Giornata senza spunti per le borse europee che chiudono la seduta intorno alla parità: +0,2% il Ftse Mib, -0,3 il Dax, -0,4% il Ftse 100 e -0,2% il Cac 40. Sulla stessa scia anche Wall Street dove il Nasdaq segna un timido +0,08% mentre il Dow Jones e il Nasdaq scivolano dello 0,4% e dello 0,1%. L’attenzione resta rivolta alle indicazioni in arrivo dal Forum internazionale di Davos sulla fine della stretta monetaria da parte della Bce. Chiude in leggero rialzo lo spread tra Btp e Bund a quota 156 punti. Ancora in calo l’euro a 1,088 dollari (-0,5%).
Il governatore della Fed Christopher Waller, ha sottolineato che gli Stati Uniti sono «a distanza ravvicinata» dall’obiettivo della Federal Reserve di un’inflazione al 2%, ma la banca centrale non dovrebbe affrettarsi a tagliare il tasso di interesse di riferimento finché non sarà chiaro che l’inflazione più bassa sarà sostenuta. A prescindere dalla tempistica, Waller ha affermato che un taglio dei tassi dovrebbe procedere «con metodo e attenzione», senza arrivare a riduzioni rapide e drastiche come quelle che la Fed utilizza quando cerca di salvare l'economia da uno shock o da una crisi in corso. «Con l’attività economica e i mercati del lavoro in buona forma e l’inflazione che sta scendendo gradualmente verso il 2%, non vedo alcun motivo per muoversi così velocemente o tagliare così rapidamente come in passato», ha detto Waller, in contrasto con le aspettative del mercato secondo cui la Fed inizierà a tagliare i tassi nella riunione di marzo e potrebbe tagliare 1,5 punti percentuali dal tasso di riferimento entro la fine dell’anno.
Intanto si intensificano le tensioni sul Mar Rosso. Secondo il Wall Street Journal, il colosso petrolifero britannico Shell ha sospeso tutte le spedizioni attraverso il Mar Rosso a tempo indeterminato dopo che gli attacchi degli Stati Uniti e del Regno Unito contro i ribelli Houthi dello Yemen hanno innescato timori di un’ulteriore escalation, secondo fonti a conoscenza della decisione. La notizia, al momento, non sembra condizionare l’andamento delle materie prime con il petrolio con il Brent e il Wti rispettivamente a 78 e 72 dollari al barile.
Sul listino nel complesso positivo invece i nostri bancari, con Mediobanca (+2,40%) a guidare la pattuglia, dopo il lancio oggi di Mediobanca Premier, la banca specializzata nella gestione del risparmio e degli investimenti delle famiglie italiane. Bene anche Unicredit +0,80% e Monte Paschi +0,87%, negativa invece Bpm (-0,30%) dopo il giudizio negativo di Jp Morgan. Tra gli altri finanziari sale Generali (+1,31%) dopo che Citigroup ha alzato giudizio e target price. Ancora positivo il risparmio gestito. Tra le altre blue chip rialzi per Ferrari con un +1,85%, Campari, Saipem, Tim e Terna. Giù Stellantis, -1,09% sotto i 20 euro. La peggiore blue chip è Amplifon (-3,11%).
Le borse europee procedono in calo sulla scia delle incertezze economiche e della prospettiva di tassi più alti per lungo tempo che hanno pesato sul sentiment. C’è attesa per l’intervento della presidente della Bce, Christine Lagarde, al Forum internazionale di Davos. Nonostante i dati sull’inflazione in calo di Germania e Italia e il calo dell’indice Zew, non si placano i timori degli investitori. L’indice Cac 40 di Parigi cede lo 0,33% a 7.387,04 punti, il Dax 30 di Francoforte arretra dello 0,42% a 16.553,07 punti e l'Ftse 100 di Londra registra una flessione dello 0,34% a 7.569,25 punti. A Piazza Affari l'Ftse Mib perde lo 0,24% a 30.325. Apertura in calo anche per Wall Street dove il Dow Jones scivola dello 0,5%, l’S&P dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,37%. Anche dall’altra parte dell’oceano i fari restano puntati su Davos, i banchieri centrali e i tassi di interesse. Adena Friedman, ceo del Nasdaq, intervenendo al World Economic Forum ha sollecitato la Federal Reserve a non iniziare troppo presto con il rialzo dei tassi.
