Giornata fiacca per i listini europei, che chiudono la seduta sostanzialmente piatti: stabile il Ftse Mib, -0,05% il Dax, -0,03% il Ftse 100 e -0,2% il Cac 40. Dall'altra parte dell’oceano proseguono invece in rialzo le borse Usa (+0,4% il Dow Jones, +0,86% il Nasdaq, +1,16% il Nasdaq) trainate dal buon andamento delle società tech. I mercati restano in attesa delle decisioni delle banche centrali: dopo la Bce la scorsa settimana, martedì 19 marzo toccherà alla BoJ, a seguire alla Fed e alla BoE rispettivamente mercoledì e giovedì. In attesa di capire che piega prenderanno le mosse di politica monetaria delle banche, l’euro scivola sul dollaro a 1,087, mentre in campo obbligazionario lo spread Btp/Bund resta a 122 punti e il rendimento del Btp decennale si attesta al 3,67%.
A Piazza Affari in spolvero Mfe A (+4,61%) e Mfe B (+4,57%): secondo quanto indicato dall’ad Pier Silvio Berlusconi, il gruppo si appresta a chiudere il 2023 con un’attesa di utili superiori ai 217 milioni di euro dell’anno precedente senza considerare l'effetto contabile del consolidamento di ProsiebenSat1. Positive le stime della raccolta pubblicitaria di gruppo in Italia e Spagna sul primo trimestre 2024, con una crescita del 5% rispetto all'omologo periodo del 2023. Bene anche Diasorin (+1,92%), su cui Equita Sim ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 106 euro sul titolo, ribadendo le stime 2024-2026 dopo i conti del gruppo. In luce pure Leonardo (+2,26%) dopo che Deutsche Bank ha alzato il target price a 25 euro da 20,8 euro, confermando a buy il rating, mentre hanno perso terreno Nexi (-3,31%) e Brunello Cucinelli (-2,33%). Focus infine su Ascopiave (-0,63%) dopo che il Cda ha approvato il piano strategico 2024-2027 del gruppo, che prevede un significativo volume di investimenti per un ammontare complessivo pari a 617 milioni di euro, che sale a 832 milioni in caso di aggiudicazione delle gare d'ambito.
L’azionario milanese viaggia sotto la parità -0,03% a 33.931 punti, appesantito da Cucinelli (-3,3%), Nexi (-3,2%9 e Iveco (-3%). Gli operatori restano alla finestra in attesa del meeting della Fed, che mercoledì renderà note le sue decisioni di politica monetaria. Se i tassi sono visti fermi, il mercato concentra la sua attenzione su eventuali indicazioni sulle successive mosse della banca. Prosegue in netto rialzo Wall Street (+1,2% il Nasdaq). Sul fronte macro, l’indice Nahb sull’andamento del mercato immobiliare statunitense nel mese di marzo si è attestato a 51 punti, in aumento rispetto al dato di febbraio a 48 punti. La lettura è al di sopra del consenso degli economisti a 48 punti.
Con Wall Street positiva (+0,24% il Dow Jones e +0,99% l’S&P500), l’indice Ftse Mib di Piazza Affari resta in rialzo, ma solo dello 0,12% a 33.980 punti alle 14:40, sostenuto da Leonardo con Bernstein che ha alzato il target price a 28 euro (rating outperform) e DiaSorin, con Stifel che ha alzato il prezzo obiettivo da 78 a 82 euro (hold), fanalini di coda Amplifon, Nexi, Iveco, Brunello Cucinelli e Campari, sottoperformando gli altri indici europei, tranne quello di Londra (+0,04%). Lo spread Btp/Bund scende a 122,9 punti base e l’euro sale dello 0,08% a 1,088 dollari in assenza di dati macro rilevanti. Mentre tra le materie prime, il prezzo del Brent si apprezza dello 0,29% a 85,58 dollari al barile, estendendo i guadagni della scorsa settimana, con l'Ucraina che intensifica gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe.
«Gli attacchi contro le raffinerie russe hanno aggiunto un premio di rischio di 2-3 dollari al barile al greggio la scorsa settimana, che permane all'inizio di questa settimana, con nuovi attacchi registrati nel fine settimana», ha detto Vandana Hari, fondatrice della società di analisi sul mercato petrolifero Vanda Insights. Sabato un attacco ucraino ha provocato un breve incendio nella raffineria di Slavyansk a Kasnodar, dove vengono lavorati circa 170.000 barili di greggio al giorno. Secondo un'analisi di Reuters, gli attacchi hanno bloccato circa il 7% della capacità di raffinazione russa nel primo trimestre.
