Giornata fiacca per le borse europee: il Dax chiude sulla parità, il Ftse 100 perde lo 0,2%, mentre il Ftse Mib segna +0,15% e il Cac 40 +0,2%. I rendimenti dei titoli di Stato scendono: dopo il giudizio di Moody’s il Btp decennale è calato al 4,34%, portando lo spread a 173 punti. Intanto continua a correre l’euro. Per quanto riguarda la politica monetaria, il governatore della Banca di Spagna e membro del consiglio direttivo della Bce, Pablo Hernandez de Cos, ha ribadito che «è troppo prematuro iniziare a parlare della possibilità di tagli dei tassi di interesse».
I prezzi del petrolio accelerano, mentre gli investitori guardano alla riunione dell’Opec+, con il cartello che starebbe valutando ulteriori tagli all'offerta per sostenere i prezzi che sono scesi per quattro settimane a causa delle preoccupazioni sulla domanda e dell'interruzione dell’offerta in Medio Oriente per il conflitto Israele-Hamas. I future del Wti sono saliti del 2,7% a 78,27 dollari al barile e quelli del Brent del 2,6% a 82,72 dollari al barile.
A Piazza Affari segni più poi su Bper (+1,64%), Banco Bpm (+0,95%) e Banco Mps (+0,72%). Saipem (+2,4%), dal canto suo, emerge come migliore blue chip in chiusura grazie ai rialzi del greggio, catalizzati dalle rinnovate preoccupazioni su ulteriori tagli alla fornitura da parte dell'Opec+. Buona performance anche per Saras (+2,06%). Da segnalare poi Nexi (+0,92%) dopo l'estensione della partnership con Microsoft per l'offerta delle proprie soluzioni di pagamento nei marketplace della seconda, e Leonardo (+1,81%), supportata da indiscrezioni di stampa che vedrebbero il deal per la vendita di 40 jet Eurofighter alla Turchia più vicino. Fuori dal listino principale, Seco chiude a +5,34%. Infine, si ricordano gli stacchi della cedola di oggi. Tra le blue chip, B.Mediolanum (-1,95%), Eni (-0,03%), Intesa Sanpaolo (-4,54%), Mediobanca (-7,52%), Poste Italiane (-1,97%), Recordati (-1,21%), Tenaris (+0,41%) e Terna (-0,74%).
I mercati azionari europei restano contrastati dopo l’avvio poco mosso di Wall Street (-0,01% il Dow Jones e +0,02% l’S&P500). Francoforte perde lo 0,18%, Parigi sale dello 0,10%, Londra arretra dello 0,33%, mentre Milano annulla quasi tutte le perdite (-0,05% a 29.484 punti) con Inwit (+2%), Saipem (+1,99%) e Amplifon (+1,96%) e lo spread Btp/Bund su livelli bassi, a 171 punti base, post Moody’s.
Resta alta la tensione in Medio Oriente. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ospiterà domani a Mosca una riunione dei ministri degli Esteri dei membri della Lega Araba e dell'Organizzazione della cooperazione islamica per discutere della situazione a Gaza, secondo quanto ha riferito l'agenzia di stampa Ria citando una portavoce del ministero degli Esteri russo, senza specificare quali Paesi parteciperanno all'incontro.
Nel frattempo, il consigliere del presidente americano, Joe Biden, Amos Hochstein, è a Israele per colloqui volti a scongiurare un conflitto con il Libano. Infatti, secondo le fonti americane, alla Casa Bianca ci sarebbe crescente preoccupazione per il rischio di una "guerra regionale" a fronte dell'escalation di tensioni lungo il confine. «Alcuni membri dell'amministrazione temono che Israele stia cercando di provocare Hezbollah e creare un pretesto per una guerra più ampia in Libano che potrebbe trascinare ulteriormente gli Stati Uniti e altri Paesi nel conflitto», riporta il sito americano, Axios.
Con i futures di Wall Street negativi (-0,11% quello sul Dow Jones e -0,08% quello sull’S&P500), il Ftse Mib resta in ribasso dello 0,15% a 29.453 punti alle 14:00, appesantito da Generali, di cui Equita Sim ha limato del 3% a 21 euro il target price (rating hold), dopo aver ridotto le stime 2023-2024 del 5% in media per riflettere un peggior risultato operativo nel Danni, e Pirelli (-0,46%). Giù anche il Dax (-0,37%) e il Ftse100 (-0,36%). Poco mosso il Cac40 (+0,06%). In attesa alle 16 del superindice a ottobre degli Stati Uniti (precedente: -0,7% mese su mese; consenso: -0,7% mese su mese), l’euro si conferma in netto rialzo sul dollaro a 1,093 (+0,23%).