Non scemano le vendite sulle borse europee (Ftse Mib di Piazza Affari -0,45% a 30.190 punti alle 15:10, pesano soprattutto Stellantis, Interpump e Amplifon) con Wall Street che si avvia ad aprire la seduta in rosso (-0,38% il future sul Dow Jones e -0,42% quello sull’S&P500) dopo i conti di Goldman Sachs e Morgan Stanley. La prima ha registrato nel 2023 un -24% dell’utile a 8,52 miliardi di dollari e ricavi in calo del 2% a 46,25 miliardi, superando comunque le attese. Ha deluso l’utile di Morgan Stanley (utile netto di 1,5 miliardi nel quarto trimestre del 2023, eps di 0,85 dollari per azione).
Il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,024% e l’euro continua a scendere a 1,087 dollari (-0,60%) dopo il crollo dell’indice manifatturiero Empire State a gennaio. L’indice, che misura l'andamento dell'attività manifatturiera nell'area di New York, è sceso per il secondo mese consecutivo da -14,5 a -43,7 punti, contro attese per un dato a -5. Anche l’indice sui nuovi ordini è calato da -11,3 a -49,4 per il quarto mese consecutivo. Viceversa, l'indice sull'occupazione è salito da -8,4 a -6,9 e quello sui prezzi ricevuti è diminuito da 11,5 a 9,5 punti. Un dato sopra lo zero indica un'attività in espansione; sotto lo zero, indica un'attività in contrazione. Nel maggio del 2020 c'era stato un crollo per il dato generale a -48,5 punti, a causa della crisi provocata dalla pandemia di covid.
Le borse europee si confermano in ribasso al giro di boa. Francoforte perde lo 0,49%, Parigi lo 0,28%, Londra lo 0,32% e Milano lo 0,31% a 30.233 punti alle 13:05, trascinato al ribasso soprattutto da Banco Bpm (-1,39%), DiaSorin (-1,34%) da Amplifon (-1,59%). L’euro accelera al ribasso sul dollaro, vale 1,088 (-0,54%) anche se c’è stato un leggero miglioramento del clima di fiducia nel settore finanziario in Germania.
A gennaio l'indice elaborato dall'istituto Zew è, infatti, salito di 2,4 punti rispetto al mese precedente, a quota 15,2 punti. Gli economisti si aspettavano una lettura a gennaio pari a 12. La valutazione sulla situazione attuale dell'economia è rimasta, invece, sostanzialmente invariata. Secondo il presidente dello Zew, Achim Wambach, il miglioramento del clima riflette soprattutto le attese sui futuri tagli dei tassi da parte della Bce. «Dato che lo Zew è un indice con alta volatilità e bassa correlazione con la crescita del pil, aspettiamo la pubblicazione delle indagini Pmi e Ifo per avere informazioni più complete sull'andamento dell'attività in Germania. Ad ogni modo, ci aspettiamo che il pil si contragga marginalmente nel primo trimestre e che una vera ripresa si possa avere solo nella seconda metà dell'anno, coerentemente con una crescita dello 0,2% in media annua nel 2024», commenta Aniello Dell'Anno, economista della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Lo spread Btp/Bund è fermo a 160,2 punti base.
I mercati azionari europei restano in rosso. Francoforte perde lo 0,45%, Parigi lo 0,41%, Londra lo 0,50% e Milano lo 0,50% a 30.176 punti alle 10:20 (Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Brunello Cucinelli, Moncler, Interpump, Stellantis, Amplifon e perdono oltre un punto percentuale) con i futures di Wall Street che accelerano al ribasso (-0,45% quello sul Dow Jones e -0,57% quello sull’S&p500). Lo spread Btp/Bund è stabile rispetto all’avvio di seduta a 160,3 punti base e il rendimento del Btp 10 anni si porta al 3,78% dopo le dichiarazioni di Villeroy de Galhau e di Centeno. Secondo il governatore della banca centrale francese, la Bce non può ancora dichiarare vittoria sull'inflazione, ma la prossima mossa sarà probabilmente un taglio dei tassi d'interesse entro quest'anno. «Salvo grosse sorprese - guardiamo al Medio Oriente - la nostra prossima mossa sarà un taglio, probabilmente quest'anno», ha detto a Davos Francois Villeroy de Galhau.
