La giornata si chiude in leggero rialzo per le borse europee con Piazza Affari che segna +0,13%, il Dax +0,46% e il Cac 40 +0,66%. Scivola solo il Ftse 100 (-0,05%). Oltre ad alcuni dati macroeconomici di giornata, le borse attendevano una chiara indicazione dal presidente della Fed, Jerome Powell, dal quale però non sono arrivati indizi di politica monetaria. Le borse aspettano adesso giovedì 9, con in calendario sia un altro discorso di Powell che quello della presidente Bce, Christine Lagarde.
È stata poi una giornata di cali sia per i rendimenti dei Titoli di Stato, con lo spread a quota 186 punti in chiusura, sia sul valutario, dove l’euro resta debole contro il dollaro a quota 1,06. In rosso anche il fronte delle materie prime: dopo esser sceso ai minimi da tre mesi durante la vigilia, il Brent tratta in flessione dell’1,3% a 80 dollari al barile in chiusura delle borse europee, mentre il Wti perde l’1,5% a 76 dollari. A spingere giù il greggio è la debolezza della domanda a livello globale.
A Piazza Affari focus su Technoprobe, in progresso del 5,51% a 7,76 euro dopo l’acquisizione del ramo d’azienda Dis dall’americana Teradyne, operazione dalle notevoli implicazioni strategiche grazie all’integrazione della filiera verticale e alla creazione di sinergie con altre realtà del gruppo.
I titoli del settore bancario chiudono contrastati. Bper cede l’1,04% e Mediobanca lo 0,39%, mentre le due blue chip migliori sono Banco Bpm, che guadagna l'1,3% a 4,927 euro, e Banco Mps (+3,28% a 2,673 euro). Ancora in calo Cnh (-1,73% a 9,63 euro) che continua la sua parabola discendente, innescata ieri dal taglio della guidance. De Nora chiude in deciso ribasso del 6,16% a 12,96 euro dopo aver effettuato un taglio della guidance sui ricavi di fine anno, visti nella forchetta 850-870 milioni a fronte dei precedenti 900-950 milioni.
Saras cede il 2,28% seguendo l’andamento degli altri titoli del segmento oil (Tenaris -3,11%, Saipem -2,37%, Eni -1,24%). Il risultato netto per i primi 9 mesi è sceso a 273,6 milioni, a fronte dei 347,2 milioni registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Infine, segni meno anche su altri due titoli energy che hanno presentato la trimestrale: Hera (-1,1%) e Terna (-0,22%).
Le borse del Vecchio continente cambiano passo e dopo l’avvio di Wall Street virano al rialzo: +0,7% il Ftse Mib, +0,78% il Dax, +1% il Cac 40. Segni più anche dall’altra parte dell’oceano, dove il Dow Jones segna +0,2%, l’S&P +0,1% e il Nasdaq +0,01%, mentre gli investitori ragionano sui commenti di alcuni banchieri della Federal Reserve. Il presidente Jerome Powell non ha fornito nessuna indicazione di politica monetaria nel suo discorso, in occasione del centenario della divisione Ricerca e statistica.
Secondo gli analisti, la Fed continuerà a dipendere dai dati, in attesa di capire se ha fatto abbastanza. George Curtis, portfolio Manager di TwentyFour Asset Management osserva che «è ancora presto per valutare cosa porterà il pil del quarto trimestre, ma è giusto dire che i dati recenti sono stati più deboli, con l’indice Ism manifatturiero che la settimana scorsa ha nettamente sottoperformato le previsioni», sottolinea Curtis, segnalando che «la combinazione di un peggioramento dei dati economici e di un migliore contesto dell'offerta, oltre a una Fed più cauta, probabilmente sosterrà i Treasury nel breve termine e porterà a una minore volatilità delle obbligazioni fino alla fine dell'anno». In questo scenario virano al ribasso i rendimenti dei Titoli di Stato su entrambe le sponde dell’Atlantico: il Treasury decennale scende al 4,5% rispetto al 4,6% precedente, mentre il pari scadenza italiano è in calo al 4,48% con lo spread tra Btp e Bund a 185 punti rispetto ai 190 di inizio seduta.
