Le borse europee chiudono la settimana fiacche: -0,2% il Ftse Mib, -0,07% il Dax, 0,4% il Cac 40. Gli investitori sono incerti nell’ultima seduta della settimana, soprattutto in relazione alle tensioni geopolitiche sui diversi scenari. Sul fronte macro da notare che la fiducia dei consumatori dell’università del Michigan negli Stati Uniti è aumentata a 78,80 punti a gennaio rispetto ai 69,70 punti di dicembre 2023. Gli analisti si attendevano un rialzo più moderato a 70 punti. Intanto Wall Street prosegue senza scossoni: +0,35% il Dow Jones, +0.4% l’S&P, +0,5% il Nasdaq.
Sul listino milanese si muovono le banche, sulla scia di voci e indiscrezioni circa il risiko del settore, dopo il rialzo della Popolare di Sondrio. Il titolo della banca valtellinese è salita del 4%, mentre l’ad di Unicredit, Andrea Orcel, ha smentito il coinvolgimento (-0,6% Unicredit). In rialzo invece Mediobanca (+1%), Monte Paschi (+1,28%), Bpm (+0,8%) e Bper (+0,6%). Positiva Unipol (+0,7%), azionista sia di Sondrio che di Bper. Acquisti anche su A2a (+1,05%) e Enel (+0,6%). Vendite invece su Leonardo (-2,6%), Interpump (-1,9%), Amplifon (-1,5%), Prysmian (-1,4%). In calo anche Eni (-1%) su cui pesano i timori dei rumors di una cessione da parte del governo del 4% al momento però smentita dal sottosegretario al Mef, Federico Freni.
Piazza Affari scivola sotto la parità (-0,09%) così come il resto dei listini del Vecchio continente (-0,25% il Dax, -0,54% il Cac 40). Wall Street ha aperto intanto la seduta in leggero rialzo: +0,11% il Dow Jones, +0,12% l’S&P, +0,4% il Nasdaq.
A Milano restano comunque in rialzo le banche: tra gli istituti di credito bene Mediobanca (+1,5%) e rialzi di oltre un punto percentuale per Mps, Bper, Banco Bpm e Intesa Sanpaolo: in un report gli analisti di Ubs restano positivi sull'andamento degli istituti italiani in Borsa nel 2024 nonostante il rally dello scorso anno e la prospettiva di tassi di interesse in progressiva flessione.
I mercati azionari europei restano in flebile rialzo, tranne Parigi (-0,06%), in attesa dell’avvio di Wall Street (future sul Dow Jones +0,57% e sull’S&P500 +0,52%) e degli indici sulla fiducia dei consumatori in Ue e in Usa alle 16. In attesa, l’euro sale dello 0,09% a 1,088 dollari. Il Ftse Mib di Piazza Affari segna un +0,17% a 30.402 punti alle 14:40, sostenuto dalle banche, Tim (+0,57%) e Stm (+0,98%). Scendono contro corrente alcuni industriali come Prysmian, Interpump, Leonardo e Iveco. Il rendimento del Btp cala di poco al 3,865% (spread con il Bund a 154,1 punti base) con i mercati monetari che per quanto riguarda la Bce prezzano un allentamento totale nel 2024 di poco meno di 140 punti base. Hanno, infatti, ridotto a circa il 20% le probabilità di un taglio dei tassi a marzo dato pressoché per certo il mese scorso. Oggi, 19 gennaio, JP Morgan ha anticipato a giugno, da settembre, le aspettative sull'inizio del taglio dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea. Ora prevede 100 punti base di tagli dei tassi entro la fine dell'anno rispetto ai 75 punti base attesi in precedenza. «Per evitare di aumentare il numero di tagli da tre a cinque, ipotizziamo che la Bce salti luglio per poi iniziare tagli consecutivi a settembre», hanno detto gli economisti di JP Morgan.
