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Borse europee chiudono in rialzo. Salgono i rendimenti, il focus è già sulla Fed di mercoledì
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Borse europee chiudono in rialzo. Salgono i rendimenti, il focus è già sulla Fed di mercoledì

29 aprile 2022, 17:37 Ultimo aggiornamento: 17:42

Il Treasury decennale è oltre il 2,9%. Lo spread sale a 183 punti. In calo Wall Street trascinato dai dati negativi di alcune società tecnologiche. Balzano di nuovo i prezzi del petrolio, in leggero calo il gas. Record per il collocamento del Tesoro del Btp decennale

Gli indici europei si sgonfiano alla fine dell'ultima seduta di aprile e in chiusura si allontanano dai massimi di giornata, frenati anche dall'andamento di Wall Street. A Piazza Affari il Ftse Mib chiude guadagnando lo 0,80%, Francoforte sale dello 0,81%, Parigi dello 0,39% e Londra dello 0,50%. I listini azionari statunitensi invece trattano in negativo dopo il rimbalzo di ieri, con il sentiment reso negativo da alcune trimestrali deludenti, oltre che dai lockdown in Cina e dai persistenti timori sull'inflazione. Il Dow Jones scende dell'1,15% e l'S&P 500 dell'1,67%. Il Nasdaq Composite cede l'1,71%. "Nonostante quello che consideriamo finora una stagione di trimestrali complessivamente solida, i risultati positivi sembrano essere oscurati da alcune delle preoccupazioni più generali relative all'inflazione e alla Fed", ha affermato Brian Belski di Bmo.

I mercati guardano già alla riunione del prossimo 3 e 4 maggio della Federal Reserve. Intanto in giornata il capo economista della Bce, Philip Lane, in un'intervista a Bloomberg Tv ha sottolineato che la grande questione che la Banca Centrale Europea deve affrontare non è se alzare i tassi ma quanto velocemente procedere con il processo di normalizzazione della politica monetaria. Lane ha quindi confermato indirettamente l'attesa dei mercati di un possibile primo rialzo dei tassi nella riunione di luglio, una volta cioè terminati gli acquisti netti del Paa. La Bce non ha sin qui indicato quale possa essere il range di tassi considerato come punto di arrivo della normalizzazione, ma secondo molti economisti questo livello si situa fra l'1% e l'1,25%. I mercati scontano un aumento di quasi 90 punti base dei tassi entro fine anno con un primo rialzo ormai ritenuto molto probabile a luglio, a fronte di un'inflazione dell'Eurozona che ad aprile ha toccato il massimo storico del 7,5%, ovvero quasi quattro volte l'obiettivo di medio periodo. Anche eliminando le componenti volatili, il rialzo è stato del 3,9%, ovvero quasi il doppio dell'obiettivo del target.

Sul fronte obbligazionario, intanto, i rendimenti dell'Eurozona iniziano a scontare la fine di acquisiti netti di attività della Banca Centrale Europea. Lo spread Btp/Bund sale così a quota 180 punti e secondo gli esperti potrebbe arrivare a toccare quota 200 punti. Il rendimento del Btp decennale al 2,713% e il Bund a 10 anni allo 0,89%. Negli Usa il Treasury decennale è al momento a 2,850%. Balzo dei rendimenti, ai massimi da oltre tre anni, anche per i Btp assegnati oggi in asta dal Tesoro in cui sono stati collocati complessivamente bond per otto miliardi. Nel dettaglio, il Tesoro ha emesso la quinta tranche del Btp a 5 anni per 2,5 miliardi a fronte di una richiesta pari a 3,723 miliardi. Il rendimento è salito di 44 centesimi attestandosi all'1,91% su livelli che non si vedevano da novembre 2018. Collocata anche la prima tranche del nuovo Btp benchmark a 10 anni: a fronte di richieste per 5,348 miliardi l'importo emesso è stato pari a 4 miliardi mentre il rendimento, in aumento di 63 centesimi sull'asta del mese scorso, si è attestato al 2,78%, record da febbraio 2019. Nell'asta di oggi è stata collocata anche la seconda tranche del CcTeu per 1,5 miliardi a fronte di richieste per 2,643 miliardi. Il rendimento lordo è risultato pari allo 0,50%.

Sul fronte dei dati macro, la carrellata di indicatori europei della mattina ha evidenziato come l'indice dei prezzi al consumo nell'area euro ad aprile, secondo la lettura preliminare, è salito del 7,5% su base annua, in linea al consenso degli economisti. Il dato è in leggera accelerazione rispetto al +7,4% di marzo. Nel primo trimestre il pil dell'Eurozona è invece cresciuto dello 0,2% su base trimestrale. Il dato ha deluso leggermente il consenso degli economisti, che si aspettava un incremento dello 0,3%. A livello annuale, infine, l'economia è cresciuta del 5%, lievemente al di sotto del +5,1% atteso. Per quanto riguarda gli Usa, invece, le spese personali per consumi negli Usa sono cresciute dell'1,1% a livello mensile a marzo, superando il consenso degli economisti, che si aspettava invece un incremento dello 0,7%. Il deflatore dei consumi, ovvero l'indice dei prezzi per le spese per consumi personali, è cresciuto dello 0,9% su base mensile e del 6,6% su base annua. La componente core, sempre a marzo, è salita dello 0,3% su base mensile e del 5,2% (+0,3% e 5,5% il consenso). Inoltre, i redditi personali sono saliti dello 0,5% a marzo, poco più delle attese del consenso (+0,4%).

Ancora in rialzo il prezzo del petrolio, mentre gli operatori valutano le conseguenze di un possibile stop europeo alle importazioni di greggio dalla Russia. Il Brent sale dell'1,72% a 109 dollari al barile, seguito dal Wti in progresso dell'1,40% a 106,36 dollari. In calo invece il prezzo del gas naturale in Europa: sulla piattaforma olandese Ttf il contratto con consegna giugno cede lo 0,85% a 98,98 euro per megawattora. Sul mercato valutario, il cambio euro/dollaro resta ai minimi da 5 anni a 1,05 dollari, rialza in parte la testa lo yen, ieri ai minimi da 20 anni contro il dollaro dopo che la banca centrale ha confermato la politica monetari ultra accomodante. (riproduzione riservata)



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