Scivola sotto la parità Piazza Affari in chiusura di seduta (-0,15%), così come anche Francoforte (-0,18%) e Parigi (-0,16%). Sull’altra sponda dell’oceano viaggiano invece in territorio positivo le borse Usa, mentre cresce l’attesa per la Fed. L’euro resta stabile sul dollaro a 1,078, mentre in campo obbligazionario lo spread tra Btp e Bund è pressoché fermo a 176 punti.
Risale leggermente il petrolio con il Brent a 73 dollari al barile e il Wti a 69 dollari, dopo che la scorsa settimana le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono diminuite più delle attese. Si è registrato un ribasso di 4,258 milioni di barili a 440,773 milioni di unità, secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, contro attese per un ribasso di 1,2 milioni. Gli stock di benzina sono aumentati di 0,409 milioni a 224,013 milioni di barili, contro attese per un rialzo di 1,9 milioni. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, hanno registrato un rialzo di 1,494 milioni di barili a 113,539 milioni, contro stime di un aumento pari a 0,4 milioni. Infine, l’utilizzo della capacità degli impianti è diminuito di 0,3 punti percentuali al 90,2%, con le attese al 90,8%.
A Piazza Affari, Amplifon chiude in progresso del 3,4% in scia alla penetrazione del mercato uruguaiano grazie all'acquisizione del gruppo Audical. In forte rialzo dopo un’accelerazione in chiusura Leonardo (+4,26%), che ha stretto un’alleanza strategica con Knds di concerto con il ministero della Difesa italiano.
Tra i titoli in calo, Tim (-3,67%) è appesantita da indiscrezioni di stampa secondo cui Vivendi potrebbe presentare domani un esposto contro la decisione del Cda di Tim di vendere NetCo al fondo statunitense Kkr. In calo anche Banco Bpm (-1,61%) dopo i rialzi della vigilia e nonostante l’apprezzamento degli analisti per il nuovo piano industriale aggiornato al 2026. Fuori dal paniere principale, Antares Vision che è crollata del 34,38% in chiusura. In seguito a una verifica sulla solidità dei crediti attinenti alla fornitura di hub governativi, il gruppo ha dichiarato che gli obiettivi finanziari consolidati precedentemente comunicati al mercato non saranno probabilmente raggiunti. L’azienda fornisce soluzioni di digitalizzazione dei prodotti e delle supply chain mediante tracciabilità e gestione integrata dei dati.
Restano sulla parità le borse europee (+0,1% il Ftse Mib) dopo l’avvio di Wall Street, in attesa della decisione sui tassi di interesse della Federal Reserve al termine dei due giorni di riunione del Fomc. Il Dow Jones sale dello 0,1%, l'S&P 500 dello 0,05% e il Nasdaq dello 0,25%.
Nel frattempo, i prezzi alla produzione per la domanda finale negli Stati Uniti sono rimasti invariati a livello mensile a novembre (+0,1% m/m il consenso). È quanto emerge dai dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro statunitense. Sempre a novembre, i prezzi alla produzione core sono rimasti invariati a livello mensile (+0,2% il consenso). Infine il dato sui prezzi alla produzione per la domanda finale di ottobre è stato rivisto a -0,4% da -0,5%. Mentre nella settimana all’8 dicembre l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti si è attestato a 194,5 punti, in aumento del 7,4% rispetto ai 181,1 della settimana precedente. Lo rende noto la Mortgage Bankers Association, aggiungendo che l’indice di rifinanziamento è salito del 19,4% a 445,8 punti (373,3 punti la settimana precedente), mentre quello di acquisto è aumentato del 3,5% a 149,6 punti, rispetto ai 144,5 della settimana precedente.