Restano positive le borse europee, anche senza eccellere. Francoforte guadagna lo 0,25%, Parigi lo 0,21%, Londra lo 0,50% e Milano lo 0,33% a 30.449 punti con Unicredit sui massimi dal 15 dicembre del 2015 a 26,85 euro (+0,51%). Dopo che l’ad di Unicredit, Andrea Orcel, ha negato di avere un interesse per la Popolare di Sondrio (+0,65%), è stato menzionato nuovamente Banco Bpm (+1,38%) come un’opzione per Unicredit per espandersi nel Nord Italia. I multipli odierni potrebbero favorire quest’opzione. Gli analisti credono che qualunque ambizione di consolidamento domestico per Unicredit sia collegato al rinnovo del cda che dovrebbe avvenire in meno di due mesi con la conferma di Orcel come ceo.
L’euro sale dello 0,10% a 1,088 dollari, lo spread Btp/Bund staziona a 154,2 punti base e il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,85% dopo che la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha parlato a un panel del forum economico annuale di Davos (Wef), in Svizzera, precisando che, essendo nella settimana che precede il Consiglio direttivo della Bce, non poteva rilasciare dichiarazioni attinenti con la politica monetaria. Si è limitata a osservare che l’economia globale si sta normalizzando sotto vari aspetti, un processo che, però, non riporterà a una piena normalità. «Cerco di identificare le tendenze che abbiamo visto nel 2023 e quello che dobbiamo anticipare per il futuro. Sono arrivata a qualcosa che chiamo normalizzazione senza normalità. Quindi dalla normalizzazione alla non normalità. Nel 2023», ha affermato Lagarde, «abbiamo visto l’inizio della normalizzazione, quando guardi i consumi per esempio, nel mondo, non parlo solo dell’Eurozona. Sono ancora la forza della ripresa ma il beneficio che ne abbiamo avuto sta gradualmente vedendo meno». Stranamente, ha aggiunto, «abbiamo ancora un mercato del lavoro tirato. Mentre quando guardiamo ai risparmi c’era un sacco di eccesso, principalmente nelle economia avanzate, ma ora dal 10% a cui eravamo stiamo andando verso zero virtualmente. Quindi, se paragoni questo con il mercato del lavoro meno tirato, i consumi non sono un motore così forte in prospettiva come è stato finora».
Restano in frazionale rialzo le borse europee (Dax +0,16%, Cac40 +0,13%, Ftse100 +0,49% e Ftse Mib +0,21% a 30.413 punti alle 10:50, sostenuto dalle banche e da Saipem, +1,12%, e con lo spread Btp/Bund in calo a 154,6 punti base) con i futures di Wall Street che accelerano verso l’alto (+0,19% quello sul Dow Jones e +0,35% quello sull’S&P500). Si dirigono verso una chiusura di settimana positiva, grazie all'aumento della propensione al rischio a seguito dei positivi risultati societari. «Da quando i benchmark hanno toccato il supporto, l'appetito dei trader rialzisti è stato ulteriormente alimentato dal settore tecnologico, dopo che Taiwan Semiconductor Manufacturing ha fornito agli investitori un rapporto sugli utili che ha battuto le stime», sottolinea Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrades, spiegando che la prospettiva di un ritorno alla crescita del settore, unita al recente sconto sui mercati azionari determinato dalla correzione di questo mese, ha invogliato i gestori di portafoglio ad aumentare l'esposizione agli asset più rischiosi.
Naturalmente, tutti gli occhi resteranno puntati sui discorsi a Davos e sui dati sulle vendite di case esistenti negli Stati Uniti nel pomeriggio, ma da un punto di vista tecnico le cose iniziano ad andare bene per i benchmark azionari. «L'indice Stoxx-50 è scambiato al di sopra di 4.460 punti, sfidando il limite superiore del suo canale ribassista, mentre l'indicatore Rsi ha già annunciato un breakout rialzista in arrivo. Se questo scenario venisse confermato, si potrebbero trovare nuove resistenze verso 4.500 punti, 4.520 punti e anche più in alto, intorno ai 4.600 punti», prevede Veyret.
