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Chiusura delle borse europee - 20 marzo 2024

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Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude piatta. Salgono Terna, Tim e Prysmian. In forte ribasso Poste e Diasorin

20 marzo 2024, 07:11 Ultimo aggiornamento: 18:18

Borse europee incerte. Scendono i rendimenti dei titoli di stato. I prezzi del petrolio perdono oltre un punto percentuale e i mercati restano in attesa della Federal Reserve. Prosegue fiacca Wall Street | IL VIDEO | Ftse Mib future: spunti operativi per mercoledì 20 marzo | Il calendario macro di oggi | Tim, mossa di Merlyn in vista dell’assemblea: supera lo 0,5% delle azioni, ora può presentare la sua lista

  • Ore 14:45 Listini europei a due velocità. Wall Street apre in calo in attesa della Fed
  • Ore 13:00 Piazza Affari poco sotto la parità, frenato dalle banche e Poste. Petrolio Wti sotto 82 dollari
  • Ore 11:30 Ftse Mib sulla parità, rally di Terna. Spread in aumento a 126 punti dopo Lagarde
  • Ore 09:05 Ftse Mib sopra 34.200 grazie alle banche e a Terna, giù il lusso. Spread a 124
  • Ore 07:50 Europa attesa in calo, focus sulle dichiarazioni di Jerome Powell

Chiusura senza direzione per le borse europee: Milano, Francoforte e Londra terminano la seduta intorno alla parità, mentre Parigi  segna un calo dello 0,5%. L’inflazione del Regno Unito più bassa delle attese e le parole della presidente Bce Christine Lagarde non hanno orientato gli investitori che ora aspettano le indicazioni del numero uno della Fed Jerome Powell (+0,04% il Dow Jones, piatti l’S&P e il Nasdaq). Anche se è ampiamente previsto che non ci saranno variazioni dei tassi negli Stati Uniti da parte della Fed, gli investitori hanno un disperato bisogno di maggiore chiarezza sulle prospettive in materia di politica monetaria. Valutare se Powell manterrà la sua posizione di falco o se, a sorpresa, fornirà accenni più da colomba, sarà fondamentale per plasmare il sentiment del mercato nelle prossime due settimane. 

A Piazza Affari in rally Terna (+3,59%) su cui, tra gli altri, Goldman Sachs ha alzato da sell a neutral il giudizio sul titolo, con prezzo obiettivo che passa da 6,65 a 7,95 euro, dopo la presentazione del piano nella serata di ieri. Bene anche Banco Bpm (+0,84%) dopo che Citi ha riavviato la copertura con rating buy e prezzo obiettivo a 6,85 euro e Prysmian (+1,42%). Focus anche su Poste Italiane (-3,86%), che ha presentato in mattinata il piano industriale 2024-2028. In evidenza infine Tim (+1,87%). Merlyn Partners punta a trasformare la compagnia telefonica in una TechCo, un’azienda tecnologica e infrastrutturale di alto livello, posizionata in modo unico per fornire soluzioni digitali integrate a valore aggiunto a clienti aziendali e della Pubblica amministrazione

Ore 14:45 Listini europei a due velocità. Wall Street apre in calo in attesa della Fed

Piazza Affari si conferma sotto la parità (-0,05%) ma sopra la soglia dei 34 mila punti, fa peggio Parigi (-0,5%) affossata dal lusso. Restano in cauto rialzo invece Francoforte e Londra (rispettivamente +0,2% e +0,1%). Oltre le ultime trimestrali, l’andamento dei mercati azionari è catalizzato delle banche centrali. Mentre nel Vecchio continente i membri della Bce si sono esposti confermando i primi tagli ai tassi a giugno, dall’altra parte dell’Oceano Wall Street apre in calo in attesa della Federal Reserve (-0,06% il Dow Jones, -0,11% l’S&P, 0,21% il Nasdaq). Anche se la banca centrale Usa non taglierà i tassi di interesse nella riunione di marzo, gli investitori resteranno in attesa delle stime del dot plot (il grafico a punti che mostra le previsioni dei banchieri sull’andamento dei Fed Funds nei prossimi mesi) e delle stime macroeconomiche su inflazione e prodotto interno lordo. Calano intanto i rendimenti dei titoli di stato: al 4,2% il Treasury decennale e al 4,6% la scadenza biennale. Risale leggermente il rendimento del Btp decennale al 3,7% con lo spread tra Btp e Bund a 127 punti. Sul valutario l’euro scivola contro il dollaro a 1,084. 