Anche per il governatore della banca centrale portoghese, Mario Centeno, Francoforte deve essere pronta a discutere di tagli dei tassi e non deve escludere nessuna opzione di politica monetaria. «Quando sarà il momento, discuteremo di tagli dei tassi», ha detto Centeno al Reuters Global Markets Forum. «Se mi chiedete se questo è il momento, penso che dobbiamo essere pronti a discutere gli argomenti ed essere dipendenti dai dati significa prendere in considerazione tutti i dati». È la risposta ad alcuni colleghi, come quello del numero uno della banca centrale austriaca e componente della Bce, Robert Holzmann, che dicono è prematuro discutere dei tagli dei tassi, che i mercati prevedono a partire da marzo. L’euro va sotto 1,09 dollari a 1,08955 (-0,46%).
Borse europee in calo in avvio di seduta. Il Dax perde lo 0,78%, il Cac40 lo 0,81%, il Ftse100 lo 0,63% e il Ftse Mib lo 0,83% a 30.075 punti con lo spread Btp/Bund in aumento a 160,8 punti base. Oggi, 16 gennaio, ritornano le trimestrali statunitensi con Goldman Sachs e Morgan Stanley «in attesa del dato macro più importante della settimana ovvero le vendite al dettaglio negli Stati Uniti che misureranno il polso del consumatore americano, in particolare perché riferite alle spese natalizie, misurando anche l’impatto dei tassi di interesse anche sul comportamento della spesa», sottolinea Fabrizio Barini di Integrae Sim.
Resta alta l’incertezza a livello geopolitico con il Qatar che ha dichiarato di volere interrompere il trasporto di gas attraverso il Mar Rosso, con impatto negativo sulle forniture in Europa. Questo non ha, però, impedito alle quotazioni del future sul gas alla Borsa di Amsterdam di perdere oltre il 6%, tornando sotto la soglia dei 30 euro come non accadeva dall’agosto del 2023. «Discorso diverso per il petrolio, più sensibile ai venti di guerra in Medio Oriente che resta a ridosso degli 80 dollari (Brent), con chance di tornare a 100 dollari, e con il rischio di riaccendere l‘inflazione», precisa Barini.
Nel frattempo è iniziata a Davos, in Svizzera, la 54ma edizione del World Economic Focus (WEF) dal titolo “ricostruire il futuro”. I lavori si sono aperti con il consueto sondaggio tra gli economisti: il 56% si aspetta un indebolimento dell’economia mondiale, mentre il 43% non vede cambiamenti rispetto al 2023. Voce fuori dal coro quella del numero uno della banca centrale austriaca e componente della Bce, Robert Holzmann che prevede che nel 2024 non ci sarà alcun taglio dei tassi anche se l’Europa dovesse entrare in recessione. Mentre il consigliere Joachim Nagel ha detto che le discussioni su eventuali tagli dei tassi sono giunte troppo presto aggiungendo che l'inflazione è ancora troppo alta.
Sul listino milanese soffrono soprattutto Banco Bpm (-2,44% a 4,63 euro), su cui è intervenuta JP Morgan tagliando il rating a underweight (target price a 4,50 euro), e Fineco (-1,71% a 13,77 euro). Perde meno Saipem (-0,49% a 1,409 euro) che ha avviato il 15 gennaio il programma di acquisto di azioni ordinarie per un numero massimo di 29,5 milioni azioni da destinare a servizio dell’attribuzione 2023 del piano di incentivazione variabile di lungo termine 2023-2025 della società.
Invece, Eni arretra dello 0,73% a 14,88 euro. Come scrive Mf-Milano Finanza, l’ultimo bollettino Idrocarburi del Mase (ministero dell'Ambiente) riporta che a dicembre ci sono stati 11 provvedimenti di revoca totale, sette dei quali riguardano le attività di esplorazione del Cane a Sei Zampe, e cinque di revoca parziale, per un totale di 16 permessi di ricerca di gas.