Proseguono in timido rialzo i listini europei, in scia ai future di Wall Street che preannunciano un’apertura col segno più (+0,2% il future sul Dow Jones, +0,1% quello sull’S&P). L’inflazione negli Stati Uniti continua a scendere e il mercato del lavoro mostra i primi timidi segnali di rallentamento: le aspettative degli investitori sulla Federal Reserve sono radicalmente cambiate dall’ultima riunione della banca centrale Usa. Secondo gli esperti, le attese del mercato sono esagerate, per capirne di più gli investitori aspettano le parole di Powell alle ore 20:30 italiane.
Mercato azionario in lieve rialzo a metà giornata, al termine di una mattinata senza scossoni. L’indice Ftse Mib segna +0,22% a 30.410 punti. Piazza Affari procede in sintonia con le altre borse, in un clima di attesa per le indicazioni che verranno in serata dalla Fed sui futuri passi di politica monetaria; domani invece sarà la volta della Bce.
Sul listino in evidenza il ribasso di Tim (-1,7%), anche sulle indiscrezioni secondo cui Vivendi sarebbe pronta a far scattare in questi giorni l'azione legale contro la vendita della rete a Kkr. Tra le blue chip ribasso anche per Iveco (-1%), prese di beneficio per Ferrari (-0,7%) che aveva toccato i massimi, su Stellantis (+0,8%), Leonardo, Cnh. Tra le banche Bpm accusa un -1,6% il giorno dopo il rialzo che aveva salutato la presentazione del piano al 2026. Su invece Mps e Bper. Nell'energia Enel guadagna lo 0,8%, riparte Erg sul +2,8%, Hera +1,1%, A2a +0,7%, bene anche Snam, Terna, Italgas.
Il Ministero dell'economia e delle finanze ha collocato 6 miliardi di euro di Btp nelle aste di collocamento di titoli di Stato svolte nella giornata del 13 novembre 2023. I rendimenti sono stati in calo rispetto ai collocamenti precedenti. In particolare, sono stati collocati 3 miliardi di euro del Btp 3,85% 3 anni 15-09-2026, per cui la domanda ha raggiunto 4,69 miliardi, che corrispondono ad un rapporto di copertura di 1,56. Secondo il resoconto fornito dalla Banca d’Italia, il rendimento lordo si è assestato al 3,24%, ovvero 51 punti base inferiori a quello dell'asta analoga precedente, che risale al 10 novembre 2023. Inoltre, sono stati collocati 3 miliardi del Btp 4,00% 7 anni 15-11-2030, per cui la domanda ha raggiunto 4,63 miliardi, che corrispondono ad un rapporto di copertura di 1,54. Il rendimento lordo si è assestato al 3,63%, ovvero 44 punti base inferiori a quello dell'asta analoga precedente, che risale al 10 novembre 2023.
I mercati restano fermi in attesa delle banche centrali e non rispondono ai dati sull’occupazione o sulla produzione industriale. Piazza Affari resta su un +0,2% al giro di boa a 30.402. Sulla stessa scia +0,08% il Dax, +0,22% il Ftse 100, +0,3% il Cac 40.
Nel terzo trimestre 2023, l’Istat stima che gli occupati sono aumentati in termini congiunturali di 65 mila unità (+0,3% rispetto al secondo trimestre 2023), a seguito della crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+75 mila, +0,5%) e degli indipendenti (+10 mila, +0,2%) che ha più che compensato il calo dei dipendenti a termine (-19 mila, -0,6% in tre mesi).
Il tasso di disoccupazione, invece, tra i 15 e i 74 anni resta stabile al 7,6% rispetto al trimestre precedente e diminuisce di 0,4 punti rispetto allo stesso periodo del 2022. Lo rileva l’Istat sottolineando che i disoccupati nel periodo sono 1 milione 948mila con un aumento di 2mila unità sul trimestre precedente e un calo di 80mila unità sullo stesso periodo del 2022. Diminuiscono soprattutto gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-442mila). Nei dati provvisori del mese di ottobre 2023 si osserva, rispetto al mese precedente, la crescita degli occupati (+27 mila, +0,1%) e, soprattutto, dei disoccupati (+45 mila, +2,3%)
Piazza Affari continua a viaggiare sopra la parità in attesa del meeting della Fed sui tassi e dopo la pubblicazione del dato sulla produzione industriale in calo oltre alle attese nell’Eurozona. Alle ore 11:30 il Ftse Mib sale dello 0,16% a 30.389 punti trainato da Amplifon (+2%), Erg (+2%), Cnh (+1%). In calo Banco Bpm (-1,7%), Iveco (-1,2%) e Mps (-0,9%).
