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Piazza Affari sopra la parità a fine seduta

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,4%. Su Amplifon e Pirelli. Spread a 166, Goldman Sachs lo vede stabile nel 2024 | IL VIDEO

08 gennaio 2024, 07:55 Ultimo aggiornamento: 18:03

Wall Street è contrastata in avvio. Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,86%. Goldman Sachs non è preoccupata che possa riemergere un rischio sul debito sovrano dell'Italia. Al contrario, si aspetta che lo spread con il Bund resti più o meno dov'è ora per l'intero anno | Ftse Mib future: spunti operativi per lunedì 8 gennaio | Vi basta il 10%? Ecco 50 azioni e obbligazioni che rendono più del Btp

  • Ore 16:40 Il Ftse Mib accelera al rialzo 
  • Ore 15:50 Il Ftse Mib sopra la parità
  • Ore 14:05 Il Ftse Mib si riprende dai minimi. Brent sotto 77 dollari dopo i tagli dei prezzi da parte dell'Arabia Saudita
  • Ore 11:40 Il buon progresso di banche e utilities non basta a sostenere il Ftse Mib
  • Ore 10:50 Il Ftse Mib accelera al ribasso con Eni, Saipem e Tim. Spread a 170
  • Ore 09:05 Il Ftse Mib scende con Eni e Leonardo. Il Btp rende il 3,8%: slitta il taglio dei tassi da parte della Fed
  • Ore 08:15 Europa attesa in leggero calo. Deludono gli ordini alle imprese in Germania

Chiusura positiva per il Ftse Mib che dopo un avvio in rosso termina la seduta di lunedì 8 gennaio 2024 a 30.516,22 punti, in rialzo dello 0,4%. A trainare il listino milanese Amplifon, che ha guadagnato il 3,3% dopo la promozione di Morgan Stanley che ha portato il titolo a overwight, Pirelli (+2,8%), Moncler (+2,5%) e Nexi (+1,9%). In calo Saipem, che cede il 3,7%, Eni (-2,7%), Tenaris (-2%) ed Erg (-1,3%). Spread btp/bund a 169 punti alle 17:30.  

Ore 16 Il Ftse Mib accelera al rialzo

Il Ftse Mib accelera e alle 16:40 di lunedì 8 gennaio si attesta a 30.548,16 punti (+0,35%). In evidenza Amplifon (+2,98%), Pirelli (+2,44%), Iveco Group (+1,98%) e Brunello Cucinelli (+1,8%). In calo invece Saipem (-3,5%), Eni (-2,6%), Tenaris (-2,3%) e Telecom Italia (-1,2%).  Spread btp/bund a 166 punti. 

Quasi piatto il titolo di Campari (-0,14%) dopo la notizia dell’apertura di un'indagine antidumping sulla categoria del brandy in Cina che venerdì 5 gennaio aveva appesantito tutto il settore beverage. Secondo gli analisti di Intermonte, rispetto agli altri produttori Campari ha un'esposizione alla Cina molto limitata e anche prendendo in considerazione le vendite di Courvoisier, da poco acquisita da Campari, l’esposizione si ferma a circa il 4%.

Ore 15:50 Ftse Mib sopra la parità

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari vira al rialzo (+0,21% a 30.503 punti), grazie alle banche, alle utilities e al rally di Amplifon (+3,34%) promossa da Morgan Stanley a overweight, anche se Wall Street è contrastata in avvio (-0,30% il Dow Jones e +0,19% l’S&P500).

Goldman Sachs vede lo spread Btp/Bund stabile per il resto del 2024

Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,86%, ma è sceso decisamente dal 5% di ottobre del 2023, mentre lo spread con il Bund cala a quota 168,3 punti base. Goldman Sachs non è preoccupata che possa riemergere un rischio sul debito sovrano dell'Italia. Al contrario, si aspetta che lo spread resti più o meno dov'è ora per l'intero anno. «Il nostro modello suggerisce che questo declino nei rendimenti abbia importanti implicazioni per le prospettive di sostenibilità del debito, limitando le pressioni al rialzo sul rapporto debito-pil per i prossimi anni», scrive Goldman Sachs in un report.

