Ennesima giornata di rialzi per le borse europee: Piazza Affati termina la seduta in rialzo dello 0,4% viaggiando verso quota 30 mila (a 29.466 punti). Sale anche Francoforte (+0,86%) e Parigi (+0,4%). Segni più diffusi anche a Wall Street dopo che viaggia in frazionale rialzo dopo che i prezzi alla produzione Usa hanno confermato il rallentamento dell’inflazione. Nella convinzione che le banche centrali siano adesso dirette verso la riduzione dei tassi di interesse hanno continuato a scendere i rendimenti obbligazionari: il Btp decennale scende al 4,43% con lo spread in calo a 180 punti. L’euro resta a quota 1,08 contro il dollaro intanto.
Le borse europee restano in rialzo in scia anche all’apertura positiva di Wall Street dove il Dow Jones segna un +0,2%, l’S&P un +0,3% e il Nasdaq un +0,33%. Gli investitori continuano a scommettere nella fine della stretta monetaria, anche se in Europa le stime che sono giunte dalla Commissione Ue su pil e inflazione restano poco incoraggianti. L’euro perde terreno intanto contro il dollaro ma resta agganciato a quota 1,08. In campo obbligazionario il rendimento del Treasury decennale sale leggermente al 4,5%, mentre nel Vecchio continente resta in calo al 4,4% il Btp decennale e il Bund al 2,64% e lo spread in calo a quota 180 punti.
A Piazza Affari brillano Stm +5,37% e Iveco +2,76%, salgono anche Cnh +0,87%, Interpump +0,46%, Pirelli +0,2%. Bene anche Saipem, che rimbalza a +2,25% dopo i cali di ieri e nonostante i ribassi di prezzo del petrolio di oggi, che invece impatta negativamente Eni (-0,39%) e Saras (-0,42%). Erg, dal canto suo, mette a segno un +0,56% continuando il rally iniziato ieri dopo la presentazione dei conti, forte dell'aumento dei volumi di produzione. Denaro anche su A2A (+1,26% a 1,885 euro) dopo la trimestrale. Tra i titoli in calo, El.En cede l’8,08% in chiusura. Segno meno anche su Marr (-3,15%) che, nonostante risultati trimestrali che Equita definisce solidi, ha registrato un fatturato e un utile netto sotto le attese, portando a una revisione al ribasso delle stime a fine 2023 e 2024. Rating buy confermato ma target ridotto del 6% a 14,5 euro.
Con i futures di Wall Street che si confermano in territorio positivo (+0,27% quello sul Dow Jones e +0,37% quello sull’S&P500), le borse del Vecchio Continente continuano a salire: il Dax guadagna lo 0,65%, il Cac40 lo 0,44%, il Ftse100 l’1,01% e il Ftse Mib lo 0,46% a 29.479 punti alle 14:45. Scattano in avanti ora tra le blue chip anche Ferrari (+1%) e Saipem (+2,59%), questa grazie al nuovo contratto. Il rendimento del T Bond risale al 4,49% dopo che i prezzi alla produzione per la domanda finale negli Stati Uniti sono scesi a sorpresa dello 0,5% a livello mensile a ottobre (+0,1% mese su mese la stima del consenso). Sempre a ottobre, i prezzi alla produzione core sono rimasti invariati a livello mensile (+0,2% mese su mese la stima del consenso). Ieri, 14 novembre, i prezzi al consumo Usa, con l'inflazione di fondo al 4%, il minimo da due anni, hanno fatto recedere i trader dalle scommesse su un eventuale nuovo rialzo dei tassi. I futures sui Fed fund ora indicano un primo taglio dei tassi statunitensi a maggio.
