Chiusura in rialzo per le borse europee con Piazza Affari che segna un +0,75% a 29.498 punti. Sale anche il Dax con un +0,8% e il Cac 40 con un +0,9%. Fa meglio Londra che sale di oltre l’1%. Continua il sentiment positivo generato da dati macro statunitensi più deboli delle attese, mentre gli investitori sono alla ricerca di indicazioni sui primi tagli dei tassi. Intanto però prosegue la seduta in calo Wall Street dove il Dow Jones scivola dello 0,1%, l’S&P dello 0,1% e il Nasdaq dello 0,2%.
A Piazza Affari spicca Saipem che avanza del 3%, vendite su Interpump -2,11%. Denaro su Anima (+1,1%) che ieri a mercato chiuso ha annunciato la sigla di un accordo vincolante per l’acquisizione del 100% di Kairos Partners. Da segnalare poi Enel (+1,6% a 6,405 euro). Giù invece Generali Assicurazioni che cede lo 0,64% in chiusura in scia a conti risultati in linea o leggermente inferiori al consenso degli analisti. Infine, Leonardo ha guadagnato l’1,9%.
Lunedì 20 Novembre sarà una giornata importante per molti azionisti perché staccano il dividendo le seguenti azioni:
Prosegue in frazionale rialzo le borse europee anche dopo l’avvio contrastato di Wall Street dove il Dow Jones resta sopra la parità (+0,1%), mentre l’S&P e il Nasdaq scivolano dello 0,3% e dello 0,6%. L’euro resta in sostanziale recupero sul dollaro mentre a quota 1,08, mentre in campo obbligazionario lo spread resta fermo a quota 176 punti dopo il calo della vigilia.
Nel pomeriggio il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, ha detto che la «Banca Centrale Europea dovrebbe ridurre l’ammontare degli interessi che paga alle banche commerciali sulle riserve depositate, e mantenere aperta l’opzione di ulteriori aumenti dei tassi dato che l’inflazione rimane elevata. I generosi profitti realizzati dagli istituti di credito a spese della banca centrale hanno spinto alcuni funzionari a chiedere alla Bce di ridurre gli interessi sui depositi overnight che le banche depositano presso la banca centrale».
Ancora un segno positivo davanti ai mercati azionari europei dopo i dati macro Usa. Francoforte guadagna lo 0,87%, Parigi lo 0,92%, Londra l’1% e Milano lo 0,81% a 29.494 punti alle 14:40 con Pirelli in rialzo del 2,26%, Recordati del 2% e DiaSorin del 3,13%. Stonano tra le blue chip solo Generali, dopo i conti, Banca Generali e Interpump. Lo spread Btp/Bund resta sotto 175 punti base in attesa, in serata, del giudizio di Moody’s sull’Italia.
Per Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm, gli investitori europei sembrano sempre più convinti che i tassi di interesse siano vicini al picco e che l’inflazione sia, d’ora in poi, destinata a calare, trainata dal ribasso dei prezzi dell’energia e, in particolare, del petrolio, le cui quotazioni si sono chiuse al ribasso per la quarta settimana consecutiva. «L’ottimismo degli investitori si riflette sull’andamento delle azioni globali, vicine ai massimi degli ultimi due mesi e sulla stessa linea si trovano anche i listini britannici», precisa Flax, aggiungendo che la tesi secondo cui l’inflazione sarebbe destinata a rallentare è avvalorata anche dagli ultimi dati sulle vendite al dettaglio di ottobre nel Regno Unito, pubblicati questa mattina, che mostrano un calo a sorpresa rispetto ai numeri di settembre (-0,3%).
L’euro continua a salire rispetto al dollaro (+0,11% a 1,08631) dopo che il numero di cantieri avviati per la costruzione di nuove case negli Stati Uniti a ottobre è salito dell'1,9% a livello mensile a 1,372 milioni di unità, al di sopra del consenso degli economisti a 1,345 milioni. I nuovi permessi per costruzioni, sempre a ottobre, sono aumentati dell'1,1% mese su mese a 1,487 milioni (1,45 milioni il consenso).
Restano ben impostati gli indici europei (Dax +0,79%, Cac40 +0,88%, Ftse100 +0,85% e Ftse Mib +0,77% a 29.484 punti alle 13, sostenuto dal rally di DiaSorin, Recordati, Eni, Saipem e Pirelli), complici i futures di Wall Street in accelerazione verso l’alto (+0,27% quello sul Dow Jones e +0,23% quello sull’S&P500). Lo spread Btp/Bund quota sempre basso a 174,5 punti base dopo che il consigliere della Bce, Robert Holzmann, ha ribadito che l'istituto deve essere pronto ad alzare nuovamente i tassi di interesse, se necessario, aggiungendo di non aspettarsi un primo taglio dei tassi nel secondo trimestre del 2023, al contrario di quanto alcuni pensano.
