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Chiusura delle borse europee - 14 dicembre

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Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude sopra la parità (+0,2%). Vendite sulle banche, balza Diasorin

14 dicembre 2023, 07:14 Ultimo aggiornamento: 18:01

Il mercato sconta un taglio dei tassi di 120 punti base nel 2024 da parte della Banca centrale europea ma da Lagarde non è arrivato alcun accenno alla riduzione del costo del denaro. Corre l’euro sul dollaro. Spread in calo a 168 punti | IL VIDEO | Il calendario macro di oggi | La Fed lascia i tassi invariati al 5,25-5,5%. Ma ora prevede tre tagli per il 2024

Le borse europee hanno portato a casa un’altra seduta positiva, nonostante la Bce abbia ampiamente confermato le aspettative lasciando i tassi invariati. A fare leggermente peggio è stata Francoforte (-0,07%), mentre Piazza Affari, Parigi e Madrid hanno chiuso la giornata segnando rispettivamente +0,2%, +0,6% e +0,57%.

Il sentiment è sostenuto da uno scenario più favorevole a un taglio dei tassi dopo le osservazioni «da colomba» della Fed di ieri, al termine della riunione con la quale ha lasciato, come da attese, i tassi di interesse invariati. Anche la Bce ha lasciato invariati i tassi, ma gli investitori si sono concentrati sui toni del discorso della Lagarde che, come previsto dagli analisti, non ha fatto riferimento a una discussione sul taglio dei tassi. A scontare la fine della stretta e l’avvicinamento dei tagli dei tassi sono state le banche che hanno segnato notevoli cali, soprattutto a Milano. Ne beneficiano invece spread, scende sotto quota 170 punti a 168, e l’euro che corre contro il dollaro a quota 1,099. 

Ore 15:00 Milano resta fanalino di coda in Ue dopo l’avvio di Wall Street

Le Borse europee restano in rialzo dopo il nulla di fatto della Bce (ha confermato i tassi e ora i mercati prezzano un taglio di 120 punti base nel 2024), l’apertura positiva di Wall Street e i dati macro Usa. Francoforte sale dello 0,45%, Parigi dello 0,79% e Londra dell’1,38%. Fanalino di coda Milano con solo un +0,23% a 30.365 punti sempre a causa delle prese di profitto sui titoli bancari in vista dei tagli dei tassi in Eurozona. Rally, invece, di Cnh Industrial, DiaSorin, Amplifon e Tim.

Il rendimento del Treasury Usa 10 anni va sotto il 4%

Il rendimento del Treasury Usa scende al 3,9% dopo che negli Stati Uniti, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno richiesto i sussidi di disoccupazione, nella settimana terminata il 9 dicembre, è calato di 19.000 unità a 202.000 (seasonally adjusted). Le attese erano per un dato a 220.000. Il dato della settimana precedente è stato rivisto da +220.000 a +221.000. Viceversa, a sorpresa le vendite al dettaglio negli Stati Uniti a novembre sono salite dello 0,3% a 705,7 miliardi di dollari, rispetto al mese di ottobre. Gli economisti si attendevano un ribasso dello 0,1%. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, le vendite al dettaglio sono cresciute del 3,8%. Infine, i prezzi all'importazione a novembre sono scesi dello 0,4%, rispetto al mese precedente, è il secondo mese consecutivo di ribassi registrato da marzo 2023. Disattese le previsioni degli esperti che si attendevano un ribasso ma dello 0,8%.

Ore 14:20 Indice Ftse Mib in lieve rialzo dopo la Bce, pesano le banche. Spread sotto 170

Le Borse europee si confermano positive dopo che la Bce, come ampiamente previsto dagli economisti, ha lasciato i tassi di interesse invariati, tagliato le stime di inflazione 2024 e 2025 e previsto una riduzione del piano Pepp dalla seconda metà del 2024. Il Dax guadagna lo 0,61%, il Cac40 l’1,19%, il Ftse100 l’1,59%. Invece, il Ftse Mib si limita a un progresso dello 0,37% a 30.408 punti alle 14:20 frenato sempre dalle banche: Mps perde il 4,93%, Banco Bpm il 4,71%, Bper Banca il 6,49% e Unicredit il 3,84%.