Scende la volatilità e le borse europee partono con il piede giusto. Il Dax sale dello 0,42%, il Cac40 dello 0,58%, il Ftse100 dello 0,67% e il Ftse Mib dello 0,51% a 30.505 punti con lo spread in ulteriore calo a 155,4 punti base anche se sul fronte macroeconomico i segnali sono ancora contrastanti. «Da un lato c’è stato un calo impressionante delle richieste di sussidi di disoccupazione in Usa, sebbene impattato da diversi fattori, anche climatici, dall’altro l’indice alla produzione della Fed di Filadelfia a gennaio inferiore alle attese», sottolinea Fabrizio Barini di Integrae Sim. «Non è, quindi, ancora chiaro se ci sarà o meno una recessione e di conseguenza l’impatto sull’orientamento della politica monetaria della banca centrale. Ieri, 18 gennaio il presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, ha dichiarato di non aspettarsi un taglio di tassi prima del terzo trimestre del 2024 a meno di una discesa dell’inflazione più rapida delle attese. Un ulteriore tassello che ha contribuito, nelle ultime settimane, a portare le probabilità di un taglio dei tassi nel mese di marzo dall’80% al 60%». Risultato di questo flusso di notizie? Vix -5% e Nasdaq +1,4%, precisa Barini. Resta sotto pressione il bitcoin: -4% che porta il rosso a una settimana a -12%. In giornata il market mover dovrebbe essere il discorso di Christine Lagarde alle 11 e la vendita di case esistenti a dicembre in Usa alle 16.
L’euro arretra dello 0,04% a 1,087 dollari dopo che i prezzi alla produzione in Germania sono scesi dell'8,6% a livello annuale a dicembre. Nel mese di novembre, la variazione su base annua era stata pari a -7,9%. I prezzi alla produzione sono, invece, diminuiti dell'1,2% su base mensile. Mentre l’euro sale nei confronti della sterlina a 0,8579 (+0,25%). Le vendite al dettaglio in Gran Bretagna sono scese del 3,2% su base mensile a dicembre, dopo una crescita rivista dell'1,4% del mese precedente. Si tratta del peggior calo mensile da gennaio del 2021. Su base annua, le vendite al dettaglio nel Regno Unito hanno registrato una contrazione del 2,4% a fronte di un aumento dello 0,2% rivisto a novembre.
Sul listino milanese sale il trio Mps (+1% a 3,224 euro), Banco Bpm (+1,05% a 4,91 euro) e Bper Banca (+0,97% a 3,33 euro). In leggero rialzo, invece, la Banca Popolare di Sondrio (+0,16% a 6,14 euro). Alla vigilia si è riaccesa la speculazione sull’istituto partecipato al 19% da Unipol (+0,33% a 5,43 euro). L’azione è salita del 2,8% in scia alle indiscrezioni sull’ingresso di nuovi investitori (il ceo di Unicredit, Andrea Orcel, ha smentito un interesse). Ad alimentare i rumor, scrive Mf-Milano Finanza, sarebbe stato l’attivismo del desk londinese di Goldman Sachs che avrebbe costruito una posizione nel capitale della Sondrio. Dopo che l’ad di Unicredit (+0,51% a 26,73 euro), Orcel, ha negato di avere un interesse per la Sondrio, è stato menzionato nuovamente Banco Bpm come un’opzione per Unicredit per espandersi nel Nord Italia. I multipli odierni potrebbero favorire quest’opzione. Gli analisti credono che qualunque ambizione di consolidamento domestico per Unicredit sia collegato al rinnovo del cda che dovrebbe avvenire in meno di due mesi con la conferma di Orcel come ceo.
