Il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,75%, in linea con il Dax (+0,3%), mentre fanno meglio il Ftse 100 (+1,4%) e il Cac 40 (+2,2%). Gli investitori valutano una nuova serie di conti trimestrali e le implicazioni delle novità macro emerse la vigilia. In Europa la Bce sembra più accomodante sul futuro taglio dei tassi di interesse, mentre negli Usa il dato Pce in calo non riesce a far risalire Wall Street: +0,2% il Dow Jones, +0,07% l’S&P, -0,09% il Nasdaq.
A Piazza Affari, focus sul lusso dopo i conti 2023 di Lvmh, che ha guadagnato il 12,81% a Parigi. Bene quindi Moncler (+9,64%) e Cucinelli (+6,3%), ma anche Ferragamo (+7,61%) nonostante i ricavi preliminari consolidati per il 2023 siano risultati in calo del 7,6% a cambi correnti a 1,157 mld euro. Tod’s (+3,13%), dal canto suo, allunga i rialzi dopo la pubblicazione, mercoledì a mercato chiuso, del fatturato 2023, a quota 1,126 mld di euro e superiore alle attese del consenso. Moet Hennessy sostiene anche Campari, che registra un progresso del 5,46%. In leggero rialzo poi Poste (+0,44% a 10,315 euro) dopo il via libera del governo alla cessione di una quota del 13% da parte del Mef. Più debole Stm (-2,66%) in scia ai giudizi degli analisti dopo i conti per il 2023. Infine, da segnalare De’ Longhi, che cede il 4,38% in chiusura.
Avvio contrastato per Wall Street, dopo che il deflatore core, la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve, ha confermato un rallentamento delle pressioni sui prezzi negli Stati Uniti a fine 2023, ma ha anche indicato una forte spesa dei consumatori. Il Dow Jones avanza dello 0,13%, mentre l’S&P 500 scende dello 0,06% e il Nasdaq dello 0,21%. Il deflatore dei consumi, ovvero l'indice dei prezzi delle spese per consumi personali, è aumentato dello 0,2% su base mensile ed è salito del 2,6% a livello annuale. Lo ha reso noto il dipartimento del Commercio, aggiungendo che la componente core, più attentamente monitorata dalla Fed, sempre a dicembre, è aumentata dello 0,2% su base mensile e del 2,9% a livello annuale (+0,2% il consenso). I numeri supportano la tesi che l'inflazione, pur essendo ancora elevata, stia continuando a rallentare, aprendo la porta alla Fed a tagli dei tassi di interesse nel corso dell'anno. Tuttavia, se da un lato i prezzi si stanno avvicinando all'obiettivo del 2% della Fed, le spese personali per consumi negli Stati Uniti continuano a mostrare una certa resilienza, con il dato che è salito dello 0,7% su base mensile a dicembre, al di sopra del consenso al +0,2%. Il dato di novembre è stato rivisto al +0,4%.
Futures di Wall Street incerti (-0,03% quello sul Dow Jones e +0,08% quello sull’S&P500) dopo che l’inflazione Pce core, attentamente monitorata dalla Fed, a dicembre anno su anno è scesa ai livelli di marzo 2021 a +2,9%, sotto il +3,2% del periodo precedente. Le attese erano per un +3%. Mese su mese si è attestato a +0,2%, sopra il +0,1% del periodo precedente e in linea alle stime. L'indice Pce anno su anno generale si è attestato a +2,6%, in linea alle stime e al dato precedente. Mese su mese, è salito a +0,2% da -0,1% del periodo precedente e in linea alle stime degli economisti. Dopo il dato, l’euro schizza dello 0,34% a 1,088 dollari e il rendimento del Treasury Usa 10 anni flette al 4,115%. Dopo la Bce tocca alla Fed esprimersi sui tassi di interesse la prossima settimana.
Anche in Europa (l’indice Ftse Mib consolida sopra 30.300 punti grazie ai titoli del lusso, Ferrari compresa, di riflesso alla corsa di Lvmh, a Hera, DiaSorin e Recordati) a tenere banco è l’inflazione. Per Martins Kazaks, membro del consiglio direttivo della Bce, i rischi legati all'inflazione della zona euro sono equilibrati nonostante alcune recenti sorprese al ribasso e anche un taglio delle proiezioni dell'inflazione a marzo non giustificherebbe un allentamento aggressivo della politica monetaria. Ieri, 25 gennaio, la Bce ha mantenuto i tassi invariati a un livello record e ha respinto le voci di tagli, nonostante una serie di indicatori mostrino un indebolimento della crescita economica e delle pressioni sui prezzi. «Anche se rivediamo le nostre previsioni sull'inflazione al ribasso in modo significativo, anche se scendiamo sotto il 2% nel 2025 o 2026, finché questa differenza dall'obiettivo del 2% non è ampia e persistente, a mio avviso non dovremmo reagire in modo aggressivo con tagli dei tassi», ha affermato Kazaks. «E il motivo è l'elevata incertezza».
