Seduta nel complesso positiva per i listini europei in assenza dell’indirizzo delle Borse Usa. Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,3% sostenuta dalle utility e dalle banche: +1,5% Snam, +1,5% Eni, +1,2% Unicredit, +1,2% Mps, +1,1% Italgas, +1,13% Bper. In fondo al listino si posizione Prysmian che perde l’1,7%. Sopra la parità anche il Dax (+0,25%), il Ftse 100 (+0,2%) e il Cac 40 (+0,3%).
L’euro si riporta a quota 1,09 sul dollaro, mentre sul fronte obbligazionario resta per lo più stabile lo spread a 176 punti. Sul fronte della materie prime invece il petrolio prosegue in calo di oltre un punto percentuale, con il Brent a 81 dollari al barile.
Le piazze del Vecchio Continente proseguono in frazionale rialzo in una giornata senza troppi spunti in assenza di Wall Street. Euro abbastanza stabile sul dollaro a 1,089, mentre lo spread scende leggermente a 175 punti dopo che il membro del consiglio direttivo della Banca centrale europea, Gabriel Makhlouf, ha detto che si aspetta che le proiezioni del mese prossimo mostreranno il raggiungimento dell'obiettivo Bce di inflazione al 2% prima della fine del 2026.
Le ultime previsioni della Bce di settembre hanno indicato un calo dell'inflazione dal 5,6% di quest'anno al 3,2% nel 2024 e al 2,1% nel 2025. Nella prossima serie di proiezioni saranno incluse per la prima volta le previsioni per il 2026. «Mi aspetto che le nostre proiezioni di dicembre, che includeranno il 2026, ci mostreranno che avremo raggiunto il nostro obiettivo del 2% per quel periodo, se non prima», ha detto Makhlouf, governatore della banca centrale irlandese, in una conferenza stampa. Il membro del board ha ribadito che è troppo presto per parlare di taglio dei tassi di interesse e che non esclude ad oggi la possibilità di un ulteriore aumento dei tassi.
Con Wall Street chiusa per la festa del ringraziamento i mercati azionari europei restano in moderato rialzo. Francoforte avanza dello 0,19%, Parigi dello 0,25%, Londra dello 0,03% e Milano dello 0,18% a 29.207 punti alle 14:30 grazie allo spunto rialzista di Eni (+1,51%), Snam (+1,38%) e Iveco (+1,29%) e con lo spread Btp/Bund a 176,6 punti base e il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 4,36% dopo che dalle minute dell’ultima riunione della Bce è emerso che i funzionari hanno insistito che un ulteriore rialzo dei tassi debba essere ancora sul tavolo sebbene non rappresenti lo scenario base. Il mese scorso, in linea con le attese degli economisti, Francoforte ha mantenuto il tasso sui depositi invariato al livello record del 4%. Il fatto che al meeting i banchieri centrali si siano detti a favore di tassi stabili ha alimentato le aspettative che la prossima mossa possa essere un taglio, già ad aprile del 2024.
Seduta incolore per le Borse europee. Il Dax segna un +0,08%, il Cac40 un +0,23%, il Ftse100 un -0,05% e il Ftse Mib un -0,09% a 29.129 punti alle 12:10 in assenza di Wall Street, appesantito dai finanziari, DiaSorin, Campari e Prysmian. Non bastano il +0,96% di Eni e il +0,76% di Leonardo. Lo spread Btp/Bund scende leggermente a quota 175,7 punti base. Fuori dall’Europa, la Banca centrale dell'Indonesia ha mantenuto invariato il tasso di riferimento al 6%, come previsto dagli economisti, quella della Svezia al 4%, mentre la banca centrale della Turchia ha alzato i tassi dal 35% al 40%.
I prezzi del greggio estendono il calo della vigilia a causa del rinvio della riunione dell'Opec+ al 30 novembre che ha innescato speculazioni sulla possibilità che il gruppo non riesca ad approvare nuovi tagli alla produzione il prossimo anno per la contrarietà dei paesi africani. Il prezzo del Brent flette dello 0,89% a 81,23 dollari al barile e quello del Wti dello 0,87% a 76,43 dollari. Alcuni produttori - principalmente Angola, Congo e Nigeria - stanno faticando a trovare un accordo sui livelli di produzione e quindi sui possibili tagli, secondo fonti Opec+.