Tim in evidenza nel giorno del cda

Di segno opposto Tim (+4,98%). Salvatore Rossi ha confermato che non intende candidarsi per un nuovo mandato come presidente del gruppo una volta che il cda andrà a scadenza l'anno prossimo. La decisione dovrebbe essere comunicata al cda di Tim di oggi, 13 dicembre chiamato anche a discutere il regolamento per stilare la lista del nuovo board.

Spread sotto 170 punti base

Lo spread Btp/Bund va sotto 170 a 168,30 e il rendimento del Btp 10 anni cala al 3,81%. Scende al 3,95% anche il rendimento del Treasury Usa 10 anni. Lo scenario prevalente sul mercato, anche alla luce delle indicazioni della Fed della vigilia, appare quello di un soft landing dell’economia americana che è già in parte prezzato dal mercato, ma che rimane favorevole per azioni e redditto fisso.

Ore 13:15 Londra la piazza migliore dopo il nulla di fatto della BoE. La sterlina sale

L’indice Ftse100 di Londra accelera al rialzo (+1,87% alle 13:15) dopo che la Bank of England, come ampiamente previsto dagli economisti, ha lasciato i tassi di interesse invariati al 5,25%. Dovrebbero restare fermi fino al secondo trimestre del prossimo anno. La stessa cosa dovrebbe fare la Bce. In attesa, l’euro avanza dello 0,33% a 1,093 dollari, mentre perde lo 0,09% nei confronti della sterlina e lo spread Btp/Bund resta sotto 172 a 171,5 punti base. Sul listino milanese (+0,34% a 30.398 punti l’indice Ftse Mib) corrono Amplifon, DiaSorin, alla vigilia della presentazione del piano industriale, e Tim. Restano in netto calo Unicredit, Banco Bpm, Bper Banca e Mps.

La Fed e le sfumature alle prospettive per il 2024

Ieri, 13 dicembre, la Federal Reserve ha tenuto l'ultima riunione sui tassi d'interesse del 2023, dove ha fatto una pausa per la terza volta consecutiva, lasciando che in molti si chiedessero se le tre pause significassero la fine del ciclo di rialzo dei tassi. «La Fed è consapevole che le recenti e considerevoli oscillazioni delle aspettative di mercato sui tagli dei tassi nel 2024 e 2025 non possono essere passate inosservate», sottolinea Mark Sherlock, Head of US Equities di Federated Hermes. «Le sfumature relative alle prospettive per il 2024 nel messaggio di accompagnamento alla riunione sono state particolarmente interessanti; la disinflazione si è mossa più rapidamente del previsto e mostra progressi verso gli impegni dichiarati di raggiungere un obiettivo del 2% o almeno la visibilità di un percorso di ritorno al 2% di inflazione». Alla luce dei commenti di Janet Yellen, secondo la quale l'inflazione sta gradualmente scendendo verso l'obiettivo, «ci auguriamo che siano chiariti alcuni fattori relativi al futuro quadro decisionale del Fomc. Forse un calendario o il riconoscimento di ulteriori fattori come il continuo allentamento delle condizioni finanziarie, l'evidenza del raffreddamento del mercato del lavoro e la conferma della traiettoria dell'inflazione», conclude Sherlock.

Ore 10:30 Il Ftse Mib perde smalto con Banco Bpm, Bper e Unicredit. Lo spread scende a 171

I mercati del Vecchio Continente consolidano il rialzo in attesa dell’esito delle riunioni di BoE e Bce. Il Dax sale dell’1,05%, il Cac40 dello 0,88%, il Ftse100 dell’1,8%. Più defilato il Ftse Mib, in rialzo solo dello 0,16% a 30.344 punti, frenato soprattutto da alcune banche come Mps (-2,28%), Banco Bpm (-4,11%), Bper (-4,09%) e Unicredit (-3,36%), anche se lo spread Btp/Bund è sceso a 171,4 punti base. Bene, invece, Stm, Prysmian, Moncler, Campari, Cnh Industrial, DiaSorin, Interpump e Fineco tutte in rialzo di oltre due punti percentuali.