L’EuroStoxx50 raggiunge i massimi degli ultimi 23 anni a quota 4.639 punti grazie alla corsa di Lvmh e degli altri titoli del lusso. E se Francoforte continua a salire dello 0,33%, Parigi balza del 2,25%, Londra dell’1,53% e Milano dello 0,74% a 30.381 punti alle 13:50 con i titoli del lusso in volata insieme ad alcuni industriali come Prysmian, Pirelli, Campari e Ferrari.
Lo spread Btp/bund staziona a quota 151,9 punti base dopo che da due sondaggi pubblicati dalla Bce è emerso che l’inflazione della zona euro potrebbe calare più rapidamente del previsto quest'anno, mentre la crescita economica rimarrà anemica, rafforzando probabilmente le scommesse su tagli dei tassi d'interesse a partire da questa primavera. L’inflazione nel 2024 potrebbe attestarsi in media al 2,4%, meno del 2,7% visto tre mesi fa e al 2,7% stimato dallo staff della Bce, secondo il Survey of Professional Forecasters della Bce, un elemento fondamentale per le decisioni di politica monetaria della banca. Nel 2025 potrebbe attestarsi in media al 2%, in linea con l'obiettivo della Bce, contro il 2,1% visto in precedenza.
Il prezzo del petrolio Brent resta in calo dello 0,67% a 81,88 dollari al barile dopo che la notizia che la Corte internazionale di giustizia (Cig) ha giurisdizione per pronunciarsi sul caso presentato dal Sudafrica contro Israele per presunte violazioni della Convenzione sul genocidio, secondo quanto ha dichiarato il presidente della Corte, Joan Donoghue, spiegando nell'udienza in corso all'Aia che ci sono "prove sufficienti di una controversia tra Israele e Sudafrica" e che il "Sudafrica è legittimato" ad avviare il caso.
Prosegue in territorio positivo la seduta delle borse europee. Ora anche Francoforte si è ripresa e segna un +0,12%. Parigi è la migliore (+2,08%) grazie alla corsa del gigante del lusso Lvmh. Londra guadagna l’1,29% e Milano lo 0,62% a 30.345 punti alle 12:20 con Campari e Brunello Cucinelli in rally, +4% per entrambi. Lo spread Btp/Bund sale leggermente rispetto all’apertura a 151,54 punti base. Dopo il nulla di fatto della Bce sui tassi, stamani il governatore della banca centrale lituana, Gediminas Simkus, ha detto che è quasi certo che la Banca centrale europea taglierà i tassi di interesse nel 2024, ma è improbabile che la prima mossa avvenga a marzo. «Più avanziamo nel 2024, più aumenta la possibilità di un taglio dei tassi», ha affermato Simkus ai giornalisti a Vilnius. «L'aumento delle probabilità è esponenziale, non lineare».
Buona domanda e rendimento in calo nell'asta di Bot a 6 mesi. Nel dettaglio, il Tesoro ha emesso la prima tranche di Bot semestrali scadenza 31/07/2024 per un importo pari a 7,5 miliardi di euro, catalizzando richieste per 10,579 miliardi di euro. Il rapporto tra domanda e offerta si è attestato a 1,41. Il rendimento è sceso di 9 centesimi rispetto all'asta del mese precedente, fermandosi al 3,77%.
I mercati azionari europei si confermano in leggero rialzo, eccetto sempre Francoforte (-0,09%). Parigi avanza dell’1,78% con Lvmh su di giri (+10%) dopo l’aumento del dividendo annuale, anche se il ritmo di crescita delle vendite è rallentato dopo anni di ricavi e utili record, Londra dell’1,1%, mentre Milano si deve accontentare di un progresso dello 0,28% a 30.242 punti alle 10:35 con le banche e Stm sotto pressione, viceversa salgono i titoli del lusso di riflesso alla corsa del colosso francese Lvmh: Moncler segna un +5,40%, Brunello Cucinelli un +4,20%, Ferragamo un +5,59% e Tod’s un +2,17%.