Per Ebury potrebbe essere difficile per l'euro guadagnare ulteriormente senza un chiaro miglioramento nei numeri del Pmi di novembre in uscita mercoledì. Le buone notizie del report sull'inflazione Usa di ottobre hanno provocato un immediato calo di 20 punti base dei rendimenti dei Treasury decennali e hanno innescato una fuga dal dollaro. I mercati hanno già scongiurato ogni possibilità di ulteriori rialzi da parte della Fed (in modo riservato) «e ora si aspettano che il primo taglio dei tassi avvenga nel maggio del 2024, non così presto, a nostro avviso. Nonostante i segnali di un modesto rallentamento, l'economia statunitense continua a crescere a un buon ritmo e il mercato del lavoro rimane in piena occupazione. Sarà difficile per il dollaro cedere ulteriormente fino a quando questa situazione non cambierà in modo significativo», precisa Ebury.
L’indice Dax della borsa di Francoforte accelera al ribasso (-0,17% a 15.876 punti alle 13:00) dopo che dal rapporto mensile della Bundesbank è emerso che l’economia tedesca probabilmente vedrà ancora una contrazione nel trimestre in corso e che la ripresa sarà difficile. «È probabile che la produzione economica torni a diminuire leggermente nel quarto trimestre del 2023», ha detto la Bundesbank, secondo cui l'economia tedesca si riprenderà con fatica dal periodo di debolezza che si protrae dallo scoppio della guerra contro l'Ucraina. In ogni caso, la banca centrale tedesca ha espresso cauto ottimismo per il prossimo anno, sottolineando l'elevata occupazione, la forte crescita dei salari e la stabilizzazione degli indicatori sul sentiment. Gli altri indici europei restano misti: il Cac40 sale dello 0,18%, il Ftse100 perde lo 0,21% e il Ftse Mib lo 0,11% a 29.464 punti anche se lo spread Btp/Bund resta basso a 171,6 punti base dopo Moody’s. Pesano DiaSorin, Generali, Hera e Iveco. Di segno opposto e in evidenza soprattutto Saipem (+2,64%) e Leonardo (+1,4%).
Solo Parigi resta in rialzo (+0,22%) tra i mercati azionari europei (Londra -0,15%, Francoforte -0,15% e Milano -0,11% a 29.466 punti alle 10:45 con Generali e Iveco, in calo, rispettivamente dell’1,16% e dello 0,71%, non bastano i progressi delle banche e delle utilities) in attesa di ulteriori sviluppi macroeconomici questa settimana. Il sentiment dei mercati risente del forte calo in Germania del titolo Bayer (-19%) dopo che il gruppo ha interrotto lo studio Oceanic-AF, una sperimentazione avanzata in cui stava valutato la somministrazione del farmaco asundexian rispetto ad apixaban in pazienti con fibrillazione atriale a rischio di ictus. «Gli indici hanno iniziato la settimana senza una direzione chiara, l'appetito per il rischio rimane alto tra gli investitori, poiché la narrativa accomodante iniziata due settimane fa rimane invariata», sottolinea Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrades. «I trader e gli investitori sono ora concentrati sulla pubblicazione dei verbali delle riunioni della Fomc e della Bce e sui discorsi, in settimana, di molti funzionari delle banche centrali, tra cui la presidente della Bce, Christine Lagarde, e il governatore della BoE Andrew Bailey».
Altrove, le tensioni geopolitiche rimangono un fattore di incertezza per i trader, specialmente dopo che una nave è stata sequestrata dai ribelli Houthi nel Mar Rosso. «Ciò ha suscitato preoccupazioni per un’interruzione nell'approvvigionamento energetico, che ha determinato un'azione decisa sui prezzi nel settore energetico questa mattina», aggiunge Veyret. Il prezzo del Brent sale dello 0,65% a 81,13 dollari al barile.
