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Wall Street frena l'Europa dopo il giuramento di Trump

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude sotto la parità (-0,2%). Sul podio Diasorin, Snam e Italgas. In calo Stellantis

21 gennaio 2025, 07:54 Ultimo aggiornamento: 18:48

Wall Street positiva: gli investitori valutano gli ordini esecutivi del neoeletto presidente, Donala Trump, su questioni come l'energia e l'immigrazione- | IL VIDEO | Donald Trump: con me finisce il Green Deal. Basta aiuti ai veicoli elettrici | Avanti super dollaro. Goldman Sachs: euro sotto la parità nel giro di pochi mesi. Ecco perché

  • Ore 15:30 Wall Street apre positiva 
  • Ore 15:15 Il Ftse Mib riconquista i 36 mila punti 
  • Ore 13:50 Il Ftse Mib resta in rosso con Eni e Nexi. Effetto Trump sui prezzi del petrolio: Wti sotto 76 dollari
  • Ore 12:40 Ftse Mib sotto 36.000 con Eni e Stellantis. Villeroy (Bce): un taglio dei tassi a ogni riunione
  • Ore 11:30 Il Ftse Mib resta in calo con Prysmian e Stellantis. L’indice Zew peggiora a gennaio
  • Ore 09:05 Il Ftse Mib scende con Stellantis e Campari. Spread sotto 110
  • Ore 07:50 Europa attesa in calo. Si teme una guerra commerciale

Il Ftse Mib chiude a 36.059 punti, in calo dello 0,23%. Sul podio Diasorin (+2,9%), Snam (+2%) e Italgas (+1,8%). Chiudono il listino Stellantis (-1,5%), Eni (-1,2%) e Tim (-1,2%). Spread in discesa a 108 punti. 

Positive le altre borse europee, con l’eccezione di Madrid (-0,2%). La migliore è Parigi che guadagna circa lo 0,5%. In rialzo anche Wall Street dopo due ore di scambi. 

Ore 15:30 Wall Street apre positiva 

Wall Street apre la seduta in rialzo all’indomani dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,3%%, l’S&P 500 avanza dello 0,4% e il Nasdaq Composite guadagna lo 0,5%. Dopo l’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia poco sopra i 36 mila punti, a quota 36.023, in calo dello 0,3%. La migliore performance è di Diasorin (+2,2%), seguita Snam (+1,5%) e Italgas. Chiudono il paniere delle blue chip Eni (-1,5%), Stellantis (-1,4%) e Pirelli (-1,3%). Spread poco mosso a 109 punti. 

Ore 15:15 Il Ftse Mib riconquista i 36 mila punti 

L’indice Ftse Mib riconquista quota 36.000 punti alle 15:15 con Italgas (+1,18%) e Buzzi (+1,77%) in prima linea. Sotto tono, viceversa, Prysmian (-0,87%) che ha rinunciato a costruire un impianto negli Stati Uniti per l’eolico offshore. Ma l’indice delle blue chip milanesi resta in ribasso dello 0,38% in attesa dell’avvio di Wall Street, mentre gli investitori valutavano gli ordini esecutivi del neoeletto presidente, Donald Trump, su questioni chiave come l'energia e l'immigrazione, in attesa della sua prima mossa sulla politica commerciale. A questo proposito Trump ha anticipato che sta pensando di imporre dazi (sulle merci canadesi e messicane già dal 1° febbraio. Lo spread Btp/Bund scende a quota 108,7 punti base e l’euro va verso 1,040 dollari, vale 1,039 (+1,32%). 

Ore 13:50 Il Ftse Mib resta in rosso con Eni e Nexi. Effetto Trump sui prezzi del petrolio: Wti sotto 76 dollari

I mercati azionari europei faticano a ridurre le perdite (Milano -0,51% a 35.960 punti alle 13:50 con Eni, Nexi, Stellantis e Pirelli) nonostante i futures statunitensi positivi (+0,43% quello sul Dow Jones e +0,38% quello sull’S&P500; il 20 Wall Street era chiusa per festività). In assenza di dati macro importanti, l’euro si conferma tonico nei confronti del dollaro, mentre i prezzi del petrolio perdono terreno, con gli investitori che valutano i piani del presidente statunitense, Donald Trump, di applicare nuove tariffe più tardi del previsto e di incrementare la produzione di petrolio e gas (+0,08% a 47,89 euro a megawattora in Europa) negli Stati Uniti.