Senza la bussola di Wall Street, chiusa per festività, i mercati azionari europei scambiano poco sopra la parità. Il Dax si limita a un +0,07%, il Cac40 a un +0,16%, il Ftse100 a un +0,12% e il Ftse Mib a un +0,15% a 29.198 punti alle 10:30 sostenuto da Leonardo (+1,08% a 14,54 euro) e Banco Bpm (+0,71% a 5,11 euro), mentre remano contro Campari, DiaSorin, Prysmian e Stm. Eppure a novembre si è smorzata la contrazione dell’attività delle imprese nell’area euro, con l’indice Pmi a 47,1 punti, sempre sotto la soglia di 50 punti, ma in risalita dai 46,5 punti di ottobre.
Più nel dettaglio, l’indice Pmi relativo alle imprese del terziario è risalito a 48,2 punti, da 47,8 punti del mese precedente, mentre quello relativo alla produzione nell’industria manifatturiera 44,3 punti, il valore meno basso da sei mesi a questa parte dopo 43,1 punti a ottobre. Secondo gli economisti che curano il Purchasing Managers Index, per l'area euro si profila una recessione tecnica, ovvero due trimestri consecutivi di contrazione del Pil.
Secondo Cyrus de la Rubia, capo economista presso Hamburg Commercial Bank, citato nel comunicato sugli indici Pmi «l’economia dell’Eurozona risulta bloccata. Nel corso degli ultimi quattro o cinque mesi il settore del manifatturiero e quello dei servizi hanno, infatti, riportato un tasso di contrazione relativamente costante. Alla luce dei dati Pmi flash di novembre, le nostre previsioni a brevissimo termine mostrano le potenzialità di un secondo trimestre consecutivo di contrazione del Pil». Quindi si profila «con il parametro comunemente accettato di una recessione tecnica», avverte.
Dopo questi dati macro, importanti in chiave Bce, l’euro sale dello 0,20% a 1,090 dollari, lo spread Btp/Bund è fermo a 176 punti base e il rendimento del Btp decennale risale sopra il 4,3% al 4,32% dopo essere scivolato il 22 novembre sotto questa soglia per la prima volta da inizio settembre. A mercato chiuso il Tesoro annuncerà i quantitativi di Bot sei mesi in asta il prossimo 28 novembre. Il flusso dei dati macroeconomici depone a favore di un ulteriore rallentamento dell'inflazione europea, ma certo sul movimento ha inciso la decisione presa da Moody's, una delle agenzie più autorevoli, di alzare l'outlook dell'Italia da negativo a stabile, lasciando comunque immutato il rating a Baa3. Un sostegno allo scenario di riduzione dei tassi della zona euro è giunto da uno dei membri più "falchi" dellla banca centrale. «I tassi di interesse della zona euro sono vicini al picco nell'attuale ciclo», ha detto il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, aggiungendo che i dati determineranno se sarà necessario un ulteriore aumento.
Borse europee in leggero rialzo in avvio di seduta. Senza Wall Street chiusa per festività, il Dax avanza solo dello 0,04%, il Cac40 dello 0,14%, il Ftse100 dello 0,18% e il Ftse Mib dello 0,10% a 29.182 punti. «Alla vigilia del black friday calma piatta sui mercati. Non è un dato macroeconomico ne statistico ma la giornata celebrativa dei consumi di massa, nata nei Paesi anglosassoni e poi dilagata a livello mondiale, è sempre più considerata una buona approssimazione dello stato di salute dell’economia», afferma Fabrizio Barini di Integrae Sim.
Per completare il quadro sarà necessario attendere l’esito del cyber monday, ma il mercato non ci metterà molto ad adeguare le aspettative una volta che saranno resi noti i risultati ufficiali, precisa Barini. «E mai come nel 2023, questo evento assume un’importanza anche per le piazze finanziarie, considerato che concorrerà a formare le aspettative del mercato sulle prossime mosse delle banche centrali. Scontato che sino a fine anno non assisteremo a ulteriori rialzi, non ancora escluso che in Usa, la Fed, possa pensare a un ultimo ritocco», continua l’esperto di Integrae Sim. «Ma se il black friday dovesse delineare una recessione, questa ipotesi si allontanerebbe ulteriormente aprendo la strada a un primo taglio a cavallo tra il primo e il secondo semestre del 2024, come si potrebbe anche pensare dalle minute del Fomc da cui non è emersa alcuna indicazione in merito a un inasprimento della stretta monetaria».
L’euro sale dello 0,23% a 1,091 dollari dopo che la fiducia delle imprese manifatturiere francesi si è attestata a 99 punti a novembre, in linea alla lettura di ottobre. Il dato è risultato superiore al consenso degli economisti che si aspettavano una lettura a quota 98 punti. Ora focus sul Pmi composito preliminare di novembre dell’Eurozona.