Ore 14:05 Il Ftse Mib si riprende dai minimi. Brent sotto 77 dollari dopo i tagli dei prezzi da parte dell'Arabia Saudita

Al giro di boa le borse europee si riprendono dai minimi intraday (Dax +0,14%, Cac40 +0,04%, Ftse100 -0,09% e Ftse Mib -0,04% a 30.429 punti alle 14:05, sostenuto da Amplifon, Mps, FinecoBank, Italgas e Ferrari, in rialzo tutti di oltre un punto percentuale) anche se i futures di Wall Street sono cauti (-0,35% quello sul Dow Jones e +0,01% quello sull’S&P500) a causa del forte calo nel pre-mercato di Boeing (-7,36%) dopo che la Federal Aviation Administration ha ordinato la messa a terra di gran parte della flotta di aerei 737 Max 9 prodotti dal colosso Usa in tutto il mondo.

Brent sotto 77 dollari dopo i tagli dei prezzi da parte dell'Arabia Saudita

Il tutto mentre i prezzi del petrolio cedono oltre il 2% sulla scia dei forti tagli dei prezzi da parte dell'Arabia Saudita e dell'aumento della produzione Opec, compensando i timori sull'offerta generati dall'escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il Brent scivola del 2,89% a 76,48 dollari al barile, mentre i futures sul West Texas Intermediate statunitense perdono il 3,18% a 71,46 dollari il barile. L'aumento dell'offerta e la concorrenza con i produttori rivali hanno spinto ieri, 7 gennaio, l'Arabia Saudita a tagliare il prezzo ufficiale di vendita di febbraio per il greggio Arab Light all'Asia al livello più basso degli ultimi 27 mesi. Mentre un sondaggio Reuters ha rilevato che la produzione petrolifera dell'Opec è cresciuta a dicembre grazie agli aumenti in Iraq, Angola e Nigeria che hanno compensato i continui tagli dell'Arabia Saudita e di altri membri della più ampia alleanza Opec+.

Ore 11:40 Il buon progresso di banche e utilities non basta a sostenere il Ftse Mib

Non scemano le vendite sulle borse europee, eccetto che su Francoforte in rialzo dello 0,07%. Parigi perde lo 0,15%, Londra lo 0,38% e Milano lo 0,31% a 30.347 punti, nonostante il buon progresso di banche e utilities. Pesano Eni (-2,52%) e Tim (-1,13%). Mentre lo spread Btp/Bund va sotto 170 a 169,49 punti base. Hanno deluso le vendite al dettaglio dell'Eurozona, calate dello 0,3% a livello mensile a novembre, dopo una crescita rivista dello 0,4% nel mese precedente. Il consenso degli economisti si aspettava una lettura invariata. Su base annua, le vendite al dettaglio sono diminuite dell'1,1% rispetto al precedente calo dello 0,8% e alla contrazione dell'1,5% prevista dal consenso. Dopo questo dato e in assenza di altri nell’arco della giornata, l’euro si conferma in rialzo dello 0,07% a 1,094 dollari.

Ore 10:50 Il Ftse Mib accelera al ribasso con Eni, Saipem e Tim. Spread a 170

I mercati azionari europei accelerano al ribasso (Dax -0,35%, Cac40 -0,22%, Ftse100 -0,37% e Ftse Mib -0,42% a 30.314 punti alle 10:50, con Eni, Saipem e Tim sotto pressione, non basta il +3% di Amplifon a sostenere il listino milanese delle blue chip) anche se il morale degli investitori nella zona euro è migliorato per il terzo mese consecutivo a gennaio, raggiungendo il livello più alto da maggio. L'indice Sentix per la zona euro è, infatti, risalito a -15,8 punti a gennaio da -16,8 a dicembre, risultando però al di sotto del valore di -15,5 stimato dagli economisti. In rialzo anche l'indice sulla situazione attuale della zona euro, a -22,5 da -23,5 del mese precedente, e l'indice delle aspettative, migliorato a -8,8 punti da -9,8 di dicembre, quarto mese consecutivo di rialzi e valore più alto da febbraio. Tuttavia, «è improbabile che si tratti di un'inversione di tendenza per la zona euro», hanno avvertito gli esperti che curano l’indice Sentix. «Ciò è in parte dovuto alla Germania, la cui economia è ancora in recessione e quindi in crisi». Dopo questo dato, l’euro sale dello 0,03% a 1,093 dollari e lo spread Btp/Bund si conferma a 170 punti base.