Rallenta l’inflazione in Spagna

Mentre in campo valutario l’euro accelera al rialzo sul dollaro (+0,36% a 1,091) in attesa dei dati macro Usa e dopo che l'inflazione armonizzata spagnola, nella lettura finale di novembre, è calata dello 0,5% a livello mensile mentre è salita del 3,3% su base annuale. I dati sono leggermente al di sopra della lettura preliminare: -0,6% mese su mese e +3,2% anno su anno.

La Banca nazionale svizzera lascia invariati i tassi all'1,75%, la banca centrale della Norvegia li alza al 4,5%

Mentre dal fronte banche centrali la Banca nazionale svizzera ha lasciato invariati i tassi all'1,75%. «La pressione inflazionistica», spiega la Swiss National Bank, «è leggermente diminuita nell'ultimo trimestre. Tuttavia, l'incertezza rimane alta. La Banca nazionale continuerà pertanto a monitorare l'evoluzione dell'inflazione attentamente e, se necessario, adeguerà la propria politica monetaria per garantire che l'inflazione rimanga entro i limiti coerenti con la stabilità dei prezzi nel medio termine». Invece, la banca centrale della Norvegia ha alzato i tassi dal 4,25% al 4,5%.

Ore 09:05 Ftse Mib in netto rialzo in scia a Wall Street. Cosa aspettarsi da Bce e BoE

Borse europee in netto rialzo in avvio di seduta in scia a Wall Street. Francoforte guadagna l’1,08%, Parigi l’1,27%, Londra l’1,29% e Milano lo 0,99% a 30.595 punti. In una giornata che vede molte tra le principali banche centrali europee riunite per decidere sui tassi di interesse, la Bce dovrebbe optare per lasciarli invariati. L’annuncio è atteso alle 14:15, mezz’ora dopo prenderà la parola la presidente, Christine Lagarde.

Quando Bce e BoE taglieranno i tassi
 

Secondo un sondaggio Reuters pubblicato la scorsa settimana, Francoforte inizierà a tagliare i tassi nel secondo trimestre del 2024. I mercati prezzano la possibilità di un primo taglio da un quarto di punto percentuale già a marzo, per una riduzione complessiva di 100 pb nel corso del prossimo anno. La Bce - che probabilmente ridurrà le sue previsioni su crescita e inflazione - si troverà in una posizione scomoda nel tentativo di temperare le speculazioni su tagli imminenti e difendere la sua guidance secondo cui i tassi rimarranno sugli attuali livelli per i prossimi due trimestri. Importanti anche eventuali riferimenti a una fine anticipata sui reinvestimenti in ambito Pepp. Alla fine del mese scorso Lagarde ha detto che questo dibattito sarebbe potuto iniziare «in un futuro non così distante». Prima della Bce si esprimerà la Bank of England . Anche in questo caso gli economisti si attendono tassi invariati al 5,25%. Dovrebbero restare fermi fino al secondo trimestre del prossimo anno. 

Lo spread scende a 172 e il rendimento del Btp 10 anni resta sotto il 4%

In attesa dell’esito delle due riunioni di Bce e BoE e dopo quella della Fed (ha confermato, come da attese, i tassi d'interesse al 5,25%-5,50%), lo spread Btp/Bund scende a 172,20 punti base e il rendimento del Btp 10 anni cala al 3,77%. Ieri 13 dicembre il Tesoro ha collocato 6 miliardi di euro di Btp con rendimenti in netta discesa. Nel dettaglio, ha collocato 3 miliardi di Btp a 3 anni (scadenza 15-09-2026) a un rendimento del 3,24%, in calo di 51 punti base rispetto alla precedente asta, e 3 miliardi di Btp a 7 anni (scadenza 15-11-2030) a un rendimento del 3,63%, in calo di 44 punti base rispetto alla precedente asta.