Mentre il prezzo del petrolio potrebbe rivelarsi un alleato inaspettato nella lotta all’inflazione. A sorpresa l’Opec+ ha rinviato la sua riunione politica dal 26 al 30 novembre, spingendo le quotazioni del Brent sotto gli 80 dollari (-0,71% a 81,38 dollari al barile oggi, 23 novembre), in calo di oltre il 10% nel corso dell’ultimo mese, mentre il WTI potrebbe scendere sotto i 70 dollari (-0,74% a 76,60 dollari al barile), prevede Barini, spiegando che il rinvio dell’appuntamento dipenderebbe dallo scontento dell’Arabia Saudita nei confronti degli altri membri rispetto ai loro livelli di produzione. «E se i sauditi si arrabbiano hanno davvero il potere di fare male agli altri componenti del cartello, facendo crollare i prezzi. In aggiunta nonostante la notevole riduzione della produzione statunitense e il taglio complessivo di oltre cinque milioni di barili al giorno da parte dei membri dell’Opec+, Morgan Stanley prevede che la crescita dell’offerta non Opec sarà pari al rallentamento della domanda previsto per il prossimo anno», fa presente Barini. Morgan Stanley ha, quindi, fornito indicazioni sulla traiettoria del mercato petrolifero, suggerendo che il Brent potrebbe stabilizzarsi intorno agli 85 dollari al barile. Si stanno stabilizzando anche i prezzi del gas sia in Usa che in Europa. Il prezzo del future alla Borsa di Amsterdam (il TTF) ha perso oltre il 12% nell’ultimo mese, il 4% nell’ultima settimana. «In questo scenario difficile pensare che i prossimi dati sull’inflazione mostrino una recrudescenza, più probabile che si stabilizzino su un tasso di crescita molto vicino al target di Fed e Bce», conclude Barini.
Sul listino milanese salgono i titoli oil come Eni (+0,62% a 14,81 euro), Saipem (+0,59% a 1,44 euro) e Tenaris (+0,95% a 15,47 euro). Bene anche Cnh Industrial (+0,61% a 9,25 euro) e Leonardo (+1,39% a 14,59 euro) con Fincantieri (+0,57% a 0,533 euro) dopo che è stato firmato un accordo della durata di 10 anni con l'Egitto per la manutenzione di due fregate Frimm del valore di circa 260 milioni di euro, comprendente la quota destinata a OSN, la joint venture tra Fincantieri e Leonardo, in qualità di sub-fornitore.
In rialzo poi dello 0,55% a 18,66 euro Stellantis che con Dongfeng Motor ha stipulato un accordo in base al quale il gruppo italo americano riacquisterà 50 milioni di azioni ordinarie (1,58% del capitale Stellantis prima della cancellazione delle azioni riacquistate) da Dongfeng, per un importodi circa 934 milioni di euro. Stellantis intende cancellare tali azioni. L'azienda ha anche annunciato il richiamo di oltre 32mila Jeep Wrangler 4xe ibride negli Stati Uniti per un potenziale rischio di incendio. Il provvedimento riguarda anche circa 3.850 veicoli in Canada e circa 9.250 fuori dal Nord America. Restando in casa Agnelli/Elkann si ricorda che la Juventus (-0,08% a 0,25 euro) riunisce l’assemblea ordinaria sul bilancio e quella straordinaria sulla riduzione del capitale per perdite, sull’aumento di capitale a pagamento e sul raggruppamento delle azioni.
Tra le banche, Mps segna un +0,38% a 2,895 euro. Eppure la cessione del 25% in mano al Tesoro facilita un’aggregazione e tutti guardano a Banco Bpm (+0,87% a 5,12 euro) o Bper Banca (+0,80% a 3,4 euro). Mentre per Unicredit (-0,06% a 24,71 euro) c’è una grana in Austria, come riporta Mf-Milano Finanza: l’istituto è tra i grandi creditori del colosso immobiliare in crisi Signa: Unicredit e Raiffeisen Bank avrebbero un’esposizione complessiva di quasi 1,5 miliardi.