I futures di Wall Street accelerano al rialzo (+0,28% quello sul Dow Jones e +0,87% quello sull’S&P500) e i mercati del Vecchio Continente si rafforzano. Il Dax avanza dello 0,24%, il Cac40 dello 0,19%, il Ftse100 dello 0,24% e il Ftse Mib dello 0,26% a 34.029 punti alle 13:15. Sul listino milanese le banche italiane restano in rialzo, soprattutto Mps, Bper banca e Unicredit anche se Claudia Buch, presidente del ramo di vigilanza bancaria della Bce, in un’intervista al Financial Times, ha osservato che nell’area euro «stiamo già vedendo aumenti di fallimenti, crediti deteriorati e ritardi dei pagamenti. Stiamo seguendo attenzione questo aspetto e la ragione per cui dobbiamo stare molto attenti è assicurare che il sistema bancario sia sufficientemente resiliente«. Comunque, al momento, gli istituti di credito europei dispongono di «buone posizioni in termini patrimoniali». Tra gli altri titoli che si mettono in mostra sul listino milanese ci sono anche DiaSorin e Leonardo con progressi, rispettivamente, del 3,99% e di oltre il 2%.
Lo spread Btp/Bund scende a 123,6 punti base (cala al 3,68 % il rendimento del Btp 10 anni) in una settimana densa di appuntamenti con le banche centrali, Fed in testa. Dando per scontato che il Fomc lascerà i tassi invariati, l'attenzione si concentrerà in particolare sulle nuove proiezioni macro e sui dot-plot oltre che sul possibile inasprimento dei toni da parte del presidente, Jerome Powell, dopo che gli ultimi dati hanno mostrato la resilienza dell'economia Usa, a fronte di un'inflazione che stenta a rallentare. I mercati hanno ridimensionato le loro scommesse, ora poco sopra il 50% su un taglio Fed a giugno, riducendo parallelamente l'ammontare di allentamento della Bce, visto per quest'anno a circa 85 punti base.
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari ripiega sotto quota 34.000 alle 12, ma resta in rialzo dello 0,12% grazie a una manciata di titoli: Mps, Bper Banca, DiaSorn, Stellantis, Leonardo e Prysmian. Invece, lima i guadagni Tim (+0,28%). Lo spread Btp/Bund è fermo a 124,6 punti base e l’euro si rafforza dello 0,19% a 1,09 dollari dopo che il tasso di inflazione annuale dell'Eurozona è sceso al 2,6% a febbraio dal 2,8% di gennaio. Su base mensile, i prezzi al consumo nella regione sono aumentati dello 0,6%, in linea con la lettura preliminare. Mentre il tasso di inflazione core dell'area euro si è attestato al 3,1% su base annua, in linea con la stima flash e in calo rispetto al 3,3% di gennaio. Mese su mese, i prezzi al consumo al netto di energia, cibo, alcol e tabacco sono cresciuti dello 0,7%, confermando la lettura iniziale.
I mercati azionari europei restano in frazionale rialzo. Francoforte avanza dello 0,31%, Parigi dello 0,07%, Londra dello 0,19% e il Ftse Mib dello 0,46% a 34.095 punti alle 10:30 grazie soprattutto a Mps (+3,49%) e Bper Banca (+1,79%). Guadagnano oltre un punto percentuale anche Tim, DiaSorin, Leonardo, Stellantis, Prysmian. Mentre i trader attendono le riunioni delle banche centrali di questa settimana, con la Banca del Giappone a un passo dall'archiviare il contesto di tassi negativi, il dollaro sale dello 0,22% a 149,211 nei confronti dello yen, viceversa perde terreno nei confronti dell’euro che vale 1,089 (+0,15%) e la sterlina guadagna lo 0,1% a 1,2744 dollari in vista della riunione della Banca d'Inghilterra di giovedì, nella quale si prevede che i tassi restino al 5,25%.
Borse europee in leggero rialzo in avvio di seduta. Il Dax avanza dello 0,26%, il Cac40 dello 0,16%, il Ftse100 dello 0,05% e il Ftse Mib dello 0,15% a 33.991 punti nella settimana di Fed e BoE (spread Btp/Bund in calo a 124,5 punti base). «Gli operatori iniziano a essere incerti sulla prima data del taglio dei tassi da parte delle banche centrali. Ora la data più probabile è quella di giugno. Ma se a gennaio la frase più alti più a lungo pareva dimenticata, dopo che Christine Lagarde ha riaffermato questa posizione da parte della Bce, la situazione pare essere tornata indietro di quasi 9 mesi, ovvero al simposio di Jakson Hole», sottolinea Fabrizio Barini di Integrae Sim. Per questo venerdì 15 marzo il Nasdaq e l’S&P 500 hanno chiuso in rosso la seduta «e l’inizio della settimana per le borse europee potrebbe non essere migliore».