Inoltre, su Generali (+0,08% a 19,81 euro) è intervenuta Citi, alzando il giudizio a buy (target price a 21,97 euro). doValue, crollata alla vigilia del 21% dopo la riscrittura dei conti dei primi nove mesi del 2023 per la svalutazione delle attività spagnole e il warning sui ricavi di fine anno per gli scioperi nei tribunali greci, è sospesa con un teorico -10,5%. Si allontana l’ipotesi di acquisire Gardant, che intanto ha rilevato gli npl di Bper, diventando il terzo operatore nei crediti deteriorati.
Sospesa anche Antares Vision Group che ha dato mandato a Mediobanca per rinegoziare le condizioni del debito: al 31 dicembre 2023, la posizione finanziaria netta preliminare della società era pari a circa 101 milioni, oltre alle attese di 90-95 milioni per effetto del ritardo nell'incasso di alcuni crediti (attribuibili anche ai ricavi L5 2 della controllata statunitense rfxcel) e del mancato perfezionamento di talune operazioni di factoring pro-soluto relative ad Antares Vision, originariamente previste entro la fine dell'esercizio 2023. Infine, Safilo che con Aeffe ha rinnovato in anticipo il contratto di licenza globale per le collezioni eyewear di Moschino e Love Moschino fino a dicembre 2033 si limita a un +0,05% a 0,971 euro.
Il future sull’EuroStoxx50 accelera al ribasso (-0,65% alle 08:20) dopo che l'inflazione tedesca (dato finale) è salita a dicembre al 3,8%, +0,1% rispetto al mese precedente, confermando i dati preliminari. Il tasso di inflazione medio annuo dovrebbe attestarsi nel 2023 a +5,9%. Mentre in Gran Bretagna il tasso di disoccupazione Ilo a novembre è risultato stabile al 4,2%. Dopo questi dati, l’euro si conferma in calo dello 0,31% a 1,091 dollari. La Bce renderà noti alle 10 i risultati dell'indagine sulle aspettative dei consumatori nel mese di novembre. L'indagine aveva mostrato nella precedente edizione una stabilizzazione delle aspettative sull'inflazione.
Le recenti dichiarazioni di alcuni esponenti della Bce hanno raffreddato le attese di un imminente taglio dei tassi. Ieri, 15 gennaio, il consigliere Joachim Nagel ha detto che le discussioni su eventuali tagli dei tassi sono giunte troppo presto aggiungendo che l'inflazione è ancora troppo alta, mentre il collega Robert Holzmann ha invitato a non sperare in un taglio dei tassi quest'anno. Nel pomeriggio alle 17 l'attenzione si sposterà sulle parole dell'esponente della Fed Waller. A novembre del 2023, ricorda Reuters, fu proprio un suo intervento - che lasciava intravedere un ciclo di allentamento monetario nel caso di un raffreddamento dell'inflazione - a dare il via al considerevole calo dei rendimenti sul mercato obbligazionario globale.
Le borse europee sono attese in calo in avvio di seduta. Il future sull’EuroStoxx50 scende dello 0,51%. Oggi, 16 gennaio, riapre Wall Street dopo la chiusura per festività. I futures flettono (-0,34% quello sul Dow Jones e -0,36% quello sull’S&P500. Mentre il rendimento del Treasury Usa a dieci anni sale al 4% e quello del Btp 10 anni al 3,77%. In campo valutario, l’euro scende dello 0,27% a 1,091 dollari. C’è attesa per la riunione dell'Ecofin a cui partecipa il vicepresidente della Banca Centrale Europea, Luis de Guindos (Bce), sul tavolo i lavori del semestre europeo 2024, l'aggressione all'Ucraina e la riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali del G20 di fine febbraio in Brasile, ma anche per il sondaggio della Bce sulle aspettative di inflazione dei consumatori (ore 10).
