Il Ftse Mib accelera nell’ultima parte della seduta e giovedì 4 gennaio 2024 chiude a 30.403,96 punti, in rialzo dell’1% dopo essere rimasto per la maggior parte della giornata poco sopra la parità.
Il listino milanese beneficia soprattutto dei rialzi consistenti di Leonardo (+5,7%), Banco Bpm (+4,1%), Saipem (+3,2%) e Bper Banca (+3,1%). In calo, invece, Stm (-3,9%), Moncler (-1,6%), Brunello Cucinelli (-1,5%) e Diasorin (-1,4%). Spread btp/bund a 167 punti.
Il Ftse Mib si mantiene stabile sopra i 30.100 punti. Alle 15 il listino milanese guadagna lo 0,2%, trainato dai rialzi di Leonardo (+3,95%) e Saipem (+3,29%). La società di Difesa e Aerospazio, in particolare, scambia sopra i 16 euro per azione dopo che nelle prime sedute del 2024 ha superato per la prima volta in sei anni i 15 euro. Tra le blue chip corrono anche Banco Bpm (+2,2%) e A2a (+1,7%). In rosso, invece, Stm (-4,95%), Diasorin (-1,8%), Brunello Cucinelli (-1,5%) e Nexi (-1,35%). Spread btp/bund a 169 punti.
Poco mosso il titolo di Poste Italiane (+0,25%) dopo che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella tradizionale conferenza stampa di fine anno (rimandata a oggi, 4 gennaio 2024, per problemi di salute) ha aperto all’ipotesi che lo Stato ceda una quota non di controllo della società. In lieve ribasso, invece, Mps (-0,5%) su cui la premier si è espressa con soddisfazione: «Su Mps abbiamo dato un bel segnale», ha detto, riferendosi alla vendita del 25% da parte del Mef a novembre.
In generale, commentando l’avvio volatile dei mercati nel nuovo anno, gli esperti di Liberum si dicono «ottimisti» per il 2024, anche se «pensiamo che gli investitori dovrebbero aspettare un po'». Secondo gli analisti, infatti, l’anno dovrebbe partire debole per poi rivelarsi più positivo a partire da marzo.
Alle ore 13,15 circa il Fts Mib sale dello 0,25% a 30.177 punti con Leonardo (+3,8%), Saipem (+3,3%), Bper (+1,6%) e Banco Bpm (+1,5%). StM cede quasi il 5%, Diasorin, invece, perde l’1,3%, come Brunello Cucinelli, mentre Nexi e Moncler lo 0,6%.
Le azioni dei produttori europei di chip, tra cui StM (-6%) e Infineon (Dax, -4%) sono sotto stress dopo che Mobileye, società di tecnologia per la guida autonoma quotata al Nasdaq (-25% nel pre market di Wall Street), ha lanciato un warning sui ricavi e ora prevede entrate per il 2024 al di sotto delle aspettative degli analisti. Infineon e StM sono titoli altamente esposti al settore dei semiconduttori per le auto.
La premier Giorgia Meloni vede l’economia italiana crescere più velocemente della media dell’Unione europea quest’anno. Parlando giovedì in conferenza stampa, Meloni ha spiegato che «Non sappiamo come si svilupperà l’economia quest’anno, la crescita sarà comunque superiore alla media europea». Aggiungendo, in merito ai tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea: «Confido che quest’anno potremo prevedere una riduzione del costo del denaro».
La Commissione Europea, braccio esecutivo dell’Ue, prevede una crescita dell’Eurozona dell’1,3% quest’anno e dello 0,9% per l’Italia. La Banca d'Italia ha tagliato le previsioni di crescita del Paese e si aspetta una crescita dello 0,7% nel 2023 e dello 0,6% nel 2024 a causa della stretta condizioni monetarie e creditizie.
Alle ore 10:30, dopo la pubblicazione del dato sul Pmi composito in Italia, il Ftse Mib sale dello 0,6% a 30.276 punti grazie a Leonardo, Saipem (+2%), Generali e Banco Bpm (+1,5%). Vendite invece su Brunello Cucinelli (-0,8%), Iveco (-0,5%), Tenaris e Interpump (-0,09%).
Il Pmi compostito (HCOB) Italia è salito a 48,6 a dicembre 2023 da 48,1 di novembre, indicando il settimo mese di contrazione dell’attività del settore privato italiano (lo sono tutti i valori sotto 50), anche se a un ritmo più moderato. La flessione è stata attribuita ai continui cali nel settore manifatturiero (45,3 contro 44,4) e dei servizi (49,8 contro 49,5).
Il calo dei nuovi ordini è stato consistente, invariato rispetto a quello registrato nel periodo precedente. Nel frattempo, le aziende hanno lavorato sugli ordini in sospeso, registrando un tasso più rapido di esaurimento degli arretrati e il numero dei dipendenti è aumentato dopo due mesi di tagli. Sul fronte dei prezzi, a dicembre i costi di produzione sono aumentati al ritmo più debole degli ultimi cinque mesi, mentre i costi di produzione sono cresciuti ai massimi da sette mesi, spinti dall’inflazione nel settore dei servizi.