Ore 13:00 Ftse Mib poco sotto la parità, frenato dalle banche e Poste. Petrolio Wti sotto 82 dollari

Parigi e Londra si confermano in ribasso al giro di boa, rispettivamente, dello 0,61% (con il colosso del lusso Kering in picchiata del 14%) e dello 0,17%. Meglio Francoforte (+0,28%) e Milano (-0,12% a 34.222 punti, frenato dalle banche e da Poste, viceversa continuano a salire Prysmian, Terna, Nexi, Enel e Amplifon). Il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende leggermente al 4,28% (al 3,68% quello del Btp 10 anni) e i futures di Wall Street flettono di poco in attesa del verdetto della Fed sui tassi Usa ma soprattutto dei dot plot che illustrano le aspettative di politica monetaria della stessa banca centrale. «Le nuove stime della Fed dovrebbero mostrare per il 2024 un miglioramento del pil, un tasso di disoccupazione più basso e un indice Pce poco variato», prevedono analisti di Mizuho. «Anche se i più recenti dati macro sono stati tendenzialmente migliori delle attese, riteniamo che la Fed preferirà mantenere i dot plot sui livelli attuali e aspettare giugno per un riaggiustamento. Intanto, nella settimana al 15 marzo, l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è sceso dell'1,6% dopo l'aumento del 7,1% della settimana precedente.

Ore 11:30 Ftse Mib sulla parità, rally di Terna. Spread in aumento a 126 punti dopo Lagarde

Restano dimessi gli indici europei (+0,03% il Dax, -0,74% il Cac40, -0,24% il Ftse100 e -0,08% a 34.235 punti il Ftse Mib, sostenuto dalle utilities come Terna, +4,28%, da Prysmian, +0,82%, e da Banco Bpm, +0,91%, di segno opposto DiaSorin, Eni e Poste) in attesa della decisione, scontata, della Fed sui tassi e dopo che la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha detto che Francoforte non può impegnarsi a tagliare i tassi di interesse secondo un percorso prestabilito, anche dopo aver iniziato a ridurre i costi di finanziamento. «Le nostre decisioni dovranno continuare a dipendere dai dati e a rispondere, riunione per riunione, alle nuove informazioni che arrivano», ha detto Lagarde. Questo implica che, anche dopo il primo taglio dei tassi (il mercato se lo aspetta a giugno), «non possiamo impegnarci ex ante in un particolare percorso dei tassi», ha puntualizzato la numero uno della Bce. Lo spread Btp/Bund sale a 126,3 punti base.

A gennaio la produzione industriale in Italia cala più delle attese

L’euro accelera al ribasso, perde lo 0,24% a 1,083 dollari, dopo i dati macro. A gennaio l'indice sulla produzione industriale in Italia è diminuito dell'1,2% rispetto a dicembre (-3,4% in termini tendenziali, i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 contro i 21 di gennaio 2023), a fronte di attese pari a -0,5%. Nella media del trimestre novembre-gennaio del -0,9% rispetto ai tre mesi precedenti. L’Istat ha sottolineato che l'indice destagionalizzato mensile ha mostrato un aumento congiunturale solo per l'energia (+2,5%); viceversa, si sono viste flessioni per i beni di consumo (-2%) e per i beni strumentali (-3,6%), mentre i beni intermedi sono risultati stabili.