Stabile Eni, passa di mano a 14,602 euro (-0,04%) con il governo che starebbe valutando la cessione di una quota fino al 4% del capitale dopo che la compagnia petrolifera avrà completato un piano di buy back, puntando a incassare 2 miliardi di euro. In merito stamani Federico Freni, sottosegretario del ministero dell'Economia e delle Finanze, ha detto «non so di cosa stiate parlando». A margine di un evento organizzato da Borsa Italiana e Assonime a Palazzo Mezzanotte, Freni ha aggiunto che «il Def dà un obiettivo, l'obiettivo è una quota delle privatizzazioni. Abbiamo detto che non c'è nessuna fretta di privatizzare, ma che si privatizzerà bene, nei temi giusti, nei momenti giusti. Però l'obiettivo del Def rimane, basta leggerlo».
Intanto, il colosso oil ha annunciato di aver siglato degli accordi con delle compagnie del Kazakistan in occasione della visita ufficiale del Presidente della Kassym Jomart Tokayev in Italia e una joint venture tra LG Chem ed Enilive per una nuova bioraffineria in Corea del Sud. Meglio Poste (+0,54% a 10,21 euro): per lo sviluppo dei centri logistici di Poste Italiane che si snodano lungo tutto il Paese sono rimasti in corsa soltanto quattro big player del settore immobiliare. Secondo quanto risulta a Mf-Milano Finanza Kryalos, Generali Real Estate, Coima e Dea Capital Re hanno presentato lunedì 15 (data di scadenza) le offerte vincolanti per il 50% degli oltre 600 mila metri quadri di immobili dedicati alla logistica in giro per il Paese che l’ad, Matteo Del Fante, vuole ammodernare per accelerare la trasformazione industriale del gruppo controllato da Cdp (al 35%) e dal Tesoro (29,3%).
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Invece, la Rai prevede la cessione di una quota fino al 15% della controllata delle torri, Rai Way (-0,41% a 4,83 euro). Fonti del Tesoro hanno riferito a Reuters che la cessione della quota non impedirebbe all'emittente pubblica di esplorare, in una fase successiva, una possibile integrazione tra Rai Way ed Ei Towers.
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E se il cda di Tim (-0,57% a 0,2802 euro) ha avviato l'iter per la presentazione di una sua lista per il rinnovo del board, Webuild (+0,63% a 1,918 euro) ha ottenuto un nuovo contratto. Infatti, il gruppo di costruzioni spagnolo Fcc si è aggiudicato, in consorzio con Webuild e la statunitense Aecom, una commessa per la costruzione di nuovi tunnel e stazioni della rete metropolitana di Toronto, in Canada, per un importo che potrebbe raggiungere 1,3 miliardi di euro.
Mentre Safilo (+4% a 0,96 euro) e Levi's hanno annunciato il rinnovo del loro contratto di licenza globale per l'eyewear a marchio Levi's fino alla fine del 2029 e Maire (-0,37% a 4,85 euro) ha siglato con il Fondo Sovrano kazako Samruk-Kazyna, Jsc, un protocollo d'intesa volto a rafforzare la cooperazione nella transizione energetica nel corso della tavola rotonda Italia-Kazakistan di giovedì 18 gennaio a Roma. A sua volta Saipem (+0,52% a 1,44 euro) intende rinnovare le relazioni con il Kazakistan nella decarbonizzazione e nelle energie rinnovabili grazie alla tecnologia proprietaria per la cattura del carbonio, Bluenzyme, e alle proprie capacità nell'eolico offshore, come ha detto l'ad, Alessandro Puliti, durante la visita del presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev a Roma. Si ricorda che termina l’opa volontaria sulle azioni ordinarie di Servizi Italia (-1,59% a 1,86 euro) da parte di Cometa così come l’aumento di capitale di Vianini.
