Chiudono in rosso le borse europee con il Ftse Mib (-0,8%) che però riesce a riagganciare quota 30 mila punti. Restano in calo anche il Dax (-0,9%), il Ftse 100 (-1,5%) e il Cac 40 (-1,1%). Gli investitori sembrano star digerendo la prospettiva di un primo taglio dei tassi più in là quest’anno, rispetto a quanto scontato dopo le parole della presidente Bce. A pesare su Londra è in particolare il dato sull’inflazione inglese in rialzo al 4% a dicembre. Il carovita nella zona euro si è invece confermato in calo al 2,9% nell’ultimo mese del 2023. Sul mercato valutario, l’euro ha continuato a indebolirsi contro il dollaro a quota 1,085. In leggero rialzo il comparto obbligazionario con il Btp decennale al 3,9% e lo spread a 160 punti.
Ancora cali diffusi per le piazze del Vecchio continente, anche in scia all’apertura in rosso di Wall Street (-0,3% il Dow Jones, -0,75 l’S&P, -1,2% il Nasdaq) su cui pesa l’andamento delle big tech. Gli investitori restano in attesa della pubblicazione da parte della Federal Reserrve del Beige Book (in calendario per le 20:00 ora italiana) relativo al periodo di sei settimane fino alla prima ottava di gennaio. Il report, secondo gli analisti di Unicredit, fornirà informazioni tempestive sull’attività economica e sulle aspettative delle imprese. Nel rapporto di novembre, sei dei dodici distretti hanno segnalato un calo dell’attività economica, mentre altri due hanno indicato una produzione piatta. Di conseguenza, il Beige Book, insieme agli indici Ism di dicembre, è stato più debole di quanto suggerito dai dati reali", concludono gli strategist.
Prosegue in calo intanto il petrolio con il Brent e il Wti in calo di oltre un punto percentuale rispettivamente a 76 e 71 dollari al barile. Nel suo ultimo rapporto mensile, l’Opec ha detto che «la domanda di petrolio sarà sostenuta sia nel 2024 che nel 2025 guidata dalla Cina e dal Medio Oriente». Secondo l’Organizzazione dei paesi produttori di petrolio, per il 2024 la crescita della domanda sarà pari a 2,25 milioni di barili al giorno, invariata rispetto al rapporto di dicembre 2023, mentre aumenterà di 1,85 milioni di barili al giorno nel 2025. La previsione per il 2025 è la prima formulata dall’organizzazione nel suo rapporto mensile. L’Opec ha però rilevato che anche la produzione petrolifera è aumentata leggermente a dicembre, guidata dalla Nigeria, nonostante i continui tagli alla produzione da parte della più ampia alleanza Opec+ per sostenere il mercato. In questo quadro l’Organizzazione ha rivisto al ribasso i suoi dati di produzione dopo l’uscita dell’Angola, annunciata il mese scorso.
La Cina e le prospettive sui tagli dei tassi descritte dalla presidente Christine Lagarde mandano in rosso i mercati: alle 14:30 Piazza Affari perde l’1,14% a 29.992 punti, così come il Dax (-1%), il Ftse 100 (-1,67%) e il Cac 40 (-1,19%). Proseguono in frazionale calo anche i future di Wall Street intimoriti dalla questione sui tassi. Intanto sul fronte macro le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono salite dello 0,6% su base mensile a dicembre, al di sopra del consenso degli economisti che le attendeva in rialzo dello 0,3%. Lo ha reso noto il Dipartimento del Commercio statunitense, aggiungendo che nello stesso mese, escludendo la componente auto, le vendite sono salite dello 0,4% su base mensile (+0,2%). Restano invece in rialzo i rendimenti obbligazionari con il Treasury decennale al 4,1% e il Btp a 10 anni al 3,89% con lo spread a 159 punti.