«Stiamo cercando di comunicare (ai mercati): per favore non credete che questa sia la fine della storia (dei rialzi dei tassi, ndr)», ha detto Holzmann durante una conferenza stampa, escludendo un taglio dei tassi d'interesse nel secondo trimestre del prossimo anno: «sarebbe un po' presto». Prima di lui ha parlato il governatore della banca di Francia e membro del Consiglio direttivo della Bce, Francois Villeroy de Galhau, spiegando che la decisione della banca centrale di mettere fine agli aumenti dei tassi di interesse nella riunione di ottobre è pienamente giustificata dal rallentamento dell'inflazione (confermata da Eurostat in calo al 2,9% a ottobre). Il ritmo dell'aumento dei prezzi è diminuito considerevolmente ed «è la prova dell'efficacia della politica monetaria, che giustifica pienamente l'interruzione della serie di rialzi dei tassi decisa dal Consiglio direttivo». Ma la Bce, ha avvertito Villeroy, «sarà paziente, mantenendo i tassi al livello attuale per un tempo adeguato alla loro piena trasmissione».
Inflazione confermata in calo in Eurozona a ottobre e le Borse del Vecchio Continente si rafforzano ulteriormente. Francoforte avanza dello 0,88%, Parigi dell’1%, Londra dell’1% e Milano dello 0,94% a 29.534 punti con Amplifon, Mps, DiaSorin, Pirelli ed Enel in rialzo di oltre due punti percentuali. Mentre l’euro sale dello 0,10% a 1,086 dollari dopo che Eurostat ha confermato il tasso di inflazione annuo dell’area euro al 2,9% a ottobre dal 4,3% di settembre. Un anno prima, era del 10,6%. Il contributo più elevato è arrivato dai servizi (+1,97 punti percentuali), seguono alimentari, alcol e tabacco (+1,48 punti percentuali), beni industriali non energetici (+0,90 punti percentuali) ed energia (-1,45 punti percentuali). Lo spread Btp/Bund resta a 173,86 punti base in vista, stasera, del giudizio di Moody’s sull’Italia.
Il Ftse Mib accelera al rialzo (+0,67% a 29.455 punti) con il rendimento del Btp sotto il 4,3% (al 4,253%), è la prima volta dal 4 settembre. Lo spread con il Bund flette a 173 punti base in attesa del giudizio di Moody’s sull’Italia. In evidenza tra le blue chip milanesi soprattutto Mps (+2,29%), Pirelli (+1,77%) ed Enel (+1,48%).
Mentre la presidente della Bce, Christine Lagarde, nel suo intervento alla Frankfurt European Banking Conference, ha spiegato che nell’Unione europea serve "la buona volontà" per portare avanti e completare il progetto di un’unione dei mercati dei capitali. «Le fondamenta della buona volontà ci sono: policy maker, banche e investitori vogliono tutti che questo progetto abbia successo. Quello che ci serve, adesso, è costruire su questa volontà e andare avanti, altrimenti rischiamo di compromettere la capacità dell’Europa di gestire le sfide che si aprono all’orizzonte», ha detto la Lagarde.
Borse europee ben impostate in avvio di seduta (+0,30% il Dax, +0,49% il Cac40, +0,49% il Ftse100 e +0,44% a 29.386 punti il Ftse Mib), in trepida attesa della lettura finale dell'indice dei prezzi al consumo di ottobre nell’Eurozona che dovrebbe confermare la precedente lettura per l'armonizzato a 0,1% su mese e 2,9% su anno, sui minimi da oltre due anni.
Tuttavia, la presidente della Bce, Christine Lagarde ha osservato la scorsa settimana che l'inflazione potrebbe muoversi leggermente al rialzo nei prossimi mesi. La presidente della Bce prenderà la parola nuovamente oggi, 17 novembre, nella prima mattinata come i consiglieri Robert Holzmann, Pablo Hernandez de Cos e l'italiano Piero Cipollone, che dall'inizio del mese siede nel board di Francoforte al posto di Fabio Panetta, nominato governatore di Banca d’Italia.
Proprio Via Nazionale diffonde i dati di settembre sulla bilancia dei pagamenti che comprendono l'ammontare dei titoli di Stato italiani in portafoglio agli investitori esteri. In agosto il dato aveva visto un calo di 9,9 miliardi di euro. In attesa di questo e del giudizio di Moody’s sull’Italia, lo spread Btp/Bund cala a quota 173,9 punti base con il rendimento del Btp 10 anni anch’esso in contrazione al 4,297%.