Wti sotto 76 dollari al barile

I futures sul Brent arretrano dell’1,53% a 78,92 dollari il barile e quelli sul greggio Wti statunitense del 2,36% a 75,56 dollari il barile. Il presidente americano ha promesso di ripristinare le riserve strategiche e ha detto che la sua amministrazione probabilmente smetterà di acquistare oro nero dal Venezuela. Gli Stati Uniti sono il secondo acquirente di greggio venezuelano dopo la Cina.
 

Ore 12:40 Ftse Mib sotto 36.000 con Eni e Stellantis. Villeroy (Bce): un taglio dei tassi a ogni riunione

Eccetto Parigi (+0,05% alle 12:30), le altre piazze europee flettono, anche Milano (-0,43% a 35.987 punti con Campari, Eni e Stellantis tra i peggiori). Lo spread Btp/Bund resta sotto 110 a 109 punti base (il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,625%) dopo che il governatore della Banca di Francia, François Villeroy de Galhau, in un'intervista a Bloomberg tv, ha detto che nella riunione della Banca Centrale Europea della prossima settimana «vedremo, ma c'è consenso nel continuare a procedere nella riduzione graduale del costo del denaro a ogni meeting».

Quanto alla decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di uscire per la seconda volta dall'accordo di Parigi sul clima è spiacevole, ma non sorprendente, ha aggiunto il consigliere della Bce. Secondo il governatore della banca centrale croata e membro del consiglio Bce, Boris Vujcic, le aspettative sui tassi di interesse del mercato - che si aspetta tre-quattro tagli da parte della Bce quest'anno - sono ragionevoli. Ma le condizioni economiche possono ancora cambiare. Pertanto non c'è alcuna garanzia che Francoforte fisserà i tassi come atteso adesso.

Lato offerta, la Francia sta collocando la prima emissione sindacata dalle elezioni con un nuovo titolo di Stato a 15 anni (scadenza 25 maggio 2042). Gli ordini hanno già superato quota 100 miliardi di euro.

Ore 11:30 Il Ftse Mib resta in calo con Prysmian e Stellantis. L’indice Zew peggiora a gennaio

Milano resta in ribasso dello 0,22% a 36.062 punti alle 11:30 con Stellantis, Prysmian e Campari che perdono oltre un punto percentuale. Salgono contro corrente soprattutto Unipol, DaiSorin e Banca Mediolanum. Regge la borsa di Francoforte (-0,05%) anche se l’indice Zew sul sentiment economico della Germania è peggiorato a gennaio. Il dato, a 10,3 punti, è 5,4 punti al di sotto del valore del mese precedente a 15,7 punti. Gli economisti avevano previsto una lettura a 15,3 punti. Mentre la valutazione sulla situazione economica attuale del Paese è cambiata solo leggermente. La lettura è, infatti, migliorata di 2,7 punti ed è ora a -90,4 punti. L’euro si conferma in rialzo dello 0,97% a 1,035 dollari e lo spread è fermo a 109,4 punti base.

La Germania rischia di rimanere ancora più indietro rispetto agli altri Paesi europei

«Il secondo anno consecutivo di recessione ha causato un calo delle aspettative economiche in Germania. L'anno è iniziato con un notevole calo dell'indicatore corrispondente. Ciò potrebbe essere dovuto, tra l'altro, ai dati negativi sulla crescita del pil recentemente pubblicati e alla crescente pressione inflazionistica. La mancanza di spesa delle famiglie e la domanda debole nel settore delle costruzioni continuano a bloccare l'economia tedesca», commenta il presidente dello Zew, Achim Wambach. «Se queste tendenze dovessero confermarsi anche nell'anno in corso, la Germania resterebbe ancora più indietro rispetto agli altri Paesi dell'Eurozona».