Le borse europee sono attese in rialzo in avvio di seduta in scia a quelle asiatiche che hanno beneficiato del rimbalzo di Wall Street e dell’outlook positivo del chipmaker taiwanese, Tsmc, grazie al boom dell'Intelligenza Artificiale (AI). Il future sull’EuroStoxx50 spunta un progresso dello 0,36%. Contrastati i future di Wall Street: quello sul Dow Jones segna un -0,09% e quello sull’S&P500 un +0,04%. L’attenzione del mercato e le recenti discussioni intorno all’inflazione si sono concentrare in larga parte e soprattutto negli Stati Uniti, sulla direzione delle pressioni sui prezzi.
In realtà, Antonio Tognoili di Cfo Sim ritiene che occorra fare soprattutto riferimento ai vari fattori che contribuiscono a questa pressione. «È quello che ha fatto in un discorso Williams, presidente della Fed di New York e vicepresidente del Fomc, che ha paragonato i fattori che hanno contribuito all’inflazione in seguito all’arrivo del Covid, agli strati di una cipolla dove ogni strato lascia il posto a un altro fattore che determina la continuazione dell’aumento dei prezzi», spiega Tognoli. In pratica, lo strato più esterno è stato determinato dai picchi dei prezzi delle materie prime durante i primi giorni del Covid e aggravato dall’invasione russa dell’Ucraina. Successivamente c’è stata un’impennata della domanda di beni in un momento in cui le catene di approvvigionamento erano intrappolate, con il risultato che la domanda superava di gran lunga l’offerta. Lo strato finale e più interno del puzzle dell’inflazione e che esiste ancora oggi è il picco dell’inflazione dei servizi primari, che è il risultato della domanda repressa di esperienze che si è scatenata con l’attenuarsi dei blocchi del Covid».
Importanti, in quest’ottica, gli interventi di oggi, 19 gennaio, di altri esponenti delle banche centrali. Alle 10:30 è atteso il discorso di Elizabeth McCaul, membro del Consiglio di Vigilanza della Banca Centrale Europea, alle 11 quello della presidente della Bce, Christine Lagarde, e alle 22:15 di Mary Daly, presidente della Federal Reserve Bank di San Francisco. Altrettanto importanti i dati macro. Si inizia alle 8 con i prezzi alla produzione a dicembre in Germania (precedente: -0,5% mese su mese, -7,9% anno su anno; consenso: -0,5% mese su mese, -7,9% anno su anno) e le vendite al dettaglio a dicembre della Gran Bretagna (precedente: +1,3% mese su mese, +0,1% anno su anno). Per poi passare alle 16 con l’indice sulla fiducia dei consumatori a gennaio preliminare dell’Eurozona (precedente: -15 punti). Alla stessa ora sono previsti dagli Usa l’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan a gennaio preliminare (precedente: 69,7 punti; consenso: 68,8 punti) e le vendite di case esistenti a dicembre (precedente: 3,82 milioni di unità; consenso: 3,82 milioni). In attesa, l’euro è pressoché stabile sul dollaro a 1,087 (+0,03%).
Poco mossi i prezzi del petrolio (Wti stabile a 73,98 dollari al barile e Brent -0,10% a 79,02 dollari al barile) anche se la Corea del Nord ha dichiarato di aver testato un sistema d'arma nucleare sottomarino in risposta alle esercitazioni navali congiunte di Washington, Seul e Tokyo, che hanno coinvolto una portaerei statunitense a propulsione nucleare. Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa nordcoreano, le esercitazioni stavano «minacciando seriamente la sicurezza» del paese e quindi in risposta Pyongyang «ha condotto un importante test del suo sistema d'arma nucleare sottomarino Haeil-5-23 in fase di sviluppo nel Mare orientale della Corea». Inoltre, ieri, 18 gennaio, il presidente americano, Joe Biden, ha ribadito che gli attacchi militari statunitensi contro i ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran nello Yemen, continueranno. Biden ha anche riconosciuto che i bombardamenti americani e britannici non hanno ancora fermato gli attacchi dei militanti alle navi in transito nel Mar Rosso. Nel frattempo, le scorte di greggio sono scese la scorsa settimana ai minimi da ottobre, secondo l’Energy Information Administration. Le scorte di benzina sono aumentate di 3 milioni di barili, portando l'offerta totale al livello più alto dal febbraio 2022. Le riserve di distillati sono arrivate al livello più alto dall'agosto del 2021. In leggero rialzo, invece, l’oro: +0,11% a 2.023 dollari l’oncia.