Non scemano le vendite sulle borse europee mentre i futures di Wall Street accelerano al ribasso (-0,40% quello sul Dow Jones e -0,33% quello sull’S&P500). Il Dax perde l’1%, il Cac40 l’1,16%, il Ftse100 l’1,71% e il Ftse Mib l’1,15% a 29.987 punti alle 12:50 con tutte le utilities sotto pressione. Le considerazioni del governatore della Fed, Christopher Waller, sullo scenario macroeconomico hanno raffreddato le aspettative sulla partenza e sull’entità del taglio dei tassi in Usa. Si salvano dalle vendite solo le banche, Tim, Recordati e Amplifon. Il dollaro tocca i massimi di un mese rispetto a un paniere di valute, poi storna: cross euro/dollaro a 1,088 (+0,06%), mentre la sterlina balza (cross euro/stertlina a 0,857, -0,35%) in seguito all'aumento dell'inflazione britannica.
Lo spread Btp/Bund oscilla sopra 161,8 punti base dopo che il governatore di Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha previsto che il 2023 si sia chiuso con una crescita del pil fra lo 0,6% e lo 0,7%. «Nel 2024 sarà sotto l'1% per poi tornare intorno all'1% nel 2025», ha detto Panetta nel suo intervento al comitato esecutivo dell’Abi.
I mercati azionari europei accelerano al ribasso. Francoforte perde lo 0,96%, Parigi l’1,09%, Londra l’1,58% e Milano lo 0,96% a 30.045 punti, appesantito da alcune utilities come Hera (-2,11%) e Italgas (-2,16%) e dai titoli del lusso: Moncler e Brunello Cucinelli perdono oltre il 2%. Invece, sono ben comprate le banche. Lo spread Btp/Bund arretra leggermente rispetto all’apertura a 161 punti base. L’euro recupera lo 0,04% e si porta a 1,087 dollari dopo che il tasso d’inflazione annuale dell’Eurozona finale si è attestato a +2,9% a dicembre, in linea alla lettura preliminare e al consenso. Su base mensile, l'indice dei prezzi al consumo nell'area euro è cresciuto dello 0,2%, anche in questo caso in linea al consenso e al dato preliminare. L’inflazione core, che esclude l’energia, gli alimenti, l’alcol e il tabacco, su base annuale si è attestato a +3,4%. Su base mensile a +0,5%.
«L'indice del dollaro Usa, che misura la performance del biglietto verde rispetto a un paniere di altre valute principali, ha toccato un massimo di un mese nelle prime ore di mercoledì. L’improvvisa impennata è avvenuta dopo che Christopher Waller, governatore della Federal Reserve, ha dichiarato che è necessario un approccio prudente al taglio dei tassi», spiega Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades. «Queste parole hanno rafforzato il sentiment del mercato secondo cui, nonostante la riunione della Fed di dicembre sia stata sorprendentemente dovish, i funzionari della banca centrale rimangono fermamente impegnati nel controllo dell'inflazione, portando a una rivalutazione delle aspettative da parte degli operatori per quanto riguarda i tempi e l’entità dei tagli dei tassi». La probabilità che il primo taglio dei tassi avvenga a marzo è in calo dall'inizio dell'anno, in una dinamica che si è accelerata dopo il discorso pubblico di Waller di martedì. In questo contesto, conclude Evangelista, «l’impennata del dollaro rispetto ai suoi omologhi non sorprende e, con l'euro in difficoltà a causa della mancanza di chiarezza da parte della Bce in merito al disimpegno della sua politica monetaria, potrebbe esserci spazio per ulteriori rialzi del biglietto verde».
Borse europee in netto calo in avvio di seduta. Il Dax perde l’1,03%, il Cac40 l’1,22%, il Ftse100 l’1,36% e il Ftse Mib lo 0,84% a 30.081 punti. Sui mercati è tornata la volatilità dopo che le considerazioni del governatore della Fed, Christopher Waller, sullo scenario macroeconomico hanno raffreddato le aspettative sulla partenza e sull’entità del taglio dei tassi negli Stati Uniti.