Ore 09:05 Ftse Mib sopra 34.200 grazie alle banche e a Terna, giù il lusso. Spread a 124

Le borse europee sono caute in avvio di seduta. Francoforte perde lo 0,03%, Parigi lo 0,67%, Londra lo 0,09% e Milano sale ma solo dello 0,03% a 34.274 punti. Scontato che la Fed manterrà il costo del denaro fermo al 5,25%-5,50%, gli operatori focalizzeranno la loro attenzione sulle proiezioni macro e sui tassi di interesse - i cosiddetti dot plot - da qui a fine anno. I dati forti sul fronte prezzi e un mercato del lavoro ancora piuttosto rigido lasciano presupporre che l'istituto guidato da Jerome Powell non abbia alcuna fretta di accelerare la tempistica dei tagli dei tassi, ma anzi possa ridurne il numero e l'ammontare rispetto a quanto previsto. Nelle stime diffuse dopo l'ultimo board di fine gennaio, i ribassi ipotizzati dai banchieri per il 2024 erano tre, per complessivi 75 punti base. Gli investitori scontano al momento al 58% circa la probabilità di una prima riduzione dei tassi a giugno. Lo stesso mese in cui dovrebbe farlo anche la Bce. Attesi in giornata diversi interventi pubblici da parte di membri del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, a partire dalla presidente, Christine Lagarde.

Spread Btp/Bund a 124 punti base

Il rendimento del decennale scende al 3,65% e lo spread con il Bund a 124,6 punti base in un mercato obbligazionario che continua ad assorbire bene l’afflusso di carta, incurante dei rischi connessi ai conti pubblici italiani, attratto da rendimenti ancora interessanti dei Btp nella prospettiva di un allentamento da parte della Bce. Nella terza operazione sindacata dall'inizio dell'anno, il Tesoro ha collocato il 19 marzo un nuovo Btpei a 10 anni per 5 miliardi di euro, con richieste pari a 8 volte la size. Circa il 78% dell'emissione è andato a investitori stranieri.

Il tasso d'inflazione annuale della Gran Bretagna è sceso al 3,4% a febbraio dal 4% di gennaio

L’euro cala dello 0,04% a 1,98 dollari dopo che a febbraio, in Germania, i prezzi alla produzione dei prodotti industriali hanno registrato una flessione del 4,1% rispetto a febbraio 2023. A gennaio il tasso di variazione su base annua era stato del -4,4%. Su base mensile i prezzi alla produzione sono diminuiti dello 0,4% rispetto a gennaio 2024. Mentre in Gran Bretagna l’indice dei prezzi al consumo Cpi è sceso a +0,6% su base mensile rispetto al +1% di febbraio 2023 mentre il tendenziale annuo è passato da +4% di gennaio a +3,4%.Il dato è leggermente migliore delle previsioni degli economisti che si attendevano un'inflazione dello 0,7% congiunturale e del 3,5% tendenziale.

A Milano bene le banche con la Sondrio in testa, Tim e Terna. In calo Poste, Eni e i titoli del lusso di riflesso all’outlook di Kering

Sul listino milanese spiccano alcune banche come Mps (+1,21%), Bper Banca (+1,23%), Banca Popolare di Sondrio (+2,61%) e Banco Bpm (+1,65% a 6,04 euro). Citi ha riavviato la copertura su quest’ultimo titolo con un rating buy e un target price a 6,85 euro. Invece, Poste che ha presentato il nuovo piano strategico 2024-2029 che prevede un utile netto del 2028 pari a 2,3 miliardi, un payout ratio pari ad almeno il 65%, con l'obiettivo di distribuire non meno di 1 euro di dividendo per azione nel 2026 e almeno 6,5 miliardi di dividendi cumulati nell’arco del piano, arretra dell’1,42% a 11,76 euro.

Meglio Terna (+4,33% a 7,9 euro) che il 19 marzo ha annunciato il nuovo piano industriale al 2028 che prevede per quest'anno investimenti per 2,6 miliardi di euro per favorire la decarbonizzazione e la riduzione delle emissioni di gas serra. Il totale degli investimenti al 2028 è pari a 16,5 miliardi e rappresenta il livello più alto mai registrato nella storia della società con un incremento del 65% rispetto al piano precedente. S&P ha confermato il rating di lungo termine a BBB+ con un outlook stabile e Moody's Baa2 con un outlook stabile dopo la presentazione del piano. Goldman Sachs ha alzato il giudizio sul titolo a neutral (target price a 7,95 euro).