Sul listino milanese Leonardo, che ha annunciato il prezzo dell’offerta al pubblico negli Stati Uniti delle azioni della controllata Leonardo Drs, messe in vendita dall’azionista di maggioranza Leonardo US Holding, segna un +0,42% a 14,44 euro. L’offerta è stata alzata da 16,5 milioni a 18 milioni di azioni ordinarie, pari al 6,9% del capitale rispetto a precedente 6,3%, e il prezzo è stato fissato a 17,75 dollari per azione, quasi un dollaro in meno della chiusura di18,46 dollari (- 11,2%) registrata al Nasdaq giovedì 15 novembre.
Acquisti anche su Eni (+0,48% a 14,93 euro), perché la Nigeria sta ritirando le richieste di risarcimento civile per un totale di 1,1 miliardi di dollari nei confronti della società petrolifera, ed Enel (+1,41% a 6,39 euro), pronta a cedere le rinnovabili in India (Enterprise value intorno a 300 milioni per un portafoglio composto da 760 Mw tra eolico e solare e progetti per 2 Gw). Morgan Stanley ha alzato il giudizio sull’azione a equal weight (target price a 7 euro).
Inoltre, Anima, che ha sottoscritto un accordo vincolante per l'acquisizione del 100% di Kairos Partners Sgr dalla controllante Kairos Investment Management, gruppo Julius Baer, balza del 3,38% a 4,158 euro. Bene anche Nexi (+1,56% a 7,028 euro) e Mps (+2% a 3,114 euro). Rialzo frazionale per Tim (+0,50% a 0,2612 euro) con Barclays che ha tagliato il target price da 0,38 a 0,35 euro. Invece, Generali che ha pubblicato i conti dei primi nove mesi del 2023: utile netto normalizzato in ulteriore aumento a 2.979 milioni di euro (+29,6%) e premi lordi in crescita a 60,5 miliardi (+4,7%), grazie al forte sviluppo del Danni (+11,4%), arretra dell’1,28% a 19,335 euro. Vendite, infine, anche su Interpump (-0,74% a 42,83 euro) con Ipg che ha avviato un processo per la cessione di 1,8 milioni di azioni Interpump, assolvendo all'impegno preso il 6 dicembre scorso per ottenere l'esenzione dall'obbligo di promuovere un'opa.
Il future sull’Eurostoxx50 resta in territorio positivo (+0,28%) alle 08:40 nonostante il calo a sorpresa delle vendite al dettaglio a ottobre in Gran Bretagna: -0,3% mese su mese e -2,7% anno su anno. Gli economisti si aspettavano un aumento dello 0,3%. A settembre c'era stata una diminuzione dell'1,1%, rivista da -0,9%. I volumi delle vendite al dettaglio in ottobre risultano al livello più basso da febbraio 2021, durante la pandemia di Covid-19, quando c’erano diffuse ed estese restrizioni alla vendita al dettaglio in Inghilterra, Scozia e Galles. Dopo il dato, la sterlina si è indebolita nei confronti dell’euro che vale 0,8755 (+0,17%).
Borse europee attese positive in avvio di seduta (+0,32% il future sull’Eurostoxx50). I futures di Wall Street sono in leggero rialzo (+0,07% quello sul Dow Jones e +0,07% quello sull’S&P500), incuranti del forte calo delle azioni tecnologiche cinesi dopo che Alibaba ha segnalato l'impatto delle recenti restrizioni statunitensi sulle esportazioni di chip. A Piazza Affari è giorno di scadenza di futures su azioni e opzioni.
Dal fronte macro, occhio alle vendite al dettaglio a ottobre in Gran Bretagna alle 8 (stima 0,3% contro -0,9% di settembre). Ma soprattutto, in chiave Bce (i mercati vedono un primo taglio dei tassi di 25 punti base ad aprile), all’inflazione dell’Eurozona anno su anno a ottobre in uscita alle 11 (stima 2,9% contro 4,3% di settembre). Nel pomeriggio alle 14:30 sono attesi dagli Usa i nuovi cantieri residenziali a ottobre (precedente: 1,358 milioni di unità; consenso: 1,345 milioni di unità) e le licenze edilizie (precedente: 1,471 milioni di unità; consenso: 1,450 milioni di unità).