«Con un rialzo di oltre il 6% l’indice Vix sull’indice S&P 500 è tornato sui massimi di novembre 2023», nota Fabrizio Barini di Integrae Sim. «Il risultato di una serie di notizie che hanno condizionato anche il mercato obbligazionario». La netta affermazione di Donald Trump nella prima tappa delle primarie per la scelta del candidato alle presidenziali statunitensi è un risultato che aumenta le probabilità di una sua investitura a sfidante del presidente uscente, Joe Biden. «Per gli operatori questa sfida offre molti elementi di incertezza che si sono ripercossi subito sul mercato obbligazionario: in forte aumento il rendimento del T-Bond a 10 anni al 4,081%. Di riflesso si è mosso il Btp a 10 anni, sopra la soglia del 3,8% al 3,892% con lo spread con il Bund in aumento a 162,24 punti base», precisa Barini.
A Davos la presidente della Bce, Christine Lagarde, in un intervento per Bloomberg Tv, ha detto che l’istituto centrale è sulla buona strada per riportare l'inflazione al target del 2%, ma la vittoria non è ancora stata conquistata. Inoltre, ha affermato che la Bce riceverà i dati relativi ai contratti collettivi di lavoro di quest'anno nella tarda primavera, che consentiranno all'istituto centrale di avere un'idea precisa dell'andamento dei redditi delle famiglie e quindi dell'inflazione. Lagarde non ha voluto commentare le scommesse del mercato su sei tagli dei tassi quest'anno, ma ha detto che se gli investitori stanno valutando male le manovre future, ciò potrebbe essere controproducente per la lotta all'inflazione.
Non si allentano le tensioni nel Mar Rosso, con un nuovo attacco sferrato da Usa e Uk contro i pirati Houthi. Non mancano, inoltre, forti segnali di recessione: il prezzo del gas naturale negli Usa è crollato di oltre il 12%, sui livelli dello scorso novembre, il future sul gas in Europa è tornato sotto i 29 euro, livello che non vedeva dallo scorso mese di luglio e infine l’EUA ovvero il future sui diritti di inquinamento ha toccato il nuovo minimo da 6 mesi. Si tratta, secondo Barini, di indicatori che fanno presumere una decisa flessione dell’attività industriale come dimostrano anche dai dati macro in uscita: ieri, 16 gennaio, l’indice Zew sul sentiment dell’economia tedesca a dicembre è stato peggiore delle attese. Alle 14:30 sarà diffuso il market mover della settimana ovvero le vendite al dettaglio a dicembre negli Stati Uniti. In mattinata alle 11:00 l’inflazione finale in Europa a dicembre. L’anno si dovrebbe chiudere con un +2,9%, non lontano dal target de 2% della Bce.
Sul listino milanese Tim il cui cda si riunisce giovedì per avviare i lavori della lista per il rinnovo del consiglio da sottoporre all'assemblea dei soci in agenda il 23 aprile con l'ad, Pietro Labriola, che punta alla riconferma, sale dell’1,76% a 0,2884 euro. Come da previsioni, non c’è stato nessun problema per Tim lato golden power nell’operazione dello scorporo della rete. La società, in una nota diramata prima dell’apertura dei mercati, ha notificato che «nell’ambito delle attività volte al closing dell’operazione di cessione di Netco e in seguito alla firma del transaction agreement con Optics Bidco (società controllata da Kkr), comunica di aver ricevuto l’assenso all’esecuzione dell’operazione medesima ai fini della normativa golden power».
Invece, Enel, che ha lanciato con successo un sustainability-linked bond da 1,75 miliardi di euro in due tranche, perder lo 0,89% a 6,69 euro. Fresca di un lancio di un nuovo bond anche Unicredit (-0,56% a 25,66 euro) che ha rinviato al 4 febbraio dal 1° febbraio la data del cda sui risultati del quarto trimestre del 2023, che saranno presentati al mercato il prossimo 5 febbraio.