Ore 09:05 Il Ftse Mib scende con Eni e Leonardo. Il Btp rende il 3,8%: slitta il taglio dei tassi da parte della Fed

Borse europee caute in avvio di seduta. Il Dax sale solo dello 0,02%, il Cac40 scende dello 0,15%, il Ftse100 dello 0,27% e il Ftse Mib dello 0,12% a 30.405 punti. Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,88% e lo spread con il Bund scambia a 170,61 punti base dopo che l’inizio del nuovo anno ha visto un generalizzato aumento dei rendimenti innescato dal ridimensionamento delle attese sul prossimo allentamento monetario, alla luce dei dati macro più recenti. Infatti, i numeri più solidi del previsto sui nuovi occupati non agricoli negli Stati Uniti a dicembre hanno spinto gli investitori a ridurre le loro aspettative sull’ammontare complessivo dei tagli dei tassi da parte della Fed da qui a fine anno, portandolo a 143 pb dai 160 prezzati due settimane fa.

Fed: il taglio dei tassi è atteso a giugno, non più a marzo

Gli economisti di Unicredit si attendono che la banca centrale statunitense effettui la prima riduzione del costo del denaro a giugno e non a marzo come in parte scontato dai mercati. Citando anche la debolezza evidenziata dal comparto servizi a dicembre, gli strategist della banca italiana ritengono che l'economia americana stia rallentando, «ma probabilmente non abbastanza velocemente da costringere la Fed a intervenire nel primo trimestre del 2024». Sabato la presidente della Fed di Dallas, Lorie Logan, ha messo in guardia i mercati dicendo che potrebbe essere necessario ripartire con i rialzi dei tassi per evitare che il recente calo dei rendimenti dei bond a lungo termine faccia ripartire l'inflazione. Anche per quanto riguarda la Bce le scommesse di mercato su una riduzione dei tassi da 25 pb alla riunione di marzo sono scese al 45%, mentre un taglio è prezzato pienamente per aprile. Per l’intero 2024 gli investitori sono passati a scontare un calo di 142 pb dai 168 visti a fine dicembre.

Massiccio afflusso di nuova carta sul mercato obbligazionario
 

Ad aggiungere nervosismo sui mercati obbligazionari dell’Eurozona, spiega Reuters, il massiccio afflusso di nuova carta sul primario - stimato da Ing in 150 miliardi di euro nel solo mese di gennaio, per un’offerta netta di 72 miliardi - che gli investitori potrebbero far fatica a digerire agli attuali livelli di rendimento mentre la Bce sta iniziando a disimpegnarsi. L’offerta da calendario nel blocco, aggiunge Reuters, questa settimana si aggira intorno ai 21 miliardi di euro in discesa dai quasi 27 della scorsa, ma la cifra potrebbe salire con gli operatori che si attendono, come di consueto in questo periodo dell’anno, l’arrivo di diversi deal sindacati, dopo quello lanciato dal Portogallo la settimana scorsa. Intanto il Tesoro ha fatto sapere che, nella prima asta del 2024, in programma mercoledì, offrirà Bot a 12 mesi per 8 miliardi di euro. Saranno comunicati, invece, questa sera i dettagli del collocamento a medio/lungo del giorno successivo. In mattinata l'Ue riapre due bond a 5 e 10 anni fino a 2,5 miliardi di euro ciascuno.