Quanto a Tim (+1% a 0,2216 euro), a poche settimane dall’assemblea dei soci che potrebbe rimettere in discussione il progetto di separazione e vendita della rete su cui l’ad Pietro Labriola è al lavoro con la sua squadra da oltre un anno, è emerso che il fondo Merlyn Partners detiene lo 0,53% del colosso tlc, una quota che gli permetterebbe di superare la soglia minima di possesso e di presentare una propria lista per il cda di Tim, alternativa a quella del consiglio uscente se di maggioranza, oppure complementare a quest’ultimo, se di minoranza.

Da monitorare poi Stellantis (+0,09% a 26,63 euro) che ha siglato un accordo con la California Air Resources Board (CARB), l'agenzia californiana per la tutela della qualità dell'aria, a conferma dell'impegno dell'azienda nel raggiungere la neutralità carbonica entro il 2038, in linea con il piano strategico Dare Forward 2030, e nella galassia Agnelli/Elkann anche Ferrari (-0,40% a 396,8 euro) che è stata citata in giudizio negli Stati Uniti da automobilisti che sostengono che non abbia provveduto a riparare i veicoli a rischio di perdita parziale o totale della capacità di frenata.

Mentre sui titoli del lusso come Moncler (-1,17% a 67,7 euro) e Ferragamo (-2,11% a 11,11 euro) pesano le previsioni del colosso francese Kering (-10%) il quale ha stimato  un fatturato consolidato nel primo trimestre dell'anno in corso in calo di circa il 10% su base comparabile. Giù nel comparto oil Eni, -1% a 14,40 euro, dopo che Berenberg ha tagliato il rating a hold e il target price da 17,5 a 15 euro. Su Nexi (-0,50% a 5,996 euro) è intervenuta Alpha Value, abbassando il target price da 8,33 a 7,78 euro, ma il rating resta buy.

Ore 07:50 Europa attesa in calo, focus sulle dichiarazioni di Jerome Powell

Borse europee attese in calo in avvio di seduta (-0,34% il future sull’Eurostoxx50) come i futures di Wall Street (-0,03% quello sul Dow Jones e -0,11% quello sull’S&P500) in attesa della decisione, scontata, della Fed sui tassi di interesse (alle 19 l’annuncio; previsione: tassi invariati al 5,25-5,5%). Alle 19:30 è prevista la conferenza stampa del presidente, Jerome Powell (Fed). «Se vogliamo è paradossale che ci sia una così forte attesa per il meeting quando si sa che i tassi non verranno toccati. Quello che è importante sono le parole di Powell dalle quali gli investitori cercheranno di capire l’inizio del cambiamento di politica monetaria», afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim. «Anche su questo fronte la Fed è stata piuttosto chiara, dicendo che prevede non più di tre tagli entro la fine dell’anno. I dati usciti fino ad ora non depongono a favore di tre tagli di tassi. Ma siamo ancora lontani dall’estate». La banca centrale cinese, come atteso, ha lasciato invariati i tassi di finanziamento benchmark in occasione del fixing mensile: i tassi Lpr (Loan prime rate) a un anno e a cinque anni restano, rispettivamente, al 3,45% e al 3,95%.

Focus sulla Fed e sui discorsi di diversi esponenti della Bce

L’euro sale dello 0,03% a 1,086 dollari in attesa anche di alcuni dati macro. Alle 8 i prezzi alla produzione a febbraio della Germania (precedente: -0,2% mese su mese, -4,4% anno su anno) e l’inflazione a febbraio della Gran Bretagna (precedente: -0,6% mese su mese, +4% anno su anno; consenso: +0,6% mese su mese, +3,6% anno su anno). Alle 10 il fatturato industriale a gennaio in Italia (precedente: +2,1% mese su mese, -0,1% anno su anno) e la produzione industriale a gennaio (precedente: +1,1% mese su mese; consenso: invariata mese su mese). E ancora: alle 12 l’indice settimanale richieste mutui degli Stati Uniti (precedente: +7,1%), alle 15:30 le scorte settimanali di petrolio (precedente: -0,9 milioni) per chiudere alle 16 con l’indice sulla fiducia dei consumatori a marzo preliminare (precedente: -15,5 punti; consenso: -14,8 punti). In agenda anche i discorsi di diversi esponenti della Bce, a partire da quello della presidente Christine Lagarde alle 09:45. A seguire alle 10:30 quello di Lane, alle 13 quello di De Cos, alle 14:45 quello di Schnabel, alle 16:30 quello di Holzmann e alle 17:45 quello di Nagel.

