Il Ftse Mib chiude a 33.885,43 punti, in rialzo dello 0,39%, dopo aver toccato i 34.000 punti nel corso della seduta. Il listino milanese è stato trainato da Leonardo, che ha guadagnato il 3,45%, Azimut (+3%), Eni (+2%) e Intesa Sanpaolo (+1,3%). In calo invece Erg, che ha ceduto il 4,9%, A2a (-2,6%), Stm (-1,9%) e Stellantis (-1,3%). Spread btp/bund ancora in discesa a 123 punti alle 17:30 di mercoledì 13 marzo.
I mercati del Vecchio Continente restano in rialzo al giro di boa (Dax +0,11%, Cac40 +0,79%, Ftse100 +0,27% e Ftse Mib +0,71% a 33.994 punti alle 15:20) con lo spread Btp/Bund in calo a 124,5 punti base. Leonardo e Azimut sono le migliori blue chip con +3,75% e +2,18%, mentre restano in rosso Erg (-3,58%), Stm (-1,2%), e Tim (-0,71%).
Wall Street è contrastata. Il Dow Jones segna un +0,38% e l’S&P500 un -0,09%. Sul listino milanese i titoli bancari continuano a salire dopo che la Banca Centrale Europea ha detto che vuole togliere la liquidità gratuita alle banche, ma cercherà di farlo a un ritmo abbastanza lento da non sconvolgere il sistema finanziario o la creazione di credito, come mostrano i risultati dell'attesa revisione del quadro di riferimento.
I listini europei restano in frazionale rialzo (+0,01% il Dax, +0,60% il Cac40, +0,11% il Ftse100 e +0,69% a 33.968 punti il Ftse Mib con Leonardo, +4%, su cui BofA ha alzato il target price a 23 euro, ribadendo il rating buy, e le utilities su di giri, mentre Tim resta debole, -0,14%). I futures di Wall Street sono positivi (+0,14% il Dow Jones e +0,02% l’S&P500 alle 14:20). Il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,17% (al 3,60% quello del Btp 10 anni con lo spread con il Bund a 126,4 punti base). Gli operatori vedono ora il 66% di possibilità che il primo taglio dei tassi da parte della Fed avvenga a giugno, come mostra lo strumento FedWatch del CME. Intanto dal fronte macro è emerso che nella settimana all'8 marzo l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è cresciuto del 7,1%, dopo l'aumento del 9,7% della settimana precedente.
Tra le materie prime, mentre i prezzi del petrolio continuano a salire, quello del gas è stabile a quota 24,75 euro a MWh dopo che il governo tedesco ha approvato un accordo con Italia e Svizzera per la fornitura di gas tra i Paesi in caso di crisi di approvvigionamento. L’intesa estende un accordo già esistente tra Germania e Italia alla Svizzera, garantendo così il transito di gas tra gli altri due Paesi.
L’indice Ftse Mib accelera al rialzo (+0,59% a 33.951 punti) grazie ad Azimut (+2,14%) e Unicredit (+2,33%), mentre su Erg (-3,55) e Tim (-0,76%) imperversano le vendite. L’euro torna a rafforzarsi nei confronti del dollaro (+0,13% a 1,093) anche se la produzione industriale dell'Eurozona ha registrato una contrazione del 3,2% su base mensile a gennaio, dopo un aumento dell'1,6% rivisto al ribasso a dicembre. Il dato ha deluso nettamente il consenso degli economisti che si aspettavano una contrazione meno pronunciata, pari dell'1% mese su mese. Su base annua, la produzione industriale è scesa del 6,7%, dopo l'espansione dello 0,2%, rivista al ribasso.
Lo spread Btp/Bund scende ancora, a 126,37 punti base (minimo da gennaio 2022), dopo l’asta che ha visto tassi in calo soprattutto sulla scadenza a 7 anni. Il Tesoro ha assegnato 8,5 miliardi di euro, importo massimo, spalmati su quattro titoli. Il Btp febbraio 2027 è stato assegnato per 3 miliardi a un rendimento del 3,06%, minimo da gennaio, rispetto al 3,15% di metà febbraio. Il titolo febbraio 2031, collocato per altri 3 miliardi, ha visto un rendimento del 3,31%, minimo da luglio 2022 da confrontare con il 3,63% della precedente emissione a dicembre. Piazzati anche 1,25 miliardi nell'off-the-run marzo 2038 a un rendimento del 3,85% e ulteriori 1,25 miliardi nel titolo green ottobre 2031 con un tasso del 3,30%.
I listini europei si confermano in frazionale rialzo, tranne Francoforte, passata in territorio negativo (-0,03%). Parigi sale dello 0,35%, Londra dello 0,16% e Milano, la migliore, dello 0,43% a 33.898 punti grazie alla spinta di alcuni titoli finanziari come Azimut, Mps, Bper Banca e Unicredit, che guadagnano tutti oltre un punto percentuale. Restano sotto pressione Erg (-5,17%) e Tim (-1,7%). L’euro vira al ribasso sul dollaro a 1,091 (-0,04%). In Germania i prezzi dei beni all'ingrosso sono calati dello 0,1% su base mensile a febbraio, mentre sono scesi del 3% su base annua.