La produzione industriale nell’Eurozona è diminuita dello 0,7% su base mensile a ottobre 2023, dopo un calo rivisto dell’1,0% nel periodo precedente e superando la flessione attesa dello 0,3%. La produzione è diminuita dell’1,4% per i beni strumentali, seguita da un calo dello 0,6% nella produzione di beni di consumo intermedi e non durevoli.
Al contrario, la produzione di energia è aumentata dell’1,1% dopo due periodi di contrazione, mentre la produzione di beni di consumo durevoli è aumentata dello 0,2%. Su base annua, l'attività industriale si è contratta del 6,6% a ottobre, superando la flessione prevista del 4,6% ed estendendo l'attuale sequenza di contrazione all'ottavo mese consecutivo.
Piazza Affari apre sopra la parità, mercoledì 13 dicembre, il Ftse Mib sale dello 0,12% a 30.379 con Mps (+1%), Cnh (+0,9%), Amplifon (+0,8%). In calo Ferrari (-1,5%), Banco Bpm (-0,9%) e Moncler (-0,3%).
L’economia britannica si è contratta dello 0,3% a ottobre rispetto a settembre 2023, invertendo la traiettoria della crescita rispetto ai due mesi precedenti. Il dato è peggiore delle previsioni di mercato di un risultato piatto. Il settore dei servizi ha contribuito maggiormente al calo, ma anche produzione ed edilizia sono calate.
Gli occhi dei mercati sono puntati sulla riunione di politica monetaria negli Usa questa sera, domani è il turno della Bce. I futures sullo Eurostoxx 50 si muovono sopra la parità alle ore 8:15 di mercoledì 13 dicembre. Nel frattempo, la Cina è rimasta con il Partito Comunista che non ha messo lo stimolo economico al centro degli obiettivi 2024, mentre in Argentina il nuovo presidente Milei ha annunciato una svalutazione del peso di oltre il 50%.
Gli analisti si aspettano ora che la Banca centrale americana tenga fermi i tassi nell’intervallo 5,25%-5,5%. Il punto è quando potrebbe tagliare il costo del denaro nel 2024, visto che gli ultimi dati sull’inflazione statunitense hanno sollevato dubbi sulla probabilità di una svolta aggressiva verso un allentamento della politica monetaria. I mercati hanno ridotto le scommesse sui prossimi tagli dei tassi e ora vedono il primo a maggio, non più a marzo.ù
La revisione delle aspettative sui tagli dei tassi mostra che gli investitori hanno in parte compreso le sfide che la Fed si trova ad affrontare, secondo Franck Dixmier, responsabile globale degli investimenti obbligazionari di Allianz Global Investors. «Mentre i mercati ricalibrano le aspettative, la curva dei rendimenti statunitensi dovrebbe adeguarsi a livelli più alti dopo un rally che ci è sembrato eccessivo», ha scritto l’analista in una nota.
A seguito dell'ultima decisione della Fed, il presidente Jerome Powell ha ricordato agli investitori che i progressi dell’inflazione «arriveranno a tratti e in maniera irregolare». Il fatto che l’indice dei prezzi al consumo martedì fosse più o meno in linea con le stime ha sottolineato la natura discontinua nel riportare i prezzi all’obiettivo del 2%, soprattutto nel settore dei servizi. Neeraj Seth, responsabile del credito asiatico e a gestore di BlackRock, ha spiegato a Bloomberg Radio che «la Fed continuerà a dipendere dai dati e, a questo punto, i dati vogliono una pausa, una pausa continua, non credo che siamo già arrivati a un punto in cui la Fed inizierà a segnalare qualsiasi forma di taglio in arrivo».