A Milano in evidenza Tim, rally di Brunello Cucinelli e Ovs

Sul listino milanese Leonardo segna un -0,48% a 14,36 euro. Di concerto con il Ministero della Difesa italiano, la società ha siglato con il consorzio franco-tedesco Knds un'alleanza strategica con l'obiettivo di creare un gruppo di difesa europeo e rafforzare la collaborazione nel campo dell’elettronica terrestre. Invece, Tim passa di mano a 0,255 euro (+2,37%) dopo che Salvatore Rossi ha confermato che non intende candidarsi per un nuovo mandato come presidente del gruppo una volta che il cda andrà a scadenza l'anno prossimo. Oggi, 14 dicembre, secondo una fonte, lo comunicherà al cda, chiamato a discutere del regolamento per stilare la lista del nuovo consiglio. Tra i possibili candidati alla successione ci sono il presidente di Fondazione Crt, Fabrizio Palenzona, l'attuale consigliere e presidente di Asstel, Massimo Sarmi, e l'ex ministro delle Finanze, Vittorio Grilli, ora a JP Morgan. Mentre venerdì Vivendi dovrebbe depositare presso il Tribunale di Milano l'impugnativa contro la decisione del cda di Tim di vendere la rete fissa senza passare dall'assemblea.

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Nel settore del lusso Brunello Cucinelli balza del 6,19% a 87,45 euro dopo aver nuovamente alzato le stime di fatturato per fine anno, visto ora in crescita del 22-23% a cambi correnti a oltre 1,1 miliardi di euro, con una marginalità e un utile "molto importanti". Invece, Ovs (+6,11% a 2,152 euro) ha chiuso il terzo trimestre al 31 ottobre con vendite nette per 367,6 milioni di euro, in calo del 3,5%, con una flessione "molto rilevante" nelle quattro settimane da metà settembre a metà ottobre a causa di temperature sopra la media. Da metà ottobre, con la normalizzazione del clima, è però iniziato un andamento positivo delle vendite, che porta a prevedere per il quarto trimestre risultati in crescita con un ebitda per l'intero esercizio visto in leggero miglioramento rispetto al 2022.

Ore 07:40 Europa attesa in netto rialzo in scia a Wall Street nel giorno della Bce e della BoE

Borse europee attese in netto rialzo, con Wall Street salita per il quarto giorno consecutivo e il Dow Jones che ha segnato un nuovo record, nel giorno della Bce e della BoE. Il future sull’Eurostoxx50 sale dell’1,15%. «Ci aspettiamo una Bce attendista, con l’annuncio di un orientamento neutrale e l'inizio delle discussioni per rivalutare la politica monetaria sulla base delle nuove proiezioni macroeconomiche», afferma Patrick Barbe, Head of European Investment Grade Fixed Income di Neuberger Berman. «La Bce dovrebbe rimanere cauta, affermando che il rischio di inflazione non è superato, ma che vi sono più possibilità di tagliare i tassi che di aumentarli l'anno prossimo».

Attesi tassi invariati da Bce e BoE

Le discussioni dovrebbero riguardare la politica dei tassi e la fine anticipata del Pepp. Le nuove proiezioni della Bce sulla crescita e sull'inflazione dovrebbero essere il risultato principale di questa riunione. Le precedenti previsioni prevedevano un aumento dei prezzi dell'energia per l'inverno e, a lungo termine, un'inflazione superiore all'obiettivo massimo della Bce del 2%. «Ci aspettiamo che possa evolvere verso il basso. Il tasso di riferimento della Bce ha raggiunto il 4%, il livello più alto dalla nascita dell'Eurozona», indica Barbe, spiegando che la Bce vuole assicurarsi che il balzo dell'inflazione globale non si propaghi all'inflazione domestica attraverso un forte aumento dei salari. «Questo rischio sembra diminuire in modo significativo, il che implica che la Bce dovrebbe tornare a una normale politica monetaria restrittiva corrispondente a una crescita economica potenziale intorno al 3%. Inoltre, il rischio di una recessione prolungata potrebbe comportare ulteriori tagli al di sotto della soglia del 3%».