Leggi anche:
Mentre Delfin ha venduto lo 0,06% del capitale di Mediobanca (-0,17% a 11,52 euro), mantenendo così invariata la sua quota appena sotto il 20% per bilanciare l'effetto del buyback avviato il 13 novembre. Intanto è diventata operativa Mediobanca Premier, la banca del gruppo specializzata nella gestione del risparmio e degli investimenti delle famiglie italiane. Infine, Illimity passa di mano a quota 5,1 euro (-0,97%) dopo che Moody's ha assegnato alla banca il rating issuer di lungo termine Ba1 con un outlook stabile.
Il future sull’EuroStoxx50 accelera al ribasso (-1,19% alle 08:20) dopo il dato sull’inflazione in Gran Bretagna, tornata a salire. L'indice dei prezzi al consumo è, infatti, aumentato a dicembre dello 0,4% rispetto al mese precedente, portando il dato tendenziale annuo a +4%. Si tratta di un'inversione di tendenza dopo il +3,9% di novembre e il primo dato in crescita dei prezzi da febbraio 2023. Le attese degli economisti erano per un aumento congiunturale dello 0,2% e del 3,8% tendenziale. Il cambio euro-sterlina è poco mosso a 0,86 (-0,02%).
Borse europee attese in rosso in avvio di seduta. Il future sull’EuroStoxx50 perde l’1,03%. In rosso anche i futures di Wall Street (-0,33% quello sul Dow Jones e -0,39% quello sull’S&P500). Le considerazioni del governatore della Fed, Christopher Waller, sullo scenario macroeconomico hanno raffreddato le aspettative sulla partenza e sull’entità del taglio dei tassi. Gli Stati Uniti sono «a distanza ravvicinata» dall'obiettivo della Federal Reserve di un'inflazione al 2%, ma la banca centrale non dovrebbe affrettarsi a tagliare il tasso di interesse di riferimento finché non sarà chiaro che l'inflazione più bassa sarà sostenuta, ha detto Waller.
A prescindere dalla tempistica, Waller ha aggiunto che un taglio dei tassi dovrebbe procedere «con metodo e attenzione», senza arrivare a riduzioni rapide e drastiche come quelle che la Fed utilizza quando cerca di salvare l'economia da uno shock o da una crisi in corso. Commenti che hanno spinto il dollaro al massimo da un mese, causando anche un forte aumento dei rendimenti dei Treasury Usa con il tasso dela decennale che ha superato il 4% (4,06%). Alle 20 è prevista la pubblicazione del Beige Book della Fed e alle 21 è atteso il discorso del presidente della Fed di New York, John Williams. Molto importanti anche i discorsi di alcuni esponenti della Bce: alle 09:30 quello di Cipollone, alle 09:35 quelli di Vasle, Kazimir, Muller, Scicluna, Simkus e Vujcic, alle 13:15 quello di Knot, alle 16:15 quello della presidente Lagarde, alle 19:30 quello di Nagel.
La scorsa settimana le società Usa hanno cominciato a rilasciare i risultati del quarto trimestre del 2023 e soprattutto le aspettative per il 2024. Le banche (il 16 gennaio Goldman sachs e Morgan Stanley) sono quelle che hanno dato il via alla stagione degli utili del quarto trimestre. «Nonostante il settore abbia mostrato una ripresa dei profitti negli ultimi due mesi, le azioni hanno mediamente sottoperformato gli indici in risposta agli utili contrastanti», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim. «Sebbene, infatti, la maggior parte degli utili bancari dichiarati superi le aspettative, molti analisti prevedono un calo dei redditi da interessi netti, ovvero la differenza tra ciò che una banca guadagna sulle sue attività e ciò che paga sui suoi debiti, nel 2024».