Ore 09:05 Il Ftse Mib scende con Stellantis e Campari. Spread sotto 110

Borse europee deboli in avvio di seduta (Dax -0,41%, Cac40 -0,02%, Ftse100 +0,10% e Ftse Mib -0,13% a 36.097 punti con lo spread Btp/Bund in calo a 109,8 punti base) dopo che Donald Trump ha giurato e si è insediato alla Casa Bianca. «Nel primo discorso che ha tenuto, ha toccato molti temi, tutti con l’obiettivo di rendere l’America nuovamente prospera. Ha parlato di dazi, che serviranno ad arricchire i cittadini Usa, di lotta all’inflazione, di aumento della produzione di petrolio per rendere gli Usa un paese esportatore. Ha toccato la questione dell’immigrazione illegale, della lotta alle gang criminali e all’immigrazione clandestina, senza dimenticare la volontà espressa di riprendersi Panama», sottolinea Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades.

L’euro si rafforza post Trump

I movimenti più importanti si sono visti sul mercato valutario. L’euro-dollaro è salito a 1,0435, dopo aver violato 1,0350 per poi ritornare a 1,0375. Ora scambia a 1,036 (+1,08%). «Su tutte le valute abbiamo assistito a un iniziale caduta del biglietto verde e una ripresa significativa. Ciò significa che l’incertezza prevale e fino a quando la nuova amministrazione non rilascerà il proprio programma sulle tariffe, sarà difficile vedere movimenti unilaterali, ma esclusivamente alta volatilità in price action bilaterali. Le preoccupazioni sui dazi restano», precisa Berlinzani. Trump ha in programma di imporre, entro il 1° febbraio, i dazi precedentemente minacciati fino al 25% su Messico e Canada, ribadendo la sua convinzione che i due Paesi più vicini agli Stati Uniti stiano permettendo l’ingresso incontrollato di migranti irregolari e droga nel Paese.

A Milano male Campari, Stellantis ed Enel. Reggono Generali, Banco Bpm e Bper

Sul listino milanese Generali che con Bpce ha firmato un memorandum of understanding non vincolante per la creazione di una jv tra le rispettive società di asset management, Generali Investments Holding e Natixis Investment Managers, spunta un +0,24% a 29,5 euro. Bpce (attraverso Natixis Im) e Gih deterrebbero ciascuna il 50% della nuova società con equilibrati diritti di governance e controllo. Con oltre 1.900 miliardi di asset in gestione, la società combinata si affermerebbe in Europa come primo operatore per ricavi e secondo per asset under management e, su scala globale, al nono posto per aum e al primo per aum nella gestione di asset per la clientela assicurativa.

Sotto pressione, viceversa, Campari (-1,73% a 5,462 euro). Il gruppo italiano di alcolici ha tre siti produttivi in Messico, il principale dei quali produce tequila con il marchio Espolon, e uno in Canada, che produce il whisky canadese Forty Creek. Secondo Citi, Campari importa il 27% delle sue vendite negli Stati Uniti da Messico e Canada.

Giù anche Stellantis (-1,82% a 12,61 euro) perché le vendite di auto nuove in Europa sono aumentate dello 0,9% nel 2024, trainate dalla crescita a due cifre delle immatricolazioni di auto ibride, che a dicembre hanno superato quelle a benzina per il quarto mese consecutivo. La quota di mercato di Renault ha superato quella di Stellantis per il primo mese da quando il gruppo franco-italiano è nato a gennaio 2021, secondo i dati di Acea.

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lnvece, tra le banche, Unicredit passa di mano a 43,33 euro (+0,50%). Il governo tedesco è preoccupato per il comportamento non trasparente e opaco dell'istituto nell'ambito del suo interesse per Commerzbank, ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Joerg Kukies.

Quanto a Banco Bpm è stabile a quota 8,298 euro. Il governo non ha esercitato i propri poteri speciali in relazione all'opa su Anima. La banca ha, inoltre, detto che stanno proseguendo le valutazioni da parte della Bce sull'applicazione del Danish Compromise al progetto di acquisizione di Anima e che coinvolgono anche l'Eba.