Lo spread Btp/Bund sale leggermente, rispetto all’apertura, a 172,4 punti base. «L’innalzamento dell’outlook dell’Italia da parte di Moody’s è un riconoscimento della buona salute e della redditività del settore bancario», commenta Filippo Alloatti, Head of (Financials) Credit di Federated Hermes. «Ed anche dei fattori di stabilizzazione delle dinamiche del debito - sia sul fronte del debito pubblico che di quello privato. Dal nostro punto di vista, siamo d’accordo con la recente review da parte dell’agenzia di rating: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, riteniamo che sia il nostro Paese che l'Eurosistema più in generale abbiano a disposizione i mezzi per rendere gestibile l'ampio debito in rapporto al Pil. Il modo migliore per capitalizzare questo sviluppo positivo per l'Italia passa attraverso il rinnovo da parte del Governo degli sforzi per concordare il nuovo patto di stabilità e la futura governance dell'area dell'euro. Le sfide per l'economia italiana rimangono, ma la soluzione può essere solo europea», conclude l’esperto di Federated Hermes.
Borse europee in frazionale rialzo in avvio di seduta, eccetto Londra (-0,08%). Francoforte guadagna lo 0,04%, Parigi lo 0,36% e Milano lo 0,20% a 29.556 punti con 9 azioni che staccano la cedola e con lo spread Btp/Bund in calo a 171,8 punti base (il rendimento del Btp 10 anni scende al 4,33%) dopo che venerdì 17 novembre Moody’s ha deciso di lasciare invariato il rating sul debito pubblico italiano a Baa3 ma soprattutto ha alzato l’outlook a positivo da neutrale, evitando un downgrade che avrebbe spinto i Btp nell’area più a rischio ovvero “spazzatura”.
«Moody’s aveva abbassato l’outlook da stabile a negativo, subito dopo la caduta del governo Draghi, avvenuta nel luglio del 2022, rendendo concreto il rischio di una bocciatura sul debito pubblico», ricorda Fabrizipo Barini di Integrae Sim. «Il Governo Meloni pare, quindi, essere riuscito a recuperare la fiducia delle agenzie di rating grazie alla stabilità politica e alla prudenza nella gestione dei conti pubblici». Un successo anche per il Ministro delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, che aveva ammonito gli alleati di Governo: «Se arriva il downgrade andiamo tutti a casa».
Le precedenti tre valutazioni, fatte rispettivamente da S&P, Dbrs e Fitch, avevano già lasciato immutato sia il rating che l’outlook pur in presenza di un rallentamento dell’economia. «Non stupisce, quindi, che Piazza Affari abbia chiuso la settimana con un rialzo del 3,5% che sale a +7,8% nell’ultimo mese portandosi a un passo da quota 30mila punti, livello che non vede dal maggio 2008. La settimana in corso», fa presente Barini, «sarà caratterizzata da importanti dati macro e dichiarazioni dei banchieri centrali. Martedì alle 17:00 è atteso un discorso di Christine Lagarde mentre alle 20:00 saranno diffusi i verbali del Fomc, ovvero la riunione della Fed che ha deciso di lasciare invariati i tassi».
L’euro sale dello 0,15% a 1,092 dollari dopo che i prezzi alla produzione in Germania, nel mese di ottobre, sono calati dello 0,1% su base mensile e dell'11% a livello annuale. Il consenso degli economisti si aspettava una lettura invariata a livello congiunturale e un calo tendenziale dell'11%.
Con l’indice Ftse Mib che resta il migliore d’Europa e incorpora un rendimento del dividendo cumulato del 4,37%, molti azionisti oggi, 20 novembre, vedranno le seguenti azioni staccare il dividendo, alcune delle quali sono tra le preferite dei cassettisti: Banca Ifis 1,20 euro, Banca Mediolanum 0,28 euro (acconto 2023); Danieli ordinarie (0,310 euro), risparmio (0,3307 euro); Eni 0,23 euro (seconda tranche 2023), Intesa Sanpaolo 0,1440 euro di (acconto 2023); Mediobanca 0,85 euro; Poste Italiane 0,237 euro (acconto 2023); Recordati 0,57 euro (acconto 2023); Terna 0,1146 euro (acconto 2023).