Borse europee in frazionale rialzo in avvio di seduta. Il Dax segna un +0,22%, il Cac40 un +0,23%, il Ftse100 un +0,11% e il Ftse Mib un +0,27% a 33.845 punti. Lo spread Btp/Bund scende a 127,39 punti base. La Banca centrale europea inizierà probabilmente a tagliare i tassi in primavera, tra aprile e giugno, poiché la «vittoria contro l'inflazione è in vista», ha detto il governatore della Banca di Francia e membro della Bce, Francois Villeroy de Galhau.
Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,57% all'indomani del rialzo dei rendimenti nella zona euro sulla scia dell’inflazione Usa, che ha visto i governativi italiani più resilienti della carta core. L'inflazione statunitense a febbraio si è mostrata più forte delle attese per il secondo mese consecutivo, suggerendo che la Fed - il cui meeting è in programma la prossima settimana - possa mantenere un approccio restrittivo più a lungo del previsto. La probabilità di un primo taglio dei tassi di interesse a giugno da parte dell'istituto centrale statunitense è del 70%. Mentre i mercati prezzano al momento circa 95 punti base di allentamento quest'anno da parte della Bce con una prima riduzione a giugno. Da tenere d'occhio anche l'intervento a un evento organizzato dal Politecnico di Milano del consigliere italiano, Piero Cipollone.
Intanto il Tesoro colloca fino a 8,5 miliardi di euro di quattro titoli: oltre all'off-the-run marzo 2038 e al titolo green ottobre 2031, saranno sul tavolo le riaperture dei Btp febbraio 2027 e febbraio 2031. Il 12 marzo in chiusura, segnala Reuters, i rendimenti dei due bond viaggiavano entrambi in calo rispetto al 3,15% e al 3,63% registrati rispettivamente nelle aste precedenti, con il tasso del 7 anni che si attestava sui minimi da luglio 2022. Attive sul primario anche la Germania che offre 4,5 miliardi di Bund febbraio 2034 e il Portogallo fino a 1,25 miliardi complessivi di bond 2031 e 2042.
L’euro segna un +0,03% a 1,092. Dal fronte macro il pil della Gran Bretagna è cresciuto dello 0,2% a gennaio dopo il -0,1% registrato a dicembre. Il dato è in linea con le previsioni degli economisti. Inferiore alle attese, invece, il dato sulla produzione industriale, scesa dello 0,2% dopo il +0,6% precedente. Le previsioni erano per una lettura piatta.
Sul listino milanese arretra dell’1,80% a 0,207 euro Tim, «un dossier molto complesso, ci stiamo lavorando», ha detto il 12 marzo la premier, Giorgia Meloni, evidenziando che il dossier è tornato sul suo tavolo, dopo l'accordo raggiunto dopo lunghe negoziazioni con il fondo americano Kkr per l'acquisizione della rete, operazione alla quale partecipa direttamente anche il Tesoro con oltre 2 miliardi di euro ma che deve ancora perfezionarsi.
Meglio Eni (+0,46% a 14,76 euro) che ha perfezionato l'accordo per la cessione a Perenco della partecipazione del colosso oil in alcuni permessi upstream in Congo, marginali rispetto alla strategia della società energetica nel Paese, dopo aver ottenuto l'autorizzazione delle autorità competenti. E se Italgas (+1% a 5,405 euro) guarda sempre a opportunità M&A, ma non c'è nulla sul tavolo al momento, come ha detto l'ad, Paolo Gallo, l’acquisizione dell'attività di distribuzione elettrica di Enel (+0,46% a 6,17 euro) in Lombardia da parte di A2A (+0,15% a 1,68 euro) prevede un finanziamento per il 50% coi nostri flussi di cassa e per il 50% con un meccanismo che prevede l'apertura del capitale dei singoli asset con quote di minoranza a investitori passivi che sono interessati a investire, come ha spiegato l’ad della multiutility, Renato Mazzoncini.
Invece, Erg cade del 5,81% a 23,68 euro dopo aver chiuso il bilancio 2023 con un risultato netto di gruppo adjusted in aumento a 226 milioni di euro e il cda ha proposto all’assemblea degli azionisti un dividendo di 1 euro per azione. Fresca di conti anche Tod’s (+0,05% a 43,02 euro) che ha archiviato il 2023 con un risultato netto pari a 50 milioni di euro, pari al 4,4% dei ricavi e più che doppio rispetto all'utile netto del 2022. In ottemperanza all'accordo quadro firmato in relazione all'opa lanciata il 10 febbraio scorso sulle azioni Tod's, il cda ha deciso di proporre all'assemblea di non deliberare la distribuzione di dividendi.
Da monitorare, infine, De’ Longhi (+4,40% a 33,7 euro) il cui cda ha deliberato di sottoporre all'assemblea la proposta di rinnovo dell'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie pari a massime 14.500.000 azioni ordinarie da nominali 1,50 euro cadauna. Lo stesso ha fatto Banco Desio (+0,23% a 4,31 euro): ha deliberato di sottoporre all'assemblea la proposta per l'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie per un importo massimo pari a 20,2 milioni di euro.
Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 segna un +0,02%. Stabili anche i futures di Wal Street dopo l’ennesimo record della vigilia in seguito ai dati sull’andamento dell’inflazione statunitense. A febbraio il consumer price index ha segnato un incremento mensile dello 0,4% e un +3,2% annuo: il primo dato è risultato in linea con le stime, mentre l’indice tendenziale è risultato maggiore del consenso e della rilevazione precedente, entrambe fissate al +3,1%. Sopra le stime anche l’indice core, quello depurato dalle componenti più volatili, aumentato dello 0,4% mese su mese e del 3,8% annuo (stime a +0,3% e a +3,7%). Anche se maggiore delle attese, l’indice depurato ha segnato l’incremento minore da maggio 2021.
Indicazioni che confermano il mantra che l’ultimo miglio è sempre il più lungo e che allontanano il primo intervento di riduzione dei tassi di interesse da parte della Fed. Al momento l’ipotesi più credibile è di un taglio nella riunione in calendario a giugno ma, nel caso in cui le indicazioni in arrivo nelle prossime settimane dovessero evidenziare che l’inflazione non è ancora stata domata, la Fed potrebbe decidere di posticipare ancora la decisione. In attesa il rendimento del Treasury Usa 10 anni cala al 4,14% e il dollaro resta debole nei confronti dell’euro (cross euro/dollaro a 1,092, +0,01%).
L’agenda macro vede alle 8 il dato sulla produzione industriale a gennaio della Gran Bretagna (precedente: +0,6% mese su mese) e la bilancia commerciale a gennaio (precedente: -14 miliardi di sterline). Alle 11 la produzione industriale a gennaio dell’Eurozona (precedente: +2,6% mese su mese; consenso: -1% mese su mese), alle 12 l’indice settimanale richieste mutui degli Stati Uniti (precedente: +9,7%) e alle 15:30 le scorte settimanali di petrolio.
Petrolio che vede i prezzi salire: Wti a 78,19 dollari al barile (+0,81%) e Brent a 82,50 dollari al barile (+0,71%) nonostante Hamas abbia accettato una versione modificata della proposta americana per un cessate il fuoco a Gaza. I rappresentanti di Hamas dovrebbero recarsi al Cairo nei prossimi giorni per discutere gli ultimi dettagli e l'attuazione dell'accordo, ha detto una fonte al canale Al Arabiya. «La proposta internazionale includerà il rilascio dei detenuti, inclusi bambini, donne e anziani», ha aggiunto la fonte secondo cui l'accordo prevede anche il graduale ritorno dei palestinesi sfollati da Gaza. Poco mosso, invece, a 2.164 dollari l’oncia (-0,08%) l’oro.
Sul listino milanese attenzione ancora a Tim, «un dossier molto complesso, ci stiamo lavorando», ha detto il 12 marzo la premier, Giorgia Meloni, evidenziando che il dossier è tornato sul suo tavolo, dopo l'accordo raggiunto dopo lunghe negoziazioni con il fondo americano Kkr per l'acquisizione della rete, operazione alla quale partecipa direttamente anche il Tesoro con oltre 2 miliardi di euro ma che deve ancora perfezionarsi.
Focus anche su Eni che ha perfezionato l'accordo per la cessione a Perenco della partecipazione del colosso oil in alcuni permessi upstream in Congo, marginali rispetto alla strategia della società energetica nel Paese, dopo aver ottenuto l'autorizzazione delle autorità competenti. E se Italgas guarda sempre a opportunità M&A, ma non c'è nulla sul tavolo al momento, come ha detto l'ad, Paolo Gallo, l’acquisizione dell'attività di distribuzione elettrica di Enel in Lombardia da parte di A2A prevede un finanziamento per il 50% coi nostri flussi di cassa e per il 50% con un meccanismo che prevede l'apertura del capitale dei singoli asset con quote di minoranza a investitori passivi che sono interessati a investire, come ha spiegato l’ad della multiutility, Renato Mazzoncini.
Invece, Erg ha chiuso il bilancio 2023 con un risultato netto di gruppo adjusted in aumento a 226 milioni di euro e il cda ha proposto all’assemblea degli azionisti un dividendo di 1 euro per azione. Fresca di conti anche Tod’s che ha archiviato il 2023 con un risultato netto pari a 50 milioni di euro, pari al 4,4% dei ricavi e più che doppio rispetto all'utile netto del 2022. In ottemperanza all'accordo quadro firmato in relazione all'opa lanciata il 10 febbraio scorso sulle azioni Tod's, il cda ha deciso di proporre all'assemblea di non deliberare la distribuzione di dividendi.
Da monitorare, infine, De’ Longhi il cui cda ha deliberato di sottoporre all'assemblea la proposta di rinnovo dell'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie pari a massime 14.500.000 azioni ordinarie da nominali 1,50 euro cadauna. Lo stesso ha fatto Banco Desio: ha deliberato di sottoporre all'assemblea la proposta per l'autorizzazione all'acquisto di azioni proprie per un importo massimo pari a 20,2 milioni di euro. (riproduzione riservata)