Donald Trump ha vinto a mani basse (con il 50,9% delle preferenze) la sfida per le primarie dei Repubblicani nell'Iowa, una delle tappe fondamentali in vista delle elezioni presidenziali di novembre. L’ex presidente degli Stati Uniti ha affermato in un discorso che è tempo che gli americani si uniscano e raddrizzino il mondo. «Penso davvero che questo sia il momento in cui tutti nel nostro Paese si uniscano. Vogliamo unirci, che siate repubblicani, democratici, liberali o conservatori, sarebbe così bello se potessimo unirci e raddrizzare il mondo, risolvere i problemi e trovare soluzione a tutta la morte e la distruzione a cui stiamo assistendo», ha detto Trump. Il governatore della Florida, Ron DeSantis, si è piazzato al secondo posto con il 21% delle preferenze e l'ex ambasciatrice americano alle Nazioni Unite, Nikki Haley, al terzo posto con il 19%. L'Iowa invierà 40 delegati alla Convention nazionale repubblicana, in programma dal 15 al 18 luglio a Milwaukee, nel Wisconsin. Alla convention voteranno complessivamente 2.500 persone. Per ottenere la nomina presidenziale del partito repubblicano, un candidato ha bisogno dei voti di 1.215 delegati.
Dal fronte macro focus, oltre che sul sondaggio Bce sull’inflazione, alle 8 sul tasso di disoccupazione Ilo a novembre della Gran bretagna (precedente: 4,2%) e sull’inflazione a dicembre finale della Germania (preliminare: +0,1% mese su mese, +3,7% anno su anno; consenso: +0,1% mese su mese, +3,7% anno su anno). Sempre dalla Germania ma alle 11 è in agenda l’indice Zew, che sintetizza l'opinione di 350 esperti sul futuro dell'economia tedesca, di gennaio (precedente: 12,8 punti; consenso: 12,9 punti). Alle 14:30 dagli Stati uniti arriva l’indice Empire Manufacturing a gennaio (precedente: -14,5 punti; consenso: -7,1 punti), alle 14:55 l’indice settimanale Redbook (precedente: +5,9% anno su anno).
Tra le materie prime si registrano vendite sia sul petrolio (-0,15% a 72,50 dollari al barile il Wti e -0,04% a 78,12 dollari al barile il Brent) sia sull’oro (-0,30% a 2.052 dollari l’oncia). «Il comparto energia continua a essere al centro dell'attenzione alla luce della situazione in Medio Oriente ancora molto fluida. Nonostante le tensioni, non ci sono al momento però danni al flusso di offerta, per cui i movimenti di spike al rialzo sono contenuti e di breve durata», affermano gli strategist di Mps. Nel frattempo gli speculatori «hanno leggermente aumentato le posizioni nette lunghe aggregate (greggio europeo e americano) che, tuttavia, continuano a restare su livelli storicamente bassi. Il recente massimo a 81,70 dollari al barile rappresenta il livello principale di riferimento. Al ribasso il supporto statico principale si colloca a 72,29 dollari al barile, la cui rottura potrebbe portare le quotazioni a calare fino al successivo collocato a 69,28 dollari al barile».
Sul listino milanese è da monitorare Saipem, perché è stato avviato il 15 gennaio il programma di acquisto di azioni ordinarie per un numero massimo di 29,5 milioni azioni da destinare a servizio dell`attribuzione 2023 del piano di incentivazione variabile di lungo termine 2023-2025 della società, ma anche Eni visto che, come scrive Mf-Milano Finanza, l’ultimo bollettino Idrocarburi del Mase (ministero dell'Ambiente) riporta che a dicembre ci sono stati 11 provvedimenti di revoca totale, sette dei quali riguardano le attività di esplorazione del Cane a Sei Zampe, e cinque di revoca parziale, per un totale di 16 permessi di ricerca di gas.
Inoltre, su Banco Bpm è intervenuta JP Morgan tagliando il rating a underweight (target price a 4,50 euro) e su Generali Citi, alzando il giudizio a buy (target price a 21,97 euro). Infine, attenzione ancora a doValue, crollato alla vigilia del 21% dopo la riscrittura dei conti dei primi nove mesi del 2023 per la svalutazione delle attività spagnole e il warning sui ricavi di fine anno per gli scioperi nei tribunali greci. Si allontana l’ipotesi di acquisire Gardant, che intanto ha rilevato gli npl di Bper, diventando il terzo operatore nei crediti deteriorati.
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