I mercati azionari europei si rafforzano (+0,65% il Dax, +0,60% il Cac40, +1,01% il Ftse100 e +0,53% a 29.501 punti il Ftse Mib alle 13:35 grazie ai progressi superiori a due punti percentuali di Bper Banca, Stm, Erg, Iveco e Moncler) al giro di boa anche se l’economia dell'Ue ha perso slancio, come ha osservato il commissario europeo per l'Economia, Paolo Gentiloni. «Il Pil reale è cresciuto pochissimo nei primi tre trimestri dell'anno, nei prossimi trimestri, però, prevediamo una ripresa della crescita perché riprenderanno i consumi con l'aumento dei salari reali e continueranno anche gli investimenti», ha affermato Gentiloni, nella conferenza stampa di presentazione delle previsioni economiche d'autunno, aggiungendo che l'inflazione è calata rapidamente dalla primavera e si prevede che continuerà a scendere. Resta forte il mercato del lavoro, che è il motore principale di queste previsioni. Ma i rischi di crisi e l'incertezza aumentano alla luce delle tensioni geopolitiche.
A proposito di inflazione, a ottobre, l’Ipc degli Stati Uniti è stato leggermente inferiore alle attese, con l’inflazione core in aumento dello 0,2% a livello mensile e del 4% a livello annuale; le previsioni del consenso erano, invece, rispettivamente, dello 0,3% e del 4,1%. «Naturalmente, da qui alla prossima riunione della Fed arriveranno altri dati, di cui un altro sull’inflazione, ma ritengo che servirebbe una serie di dati più consistenti, un vero e proprio cambio di direzione, per convincere la Fed a un nuovo rialzo. I risultati di ieri vanno invece nella direzione opposta e dovrebbero aumentare la fiducia del mercato nel fatto che la Fed abbia finito di aumentare i tassi in questo ciclo, come mi aspetto avvenga», prevede Eric Winograd, Senior VP e US Economist di AllianceBernstein.
La risposta politica a questi progressi graduali sarà quindi un periodo prolungato di tassi elevati e se da Washington potrebbero anche aver smesso con i rialzi, un taglio dei tassi sembra ancora lontano. «Non è necessario che l’inflazione scenda al 2% prima che la Fed possa permettersi di tagliarli, ma è necessario che vi si avvicini molto di più. Non mi aspetto che ciò possa accadere prima della seconda metà del prossimo anno», precisa Winograd. I futures di Wall Street sono positivi (+0,35% quello sul Dow Jones e +0,42% quello sull’S&P500) con il rendimento del T-Bond a 10 anni in ripresa al 4,478% (al 4,4% quello del Btp 10 anni).
Gli indici europei si mantengono in frazionale rialzo dopo le nuove stime della Commissione Europea. Francoforte guadagna lo 0,54%, Parigi lo 0,52%, Londra lo 0,87% e Milano lo 0,45% a 29.477 punti, sempre sostenuto dalle banche come Mps e Bper Banca, poi da Erg, Moncler e Stm, con il rendimento del Btp 10 anni al 4,397% e lo spread con il Bund pressoché stabile a quota 179,6 punti base. La Commissione Europea ha rivisto al rialzo la previsione di inflazione nell’area euro per il 2024 al 3,2%, in rallentamento rispetto al 5,6% atteso sul 2023. Anche così resterebbe al di sopra dell’obiettivo perseguito dalla Bce che punta a una inflazione media dell’area euro al 2% simmetrico.
Per quanto riguarda l’Italia Bruxelles ha rivisto al rialzo la previsione sull’inflazione di quest’anno al 6,1%, all’opposto ha ridotto al 2,7% la previsione sul carovita del prossimo anno. Nel frattempo, a settembre 2023 il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 3,8 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.844,2 miliardi, secondo le stime di Banca d’Italia.
