La borsa di Milano si presenta positiva al rush finale, in linea con il resto d’Europa. In chiusura di seduta il Ftse Mib segna +0,4% a 30.354 punti, +0,55 il Dax, +0,08% il cac 40 e +0,3% il Ftse 100. Piazza Affari si mantiene cauta dopo un 2023 nel complesso favorevole e gli operatori che continuano a interrogarsi sulla tempistica di riduzione dei tassi da parte delle banche centrali.
A Piazza Affari salgono Mps (+2,8%), Cucinelli (+2,6%), Amplifon (+1,8%) e Prysmian (+1,86%). In fondo al listino Stellantis (-1,18%), poco mossa invece Ferrari (+0,22%). In rosso Salvatore Ferragamo (-1,13%) dopo che Morgan Stanley ha ridotto da 11,5 a 10 euro il prezzo obiettivo, confermando la raccomandazione underweight. Focus anche su Maire (+1,35%) dopo che il gruppo si è aggiudicato lo studio di fattibilità per supportare la società americana LanzaTech e la società di gestione dei rifiuti di Abu Dhabi Tadweer.
In assenza di grandi spunti proseguono senza scossoni le borse europee (+0,2% il Ftse Mib). Sulla stessa scia apre Wall Street dove alle 15:30 il Dow Jones segna un rialzo dello 0,02%, l’S&p dello 0,25 e il Nasdaq dello 0,3%. La conferma sul dato dell’inflazione in frenata nella zona euro e le parole dei banchieri centrali continuano a riflettersi positivamente sui rendimenti dei titoli di Stato. Il Btp decennale è sceso al 3,66% con il Bund pari scadenza al 2,02% e lo spread a quota 163 punti.
Non brillano le borse europee ma restano comunque sopra la parità (+0,17% il Ftse Mib, +0,4% il Dax, +0,03% il Cac 40 mentre Londra resta sotto la parità -0,08%) in attesa dell’apertura di Wall Street. I future lasciano presagire un’apertura in rialzo delle borse Usa con il future sul Dow Jones in rialzo dello 0,3% e quello sull’S&P in rialzo dello 0,2%. Dopo la corsa della scorsa settimana in scia alle dichiarazioni delle banche centrali gli investitori sembrano ora diriggersi con cautela verso fine anno.
Le borse europee restano fiacche a metà seduta: +0,02% il Ftse Mib, +0,4% il Dax, -0,01% il Cac40, -0,02% il Ftse 100. Sul fronte delle materie prime, i futures del gas naturale europeo sono scesi di quasi l’8% sotto i 33 euro per megawattora (a 32,98 alle 12:30), invertendo un aumento del 7% rispetto alla sessione precedente.
Gli investitori stanno ignorando le preoccupazioni sul petrolio legate alle interruzioni delle spedizioni, spostando la loro attenzione sulle forniture già abbastanza abbondanti e sulle temperature miti. In mezzo ai crescenti attacchi contro le navi commerciali da parte dei militanti Houthi sostenuti dall’Iran nel Mar Rosso, le navi cisterna per il trasporto del Gnl hanno modificato le loro rotte. Nonostante ciò, le spedizioni cruciali di Gnl dal Qatar all’Europa continuano attraverso il Mar Rosso e il Canale di Suez. Al 17 dicembre, i livelli di stoccaggio del gas nell’Unione Europea erano pari all’88,7%, con la Germania al 91%, la Francia all’87,3% e l’Italia all’86,6%.
Piazza Affari è in leggero rialzo (Ftse Mib +0,07% a 30.261punti) mentre gli investitori continuano a stimare quando avverranno i primi tagli dei tassi, adottando un atteggiamento cauto che aumenta la volatilità. Salgono anche il Dax (+0,4%) e il Ftse 100 (+0,09%), mentre resta piatto il Cac 40 (+0,01). Il focus del mercato resta «sul macro, sulle trimestrali e su tutti i fattori che possono suggerire un eventuale rallentamento della crescita», sostiene Alberto Tocchio, head of European Equity and Thematics di Kairos Partners.
