Il Ftse Mib chiude la seduta di mercoledì 27 dicembre a 30.421,51 punti, in rialzo dello 0,23%. Tra le blue chip la migliore della giornata è Saipem che guadagna il 2,83%, seguita da Monte dei Paschi (+1,56%), Finecobank (+1,08%) e Iveco Group (+0,98%). Pesanti le utilities con Hera che ha chiuso in calo dello 0,93%, Terna che cede lo 0,58% e A2a e Italgas entrambe in ribasso dello 0,48%. Spread btp/bund a 159 punti.
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari si porta sulla parità a quota 30.381 punti, frenato da alcune utilities come Terna (-0,97%) ed Hera (-0,93%), mentre restano in cima al listino Saipem con un +3,11% e Iveco con un +1,36%, dopo l‘avvio in frazionale rialzo di Wall Street (+0,11% il Dow Jones e +0,17% il Nasdaq). Lo spread Btp/Bund sale a quota 159 punti base, ma resta sotto la soglia psicologica di 160 punti base. Per il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, il nuovo patto di stabilità e crescita raggiunto dall'Unione Europea la scorsa settimana rappresenta un passo in avanti rispetto alle vecchie regole di bilancio. «Abbiamo fatto un passo in avanti», ha detto il ministro in commissione Bilancio alla Camera, spiegando che se non fosse stata raggiunta un'intesa sarebbe rimasto in vigore il vecchio patto di stabilità con il fiscal compact. Giorgetti ha aggiunto che le previsioni e correzioni già previste nella Nadef sono coerenti con il patto e che, dunque, «non sono necessarie manovre diverse o aggiuntive».
Al giro di boa le borse europee consolidano il rialzo, dopo il lungo ponte natalizio e in una settimana con scambi ridotti per soli tre giorni di contrattazione prima della fine dell'anno. Resta sempre alta l’attenzione sulle banche centrali, con il mercato che si aspetta un primo taglio dei tassi da parte della Fed già a marzo del 2024, mentre il 2023 si avvia a chiudere sui massimi dell'anno e con solidi rialzi. Poco mossi i futures sugli indici americani dopo che l'S&P500 ha chiuso ieri, 26 dicembre, vicino ai massimi storici, in una seduta che si preannuncia sottotono in assenza di indicatori macro di rilievo. Alle 14:30 Milano sale dello 0,48% a 30.498 punti, Francoforte dello 0,29%, Parigi dello 0,26% e Londra dello 0,61%. Sul listino milanese continua a correre Saipem (+3,32%) insieme agli altri titoli oil come Eni (+0,88%) e Tenaris (+0,81%). In rialzo tra gli industriali Iveco (+1,73%) e tra i tecnologici Stm (+0,78%).
Lo spread Btp/Bund si conferma a 156 punti base con il rendimento del Btp sotto il 3,5% al 3,47%, livello che non si vedeva dall'agosto 2022. Al momento, segnala l’agenzia Reuters, gli investitori prezzano tagli dei tassi per circa 165 punti base nel 2024 rispetto ai 150 della settimana scorsa e ai 140 del 15 dicembre, nonostante gli inviti alla cautela giunti di recente dalla Bce. L'ultimo in ordine di tempo quello di Isabel Schnabel. Venerdì scorso il membro falco ha sottolineato che la Banca Centrale Europea ha ancora un po' di strada da fare prima di riportare l'inflazione al 2%.
Le borse europee si confermano in rialzo frazionale, mentre i futures di Wall Street sono piatti. Il Dax avanza dello 0,24%, il Cac40 dello 0,21%, il Ftse100 dello 0,56% e il Ftse Mib dello 0,28% a 30.436 punti grazie a Saipem, Brunello Cucinelli, Iveco e FinecoBank. Lo spread Btp/Bund scambia a 155,8 punti base alle 12:40. Invece, tra le materie prime, i prezzi del petrolio stornano dopo i forti guadagni della seduta precedente, mentre gli investitori seguono gli sviluppi sul Mar Rosso dove alcuni dei maggiori trasportatori hanno ripreso il passaggio attraverso la rotta commerciale nonostante i continui attacchi e le crescenti tensioni in Medio Oriente. I futures sul Brent scendono dello 0,64% a 80,33 dollari il barile. E quelli sul greggio statunitense Wti dello 0,73%, a 75,02 dollari il barile. Nonostante gli attacchi delle milizie yemenite Houthi, sostenute dall'Iran, le grandi compagnie di navigazione come Maersk e la francese Cma Cgm hanno ripreso a transitare nel Mar Rosso dopo l'invio di una task force internazionale nella regione.