Le Borse europee consolidano i rialzi (+0,50% il Dax, +0,64% il Cac40, +0,97% il Ftse100 e +0,43% a 29.469 punti il Ftse Mib alle 10:25, sostenuto da Azimut, DiaSorin, Campari, Erg, Moncler e Stm) con l'inflazione che ha rallentato anche in Francia e in Italia a ottobre. L'indice dei prezzi al consumo francese è aumentato del 4% su base annua a ottobre dopo il 4,9% visto a settembre, mentre su base mensile è cresciuto dello 0,1% dopo lo 0,5% di settembre, confermando le stime iniziali. È il risultato del forte rallentamento dei prezzi dell'energia in termini tendenziali e del continuo rallentamento dei prezzi dei prodotti alimentari e manifatturieri.
Anche in Italia a ottobre l'indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato una diminuzione dello 0,2% su base mensile e un aumento dell'1,7% su base annua, rispetto al +5,3% del mese precedente. La stima preliminare dell’Istat indicava una flessione congiunturale dello 0,1% e un +1,8% su base annua. Si tratta, ha sottolineato l'Istat, di un dato che non si registrava da luglio 2021 (+1,9%). Anche in questo caso la drastica discesa del tasso di inflazione si deve in gran parte all'andamento dei prezzi dei beni energetici, in decisa decelerazione tendenziale a causa dell'effetto statistico derivante dal confronto con ottobre 2022, quando si registrarono forti aumenti dei prezzi del comparto.
Dopo questi dati macro, l’euro storna sul dollaro statunitense dello 0,24% a 1,085. Ieri, 14 novembre, il biglietto verde ha avuto la sua peggior sessione in un anno, con l'indice che misura le sue prestazioni contro un paniere di altre importanti valute che è sceso di oltre il 1,5% martedì. «L’improvvisa debolezza del dollaro è stata innescata dalla pubblicazione dei dati sull'inflazione negli Stati Uniti a ottobre, che è risultata più soft del previsto e ha comportato un aumento delle scommesse secondo cui il ciclo di rialzo della Fed è ora veramente terminato», spiega Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades. «Le aspettative di un taglio dei tassi in anticipo sono aumentate, con circa il 50% dei partecipanti al mercato che crede che ciò accadrà prima di giugno. L'impatto sui mercati è stato immediato. Gli investitori si sono preparati alla prospettiva di tassi più bassi, acquistando titoli del tesoro e causando un calo dei rendimenti, in una dinamica che ha accentuato la debolezza del dollaro. In questo contesto, la pubblicazione dei dati sugli indici dei prezzi alla produzione e sulle vendite al dettaglio degli Stati Uniti più tardi oggi sarà al centro dell'attenzione degli investitori».
Borse europee positive in avvio di seduta. Il Dax segna un progresso dello 0,17%, il Cac40 dello 0,32%, il Ftse100 dello 0,79% e il Ftse Mib dello 0,18% a 29.396 punti con lo spread Btp/Bund poco mosso a 179,7. Ieri, 14 novembre, sui mercati è tornata l’euforia dopo il dato sull’inflazione Usa inferiore alle attese «che rafforza le aspettative di un taglio dei tassi nel corso del 2024», spiega Fabrizio Barini di Integrae sim. «Lo dimostra il balzo dell’indice Russel 2000 che riunisce le small cap statunitensi, +5%, miglior seduta dell’anno. Nel corso dell’ultimo anno l’indice perde ancora oltre il 5% considerato che le small cap sono l’asset class più esposta al rialzo dei tassi di interesse e alla recessione. Ma il movimento di ieri potrebbe essere un segnale di inversione di tendenza».
Anche Piazza Affari si è mossa in scia con le altre piazze finanziarie, +1,5%, superando di slancio la soglia di 29mila punti. Certo, avverte Barini, «una rondine non fa primavera, e da oggi alla prossima riunione della Fed del 20 dicembre arriveranno altri dati, di cui un altro sull’inflazione, ma servirebbe una serie di statistiche più consistenti, un vero e proprio cambio di direzione, per convincere la Fed a un nuovo rialzo. Attenzione, però, come ha ricordato Callie Cox, US market analyst di eToro, a ottobre si è assistito a un’improvvisa impennata dell’inflazione dei servizi, esclusi gli affitti. Questa è la misura che Jerome Powell ama sottolineare e sarebbe il principale argomento della Fed per mantenere i tassi più alti più a lungo, ma è solo un dato all’interno di un mare di altri elementi che dicono il contrario».