L'indice Tankan della Banca del Giappone relativo alla fiducia dei grandi produttori è salito al valore di 12 nel quarto trimestre del 2023 dai 9 del terzo trimestre, segnando il dato più alto da inizio 2022 e superando il consenso del mercato pari a 10. Nel frattempo, le grandi aziende hanno pianificato di aumentare le spese in conto capitale del 13,5% nell’esercizio in corso che si concluderà a marzo 2024, al di sopra delle previsioni del 12,4% e dopo una crescita precedente del 13,6%.
08.00 UK, Pil terzo trimestre
11.00 Eurozona, produzione industriale ottobre
14.30 USA, prezzi alla produzione novembre
16.30 USA, dati EIA su scorte e produzione di greggio
20.00 USA, Fed: decisione tassi
20.30 USA conferenza stampa Powell
22.30 Brasile, Banca centrale: decisione tassi
Banco Bpm ha chiuso in rialzo dell'1,23% nel giorno della presentazione del piano al 2026 con cui ha promesso di remunerare gli azionisti con 4 miliardi di euro, cinque volte la distribuzione degli ultimi quattro anni.
Barclays ha azzerato la sua partecipazione indiretta del 5,6% in Mps detenuta al 27 novembre scorso.
Amplifon ha sottoscritto un accordo vincolante per l’acquisizione in Uruguay del Gruppo Audical, il principale operatore nazionale nel settore dell’hearing care. Il gruppo Audical, azienda a controllo familiare attiva dal 1996, è leader di mercato in Uruguay, con un fatturato di circa 10 milioni di euro, in continua crescita negli ultimi anni; la rete, con i marchi Audical e Centro Auditivo, è composta da 25 punti vendita diretti e vari distributori presenti su tutto il territorio.
«L’ingresso in Uruguay – commenta Enrico Vita, amministratore delegato di Amplifon – è una nuova tappa del nostro percorso di internazionalizzazione e
di crescita nelle Americhe, un’area che sarà centrale nello sviluppo futuro di Amplifon. Con questa operazione, abbiamo colto l’opportunità di acquisire un’azienda eccellente che condivide con Amplifon la leadership del proprio mercato di riferimento e valori essenziali come l’attenzione al cliente e la
qualità del servizio». Le Americhe hanno generato complessivamente ricavi annui per circa 400 milioni di euro nel 2022 (circa il 20% del totale del gruppo Amplifon) tramite oltre 1.800 punti vendita. Il perfezionamento dell’operazione è atteso a gennaio 2024.
Snam, Hera, hanno firmato il protocollo di intesa per il progetto IdrogeMO che farà di Modena una delle capitali europee dell'idrogeno rinnovabile.
Quanto a Stellantis, Fiat lancia la 500 elettrica in Nordamerica. L'auto, prodotta nello stabilimento italiano di Mirafiori, sarà disponibile negli showroom Stellantis degli Stati Uniti a partire dal primo trimestre del 2024.
Servizi Italia, il cda ha ritenuto di non poter formulare a oggi un giudizio di congruità dal punto di vista finanziario sull'opa volontaria lanciata da Cometa a 1,65 euro per azione in quanto inferiore al valore minimo determinato dall'esperto indipendente.
Saipem, assemblea straordinaria su convertibilità prestito obbligazionario e aumento di capitale (11,00). Brunello Cucinelli, webcast year-end update (18,00).
Illa, assemblea straordinaria modifica prestito obbligazionario, aumenti capitale e raggruppamento azioni (11,30); il 14 dicembre in 2° convocazione.
Ovs, cda 3° trimestre (chiuso il 31 ottobre). Autostrade (non quotata), riunione cda. (riproduzione riservata)