Si muove all’insegna della cautela la seduta finanziaria delle borse europee, con Piazza Affari che sale dello 0,22%, Francoforte dello 0,3% e Parigi dello 0,4%. Sopra la parità anche i future di Wall Street (+0,09% quello sul Dow Jones +0,06% quello sull’S&P). Sul sentiment degli investitori pesano i commenti dei funzionari della Federal Reserve arrivati nelle ultime ore, che hanno suggerito che la banca centrale statunitense potrebbe non aver ancora finito nell'aumento dei tassi di interesse. Nel primo pomeriggio gli investitori attendono i commenti del presidente della Federal Reserve statunitense Jerome Powell, che parlerà anche domani insieme alla presidente della Bce, Christine Lagarde.
Seduta fiacca per il Ftse Mib, praticamente piatto alle 12:30 a 28.394 punti. Deboli anche le altre piazze europee: -0,02% Francoforte e +0,22% il Cac 40. Gli investitori valutano i conti trimestrali di ieri e restano in attesa per quelli in agenda oggi. Alta l’attenzione verso i discorsi dei membri Bce, tra cui il capo economista Philip Lane. Sul fronte macro, in Germania ad ottobre l’inflazione si è attestata a quota 3,8% su base annua, coerentemente con la lettura preliminare. In Italia, le vendite al dettaglio a settembre sono scese dello 0,3% mese su mese, ma sono aumentate dell’1,3% anno/anno.
A Piazza Affari, il focus è sulle trimestrali. Cnh continua la parabola discendente (-1,92% a 9,612 euro). Segno meno anche su Banco Bpm (-1,27%) e Banco Mps (-0,43%) nonostante la presentazione di conti solidi, sostenuti dalla crescita organica del margine d'interesse. Più in generale, l'intero settore è in sofferenza, con Bper che cede il 2,9%, Unicredit lo 0,76%, Mediobanca lo 0,46% e Intesa Sanpaolo lo 0,21%. Tra i titoli controtendenza, Tim segna un progresso dell’1,08%, sostenuta dalle ultime vicende riguardanti la cessione della rete e in attesa della definizione di una nuova offerta per Sparkle. Bene anche Diasorin (+1,05%) e Inwit (+0,99%). Infine, Ariston cede il 2,82% dopo la chiusura della vigilia a oltre il +4%, determinata dalla presentazione dei conti trimestrali.
Le borse europee proseguono fiacche (-0,4% il Ftse Mib, -0,35 il Dax, -0,24% il Cac 40) con i fati puntati sulle banche centrali. Dall’ultimo sondaggio, la Bce ha rilevato un netto aumento delle attese dei consumatori sull’inflazione, al 4% nei prossimi 12 mesi (+0,5% in un mese). Intanto il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, ha puntualizzato che la pausa sui tassi decisa dalla Banca Centrale Europea la scorsa settimana è giustificata ma l’inflazione resta elevata e bisogna dunque restare vigili. Anche dall’altra parte dell’oceano, dove i future di Wall Street sono in leggero calo, il membro della Fed, Michelle Bowman, ha puntualizzando che nonostante abbia appoggiato la decisione della banca centrale Usa della prossima settimana, ritiene necessario aumentare ulteriormente i tassi per riportare tempestivamente l'inflazione al nostro obiettivo del 2%.
Intanto a Piazza Affari sale Amplifon (+0,87%) e Tim in attesa dei conti (+0,8%). In calo ancora Cnh dopo il taglio delle stime 2023 annunciato martedì. Solo in leggero calo Mps (-0,12% a 2,58 euro) dopo che la banca ha comunicato di aver chiuso il terzo trimestre 2023 con ricavi per 953 milioni, oltre le attese del consenso per 911 milioni e un utile netto di 309,6 milioni, su attese di 179 milioni.
Piazza Affari apre in calo dello 0,3% a 28.317 punti, 182 di spread Btp/Bund mercoledì 8 novembre. Acquisti su Recordati, Amplifon (+1%), Enel (+0,8%), Ferrari (+0,5%). Vendite su Banco Bpm (-2,9%), Prysmian, Bper Banca (-2,2%), Cnh (-1,6%) e Mps (-0,3%). Il focus degli investitori nel corso della seduta saranno ancora la stazione delle trimestrali oltre che le parole del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. In attesa di avere ulteriori indicazioni sulle prossime mosse di politiche monetaria da parte della banca centrale Usa, il dollaro si rafforza contro euro (a quota 1,06) e sterlina (a 1,22). In leggero calo i rendimenti obbligazionari europei: in Italia il Btp decennale scende al 4,52% portando lo spread tra Btp e Bund a quota 189 punti.