E se nel caso di Bper Banca (+0,30% a 6,60 euro), l’agenzia Fitch ha migliorato l'outlook a lungo termine della banca da stabile a positivo, confermando il rating Idr a BBB-, Credem (+0,18% a 11,4 euro) ha concluso l'operazione, annunciata lo scorso novembre, di cessione a Worldline Italia delle attività di merchant acquiring per 95 milioni di euro.

Mentre nel caso di Tim la Corte d'Appello di Roma dovrebbe decidere entro questa settimana o la prossima se accogliere o respingere la richiesta di sospensiva dal parte del governo del pagamento di oltre un miliardo di euro come rimborso dovuto al gruppo telefonico per il canone del '98.

Infine, Enel, che ha ceduto a Waaree Energies l’intero pacchetto di asset rinnovabili detenuto nel Paese, perde lo 0,47% a 6,759 euro. L’operazione ha riguardato la cessione del 100% del capitale sociale di Egpipl (Enel Green Power India Private Limited). L’enterprise value riconosciuto alla società è di oltre 300 milioni di euro, mentre il corrispettivo netto per Enel sarà di circa 90 milioni.

Ore 07:50 Europa attesa in calo. Si teme una guerra commerciale

Borse europee attese in calo (future sull’Eurostoxx50 -0,44%) con gli investitori in ansia per le politiche di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha firmato una raffica di ordini esecutivi nel suo primo giorno di mandato, che vanno dai decreti sull'aumento della produzione di petrolio statunitense al rinvio del divieto sull'app di social media TikTok.

Trump: dazi del 25% su Messico e Canada

I futures sugli indici azionari statunitensi sono leggermente positivi (+0,21% quello sul Dow Jones e +0,09% quello sull’S&P500), ma registrano un aumento della volatilità perché Trump ha in programma di imporre, entro il 1° febbraio, i dazi precedentemente minacciati fino al 25% su Messico e Canada, ribadendo la sua convinzione che i due Paesi più vicini agli Stati Uniti stiano permettendo l’ingresso incontrollato di migranti irregolari e droga nel Paese. Questi piani su due nazioni vitali per le importazioni energetiche e automobilistiche statunitensi minacciano di scatenare una guerra commerciale tra i firmatari dell’accordo Stati Uniti-Messico-Canada (Usmca), successore del Nafta. L’accordo regola il flusso di beni e servizi per un valore di 1.800 miliardi di dollari.

Le altre politiche del presidente Usa

D’altra parte, il 20 gennaio, al suo insediamento alla Casa Bianca Trump è stato chiaro: «per prima cosa, dichiarerò un'emergenza nazionale al nostro confine meridionale. Tutti gli ingressi illegali saranno immediatamente bloccati e inizieremo il processo di rimpatrio di milioni e milioni di immigrati clandestini criminali nei luoghi da cui sono venuti». Inoltre, ha spiegato che la crisi dell'inflazione è stata causata da una spesa eccessiva e dall'aumento dei prezzi dell'energia, per questo, ha detto, «dichiaro un'emergenza energetica e noi trivelleremo, baby, trivelleremo».

Per fare abbassare i prezzi, «riempiremo di nuovo le nostre riserve strategiche ed esporteremo energia americana in tutto il mondo», ha aggiunto. Così come «metteremo fine al Green New Deal e revocheremo l'obbligo delle auto elettriche e salveremo la nostra industria automobilistica mantenendo il mio sacro impegno con i grandi lavoratori del settore automobilistico».

Al contempo, gli Stati Uniti «si riprenderanno» il Canale di Panama e invece di tassare i cittadini «imporremo dazi a Paesi stranieri per arricchire i nostri cittadini», ha continuato, annunciando che «per questo obiettivo, stiamo istituendo l'External Revenue Service per raccogliere tutti dazi». Questo porterà «una quantità massiccia di denaro«nelle casse dello Stato «proveniente da Paesi stranieri».