Sul listino milanese attenzione a Eni con il governo che sta valutando la cessione di una quota fino al 4% del capitale dopo che la compagnia petrolifera avrà completato un piano di buy back, puntando a incassare 2 miliardi di euro. Intanto, il colosso oil ha annunciato di aver siglato degli accordi con delle compagnie del Kazakistan in occasione della visita ufficiale del Presidente della Kassym Jomart Tokayev in Italia. Focus anche su Poste perché per lo sviluppo dei centri logistici di Poste Italiane che si snodano lungo tutto il Paese sono rimasti in corsa soltanto quattro big player del settore immobiliare. Secondo quanto risulta a Mf-Milano Finanza Kryalos, Generali Real Estate, Coima e Dea Capital Re hanno presentato lunedì 15 (data di scadenza) le offerte vincolanti per il 50% degli oltre 600 mila metri quadri di immobili dedicati alla logistica in giro per il Paese che l’ad, Matteo Del Fante, vuole ammodernare per accelerare la trasformazione industriale del gruppo controllato da Cdp (al 35%) e dal Tesoro (29,3%).
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Il Tesoro studia la cessione del 4% di Eni, con un incasso di 2 miliardi di euro
Invece, la Rai prevede la cessione di una quota fino al 15% della controllata delle torri, Rai Way. Fonti del Tesoro hanno riferito a Reuters che la cessione della quota non impedirebbe all'emittente pubblica di esplorare, in una fase successiva, una possibile integrazione tra Rai Way ed Ei Towers.
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E se il cda di Tim ha avviato l'iter per la presentazione di una sua lista per il rinnovo del board, si è riaccesa la speculazione sulla Popolare di Sondrio, l’istituto partecipato al 19% da Unipol. In borsa le azioni sono salite il 18 gennaio del 2,8% in scia alle indiscrezioni sull’ingresso di nuovi investitori. Ad alimentare i rumor, scrive Mf-Milano Finanza, sarebbe stato l’attivismo del desk londinese di Goldman Sachs che avrebbe costruito una posizione nel capitale della Sondrio.
Mentre Webuild ha ottenuto un nuovo contratto. Infatti, il gruppo di costruzioni spagnolo Fcc si è aggiudicato, in consorzio con Webuild e la statunitense Aecom, una commessa per la costruzione di nuovi tunnel e stazioni della rete metropolitana di Toronto, in Canada, per un importo che potrebbe raggiungere 1,3 miliardi di euro.
Safilo e Levi's hanno annunciato il rinnovo del loro contratto di licenza globale per l'eyewear a marchio Levi's fino alla fine del 2029 e Maire ha siglato con il Fondo Sovrano kazako Samruk-Kazyna, Jsc, un protocollo d'intesa volto a rafforzare la cooperazione nella transizione energetica nel corso della tavola rotonda Italia-Kazakistan di giovedì 18 gennaio a Roma. A sua volta Saipem intende rinnovare le relazioni con il Kazakistan nella decarbonizzazione e nelle energie rinnovabili grazie alla tecnologia proprietaria per la cattura del carbonio, Bluenzyme, e alle proprie capacità nell'eolico offshore, come ha detto l'ad, Alessandro Puliti, durante la visita del presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev a Roma. Si ricorda che termina l’opa volontaria sulle azioni ordinarie di Servizi Italia da parte di Cometa così come l’aumento di capitale di Vianini. (riproduzione riservata)