Sul listino milanese si distinguono Stm (+1,08% a 40,58 euro), Erg (+1,68% a 25,38 euro), fresca di conti, e Moncler (+1,44% a 52,2 euro). Subito dietro con un +0,72% a 6,97 euro Nexi, in trattativa per vendere asset italiani del valore di circa 800 milioni di euro al fondo infrastrutturale F2i Sgr. Non smette di salire DiaSorin (+0,68% a 91,62 euro), balzata di quasi il 7% il 14 novembre, dopo che il Tribunale di Milano ha assolto - "perché il fatto non sussiste" - l'ad, Carlo Rosa, e il presidente dell'ospedale San Matteo di Pavia, Alessandro Venturi, dall'imputazione di insider trading.
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Invece, A2A (+0,40% a 1,869 euro) ha chiuso i primi nove mesi del 2023 con un utile netto in crescita e ricavi in calo e ha alzato la guidance sul Mol del 2023. Inoltre, l’ad, Renato Mazzoncini, ha escluso che il dividendo 2023 possa scendere rispetto a quello dell'anno precedente nonostante avesse una parte straordinaria e ha confermato lo stop alla crescita del gruppo attraverso acquisizioni.
Conti anche per Fincantieri, in rialzo del 2,99% a 0,552 euro, che ha chiuso i primi nove mesi del 2023 con ricavi pari a 5.383 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto ai primi nove mesi del 2022, e un ebitda in aumento a 276 milioni (172 milioni nello stesso periodo del 2022) con un ebitda margin al 5,1%. Il gruppo ha confermato la guidance 2023.
E se la Juventus (-0,39% a 0,2556 euro) ha rinnovato il contratto di Nicolò Fagioli fino al 30 giugno 2028, dopo che la Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) ha sospeso il centrocampista per sette mesi per violazione delle norme sulle scommesse, il cda di Technoprobe (-1,10% a 7,665 euro) ha approvato l'aumento di capitale riservato a Teradyne International Holding per un numero di azioni pari all'8,7% del capitale attuale.
Il future sull’Eurostoxx50 si porta verso la parità (+0,07%) alle 08:30 e la sterlina cala nei confronti dell’euro (cross euro/sterlina a 0,8713, +0,13%) dopo che l'inflazione annuale della Gran Bretagna è scesa a ottobre al 4,6%, al di sotto delle attese degli economisti al 4,8%, dal 6,7% di settembre. Si tratta del minor incremento da ottobre 2021. Anche l’inflazione core annuale ha rallentato al 5,7% dal 6,1%.
Una notizia positiva per il premier britannico, Rishi Sunak, che ha promesso di dimezzare la crescita dei prezzi quest'anno prima delle elezioni del 2024, con i sondaggi che suggeriscono che il partito conservatore sia destinato a perdere. Nonostante il calo dell’inflazione, la BoE ha più volte detto che non è vicina a tagliare i tassi d'interesse dai massimi degli ultimi 15 anni, anche se l'economia è in stallo.
Borse europee attese in leggero rialzo in avvio di seduta dopo la volata della vigilia in scia al rallentamento dell’inflazione statunitense. Il future sull’Eurostoxx50 sale, ma solo dello 0,09%. Anche i futures di Wall Street viaggiano in territorio positivo: +0,19% quello sul Dow Jones e +0,25% quello sull’S&P500 con il dollaro che resta forte nei confronti dell’euro (cross euro/dollaro a 1,087, -0,05%).