Sul listino milanese salgono le banche: Intesa Sanpaolo si apprezza del 2,28% a 2,59 euro (a marzo migrerà altri due milioni di clienti del gruppo verso Isybank), Mps del 2,89% a 3,13 euro, Banco Bpm dell’1,82% a 5,37 euro, Bper Banca del 2,38% a 3,56 euro e Unicredit dell’1,34% a 25,37 euro con Berenberg che ha alzato il target price da 31 a 34 euro (rating buy). Tra le ragioni fondamentali per giustificare il miglioramento dell'outlook sull’Italia a stabile da parte di Moody’s c'è la solidità di fondo del sistema bancario nazionale, migliorata in modo significativo.
In evidenza anche Cnh Industrial (+1,60% a 9,51 euro) e nel comparto energetico Eni (+1,11% a 14,94 euro) ed Enel, in rialzo dell’1,20% a 6,482 euro, che il prossimo 22 novembre annuncia il nuovo piano strategico: come riportato da Mf-Milano Finanza il nuovo ad, Flavio Cattaneo, dovrebbe annunciare una maggior attenzione all'Italia e un approccio più selettivo agli investimenti sulle rinnovabili. Non è escluso anche un lieve miglioramento della politica dei dividendi.
Tra gli industriali, Stellantis spunta un +0,68% a 18,59 euro dopo che gli iscritti al sindacato United Auto Workers (Uaw) negli Stati Uniti hanno votato per la ratifica dell'accordo sindacale che ha ottenuto il sostegno di circa il 68% degli iscritti votanti. Infine, Azimut (+0,91% a 22,14 euro) ha rafforzato il business Usa di investimenti di minoranza in società di private market assumendo da Morgan Stanley Michael Shedosky e Brian Farrell, responsabili del team di Gp Capital Solutions della banca americana.
Borse europee attese caute in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 segna un -0,02% nonostante il buon andamento di quelle asiatiche con l’indice Nikkei giapponese che, nell’intraday, ha toccato il massimo da oltre 30 anni. Mentre la Banca Popolare Cinese ha mantenuto i tassi vicino ai minimi storici, come ampiamente previsto. La PBoC ha anche iniettato circa 80 miliardi di yuan di liquidità nei mercati.
Il rendimento del Btp decennale è destinato a scendere dal 4,35% dopo che Moody's venerdì 17, contrariamente alle attese di molti, ha alzato l'outlook sull’Italia portandolo da negativo a stabile, lasciando invariato il rating a Baa3, citando la stabilizzazione delle prospettive per la solidità dell'economia, la robustezza del settore bancario e le dinamiche del debito. Moody's ha, tuttavia, ricordato come una crescita più debole, tassi di interesse più alti o una politica di bilancio meno prudente possano portare a un intervento negativo sul rating o sull'outlook. La revisione di Moody's era la più temuta perché, in caso di un peggioramento, avrebbe visto il debito italiano perdere il riconoscimento investment-grade.
Domani, 21 novembre, è atteso il pronunciamento della Commissione Europea sulla legge di Bilancio dell'Italia per l'anno prossimo. Per Morgan Stanley, la Commissione Ue non respingerà la manovra italiana né ne chiederà una seconda versione visto che in questi casi - come successe nel 2018 e nel 2019 - una tale decisione fu preceduta da una lettera di avvertimento. Sul tavolo restano, oltre all'esborso dei fondi del Pnrr, la riforma delle regole del patto di Stabilità - con un eventuale accordo da raggiungere prima dell'Ecofin dell'8 dicembre - e la ratifica da parte dell'Italia della riforma del Mes.
Con l’indice Ftse Mib che resta il migliore d’Europa e incorpora un rendimento del dividendo cumulato del 4,37%, molti azionisti oggi, 20 novembre, vedranno le seguenti azioni staccare il dividendo, alcune delle quali sono tra le preferite dei cassettisti: Banca Ifis 1,20 euro, Banca Mediolanum 0,28 euro (acconto 2023); Danieli ordinarie (0,310 euro), risparmio (0,3307 euro); Eni 0,23 euro (seconda tranche 2023), Intesa Sanpaolo 0,1440 euro di (acconto 2023); Mediobanca 0,85 euro; Poste Italiane 0,237 euro (acconto 2023); Recordati 0,57 euro (acconto 2023); Terna 0,1146 euro (acconto 2023).