Sul fronte delle materie prime il petrolio risale leggermente dopo essere crollato ai minimi di tre mesi nel corso della vigilia (tratta a 81 dollari al barile il Brent e a 77 dollari il Wti). A spingere giù il greggio è il previsto calo del consumo di benzina negli Stati Uniti che si è aggiunto a una serie crescente di indicatori che suggeriscono che le prospettive della domanda sono peggiorate. Anche la Cina, il più grande importatore mondiale, vede un calo della domanda di petrolio con l’avvicinarsi dell’inverno.
Con l’Asia ad andamento incerto, i dati macro della Cina degli ultimi giorni (esportazioni) in calo oltre le attese, il rendimento del T bond Usa decennale tornato a salire velocemente (dal 4,56% di ieri sera al 4,6% oggi), i futures sullo Eurostoxx 50 si muovono in rosso. E alle ore 8:20 italiane indicano un calo dello 0,45%.
Mercoledì 8 novembre è giornata di trimestrali importanti come Mps, Tim, Bper Banca (ieri sera ha pubblicato i conti Banco Bpm), oltre che di dati macro cui il mercato presta grande attenzione come le vendite al dettaglio in Italia e il sondaggio Bce sulle aspettative di inflazione dei consumatori. Sempre oggi parlano diversi banchieri centrali europei.
09.45 Lane, Kazaks (BCE): discorso a Riga
10.00 Italia, vendite al dettaglio settembre
10.00 Europa, BCE: sondaggio aspettative inflazione dei consumatori
10.00 Wunsch (Bce): discorso
10.00 Makhlouf (Bce): discorso a Dublino
10.30 Bailey (governatore BoE): discorso a Dublino
11.00 Europa ,vendite al dettaglio settembre
13.30 De Cos (Bce): discorso a Madrid
13.30 Vujcic (Bce): discorso a Zagabria
15.00 Bce, Enria
15.15 Fed, Powell
19.40 Fed, Williams
20.00 Fed, Barr
22.45 Fed, Jefferson
Banco Bpm chiude il terzo trimestre sopra le stime degli analisti e migliora le attese per l'intero anno in attesa di presentare il nuovo piano industriale il 12 dicembre.
Ha alzato l'obiettivo di vendita dei crediti deteriorati a oltre 900 milioni rispetto al precedente target di oltre 700 milioni, di cui già 500 milioni già realizzati nel corso dei primi nove mesi dell'anno.
Enel ha ha rivisto al rialzo la guidance sull'ebitda e sull'utile netto per il 2023, dopo che i risultati dei nove mesi hanno superato le aspettative degli analisti.
Ferrari, parte oggi la quarta tranche fino a 350 milioni di euro del piano di buyback.
Cnh ha rivisto al ribasso le previsioni sui ricavi 2023 a causa dell'indebolimento delle condizioni del mercato, soprattutto in Sud America e dopo una performance trimestrale sostanzialmente stabile.
Brembo chiude i primi nove mesi dell'anno con un utile netto in calo e riduce la guidance sui ricavi per l'anno in corso a una crescita mid-high single digit, pur confermando margini percentuali in linea con il 2022.
Finecobank avverte che il margine finanziario nel settore banking potrebbe scendere l'anno prossimo, quando è attesa una progressiva stabilizzazione dei depositi, dopo i deflussi registrati quest'anno per la concorrenza dei titoli di Stato.
Recordati chiude i nove mesi con un utile netto pari a 304,5 milioni di euro, in rialzo del 26,1% e vede per il 2023 risultati nella parte alta dell'intervallo di guidance fornita a maggio.
Cda 3° trimestre: Mps, Bper Banca, Hera, Telecom Italia, Terna, Buzzi, Credito Emiliano, Industrie De Nora, Mondadori, Saras, Tod's (vendite).
Estero: Adidas, Airbus, ArcelorMittal, Bayer, Commerzbank, Continental, Credit Agricole, Deutsche Post, E.ON, Walt Disney.
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