Più in generale, spiega Tognoli, la resilienza economica ha aiutato i profitti aziendali delle imprese a reggere meglio del previsto nonostante le pressioni sui costi e gli elevati oneri finanziari. Detto questo, nel 2023 le stime degli utili societari sono diminuite di circa il 6% in termini nominali rispetto al picco e di poco più del 10% in termini reali (al netto dell’inflazione). «Per il 2024 le aspettative sono che gli utili complessivi subiranno un’accelerazione quantificabile nel 4% in termini reali, il che dovrebbe sostenere le azioni, anche se presumiamo che le valutazioni potrebbero non avere molto più spazio per espandersi ulteriormente, soprattutto nel caso dei titoli tecnologici a mega capitalizzazione. Le stime a 12 mesi per l’S&P 500 stanno, infatti, ora superando il picco del 2022 il che, a nostro avviso, fornirebbe una conferma che il trend rialzista delle azioni rimane intatto nonostante il tono relativamente cauto del mercato all’inizio dell’anno».
Attenzione alla raffica di dati macro. Alle 8 l’inflazione a dicembre della Gran Bretagna (precedente: -0,2% mese su mese, +3,9% anno su anno; consenso: +3,8% anno su anno). Alle 11 l’inflazione a dicembre finale dell’Eurozona (preliminare: +0,2% mese su mese, +2,9% anno su anno; consenso: +0,2% mese su mese, +2,9% anno su anno). Alle 13 tocca all’indice settimanale richieste mutui degli Stati Uniti (precedente: +9,9%), alle 14:30 alle vendite al dettaglio a dicembre (precedente: +0,3% mese su mese; consenso: +0,3% mese su mese) e ai prezzi import a dicembre (precedente: -0,4% mese su mese). Alle 15:15 è la volta della produzione industriale a dicembre (precedente: +0,2% mese su mese; consenso: -0,1% mese su mese) e del tasso di utilizzo degli impianti a dicembre (precedente: 78,8%; consenso: 78,6%). Per chiudere alle 16 con le scorte delle imprese a novembre (precedente: -0,1% mese su mese) e l’indice Nahb a gennaio (precedente: 37 punti).
In attesa, l’euro flette dello 0,17% a 1,085 dollari. Tra le materie vendite si registrano vendite sia sul petrolio (-0,69% a 72,02 dollari al barile il Wti e -0,60% a 77,82 dollari al barile il Brent) sia sull’oro, in calo dello 0,43% a 2.021 dollari l’oncia a causa del rimbalzo del dollaro e dei segnali da falco da parte di alcuni membri della Fed che hanno aumentato i dubbi sulla riduzione anticipata dei tassi di interesse da parte della banca centrale. Tra i metalli industriali, i prezzi del rame sono scesi vicino al minimo del mese dopo i dati sul pil della Cina, principale importatore. Il prodotto interno lordo cinese negli ultimi tre mesi del 2023 è cresciuto dell'1% rispetto ai tre mesi precedenti, dopo il +1,3% del terzo trimestre. Complessivamente l'anno scorso il pil è salito del 5,2% a fronte di una previsione del governo del 5% e al +3% del 2022.
Sul listino milanese attenzione a Tim il cui cda si riunisce giovedì per avviare i lavori della lista per il rinnovo del consiglio da sottoporre all'assemblea dei soci in agenda il 23 aprile con l'ad, Pietro Labriola, che punta alla riconferma.
Invece, Enel ha lanciato con successo un sustainability-linked bond da 1,75 miliardi di euro in due tranche. Fresca di un lancio di un nuovo bond anche Unicredit che ha rinviato al 4 febbraio dal 1° febbraio la data del cda sui risultati del quarto trimestre del 2023, che saranno presentati al mercato il prossimo 5 febbraio.
Leggi anche:
Mentre Delfin ha venduto lo 0,06% del capitale di Mediobanca, mantenendo così invariata la sua quota appena sotto il 20% per bilanciare l'effetto del buyback avviato il 13 novembre. Intanto è diventata operativa Mediobanca Premier, la banca del gruppo specializzata nella gestione del risparmio e degli investimenti delle famiglie italiane. Infine, attenzione a Illimity dopo che Moody’s ha assegnato alla banca il rating issuer di lungo termine Ba1 con un outlook stabile.
(riproduzione riservata)