Piazza Affari apre bene, giovedì 4 gennaio, il Ftse Mib sale dello 0,4% a 30.215 punti dopo una difficile sessione precedente e il calo di Wall Street innescato dai verbali della Fed.
Salgono bene Leonardo (+1,5%), Eni, Saipem e Banco Bpm (+0,9%). In calo Brunello Cucinelli, Iveco (-0,5%), Stellantis e Nexi.
Dopo la brutta sessione di mercoledì, i futures sullo Euro Stoxx 50 sono positivi per lo 0,29% alle ore 8:25 del 4 gennaio. L’Asia nel frattempo viaggia in rosso depressa dagli incerti verbali della Fed pubblicati nelle scorse ore. E’ una giornata ricca di appuntamenti macro, dal Pmi servizi di dicembre in Italia ed Eurozona, alle richieste di disoccupazione negli Usa, al Pmi servizi degli Stati Uniti e all’aggiornamento sulle scorte del petrolio.
Dopo il Fomc, ora i mercati sono meno sicuri rispetto a poche settimane fa che la Fed taglierà i tassi già a marzo. E i dati di oggi, a partire dalla lettura sullo stato delle buste paga del settore privato Usa, forse aumenteranno lo scetticismo.
Gli operatori ora vedono una probabilità del 77% di una riduzione di 25 punti base dei tassi il 20 marzo, un cambiamento considerevole rispetto a prima del nuovo anno, quando un taglio era pienamente scontato. Si prevede che il rapporto ADP di giovedì mostri che le società hanno continuato ad assumere a dicembre in maniera considerevole (attese Bloomberg, 125.000 persone).
Come hanno mostrato i verbali della riunione di dicembre della Fed, i funzionari ritengono che, con i problemi sulla catena di approvvigionamento ora in gran parte risolti, ulteriori progressi nel contenere l’inflazione dovranno arrivare da una domanda di lavoro più debole. Questo è il motivo per cui, anche se l’inflazione si è dimezzata nell’ultimo anno fino a quasi il 3%, è improbabile che l’ultimo miglio verso l’obiettivo del 2% della Fed avvenga in tempi brevi. E questo è il timore degli economisti.
La Federal Reserve ha mantenuto i tassi stabile al 5,25%-5,5% per la terza riunione consecutiva a dicembre 2023, in linea con le aspettative ma ha indicato tagli di 75 punti base nel 2024. Il board ha detto, secondo quanto riportano i verbali pubblicati mercoledì (Fomc), che la crescita economica ha rallentato il passo e l’aumento dei posti di lavoro è aumentato in maniera moderata ma resta forte, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto basso. L’inflazione si è attenuata nell’ultimo anno, ma rimane elevata.
La banca centrale ha pubblicato nuove proiezioni. La crescita del Pil è prevista più elevata quest’anno (2,6% contro 2,1% nella proiezione di settembre), ma leggermente inferiore nel 2024 (1,4% contro 1,5%). Inoltre, l’inflazione Pce è stata rivista al ribasso sia per il 2023 (2,8% contro 3,3%) che per il 2024 (2,4% contro 2,5%), così come l’inflazione Pce core che è prevista al 3,2% nel 2023 (contro 3,7%) e al 2,4% (contro 2,6%) l’anno prossimo. Le proiezioni sulla disoccupazione sono rimaste stabili al 3,8% per il 2023 e al 4,1% per il prossimo anno. Il cosiddetto dot plot mostra che la proiezione mediana del tasso dei fed funds per la fine del 2024 è scesa al 4,6% dal 5,1% osservato a settembre.
08.45 Francia, inflazione armonizzata dicembre
09.15 Spagna, Pmi servizi dicembre
09.45 Italia, Pmi servizi dicembre
10.00 Eurozona, Pmi servizi dicembre
14.00, Germania, inflazione armonizzata dicembre
14.15 USA, occupazione ADP dicembre
14.30 USA, nuove richieste disoccupazione dicembre
15.45 USA, Pmi servizi dicembre
17.00 USA, dati EIA su scorte e produzione di greggio
Stellantis ha chiuso il 2023 con una quota del 45,5% dei veicoli commerciali in Italia e volumi a oltre 88.600 unità vendute (+21% sul 2022). Fiat Professional è stato il brand che ha realizzato la miglior performance con una quota del 26,1%. La quota di mercato per i veicoli commerciali elettrici è stata del 47,5%.
Norges Bank detiene il 2,15% di Saipem al 28 dicembre, secondo le comunicazioni Consob.
La bolletta del gas per la famiglia tipo in tutela ha registrato in dicembre un calo del 6,7% rispetto al mese precedente, comunica Arera in una nota, mentre per l'intero 2023 la contrazione è stata del 29,9%.
Si tratta dell'ultima comunicazione di questo tipo da parte dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, alla luce della liberalizzazione del mercato da gennaio 2024. (riproduzione riservata)