A metà mattina gli investitori guardano ai dati della zona euro dove la lettura finale sull’indice dei prezzi al consumo di novembre si è attestato a -0,6% su base mensile, un dato migliore delle stime del consenso di -0,5%. A livello tendenziale, il dato rimane in crescita del 2,4%.
Sul fronte azionario, gli industriali tornano in luce in scia alle prospettive di un più facile accesso al credito nel 2024. Prysmian è la migliore blue chip, in progresso del 2,11% dopo l’annuncio della riorganizzazione delle attività. Segue Amplifon (+1,86%). Segno più poi su Iveco (+0,66%) e StM (+0,58%), mentre Stellantis è venduta (-2,14%) dopo i guadagni delle ultime due settimane. Si segnalano anche Campari (+1,68%) e Diasorin (+0,87%), che rimbalzano dopo i recenti cali, catalizzati dal newsflow della scorsa settimana.
Fuori dal listino principale, focus poi su Sesa, in progresso del 4,23% a 120,7 euro in attesa della call di presentazione dei conti previsionali per il secondo trimestre 2024.
Il Ftse Mib si muove piatto attorno a 30.263 punti, salgono Prysmian (+2,2%), Amplifon, (+1,8%), Mps (+1,6%), Campari (+1,3%), vendite invece su Stellantis (-1,6%).
La Banca centrale europea ha pubblicato i risultati del processo di revisione e valutazione prudenziale (supervisory review and evaluation process, Srep) per il 2023 nonché le priorità di vigilanza per il 2024-26.
Lo Srep è un’attività centrale della vigilanza bancaria europea, in quanto consente di valutare i rischi cui sono esposte le banche e la qualità della gestione di tali rischi. In base ai risultati dello Srep la Bce determina i requisiti patrimoniali e adotta misure qualitative per porre rimedio alle carenze delle singole banche. Gli esiti della valutazione sono inoltre considerati ai fini della definizione delle priorità di vigilanza della Bce per il triennio successivo.
Il settore bancario dell’area euro ha continuato a mostrare solidità e buona capacità di tenuta nel 2023. Le banche hanno mantenuto in media solide posizioni patrimoniali e di liquidità, ben al di sopra dei requisiti regolamentari. La redditività è tornata a livelli che non si osservavano da più di un decennio, rafforzando la capacità di resistere agli shock esterni, come rilevato dai risultati della prova di stress a livello di Ue del 2023.
Tuttavia, le deboli prospettive macroeconomiche e l’inasprimento delle condizioni di finanziamento restano una fonte di rischio per le banche europee. Il rapido aumento dei tassi di interesse ha contribuito a dare impulso alla redditività complessiva delle banche, ma tale effetto si ridurrà man mano che i più elevati tassi di interesse saranno trasmessi ai depositanti. Al tempo stesso, il rialzo dei tassi di interesse ha contribuito ai rischi di credito, di valutazione e di liquidità. Le turbolenze dei mercati dello scorso marzo hanno infatti evidenziato l’importanza per il settore bancario di un’efficace gestione del rischio di tasso di interesse.
In tale contesto, il punteggio Srep è rimasto in media sostanzialmente stabile a 2,6 (in una scala da 1 a 4): al 70% delle banche è stato assegnato lo stesso punteggio del 2022, al 14% un punteggio peggiore e al 15% un punteggio migliore.
Durante il ciclo 2023, il lavoro degli esperti di vigilanza è stato finalizzato a comprendere meglio i fattori sottostanti la debolezza dei modelli di business. Si è notato che le debolezze strutturali ricorrenti sono attribuibili a una pianificazione strategica carente (1) e a una diversificazione insufficiente (2), esacerbate ulteriormente dalle lacune nella governance interna (3).