A Milano sotto pressione Eni e Leonardo. Bene Anima e Amplifon, promossa da Morgan Stanley

Sul listino milanese scendono Eni (-0,90% a 15,40 euro) con il prezzo del petrolio Brent in calo e Leonardo (-1,39% a 15,98 euro), mentre si moltiplicano in tutto il mondo le compagnie aeree che hanno deciso di lasciare a terra i loro Boeing 737 Max dopo l'incidente al portellone sul volo dell'Alaska Airlines. La Turkish Airlines ha annunciato di aver fermato i suoi cinque aerei di questo tipo e lo stesso hanno fatto Aeromexico e la panamense Copa Airlines con i suoi 21 737 Max. Anche l' Agenzia nazionale per l'aviazione civile brasiliana ha annunciato la sospensione dell'utilizzo dell'aereo Boeing 737 Max 9 in tutto il Paese. Comunque, Leonardo aerostrutture è fornitore di Boeing per gli aerei 787 e 767, non per il 737.

Tra le banche, spunta un progresso dello 0,65% a 2,8055 euro Intesa Sanpaolo con il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo, in pole position per succedere a Gian Maria Gros-Pietro alla presidenza della banca, secondo fonti di stampa. Invece, flette dello 0,51% a 20,405 euro Stellantis che ha prodotto in Italia 77.000 unità della 500 elettrica lo scorso anno, meno delle oltre 90.000 previste, in parte a causa dell'annuncio di incentivi governativi che devono ancora diventare effettivi. Sulla parità a quota 5,975 euro D’Amico International Shipping che si attende una forte liquidità che permetterà di ridurre il debito, come ha dichiarato il presidente e ceo, Paolo d'Amico a Milano Finanza sabato. Un dividendo intermedio è probabile anche nel 2024, ha aggiunto.

Da monitorare anche Enel (-0,06% a 6,687 euro), Terna (-0,34% a 7,65 euro) e Italgas (+0,39% a 5,14 euro) visto che Goldman Sachs ha alzato i target price a 8 euro, a 6,65 euro e a 5,85 euro, rispettivamente. Invece, su Amplifon, in rialzo del 2,36% a 31,28 euro, è intervenuta Morgan Stanley alzando il giudizio a overweight (target price a 35 euro). Lo stesso broker ha viceversa tagliato il target price su DiaSorin (+0,31% a 89,68 euro) da 85 a 83 euro. Quanto ad Anima (+0,96% a 3,98 euro) la raccolta totale del gruppo a dicembre è risultata sostanzialmente stabile (-0,012 miliardi di euro) registrando nei dodici mesi -4,137 miliardi (erano +2,356 miliardi a fine 2022). Meglio la raccolta del risparmio gestito che a dicembre 2023 (escluse le deleghe assicurative di ramo I) è stata positiva per 277 milioni di euro, portando il totale del 2023 a -171 milioni ( +1,60 miliardi nel 2022). A fine anno, le masse gestite complessivamente dal gruppo sono state pari a 191,5 miliardi dai 177,1 miliardi di un anno prima. Infine, si riunisce il cda di Brunello Cucinelli (-0,24% a 82,65 euro) sui dati preliminari di bilancio (ricavi).

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Ore 08:15 Europa attesa in leggero calo. Deludono gli ordini alle imprese in Germania

Le borse europee sono attese in leggero calo in avvio di seduta (-0,09% il future sull’Eurostoxx50) in scia a quelle asiatiche e alla settimana negativa di Wall Street. Anche i futures statunitensi sono negativi: quello sul Dow Jones perde lo 0,38% e quello sull’S&P500 lo 0,11%. In campo valutario, l’euro avanza nei confronti del dollaro dello 0,11% a 1,094.