L’euro è stabile a 1,0846 dollari dopo che la massa monetaria M3 dei Paesi dell'Eurozona ha registrato a dicembre una crescita dello 0,1% su base annuale, -0,9% anno su anno a novembre (nei periodi di recessione questo aggregato monetario diminuisce in quanto le banche hanno problemi a prestare denaro). I prestiti alle famiglie sono scesi dello 0,3% anno su anno, in rallentamento rispetto a novembre (+0,5% anno su anno), invece quelli alle imprese sono cresciuti dello 0,4% anno su anno rispetto alla lettura invariata del mese precedente. Lo spread Btp/Bund è sul filo di 150 a 150,97 punti base in attesa dell’asta Bot.
Borse europee in timido rialzo in avvio di seduta, tranne Francoforte (-0,2%) dopo il crollo della fiducia dei consumatori in Germania. Parigi guadagna l’1,3%, Londra lo 0,73% e Milano lo 0,12% a 30.195 punti. All’indomani del nulla di fatto, scontato, della Bce sui tassi di interesse, lo spread Btp/Bund scambia a 153,1 punti base con il rendimento del decennale italiano in calo al 3,78%. Ieri, 25 gennaio, è sceso a 151 punti base, sui minimi da metà giugno. A dispetto dei tentativi della Bce di modificare le aspettative di politica monetaria, sul mercato monetario si rafforzano le scommesse sui tagli: la probabilità di una mossa da un quarto di punto ad aprile supera ora l'80% dal 60% circa prima del meeting, con i mercati che anticipano tagli per 140 punti base quest'anno rispetto ai 130 scontati prima della riunione.
A disposizione degli investitori questa mattina, nel secondo appuntamento delle aste di fine mese, 7,5 miliardi di euro di Bot semestrali. Ieri, 25 gennaio, sul mercato grigio il Buono 31 luglio 2024 viaggiava a un rendimento del 3,7% dal 3,859% del collocamento di fine novembre. Se confermato in sede di asta, si tratterebbe del livello più basso da giugno, segnala Reuters. Il Tesoro ha annunciato che nell'asta a medio e lungo termine di martedì prossimo verranno proposti fino a 9 miliardi delle riaperture dei Btp a 5, 10 e 15 anni, insieme a una nuova tranche di Ccteu a 7 anni. Dal fronte macro, diversamente da quella tedesca, la fiducia dei consumatori francesi si è attestata a 91 punti a gennaio rispetto agli 89 di dicembre. La lettura è rimasta, però, al di sotto della media di lungo termine, tra gennaio 1987 e dicembre 2023, a 100 punti.
A Milano Stm scivola dell’1,90% a 41,605 euro all’indomani dei conti e outlook sotto le attese (Barclays ha tagliato il rating da overweight a equal weight, target price a 46 euro), mentre la rivale Intel ha battuto le attese, riportando nel quarto trimestre del 2023 un utile per azione di 0,54 dollari, oltre le stime degli analisti di 0,45 dollari. Il fatturato è stato pari a 15,4 miliardi contro le stime del consenso di 15,16 miliardi. Tuttavia, Intel ha previsto nel primo trimestre del 2024 un utile per azione di 0,13 dollari contro una stima del consenso di 0,32 dollari e un fatturato di 12,20-13,20 miliardi contro il consenso di 14,16 miliardi. E nel dopo borsa a Wall Street il titolo è crollato dell’11%.
Conti anche per Ferragamo (+1,74% a 11,1 euro) che ha chiuso il 2023 con ricavi in calo dell'8,1% a cambi costanti a 1,157 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con le attese, ma ha avvertito che i tempi di raggiungimento degli obiettivi potrebbero essere più lunghi del previsto. Invece, De’ Longhi (-1,54% a 30,6 euro) vede per il 2024 un crescita dei ricavi a perimetro corrente low to mid single digit, dopo la robusta crescita organica registrata nel quarto trimestre del 2023.
Arretra poi dello 0,53% a 6,52 euro la Popolare di Sondrio perché la Consob, come riporta Mf-Milano Finanza, ha acceso i riflettori sulla banca per fare chiarezza sui movimenti nel capitale dell’istituto. Nel radar l’andamento del titolo, ma non sono emersi nuovi soci per il momento. Intanto il bilancio 2023 dell’istituto si è chiuso con un utile netto ben oltre le previsioni del piano industriale.