Dal fronte macro alle 8 sono attesi i prezzi alla produzione a ottobre della Germania (zero mese su mese; -11% anno su anno. E alle 16 il leading indicator degli Stati uniti a ottobre (attesa -0,7% mese su mese). La scorsa l’inflazione anno su anno dell’Europa di ottobre è risultata in calo al 2,9% dal 4,3% di settembre. La dinamica dell’inflazione continua a convergere all’obiettivo della Bce, ma a prezzo di una crescita economica diventata negativa nel terzo trimestre del 2023. «Dall’altra parte dell’oceano, i dati economici Usa stanno gradualmente raggiungendo il giusto equilibrio: né troppo caldi né troppo freddi, aiutando azioni e obbligazioni a raggiungere i massimi di periodo e ponendo la correzione di ottobre nello specchietto retrovisore», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim che, però, avverte: «le condizioni ideali non durano per sempre. Riteniamo, tuttavia, che ci possano essere almeno tre ragioni per cui i fattori fondamentali si stanno sostanzialmente muovendo in una direzione che pare supportare una prospettiva positiva nel 2024. La prima, i progressi sull’inflazione continuano. La seconda, la crescita economica sta rallentando leggermente, ma l’attività continua ad espandersi ad un ritmo sostenuto. La terza, il calo dei rendimenti conferma un cambiamento nelle politiche della Fed».
Comunque, osserva Tognoli, «i movimenti di mercato della scorsa settimana hanno offerto un sapore leggermente diverso da quello che abbiamo visto per la maggior parte dell'anno, con una leadership in notevole ampliamento. Finora, la maggior parte dei guadagni del mercato azionario sono stati guidati da un piccolo numero di titoli, i cosiddetti “Magnifici 7”» (Alphabet, Amazon, Apple, Meta Platforms, Microsoft, Nvidia, Tesla). Ma la sovraperformance delle azioni a piccola capitalizzazione e delle azioni “medie” della scorsa settimana «offre potenzialmente alcune informazioni su ciò che potrebbe accadere nel 2024», conclude Tognoli che vede, quindi, un’opportunità per i ritardatari di recuperare terreno man mano che il vento contrario derivante dall’aumento dei rendimenti si attenua. Questi includono proxy obbligazionari (come i tradizionali settori difensivi), small-cap e investimenti in stile value.
Invece, tra le materie prime i prezzi del petrolio rimbalzano con il Wti a 76,83 dollari al barile (+1%) e il Brent a 81,38 dollari al barile (+0,96%) in scia alle aspettative secondo cui l'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (Opec) e i suoi alleati stanno considerando ulteriori tagli alla produzione dopo che i dati sulle scorte hanno sollevato preoccupazioni su una domanda più debole del previsto, hanno affermato Brian Martin e Daniel Hynes, analisti di Anz Research. Fonti vicine al dossier hanno dichiarato che l'Opec+ sta valutando ulteriori tagli alla produzione di petrolio in vista della riunione del 26 novembre, secondo quanto riferito da Reuters. Viceversa, il prezzo dell’oro cala dello 0,16% a 1.981 dollari.
Sul listino milanese, oltre ai titoli che staccano il dividendo o l’acconto del dividendo, attenzione a Enel che il prossimo 22 novembre annuncia il nuovo piano strategico: come riportato da Mf-Milano Finanza il nuovo ad, Flavio Cattaneo, dovrebbe annunciare una maggior attenzione all'Italia e un approccio più selettivo agli investimenti sulle rinnovabili. Non è escluso anche un lieve miglioramento della politica dei dividendi.
Da monitorare anche Stellantis dopo che gli iscritti al sindacato United Auto Workers (Uaw) negli Stati Uniti hanno votato per la ratifica dell'accordo sindacale che ha ottenuto il sostegno di circa il 68% degli iscritti votanti. Mentre a marzo Intesa Sanpaolo migrerà altri due milioni di clienti del gruppo verso Isybank, ha detto l'ad della nuova banca digitale del gruppo, Antonio Valitutti, a La Repubblica domenica, confermando il target di 5 milioni di utenti al 2025, incluso un milione di nuovi correntisti che Isybank punta ad acquisire. Infine, Azimut ha rafforzato il business Usa di investimenti di minoranza in società di private market assumendo da Morgan Stanley Michael Shedosky e Brian Farrell, responsabili del team di Gp Capital Solutions della banca americana.
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