In esito a tale valutazione, il requisito di secondo pilastro (Pillar 2 requirement, P2R) in termini di capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1, Cet1) per singola banca ha registrato in media un lieve incremento, dall’1,1% a circa l’1,2% delle attività ponderate per il rischio (risk-weighted assets, Rwa). I P2R comprendono requisiti aggiuntivi a fronte delle attività rischiose di leveraged finance stabiliti per otto banche e requisiti aggiuntivi a fronte delle esposizioni deteriorate applicati a 20 banche.
I requisiti complessivi e gli orientamenti di secondo pilastro non vincolanti in termini di Cet1 sono aumentati in media all’11,1% rispetto al 10,7% del 2023. Tale andamento è stato determinato principalmente dalla reintroduzione o dall’incremento in diversi paesi delle riserve di capitale anticicliche oppure, in misura minore, da modifiche dei profili di rischio e dei requisiti aggiuntivi per le esposizioni deteriorate. I requisiti complessivi e gli
orientamenti di secondo pilastro in termini di capitale totale sono saliti lievemente al 15,5% delle Rwa, dal 15,1% del ciclo Srep 2022.
La Bce ha applicato per la prima volta un requisito di secondo pilastro sul coefficiente di leva finanziaria a sei banche connotate da un rischio
particolarmente elevato di leva finanziaria eccessiva. Tale requisito obbligatorio a livello di singola banca è ammontato in media a 10 punti base e si è aggiunto al requisito minimo vincolante sul coefficiente di leva finanziaria del 3% applicato a tutte le banche. La Bce ha inoltre emanato
orientamenti di secondo pilastro sul coefficiente di leva finanziaria nei confronti di sette banche, nonché misure quantitative in materia di liquidità che prevedono periodi di sopravvivenza minimi e una riserva di liquidità specifica per valuta nei confronti di tre banche.
In tale contesto, la Bce ha ridefinito in parte le proprie priorità di vigilanza per i prossimi tre anni. Per rafforzare la capacità di tenuta delle banche agli shock macrofinanziari e geopolitici immediati (priorità 1), la Bce chiederà alle banche di porre rimedio alle carenze nei propri sistemi di gestione delle attività e delle passività e nella gestione del rischio di credito e di controparte. Le banche devono inoltre accelerare gli interventi per porre efficacemente rimedio alle carenze nella governance interna e nella gestione dei rischi climatici e ambientali (priorità 2). Esse devono altresì compiere ulteriori progressi nella trasformazione digitale e nella realizzazione di solidi assetti di resilienza operativa (priorità 3).
Piazza Affari apre positiva, martedì 29 dicembre, il Ftse Mib sale dello 0,1% a 30.273 punti con Prysmian (+1,1%), StM, Amplifon (+0,8%) e Hera (+0,6%). Giù invece Bper (-0,8%), Moncler, Eni e Recordati.
I fari dei mercati restano puntati sulle banche centrali. «La Banca Centrale Europea dovrebbe tagliare i tassi ad un certo punto nel 2024, dopo averli mantenuti a un livello elevato del 4% abbastanza a lungo da abbattere l’inflazione», ha detto in un’intervista François Villeroy de Galhau, membro del Consiglio direttivo della Bce. «Tra l'aumento dei tassi, che, salvo sorprese, è finito, e il taglio, che dovrebbe avvenire nel 2024, esiste un plateau», ha detto Villeroy.
La Banca di Francia ha tagliato le previsioni sull’inflazione quest’anno e il prossimo. Il ritmo dell’aumento dei prezzi nella seconda economia dell’Eurozona rallenterà al 2,5%% in media nel 2024 e all’1,8% nel 2025 dopo il 5,7% di quest'anno, ha spiegato la Banca centrale francese. Le precedenti previsioni di settembre erano superiori di 0,1 punti percentuali sia per il 2023 che per il 2024.