Tra le utilities, infine, se Snam (+0,04% a 4,498 euro) ha opzioni per aumentare la sua partecipazione in Adriatic Lng al 15% o al 30%, come ha detto l'ad, Stefano Venier, durante la presentazione del nuovo piano strategico (investirà 11,5 miliardi entro il 2027), Edison (+0,40% a 1,158 euro l’azione rnc) iniziando a vedere un rallentamento delle forniture di gas naturale liquefatto dal Qatar a causa delle tensioni nel Mar Rosso e delle difficoltà di transito delle navi cargo attraverso il Canale di Suez.
Il future sull’EuroStoxx50 si porta sulla parità (+0,02% alle 08:20) nonostante il crollo della fiducia dei consumatori a febbraio in Germania. Secondo i risultati dell'indicatore GfK Consumer Climate, pubblicato da GfK e dal Nuremberg Institute for Market Decisions, il clima dei consumatori scende a -29,7 punti, un calo di 4,3 punti rispetto al mese precedente (dato rivisto a -25,4 punti). Secondo Gfk il motivo del netto calo della fiducia dei consumatori risiede anche nel notevole aumento delle intenzioni di risparmio all'inizio dell'anno. Un valore peggiore dell'indice di fiducia è stato misurato l'ultima volta a marzo del 2023 a -30,6 punti. Si tratta dell’ennesimo dato negativo della settimana per l’ormai ex locomotiva d’Europa.
Segue il sentiment delle imprese tedesche, peggiorato inaspettatamente a gennaio. Secondo l'indagine dell'istituto Ifo, l'indice del clima aziendale si è attestato a 85,2 contro gli 86,7 previsti dagli economisti. Inoltre, l'indice Pmi Composito ha segnato il settimo calo consecutivo a 47,1 a gennaio rispetto al 47,4 di dicembre, risultando al di sotto di quanto previsto dagli economisti (47,8 previsto. Una lettura inferiore a 50 indica una contrazione dell'attività. Anche l’attività delle imprese nel settore dei servizi si è contratta a gennaio a 47,6, il minimo degli ultimi cinque mesi, da 49,3 di dicembre, al di sotto delle previsioni degli esperti di 49,5. L’inizio dell’anno è tutto in salita per la Germania.
Borse europee attese in calo in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 perde lo 0,13% in scia ai futures di Wall Street negativi dopo i record della vigilia (-0,35% quello sul Dow Jones e -0,40% quello sull’S&P500). Il tutto all’indomani della riunione della Bce che, come ampiamente previsto dagli economisti, ha mantenuto i tassi di interesse invariati, mentre la presidente, Christine Lagarde, ha ribadito che è prematuro parlare di tagli dei tassi.
Tuttavia, «tutto il resto della riunione è sembrato molto dovish, quindi è molto probabile che il mercato continuerà ad anticipare i tagli dei tassi già in primavera», sottolinea Álvaro Sanmartín, Chief Economist di Amchor Is. «Alcuni esempi di questo discorso da colomba della Lagarde: primo, è riconosciuto il progresso nella moderazione dell'inflazione di fondo. Secondo, si prevede una ripresa della crescita nell'Eurozona, ma si ribadisce che i rischi per l'attività sono al ribasso con una maggior tentazione, quindi, di iniziare presto a ridurre i tassi. Terzo, sono citati i segnali di moderazione salariale».
Quest’ultimo punto è particolarmente importante perché la forza della crescita salariale era una delle ragioni che la Bce utilizzava per cercare di dire che il mercato era troppo aggressivo nello scontare i tagli dei tassi. «Se ora si riconosce che anche i salari si stanno muovendo nella giusta direzione, si ammette implicitamente che la probabilità che i tassi di interesse possano essere abbassati in tempi ragionevolmente brevi sta aumentando», spiega Sanmartín secondo il quale la la Bce ha aperto chiaramente la possibilità di iniziare a ridurre i tassi già ad aprile. «Un'ottima notizia per gli asset di rischio: azioni, credito e valute, compresi i mercati emergenti. Detto questo, credo che alla fine i tassi scenderanno meno di quanto si pensi. Ma questo non sarà dovuto a qualcosa di negativo, bensì al fatto che la crescita economica potrebbe sorprendere in positivo. In tal caso, continuo a credere che gli asset di rischio faranno bene, anche se ritengo che dobbiamo rimanere cauti con il rischio di duration».