L’euro rimbalza fino a 1,037 dollari in attesa dell’indice Zew

L’euro balza dell’1,10% a 1,037 dollari in attesa di pochi dati macro. Già pubblicato il dato sul tasso di disoccupazione a novembre nel Regno Unito pari a +4,4%, in aumento rispetto al precedente +4,3% (la previsione era +4,3%). Alle 11 è previsto l’indice Zew sulla fiducia delle imprese tedesche a gennaio (precedente: 15,7 punti; consenso: 15,1 punti), alle 14:55 l’indice settimanale Redbook degli Stati Uniti (precedente: +4% anno su anno). In agenda anche la riunione dell’Ecofin a cui partecipa il vice presidente della Bce, Luis de Guindos, e alle 12 il discorso del presidente della Banca centrale portoghese, Mario Centeno.

Brent sotto 80 dollari, Wti sopra 76 dollari

Tra le materie prime, i prezzi del petrolio viaggiano a due velocità dopo il discorso di Trump. Il Wti americano sale dello 0,29% a 76,59 dollari al barile e il Brent scende dello 0,27% a 79,93 dollari al barile. In rialzo, poi, dello 0,30% il prezzo dell’oro a 2.739 dollari l’oncia con il dollaro debole. Il lingotto brilla come bene rifugio in mezzo all’incertezza. I trader, infatti, si preparano a una maggior volatilità con l'inizio del secondo mandato di Trump, poiché si prevedono annunci di politiche che potrebbero influenzare le dinamiche di mercato.

A Milano occhio a Generali, Stellantis, Unicredit, Banco Bpm, Bper Banca, Enel e Tim

Sul listino milanese attenzione a Generali che con Bpce ha firmato un memorandum of understanding non vincolante per la creazione di una jv tra le rispettive società di asset management, Generali Investments Holding e Natixis Investment Managers. Bpce (attraverso Natixis Im) e Gih deterrebbero ciascuna il 50% della nuova società con equilibrati diritti di governance e controllo. Con oltre 1.900 miliardi di asset in gestione, la società combinata si affermerebbe in Europa come primo operatore per ricavi e secondo per asset under management e, su scala globale, al nono posto per aum e al primo per aum nella gestione di asset per la clientela assicurativa.

Da monitorare, poi, Stellantis perché le vendite di auto nuove in Europa sono aumentate dello 0,9% nel 2024, trainate dalla crescita a due cifre delle immatricolazioni di auto ibride, che a dicembre hanno superato quelle a benzina per il quarto mese consecutivo. La quota di mercato di Renault ha superato quella di Stellantis per il primo mese da quando il gruppo franco-italiano è nato a gennaio 2021, secondo i dati di Acea.

lnvece, tra le banche, focus ancora su Unicredit. Il governo tedesco è preoccupato per il comportamento non trasparente e opaco dell'istituto nell'ambito del suo interesse per Commerzbank, ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Joerg Kukies.

Quanto a Banco Bpm, il governo non ha esercitato i propri poteri speciali in relazione all'opa su Anima. La banca ha, inoltre, detto che stanno proseguendo le valutazioni da parte della Bce sull'applicazione del Danish Compromise al progetto di acquisizione di Anima e che coinvolgono anche l'Eba.

E se nel caso di Bper Banca, l’agenzia Fitch ha migliorato l'outlook a lungo termine della banca da stabile a positivo, confermando il rating Idr a BBB-, Credem ha concluso l'operazione, annunciata lo scorso novembre, di cessione a Worldline Italia delle attività di merchant acquiring per 95 milioni di euro.

Mentre nel caso di Tim la Corte d'Appello di Roma dovrebbe decidere entro questa settimana o la prossima se accogliere o respingere la richiesta di sospensiva dal parte del governo del pagamento di oltre un miliardo di euro come rimborso dovuto al gruppo telefonico per il canone del '98.

Infine, occhio a Enel che ha ceduto a Waaree Energies l’intero pacchetto di asset rinnovabili detenuto nel Paese. L’operazione ha riguardato la cessione del 100% del capitale sociale di Egpipl (Enel Green Power India Private Limited). L’enterprise value riconosciuto alla società è di oltre 300 milioni di euro, mentre il corrispettivo netto per Enel sarà di circa 90 milioni.

(riproduzione riservata)
 



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