I mercati azionari europei si rafforzano dopo un avvio blando. Anche l’indice Ftse Mib di Piazza Affari ora sale dello 0,23% a 30.422 punti con lo spread Btp/Bund in calo a 155,5 punti base e l’euro che resta in rialzo sul dollaro (+0,11% a 1,1053) in attesa dei pochi dati macro odierni. A sostenere il listino milanese ci sono soprattutto Saipem (+3%), Iveco (+1,51%), Mps (+0,65%) e Banca Mediolanum (+0,47%). Entro gennaio 2024, Banca d’Italia dovrebbe scongelare i diritti di voto sul pacchetto del 20% di capitale detenuta da Fininvest in Banca Mediolanum. La sintonia tra i due soci di riferimento di Banca Mediolanum, Doris e Fininvest, non è mai stata in discussione anche dopo la scomparsa di Ennio Doris e di Silvio Berlusconi.
Gli analisti non si aspettano impatti dalle decisioni di Banca d’Italia/Bce. «Banca Mediolanum rimane altamente profittevole e con una chiara traiettoria di pagamento di dividendi significativi: yield superiore al 6%, mentre sono più improbabili buy back anche alla luce del flottante limitato. La partecipazione del 30% in Banca Mediolanum rimane strategica per Fininvest e non si esclude che si possa riconsiderare un patto con la famiglia Doris che detiene il 40,3% di Mediolanum e che, come in passato, potrebbe coinvolgere il 51% del capitale», ha commentato un analista che preferisce mantenere l’anonimato.
Borse europee poco mosse in avvio di seduta, eccetto Londra. Il Dax guadagna solo lo 0,06%, il Cac40 è piatto, il Ftse100 sale dello 0,40% e il Ftse Mib perde lo 0,02% a 30.346 punti. Il rendimento del Btp 10 anni scende del 3,51% e lo spread con il Bund è stabile a 156 punti base. In assenza di dati macro rilevanti, il dollaro resta sotto pressione con l'euro che si avvicina ai massimi degli ultimi quattro mesi (cross a 1,104, +0,03%), mentre aumentano sul mercato le aspettative sui tagli dei tassi da parte della Federal Reserve già a partire dall'inizio del 2024. Secondo lo strumento FedWatch del Cme, gli operatori si aspettano una prima riduzione dei tassi di 25 punti base a marzo con una probabilità del 71,3%.
Gli scambi dovrebbero essere ridotti nella settimana corta dopo le vacanze natalizie. «Con poco da dire sul calendario economico di questa settimana tra le festività mondiali, non ci aspettiamo una grande oscillazione dei prezzi in vista della fine dell'anno», commentano gli analisti di Monex Usa, citati dall’agenzia Mf-Newswires. «Le contrattazioni in tutto il mondo saranno piuttosto ridotte, dato che molti uffici rimarranno chiusi, il che potrebbe causare qualche oscillazione nei mercati, ma in linea di massima questa settimana dovrebbe rimanere abbastanza tranquilla».
Sul listino milanese spicca il +2,28% a 1,4795 euro di Saipem, anche se il prezzo del Brent storna dello 0,16% a 80,71 dollari l’oncia, seguita dal +0,68% a 94,16 euro di DiaSorin. Viceversa, flette dello 0,49% a 3,03 euro Bper Banca che ha siglato un accordo con le organizzazioni sindacali per 1.000 uscite volontarie a fronte di 500 nuove assunzioni e la stabilizzazione di 200 posizioni interinali in relazione alla razionalizzazione della rete e il varo di un nuovo modello organizzativo.