Nei prossimi giorni sono attese le riunioni delle banche centrali del Giappone (martedì), degli Stati Uniti (mercoledì) e del Regno Unito (giovedì). Nel mezzo gli interventi di mezzo board della Bce. Abbastanza per tenere bloccate le borse mondiali. Non mancheranno neanche una serie di dati macro di rilievo: i dati sul mercato immobiliare Usa (martedì) e quelli sul Pmi manifatturiero in Europa ed Usa (giovedì). «Contesto che potrebbe favorire gli acquisti verso i beni rifugio: oro e bitcoin dopo che la scorsa settimana hanno perso terreno dai massimi storici», prevede Barini.
Sul listino milanese sale spedita Mps (+2,58% a 4,288 euro) e spunta un +1,57% a 6,805 euro la Banca Popolare di Sondrio che con la revisione trimestrale degli indici entra nel Ftse Mib al posto di Banca Generali (+0,22% a 36,17 euro). In rialzo poi dell’1,42% a 7,58 euro Terna. Gli investimenti complessivi previsti nel piano Industriale 2024-2028 ammontano a 16,5 miliardi di euro. Lo ha precisato la società in merito a notizie di stampa relative a investimenti per 15 miliardi nel nuovo piano quinquennale. Terna renderà noti al mercato tutti i contenuti del piano, nonché i risultati del 2023 e proposta di destinazione degli utili, domani, 19 marzo, in occasione del Capital Markets Day. Tra le altre utility, scende dello 0,42% a 1,665 euro A2A anche se Moody’s ha confermato il rating di lungo termine a Baa2 con un outlook stabile.
In crescita dello 0,55% a 0,2194 euro Tim. L'hedge fund francese, Qube Research & Tecnologies, spin-off di Credit Suisse, al 14 marzo aveva aumentato il suo scoperto sul colosso tlc allo 0,64% del capitale, come risulta dal sito della Consob. L'amministratore delegato, Pietro Labriola, in un'intervista al Corriere della Sera, ha detto che Tim torna a generare cassa: «abbiamo davanti quasi 3 miliardi di potenziali earn-out» e spera che Vivendi continui a essere un'azionista ma che sia anche all’interno del cda.
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Quanto a Stm (-0,04% a 41,35 euro) il governo Meloni avrebbe fatto arrivare l'avviso a Parigi di essere contrario a un nuovo mandato di tre anni per il ceo, Jean-Marc Chery, responsabile, secondo Roma, di aver spostato il baricentro dell'azienda oltre le Alpi, spingendo verso l'uscita diversi manager e tecnici italiani.
Invece, Amplifon, in crescita dello 0,62% a 32,59 euro, proporrà all'assemblea straordinaria la modifica dello statuto sociale al fine di consentire il potenziamento del sistema di voto maggiorato in linea con le nuove disposizioni di legge. La società - che mantiene la propria sede legale, fiscale e di quotazione in Italia - potrebbe perseguire eventuali ulteriori opportunità di crescita rilevanti anche per linee esterne, come acquisizioni o alleanze strategiche. Nel caso, poi, di Leonardo, in aumento del 2,30% a 21,77 euro, Bernstein ha alzato il target price a 28 euro, mentre su Poste Italiane (+0,81% a 11,81 euro) è intervenuta JP Morgan alzando il target price a 28 euro. Infine, si riuniscono i cda di Interpump (+0,43% a 44,25 euro) e Industrie De Nora (+0,85% a 14,31 euro) per approvare i conti definitivi del 2023.
Borse europee attese in cauto rialzo in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 segna un +0,10%. Positivi anche i futures di Wall Street (+0,05% quello sul Dow Jones e +0,31% quello sull’S&P500) dopo l'esito, scontato, del voto russo che ha consegnato una nuova vittoria al presidente, Vladimir Putin.
C’è molta attesa per la riunione della Fed di mercoledì 20 marzo con i mercati monetari che continuano a prezzare un primo taglio dei tassi da 25 punti base a giugno. Le probabilità sono, però, scese venerdì 15 marzo al 54,9% rispetto al 59,5% della seduta precedente e al 73,3% di due settimane fa alla luce dei recenti dati sull'inflazione statunitense più robusti delle attese, ma anche quelli diffusi venerdì che hanno mostrato un rimbalzo della produzione manifatturiera e una lettura poco mossa per la fiducia dei consumatori. Al termine del meeting della Fed verranno rese note anche le nuove proiezioni economiche trimestrali.