Ieri, 16 novembre, le richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti sono risultate più elevate rispetto alle attese (231mila contro 220mila attese e 218mila della scorsa settimana). La produzione industriale mese su mese di ottobre è risultata peggiore rispetto alle attese (-0,6% contro -0,3% stimato e +0,1% di settembre). Meglio delle aspettative, invece, il Philly Fed di novembre (-5,9 punti contro -9 atteso e di ottobre). «Tutti i dati evidenziano ancora una volta la fase di rallentamento dell’economia, in linea con quanto - crediamo - voluto dalla Fed», afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim, ricordando che i mercati hanno mostrato di apprezzare i dati sull’inflazione Usa anno su anno di ottobre in ulteriore flessione, vista la reazione positiva del Dow Jones Industrial Average e del Nasdaq Composite, saliti ai livelli più alti degli ultimi tre mesi. «La convinzione degli investitori che l’inflazione stia scendendo abbastanza da prevenire eventuali ulteriori aumenti dei tassi da parte della Fed si è, inoltre, rafforzata a seguito del dato del Ppi, misura della variazione dei prezzi all’ingrosso, scesi dello 0,5% contro un’attesa positiva dello 0,1%», precisa Tognoli.
Sul fronte interno, Roma è attesa al test di Moody’s. Vale la pena ricordare che l’agenzia di rating ha deciso di modificare l'outlook da stabile a negativo per l'Italia lo scorso agosto, affermano gli esperti di XTB. Ancora più importante, il livello di rating creditizio dell’Italia è sull’orlo dell’investment grade e del grado “spazzatura”, o Baa3. A questo punto, «uno scenario di downgrade non sembra essere lo scenario di base: non è proprio quello che il mercato sta scontando. Lo spread di rendimento è a 170 punti base, anche se fino a poco tempo fa era vicino a 200. Inoltre, lo spread è molto più basso di quanto lo fosse durante il downgrade dell’outlook sul rating del credito nell’estate del 2022, quando la “controversa” Giorgia Meloni prese la guida del governo italiano», osservano a XTB. Al contempo, è ben lontano dai livelli della crisi del mercato del debito dell’Eurozona del 2011-2013. Il mercato non sembra così preoccupato per le possibili conseguenze.
«Non è escluso che Moody's decida di alzare l'outlook del rating a stabile, cosa che potrebbe abbassare lo spread e portare ad un'altra ondata positiva sul mercato azionario italiano», prevedono gli esperti di XTB. Moody's ha indicato più di un anno fa che i problemi dell'Italia sono le riforme strutturali e la situazione del mercato energetico. Tuttavia, la premier Meloni ha sottolineato che l’Italia ha fatto dei miglioramenti su entrambi questi temi. Naturalmente, le ultime previsioni del Fmi indicano che l’Italia impiegherà più tempo per uscire dal debito eccessivo: si prevede che il livello del debito/Pil sarà sempre superiore al 140% fino al 2028, anche se allo stesso tempo si prevede che diminuirà. moderatamente. Per altro, Paesi come la Francia, il Regno Unito e anche il Giappone hanno livelli di debito/Pil nettamente superiori al 100%, ma i loro livelli di rating creditizio sono molto più alti. Infine, è importante ricordare che Moody's ha il livello di rating creditizio più basso tra le tre grandi società di rating. «Un downgrade da parte di Moody's non significa necessariamente un tentativo di vendere il debito italiano da parte di fondi che hanno nelle loro politiche investimenti solo in debito investment grade», concludono gli analisti di XTB.
Sul listino milanese attenzione a Leonardo che ha annunciato il prezzo dell’offerta al pubblico negli Stati Uniti delle azioni della controllata Leonardo Drs, messe in vendita dall’azionista di maggioranza Leonardo US Holding. L’offerta è stata alzata da 16,5 milioni a 18 milioni di azioni ordinarie, pari al 6,9% del capitale rispetto a precedente 6,3%, e il prezzo è stato fissato a 17,75 dollari per azione, quasi un dollaro in meno della chiusura di18,46 dollari (- 11,2%) registrata al Nasdaq giovedì 15 novembre.
Da monitorare anche Eni, perché la Nigeria sta ritirando le richieste di risarcimento civile per un totale di 1,1 miliardi di dollari nei confronti della società petrolifera, ed Enel, pronta a cedere le rinnovabili in India (Enterprise value intorno a 300 milioni per un portafoglio composto da 760 Mw tra eolico e solare e progetti per 2 Gw).
Poi Anima che ha sottoscritto un accordo vincolante per l'acquisizione del 100% di Kairos Partners Sgr dalla controllante Kairos Investment Management, gruppo Julius Baer, Generali che ha appena pubblicato i conti dei primi nove mesi del 2023: utile netto normalizzato in ulteriore aumento a 2.979 milioni di euro (+29,6%) e premi lordi in crescita a 60,5 miliardi (+4,7%), grazie al forte sviluppo del Danni (+11,4%) e Interpump con Ipg che ha avviato un processo per la cessione di 1,8 milioni di azioni Interpump, assolvendo all'impegno preso il 6 dicembre scorso per ottenere l'esenzione dall'obbligo di promuovere un'opa.
(riproduzione riservata)