grazie soprattutto al business assicurativo vita, raddoppiato rispetto al trimestre precedente.
Il dividendo di 0,65 euro per azione è leggermente superiore ai 0,61 previsti dalla banca tedesca, con un dividend yield complessivo del 5%. «Riconosciamo che il nostro price target è inferiore all’attuale prezzo delle azioni; prevediamo di rivedere il nostro modello e le nostre valutazioni dopo un’analisi più approfondita dei dati trimestrali», conclude Deutsche Bank.
Attualmente il consenso Bloomberg vede 13 rating buy sull’azione, 1 hold e zero sell con un target price medio a 13,35 euro che implica un potenziale margine di apprezzamento del 6,6% rispetto alla quotazione attuale. (riproduzione riservata)