Ieri, 14 novembre, l’inflazione Usa anno su anno di ottobre, pari al 3,2%, è risultata in ulteriore raffreddamento rispetto alle attese (3,3%) e rispetto a settembre (+3,7%), confermando il graduale avvicinamento della crescita dei prezzi all’obiettivo della Fed. La seconda lettura del Pil del terzo trimestre del 2023 dell’Europa, pari a -0,1% trimestre su trimestre, è risultato in linea con le attese e in contrazione rispetto al secondo trimestre del 2023 (+0,2%). Mentre l’indice Zew di novembre è risultato decisamente più elevato delle attese (9,8 punti contro 5 punti di stimati e -1,1 di ottobre).
«Gli investitori continuano a credere che la Fed abbia probabilmente smesso di alzare i tassi e che l’economia sia sulla buona strada per un atterraggio morbido», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim. «L’idea è che con la potenziale conclusione del ciclo di inasprimento, l’economia potrebbe rallentare quel tanto che basta perché l’offerta e la domanda di lavoratori raggiungano l’equilibrio, ma non così tanto da bloccare la domanda dei consumatori e portare a un’ondata di licenziamenti e a una conseguente recessione. Sulla scia di questa convinzione, le azioni hanno ora registrato una seconda settimana consecutiva di guadagni e i rendimenti obbligazionari sono rimasti ben al di sotto dei recenti massimi». Il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,43% e quello del Btp 10 anni al 4,398%.
Nell’agenda macro alle 10 è prevista l’inflazione dell’Italia a ottobre (stima 1,8% contro 5,3% di settembre). Seguirà la produzione industriale mese su mese di settembre dell’Europa (stima -0,6% contro +0,6% di agosto). Invece, alle 14:30 usciranno le vendite al dettaglio negli Stati Uniti a ottobre (stima -0,1% mese su mese contro +0,7% di settembre).
Tra le materie prime, salgono sia i prezzi del petrolio salgono (Wti +0,60% a 78,61 dollari al barile e Brent +0,49% a 82,86 dollari al barile) sia quelli dell’oro (+0,23% a 1.970 dollari l’oncia). L'Aie ha alzato le previsioni di crescita della domanda di petrolio per quest'anno e per il prossimo, nonostante il previsto rallentamento della crescita economica in quasi tutte le principali economie. Le stime sono state alzate a 2,4 milioni di barili al giorno da 2,3 milioni di barili al giorno. Per il 2024 la previsione è stata alzata a 930.000 da 880.000 barili al giorno.
Sul listino milanese attenzione a Nexi in trattativa per vendere asset italiani del valore di circa 800 milioni di euro al fondo infrastrutturale F2i Sgr. Ancora a DiaSorin, salita di quasi il 7% il 14 novembre in borsa, dopo che il Tribunale di Milano ha assolto - "perché il fatto non sussiste" - l'ad, Carlo Rosa, e il presidente dell'ospedale San Matteo di Pavia, Alessandro Venturi, dall'imputazione di insider trading.
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Invece, A2A ha chiuso i primi nove mesi del 2023 con un utile netto in crescita e ricavi in calo e ha alzato la guidance sul Mol del 2023. Inoltre, l’ad, Renato Mazzoncini, ha escluso che il dividendo 2023 possa scendere rispetto a quello dell'anno precedente nonostante avesse una parte straordinaria e ha confermato lo stop alla crescita del gruppo attraverso acquisizioni.
Conti anche per Fincantieri che ha chiuso i primi nove mesi del 2023 con ricavi pari a 5.383 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto ai primi nove mesi del 2022, e un ebitda in aumento a 276 milioni (172 milioni nello stesso periodo del 2022) con un ebitda margin al 5,1%. Il gruppo ha confermato la guidance 2023.
E se la Juventus ha rinnovato il contratto di Nicolò Fagioli fino al 30 giugno 2028, dopo che la Federazione Italiana Gioco Calcio (Figc) ha sospeso il centrocampista per sette mesi per violazione delle norme sulle scommesse, il cda di Technoprobe ha approvato l'aumento di capitale riservato a Teradyne International Holding per un numero di azioni pari all'8,7% del capitale attuale. (riproduzione riservata)