Vendite sui prezzi del petrolio in attesa del dato sulle scorte in Usa

In attesa del dato sulle scorte, i prezzi del petrolio flettono: Wti -0,28% a 82,50 dollari al barile e Brent -0,22% a 87,19 dollari al barile. Fermo quello dell’oro a 2.159 dollari l’oncia, mentre gli investitori guardano alla Fed per maggiori indizi sui tagli dei tassi di interesse nel 2024. È ampiamente atteso che la banca centrale americana mantenga i tassi di interesse fermi, ma qualsiasi segnale sui suoi piani per tagliarli nel 2024 dovrebbe guidare il prossimo movimento del lingotto. Tassi più alti per un periodo più lungo sono sfavorevoli per l'oro e gli altri metalli preziosi. Il prezzo del bene rifugio per eccellenza, intanto, resta ben al di sotto dei massimi storici toccati all'inizio di marzo. Ma sembra abbia trovato un supporto valido intorno a 2.150 dollari l'oncia.

A Milano occhio a Poste, Terna, Tim, Stellantis, Ferrari, Banco Bpm, Eni e Nexi

Sul listino milanese attenzione a Poste che ha presentato il nuovo piano strategico 2024-2029 che prevede un utile netto del 2028 pari a 2,3 miliardi, un payout ratio pari ad almeno il 65%, con l'obiettivo di distribuire non meno di 1 euro di dividendo per azione nel 2026 e almeno 6,5 miliardi di dividendi cumulati nell’arco del piano.

Anche Terna il 19 marzo ha annunciato il nuovo piano industriale al 2028 che prevede per quest'anno investimenti per 2,6 miliardi di euro per favorire la decarbonizzazione e la riduzione delle emissioni di gas serra. Il totale degli investimenti al 2028 è pari a 16,5 miliardi e rappresenta il livello più alto mai registrato nella storia della società con un incremento del 65% rispetto al piano precedente. S&P ha confermato il rating di lungo termine a BBB+ con un outlook stabile e Moody's Baa2 con un outlook stabile dopo la presentazione del piano. Goldman Sachs ha alzato il giudizio sul titolo a neutral (target price a 7,95 euro).

Quanto a Tim, a poche settimane dall’assemblea dei soci che potrebbe rimettere in discussione il progetto di separazione e vendita della rete su cui l’ad Pietro Labriola è al lavoro con la sua squadra da oltre un anno, è emerso che il fondo Merlyn Partners detiene lo 0,53% del colosso tlc, una quota che gli permetterebbe di superare la soglia minima di possesso e di presentare una propria lista per il cda di Tim, alternativa a quella del consiglio uscente se di maggioranza, oppure complementare a quest’ultimo, se di minoranza.

Da monitorare poi Stellantis che ha siglato un accordo con la California Air Resources Board (CARB), l'agenzia californiana per la tutela della qualità dell'aria, a conferma dell'impegno dell'azienda nel raggiungere la neutralità carbonica entro il 2038, in linea con il piano strategico Dare Forward 2030, e nella galassia Agnelli/Elkann anche Ferrari che è stata citata in giudizio negli Stati Uniti da automobilisti che sostengono che non abbia provveduto a riparare i veicoli a rischio di perdita parziale o totale della capacità di frenata.

Invece, Citi ha riavviato la copertura sul titolo Banco Bpm con un rating buy e un target price a 6,85 euro. Nel caso di Eni Berenberg ha tagliato il rating a hold e il target price da 17,5 a 15 euro. Su Nexi è intervenuta Alpha Value, abbassando il target price da 8,33 a 7,78 euro, ma il rating resta buy. (riproduzione riservata)



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