I futures sullo Eurostoxx 50 si muovono positivi (+0,18%) martedì 19 dicembre, mentre il petrolio Wti americano cede lo 0,14% a 72,37 dollari il barile nonostante le forti difficoltà nella zona del Mar Rosso, con le petroliere prese di mira dai ribelli Houthi sostenuti dall’Iran. Un effetto della guerra in corso a Israele con Hamas.
Gli investitori continuano ad anticipare tassi di interesse più bassi negli Usa il prossimo anno, nonostante le opinioni contrastanti come quella del presidente della Fed di New York John Williams e del presidente della Fed di Atlanta Raphael Bostic. I dati economici chiave, inclusa l’inflazione (Pce), saranno attentamente monitorati per comprendere meglio le pressioni sui prezzi. In mattinata sono attesi i discorsi di tre membri Bce poco prima dell’aggiornamento sull’inflazione di novembre in Eurozona, un dato che Francoforte tiene costantemente sotto controllo.
09.00 Simkus, Kazimir, Vujcic (BCE) discorsi
11.00 Eurozona, inflazione novembre
14.30 USA, permessi edilizi novembre
14.30 USA, apertura cantieri novembre
18.30 USA, Bostic (Fed votante 2024): discorso su outlook economico
La navigazione nel Mar Rosso si sta fermando, con le petroliere inattive e le navi porta container che si muovono intorno all’Africa mentre i militanti Houthi sostenuti dall’Iran hanno intensificato gli attacchi. Lunedì due giganti europei del petrolio e del gas, scrive Bloomberg, hanno comunicato che le loro petroliere eviteranno le acque al largo delle coste dello Yemen (un punto di passaggio inevitabile per le navi che utilizzano il Canale di Suez per arrivare in Europa dall’Asia). Si sono uniti ai principali trasportatori di container che hanno abbandonato l’area la settimana scorsa. La crescente minaccia ha anche spinto gli Stati Uniti ad annunciare una nuova task force marittima per proteggere le navi commerciali. Infatti, il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin ha annunciato una nuova operazione marittima destinata a proteggere le navi commerciali che attraversano il Mar Rosso dagli attacchi dei militanti Houthi.
Unicredit farà delle acquisizioni nei prossimi anni nei paesi del Centro-Est Europa mentre operazioni in Germania, Austria e Italia sono meno probabili a causa delle condizioni dei mercati e dei prezzi troppo alti, ha detto il ceo Andrea Orcel in un'intervista alla Faz.
La trasformazione della forma societaria della controllata Hvb in GmbH da AG potrebbe favorire un'operazione di M&A in Germania, Commerzbank sarebbe l’opzione preferita.
Tlc, l'aria di risiko spinge Telecom Italia che negli ultimi giorni sale in borsa con i rumors sul consolidamento e la causa di Vivendi. L'offerta di Iliad per rilevare le attività italiane di Vodafone scalda il mercato, così come la mancata richiesta di sospensiva di Vivendi.
Arera ha proposto in una consultazione avviata il 12 dicembre una tassa da 4,5 miliardi di euro sul gas stoccato per colmare il gap tra il prezzo di acquisto pagato da Snam e Gse nel 2022 e le quotazioni correnti, secondo fonti di stampa.
Quanto a Unipol, il patto tra alcune cooperative azioniste, che raccoglie circa il 39,7% del capitale sociale è stato tacitamente rinnovato per tre anni fino al 15 dicembre 2026, non essendo pervenute disdette entro il termine del 15 giugno scorso.
La Lazio affronterà i campioni tedeschi del Bayern Monaco negli ottavi di finale di Champions League.
Il gruppo di moda di lusso Golden Goose punta a raccogliere circa 1 miliardo di euro dall'ipo a Milano, secondo Reuters. In un'intervista, il presidente di Feralpi, Giuseppe Pasini, conferma l'intenzione di quotare la società in Borsa ma esclude che possa avvenire nel 2024. (riproduzione riservata)