I tagli dei tassi da parte della Fed non cominceranno prima di giugno/luglio del 2024

Scambiano in territorio positivo anche i futures di Wall Street (+0,24% quello sul Dow Jones e +0,25% quello sull’S&P500) dopo che ieri, 13 dicembre, la Fed ha lasciato invariati i tassi di interesse, come era nelle attese dei mercati, mantenendo l’intervallo obiettivo dal 5,25% al 5,5%. «Ora l’attenzione dei mercati si è sposta sulle previsioni per i tagli dei tassi che, male che vada, dovrebbero essere tre secondo le nostre previsioni», afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim. «Tagli che dovrebbero cominciare non prima di giugno/luglio prossimi. Powell ha ammesso che gli sforzi della banca centrale per raffreddare l’inflazione hanno iniziato a prendere piede, anche se ha ribadito che c’è ancora molto da fare. Molto buono, ha continuato Powell, che l’inflazione sia scesa dai suoi massimi e ciò sia avvenuto senza un aumento significativo della disoccupazione. La narrazione della Fed continua a essere quella che vede l’inflazione ancora troppo alta, ma non poteva essere diversamente».

Altri dati macro Usa importanti in uscita

Serie di dati macro Usa importanti in uscita alle 14:30: vendite al dettaglio mese su mese a novembre (stima -0,1%, invariata rispetto a ottobre) e richieste di sussidi settimanali alla disoccupazione (stima 223mila contro 220mila della scorsa settimana). Il 13 dicembre i dati arrivati dall’Europa sono stati più deboli del previsto, rafforzando la convinzione che il Vecchio Continente stia scivolando velocemente verso una recessione: la produzione industriale mese su mese di ottobre è scesa dello 0,7% (-0,2% atteso e -1% in settembre) che porta il dato annuale a -6,6% (4,6% atteso e -6,8% in settembre). E prezzi alla produzione Usa mese su mese di novembre leggermente inferiori alle aspettative (zero contro +0,1% atteso) che rimangono invariati rispetto a ottobre, quando avevano subito una flessione dello 0,4%.

Euro sopra 1,09 dollari

In attesa dei dati macro, l’euro corre come la vigilia e sale sale dello 0,27% a 1,09014. Acquisti anche sull’oro (+2,61% a 2.049 dollari l’oncia), meno sui prezzi del petrolio: il Wti guadagna lo 0,48% a 69,80 dollari al barile e il Brent lo 0,58% a 74,69 dollari al barile.

A Milano focus su Leonardo, Tim, Brunello Cucinelli e Ovs

Sul listino milanese attenzione a Leonardo che, di concerto con il Ministero della Difesa italiano, ha siglato con il consorzio franco-tedesco Knds un'alleanza strategica con l'obiettivo di creare un gruppo di difesa europeo e rafforzare la collaborazione nel campo dell’elettronica terrestre, e a Tim dopo che Salvatore Rossi ha confermato che non intende candidarsi per un nuovo mandato come presidente del gruppo una volta che il cda andrà a scadenza l'anno prossimo. Oggi, 14 dicembre, secondo una fonte, lo comunicherà al cda, chiamato a discutere del regolamento per stilare la lista del nuovo consiglio. Tra i possibili candidati alla successione ci sono il presidente di Fondazione Crt, Fabrizio Palenzona, l'attuale consigliere e presidente di Asstel, Massimo Sarmi, e l'ex ministro delle Finanze, Vittorio Grilli, ora a JP Morgan. Mentre venerdì Vivendi dovrebbe depositare presso il Tribunale di Milano l'impugnativa contro la decisione del cda di Tim di vendere la rete fissa senza passare dall'assemblea.

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Nel settore del lusso Brunello Cucinelli ha nuovamente alzato le stime di fatturato per fine anno, visto ora in crescita del 22-23% a cambi correnti a oltre 1,1 miliardi di euro, con una marginalità e un utile "molto importanti". Invece, Ovs ha chiuso il terzo trimestre al 31 ottobre con vendite nette per 367,6 milioni di euro, in calo del 3,5%, con una flessione "molto rilevante" nelle quattro settimane da metà settembre a metà ottobre a causa di temperature sopra la media. Da metà ottobre, con la normalizzazione del clima, è però iniziato un andamento positivo delle vendite, che porta a prevedere per il quarto trimestre risultati in crescita con un ebitda per l'intero esercizio visto in leggero miglioramento rispetto al 2022.

(riproduzione riservata)



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