Attenzione, allora, alle 08:30 al discorso di Fabio Panetta, governatore di Banca d’Italia, e alle 10:30 ai discorsi di due membri della Bce, Martin Kazaks e Boris Vujcic. Prima alle 8 nell’agenda macro è prevista la pubblicazione dell’indice sulla fiducia dei consumatori Gfk della Germania a febbraio (precedente: -25,1 punti; consenso: -24 punti), alle 08:45 l’indice sulla fiducia dei consumatori a gennaio della Francia (precedente: 89 punti), alle 10 la massa monetaria M3 a dicembre dell’Eurozona (precedente: -0,9% anno su anno). Come noto, nei periodi di recessione questo aggregato monetario diminuisce in quanto le banche hanno problemi a prestare denaro. Mentre dagli Stati Uniti alle 14:30 arriveranno il deflatore a dicembre (precedente: +2,6% anno su anno), la spesa per consumi a dicembre (precedente: +0,2% mese su mese; consenso: +0,2% mese su mese) e i redditi delle famiglie a dicembre (precedente: +0,4% mese su mese; consenso: +0,3% mese su mese).
In attesa di questi dati macro, l’euro cede lo 0,09% a 1,083 dollari. Tra le materie prime, si registrano realizzi sul petrolio (Wti -0,70% a 76,82 dollari al barile Brent -0,47% a 82,04 dollari al barile), non sull’oro (+0,21% a 2.022 dollari l’oncia). I prezzi del petrolio sono saliti ai massimi da dicembre del 2023 nella seduta precedente, destinati a registrare il maggior incremento settimanale da ottobre poiché la crescita economica positiva degli Stati Uniti e i segnali di stimolo cinese hanno rafforzato il sentiment sulla domanda di carburante.
Oggi, 26 gennaio, i prezzi dell’oro nero scendono in scia ai segnali che le interruzioni di fornitura nel Mar Rosso potrebbero attenuarsi con la Cina che sta facendo pressioni sull’Iran affinché freni gli attacchi alle navi nelle acque al largo dello Yemen da parte della milizia Houthi, una rappresaglia agli attacchi israeliani a Gaza. il rischio è di danneggiare i rapporti commerciali con Pechino. Tuttavia, gli Houthi hanno ribadito che continueranno a prendere di mira le navi legate a Israele finché gli aiuti non raggiungeranno i palestinesi a Gaza.
A Milano attenzione a Stm all’indomani dei conti e outlook sotto le attese (Barclays ha tagliato il rating da overweight a equal weight, target price a 46 euro), mentre la rivale Intel ha battuto le attese, riportando nel quarto trimestre del 2023 un utile per azione di 0,54 dollari, oltre le stime degli analisti di 0,45 dollari. Il fatturato è stato pari a 15,4 miliardi contro le stime del consenso di 15,16 miliardi. Tuttavia, Intel ha previsto nel primo trimestre del 2024 un utile per azione di 0,13 dollari contro una stima del consenso di 0,32 dollari e un fatturato di 12,20-13,20 miliardi contro il consenso di 14,16 miliardi. E nel dopo borsa a Wall Street il titolo è crollato dell’11%.
Conti anche per Ferragamo che ha chiuso il 2023 con ricavi in calo dell'8,1% a cambi costanti a 1,157 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con le attese, ma ha avvertito che i tempi di raggiungimento degli obiettivi potrebbero essere più lunghi del previsto. Invece, De’ Longhi vede per il 2024 un crescita dei ricavi a perimetro corrente low to mid single digit, dopo la robusta crescita organica registrata nel quarto trimestre del 2023.
Da monitorare poi la Popolare di Sondrio perché la Consob, come riporta Mf-Milano Finanza, ha acceso i riflettori sulla banca per fare chiarezza sui movimenti nel capitale dell’istituto. Nel radar l’andamento del titolo, ma non sono emersi nuovi soci per il momento. Intanto il bilancio 2023 dell’istituto si è chiuso con un utile netto ben oltre le previsioni del piano industriale.
Tra le utilities, se Snam ha opzioni per aumentare la sua partecipazione in Adriatic Lng al 15% o al 30%, come ha detto l'ad, Stefano Venier, durante la presentazione del nuovo piano strategico (investirà 11,5 miliardi entro il 2027), Edison iniziando a vedere un rallentamento delle forniture di gas naturale liquefatto dal Qatar a causa delle tensioni nel Mar Rosso e delle difficoltà di transito delle navi cargo attraverso il Canale di Suez.
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