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Rialzo frazionale per Moncler (+0,5% a 52,06 euro) che ha siglato con EssilorLuxottica un accordo di licenza esclusiva per il design, la produzione e la distribuzione globale di occhiali da sole e montature da vista Moncler. Debole Enel (-0,14% a 6,382 euro) dopo la presentazione del piano strategico e le dichiarazioni dell’ad, Flavio Cattaneo, secondo cui il colosso energetico non dovrebbe rientrare nella lista del processo di privatizzazioni avviato dal Governo sulle partecipate del Tesoro. Infine, schizza del 3% a 2,069 euro Mfe che ha registrato un utile netto di 71 milioni nei primi nove mesi del 2023, ricavi per 1,86 miliardi, con una generazione di cassa di 285 milioni.
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Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta con Wall Street chiusa per il giorno del Ringraziamento e i mercati giapponesi chiusi per festività. Il future sull’Eurostoxx 50 segna un progresso solo dello 0,02%. L’euro avanza dello 0,25% a 1,091 dollari in attesa di una serie di dati macro importanti.
Alle 8:45 l’indice sulla fiducia delle imprese manifatturiere a novembre della Francia (precedente: 98 punti; consenso: 98 punti). Alle 10 il Pmi composito a novembre preliminare dell’Eurozona (precedente: 46,5 punti; consenso: 46,8 punti), il Pmi manifatturiero sempre a novembre preliminare (precedente: 43,1 punti; consenso: 43,4 punti) e il Pmi servizi a novembre preliminare (precedente: 47,8 punti; consenso: 48 punti).
Sul fronte banche centrali alle 12 è attesa la decisione sui tassi di interesse della Banca centrale turca e alle 13:30 la pubblicazione dei verbali della riunione di ottobre della Bce. Mentre alle 13:30 è atteso il discorso di Piero Cipollone membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, alle 23 quello di Isabel Schnabel.
Non si arrestano, nel frattempo, le vendite sul petrolio con il Wti in calo dell’1,12% a 76,24 dollari al barile e il Brent dell’1,28% a 80,91 dollari al barile in scia alla notizia inattesa dello slittamento del vertice dell’Opec+ dal 26 al 30 novembre. Le trattative nel gruppo si stanno facendo sempre più difficili a causa del conflitto in Israele, del forte ribasso delle quotazioni del greggio, anche per il boom di produzione negli Stati Uniti, del disappunto dell’Arabia Saudita per la perdita di quote di mercato e dell’inefficacia dei tagli produttivi. Sale ancora l’oro (+0,20% a 1.996 dollari l’oncia).
Sul listino milanese attenzione puntata su Stellantis che con Dongfeng Motor ha stipulato un accordo in base al quale il gruppo italo americano riacquisterà 50 milioni di azioni ordinarie (1,58% del capitale Stellantis prima della cancellazione delle azioni riacquistate) da Dongfeng, per un importodi circa 934 milioni di euro. Stellantis intende cancellare tali azioni. L'azienda ha anche annunciato il richiamo di oltre 32mila Jeep Wrangler 4xe ibride negli Stati Uniti per un potenziale rischio di incendio. Il provvedimento riguarda anche circa 3.850 veicoli in Canada e circa 9.250 fuori dal Nord America. Restando in casa Agnelli/Elkann si ricorda che la Juventus riunisce l’assemblea ordinaria sul bilancio e quella straordinaria sulla riduzione del capitale per perdite, sull’aumento di capitale a pagamento e sul raggruppamento delle azioni.
Tra le banche, focus ancora su Mps perché la cessione del 25% in mano al Tesoro facilita un’aggregazione e tutti guardano a Banco Bpm o Bper Banca. Mentre per Unicredit c’è una grana in Austria, come riporta Mf-Milano Finanza: l’istituto è tra i grandi creditori del colosso immobiliare in crisi Signa: Unicredit e Raiffeisen Bank avrebbero un’esposizione complessiva di quasi 1,5 miliardi.
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Da monitorare anche Moncler che ha siglato con EssilorLuxottica un accordo di licenza esclusiva per il design, la produzione e la distribuzione globale di occhiali da sole e montature da vista Moncler, ed Enel dopo la presentazione del piano strategico e le dichiarazioni dell’ad, Flavio Cattaneo, secondo cui il colosso energetico non dovrebbe rientrare nella lista del processo di privatizzazioni avviato dal Governo sulle partecipate del Tesoro. Infine, occhio al duo Fincantieri-Leonardo dopo che è stato firmato un accordo della durata di 10 anni con l'Egitto per la manutenzione di due fregate Frimm del valore di circa 260 milioni di euro, comprendente la quota destinata a OSN, la joint venture tra Fincantieri e Leonardo, in qualità di sub-fornitore.
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