Invece, la Bank of England giovedì 21 marzo preferirà, secondo gli economisti, attendere nuove prove che mostrino un allentamento delle pressioni inflazionistiche prima di procedere con un primo taglio del costo del denaro. Stando alle previsioni degli esperti, un board nuovamente diviso opterà per mantenere i tassi invariati al 5,25% per la quinta volta di fila. quanto alla Bce, nel fine settimana anche il consigliere spagnolo de Cos si è unito al coro di chi colloca a giugno il primo taglio dei tassi. In un'intervista al quotidiano spagnolo El Periodico, ha detto che «se le nostre previsioni macroeconomiche si concretizzeranno, è normale iniziare a tagliare i tassi presto e giugno potrebbe essere una buona data». Alle 11:15 è previsto il discorso di Claudia Buch, presidente del consiglio di vigilanza della Banca Centrale Europea.
In attesa, il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,678%. I dati di Banca d'Italia hanno messo in evidenza a dicembre un nuovo record dall'introduzione dell'euro per il controvalore dei titoli di Stato detenuti dagli investitori retail. Nel mese in esame il valore si è attestato a 324,752 miliardi, in aumento rispetto ai 321,300 miliardi del mese precedente. In base a calcoli Reuters sui dati di Via Nazionale, la quota in mano a famiglie e imprese non finanziarie sul totale in circolazione è risultata pari a 13,7% da 13,5% di novembre. Da monitorare anche l'andamento dei titoli di Stato spagnoli dopo che venerdì sera Moody's ha alzato l'outlook del Paese portandolo da stabile a positivo e confermato il rating a Baa1. L'agenzia di rating ha parlato di un modello di crescita più equilibrato per il Paese.
L’euro sale dello 0,14% a 1,089 dollari in attesa di pochi dati macro. Alle 11 nell’agenda macro c’è l’inflazione febbraio finale dell’Eurozona (preliminare: +0,6% mese su mese, +2,6% anno su anno; consenso: +0,6% mese su mese, +2,6% anno su anno) e alle 15 l’indice Nahb a marzo degli Stati Uniti (precedente: 48 punti). Tra le materie prime, si registrano acquisti sui prezzi del petrolio (Wti +0,63% a 81,09 dollari al barile e Brent +0,54% a 85,80 dollari al barile), realizzi, viceversa, sull’oro (-0,41% a 2.052 dollari l’oncia).
Sul listino milanese attenzione alla Banca Popolare di Sondrio, che con la revisione trimestrale degli indici entra nel Ftse Mib al posto di Banca Generali, e a Terna. Gli investimenti complessivi previsti nel piano Industriale 2024-2028 ammontano a 16,5 miliardi di euro. Lo ha precisato la società in merito a notizie di stampa relative a investimenti per 15 miliardi nel nuovo piano quinquennale. Terna renderà noti al mercato tutti i contenuti del piano, nonché i risultati del 2023 e proposta di destinazione degli utili, domani, 19 marzo, in occasione del Capital Markets Day. Tra le altre utility, occhio ad A2A dopo che Moody’s ha confermato il rating di lungo termine a Baa2 con un outlook stabile.
Da monitorare ancora Tim. L'hedge fund francese, Qube Research & Tecnologies, spin-off di Credit Suisse, al 14 marzo aveva aumentato il su scoperto sul colosso tlc allo 0,64% del capitale, come risulta dal sito della Consob. L'amministratore delegato, Pietro Labriola, in un'intervista al Corriere della Sera, ha detto che Tim torna a generare cassa: «abbiamo davanti quasi 3 miliardi di potenziali earn-out» e spera che Vivendi continui a essere un'azionista ma che sia anche all’interno del cda.
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Quanto a Stm il governo Meloni avrebbe fatto arrivare l'avviso a Parigi di essere contrario a un nuovo mandato di tre anni per il ceo, Jean-Marc Chery, responsabile, secondo Roma, di aver spostato il baricentro dell'azienda oltre le Alpi, spingendo verso l'uscita diversi manager e tecnici italiani.
Invece, Amplifon proporrà all'assemblea straordinaria la modifica dello statuto sociale al fine di consentire il potenziamento del sistema di voto maggiorato in linea con le nuove disposizioni di legge. La società - che mantiene la propria sede legale, fiscale e di quotazione in Italia - potrebbe perseguire eventuali ulteriori opportunità di crescita rilevanti anche per linee esterne, come acquisizioni o alleanze strategiche. Nel caso, poi, di Leonardo Bernstein ha alzato il target price a 28 euro, mentre su Poste Italiane è intervenuta JP Morgan alzando il target price a 28 euro. Infine, si riuniscono i cda di Interpump e Industrie De Nora per approvare i conti definitivi del 2023.
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