Le fa compagnia Generali (-0,26% a 19,11 euro): a fine mese verranno esaminate le offerte per la quota del 51% di Generali China Insurance detenuta da China National Petroleum Corporation per cui è in corsa anche la stessa compagnia triestina, come ha riportato Mf-Milano Finanza. Mentre Tim passa di mano a quota 0,3017 euro (+0,53%). La Fondazione Roma investirà 20 milioni nel fondo di F2i per la rete fissa del colosso tlc accanto a Kkr e al Tesoro. Inoltre, RaiWay sale del 2,59% a 5,15 euro dopo che un gruppo di fondi azionisti ha chiesto aggiornamenti alla società rispetto allo stato del progetto di fusione con la rivale EI Towers durante un incontro con il top management avvenuto giovedì, secondo quanto hanno detto a Reuters due fonti a conoscenza della situazione. In evidenza pure Fincantieri (+1,29% a 0,549 euro) che ha finalizzato l’acquisizione di Remazel Engineering. Infine, si ricorda che inizia l’aumento di capitale di Vianini che terminerà il 19 gennaio (i diritti sono negoziabili fino al 15 gennaio).
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Le borse europee sono attese in rialzo in avvio di seduta (+0,48% il future sull’Eurostoxx50 alle 08:05) in scia a Wall Street. I futures sugli indici statunitensi sono in leggero rialzo (+0,07% quello sul Dow Jones e +0,10% quello sull’S&P500), mentre gli investitori restano convinti che la Fed possa iniziare a ridurre i tassi di interesse già da marzo 2024.
Il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 3,878% e quello del Btp 10 anni al 3,54%. Invece, in campo valutario l’euro è poco mosso nei confronti del dollaro, scambia a 1,1043 (+0,02%), in attesa alle 13 dell’indice settimanale richieste mutui degli Stati Uniti (precedente: -1,5% a 191,6 punti), alle 14:30 del discorso di Thomas Barkin, presidente della Fed di Richmond, e alle 20 della pubblicazione delle minute della riunione della Fed di dicembre.
Quanto alle materie prime degno di nota l’oro che avanza dello 0,32% a 2.076 dollari l’oncia. Il metallo giallo si avvia a registrare forti guadagni nel 2023 in scia alla speranza di un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed. Infatti, i guadagni di dicembre mettono i prezzi dell'oro in rotta per un aumento compreso tra il 12% e il 14% quest’anno.
Invece, i prezzi del petrolio sono poco mossi in attesa alle 16:30 del dato sulle scorte settimanali in Usa: quello del Wti Usa scende dello 0,09% a 75,50 dollari al barile e quello del Brent Ue spunta solo un +0,07% a 80,91 dollari al barile. Gli Stati Uniti hanno finalizzato i contratti per l'acquisto di tre milioni di barili di petrolio per contribuire a rifornire la Strategic Petroleum Reserve (SPR) dopo la più grande vendita della storia dello scorso anno, ha detto martedì 26 dicembre il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, precisando di aver acquistato il petrolio, da consegnare a un sito di Big Spring in Texas, per una media di 77,31 dollari al barile, al di sotto della media di 95 dollari al barile a cui il greggio è stato venduto nel 2022.
Sul listino milanese attenzione a Bper Banca che ha siglato un accordo con le organizzazioni sindacali per 1.000 uscite volontarie a fronte di 500 nuove assunzioni e la stabilizzazione di 200 posizioni interinali in relazione alla razionalizzazione della rete e il varo di un nuovo modello organizzativo, a Generali perché a fine mese verranno esaminate le offerte per la quota del 51% di Generali China Insurance detenuta da China National Petroleum Corporation per cui è in corsa anche la stessa compagnia triestina, come ha riportato Mf-Milano Finanza, a Tim visto che la Fondazione Roma investirà 20 milioni nel fondo di F2i per la rete fissa del colosso tlc accanto a Kkr e al Tesoro, a RaiWay dopo che un gruppo di fondi azionisti ha chiesto aggiornamenti alla società rispetto allo stato del progetto di fusione con la rivale EI Towers durante un incontro con il top management avvenuto giovedì, secondo quanto hanno detto a Reuters due fonti a conoscenza della situazione, e a Vianini in quanto inizia l’aumento di capitale che terminerà il 19 gennaio (i diritti sono negoziabili fino al 15 gennaio).
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