Deludono gli ordini alle imprese in Germania

Pochi i dati nell’agenda macro odierna. Già pubblicati gli ordini all'industria tedesca, cresciuti a novembre appena dello 0,3% contro attese di un +1% su base mensile. La bilancia commerciale, sempre a novembre, ha mostrato un avanzo di 20,4 miliardi contro attese di +17,9 miliardi. Alle 11 sono previste le vendite al dettaglio mese su mese di novembre dell’Eurozona (stima -0,3% contro +0,1% di ottobre). «Nonostante i mercati abbiamo toccato i massimi di periodo, molte sono le incognite economiche che si profilano all’orizzonte nel 2024. Incognite che generano negli investitori diverse domande. Tra queste, quelle da un milione di dollari sono se l'economia statunitense scivolerà in recessione e se la battaglia della Fed contro l'inflazione possa dirsi vinta. Chiaro che le risposte contribuiranno a determinare la direzione dei mercati e le performance degli asset nel corso dell'anno», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim.

Non tutte le buone notizie sono incorporate nei prezzi

Entrando nel 2024, il mondo è sfidato da due guerre (in Europa e Medio Oriente), da relazioni in deterioramento tra Stati Uniti e Cina, da un rallentamento dell'economia statunitense e dalla prospettiva di circa 40 elezioni in tutto il mondo. «Molta incertezza, in breve, si prospetta per il 2024», afferma Tognoli, convinto che non tutte le buone notizie siano incorporate nei prezzi. «Sorprese sotto forma di risoluzione geopolitica, solidi dati economici che evitano un rallentamento più moderato, utili non solo in crescita ma in ulteriore accelerazione, inflazione e tassi di interesse che si attenuano più del previsto - qualsiasi errore di valutazione tra queste variabili potrebbe portare a sorprese al rialzo», spiega l’esperto di Cfo Sim. «Una partecipazione più ampia nello spettro di capitalizzazione, settori orientati al valore o una partecipazione più diversificata potrebbero anche aiutare la prossima fase di crescita nel 2024. Un'altra variabile chiave che monitoriamo attentamente è la massa considerevole (circa 6 trilioni di dollari) nei fondi del mercato monetario, che riteniamo essere carburante per le azioni man mano che i tassi di interesse e i rendimenti tendono al ribasso nel corso dell’anno».

Prezzi del petrolio e dell’oro in calo

Tra le materie prime, le quotazioni del petrolio scendono dopo i forti tagli dei prezzi da parte dell'Arabia Saudita che compensano i timori per un'escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha detto che la guerra a Gaza potrebbe diffondersi in tutta la regione senza sforzi di pace concertati e oggi, 8 gennaio, terrà degli incontri negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita, prima di recarsi in Israele, nel corso di una missione diplomatica di cinque giorni. Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha ribadito la determinazione del suo Paese a distruggere Hamas e a scoraggiare altri potenziali avversari sostenuti dall'Iran, tra cui Hezbollah in Libano. Il greggio Wti arretra dell’1,26% a 72,88 dollari il barile e il petrolio Brent dell’1,13% a 77,86 dollari a dollari al barile. Anche l’oro scende dello 0,57% a 2.038 dollari l’oncia.

A Milano occhio a Intesa Sanpaolo, Stellantis, Enel, Terna, Amplifon e Brunello Cucinelli

Sul listino milanese attenzione a Intesa Sanpaolo con il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo, in pole position per succedere a Gian Maria Gros-Pietro alla presidenza della banca, secondo fonti di stampa, a Stellantis che ha prodotto in Italia 77.000 unità della 500 elettrica lo scorso anno, meno delle oltre 90.000 previste, in parte a causa dell'annuncio di incentivi governativi che devono ancora diventare effettivi, a D’Amico International Shipping che si attende una forte liquidità che permetterà di ridurre il debito, come ha dichiarato il presidente e ceo, Paolo d'Amico a Milano Finanza sabato. Un dividendo intermedio è probabile anche nel 2024, ha aggiunto. Da monitorare anche Enel, Terna e Italgas visto che Goldman Sachs ha alzato i target price a 8 euro, a 6,65 euro e a 5,85 euro, rispettivamente. Invece, su Amplifon è intervenuta Morgan Stanley alzando il giudizio a overweight (target price a 35 euro). Lo stesso broker ha viceversa tagliato il target price su DiaSorin da 85 a 83 euro. Infine, si riunisce il cda di Brunello Cucinelli sui dati preliminari di bilancio (ricavi).

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