Partenza vista sotto la parità per le principali piazze europee. Nel primo pomeriggio la Bce alzerà i tassi di interesse, secondo il consenso di 25 punti base. L'attenzione del mercato è puntata su eventuali dettagli sullo strumento anti-frammentazione, il ribattezzato scudo anti-spread. Proprio lo spread sul decennale Btp/Bund sarà osservato speciale alla luce della crisi politica romana. A piazza Affari, di conseguenza, riflettori puntati sui bancari.
Il 21 luglio dovrebbe confermare il game over di Mario Draghi come presidente del consiglio dei ministri italiano, dopo che nella lunga, anzi lunghissima, riunione a Palazzo Madama il governo ha ottenuto il voto di fiducia del senato con soli 95 sì. Forza Italia, Lega e 5 Stelle non hanno votato. Gli scenari che si aprono ora sono diversi, dal voto anticipato probabilmente ad inizio ottobre ad un nuovo governo tecnico affidato al ministro Roberto Fico che porterebbe l'Italia a nuove elezioni in primavera.
Le turbolenze politiche italiane aumentano la pressione sulla Bce che nel primo pomeriggio comunicherà il primo rialzo dei tassi degli ultimi 11 anni, assieme a nuovi dettagli sullo scudo anti-frammentazione. Alcuni analisti si aspettano un balzo più ampio di 25 punti base e sicuramente gli investitori osserveranno da vicino la mossa da falco di Christine Lagarde per capire se ci sarà un nuovo rialzo a settembre.
Le esportazioni del Giappone sono aumentate per il 16esimo mese consecutivo a giugno, spinte dalla robusta domanda all'estero di acciaio e combustibili minerali. Lo scorso mese il dato è balzato del 19,4% anno su anno, in crescita anche rispetto al più debole 15,8% di maggio e superiore all'aumento del 16% previsto dagli economisti intervistati da FactSet. La Bank of Japan vede inflazione sopra target del 2% quest'anno ma rimane colomba e mantiene i invariati i tassi di interesse ultra bassi per sostenere la ripresa economica della nazione dalla pandemia di Covid-19.
Sempre sul fronte macroeconomico, nella mattinata del 21 luglio la Francia pubblicherà l'indice di fiducia delle imprese manifatturiere. Gli occhi degli investitori rimangono puntati sull'annuncio dei tassi da parte della Banca centrale europea, in agenda per le 14:15, seguita dalla conferenza stampa di Christine Lagarde. Anche la Banca centrale turca oggi deciderà sull'aumento dei tassi di interesse. Oltreoceano, le autorità statunitensi comunicheranno le richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione, l'indice Fed Filadelfia di luglio, il superindice di giugno e per ultimo, ma non per importanza, le scorte settimanali di gas naturale.
Vladimir Putin sembra aver rispettato gli accordi del Vecchio continente e, dopo 10 giorni di blocco alle forniture che hanno fatto tremare l'Europa, il 21 luglio ha riaperto il gasdotto Nord Stream 1. Questo fa guadagnare tempo ai governi per rendersi indipendenti dalle esportazioni del Cremlino, una fornitura di energia che secondo gli Stati dell'Ue dovrebbe diventare sempre più inaffidabile con l'arrivo dell'inverno.
I futures sul petrolio hanno esteso le perdite nelle ore di contrattazione sui mercati asiatici, dopo che il governo degli Stati Uniti ha riportato un modesto calo settimanale delle forniture domestiche di greggio, ma ha affermato che le scorte di benzina sono aumentate di oltre tre milioni di barili. Al momento entrambi i listini trattano al ribasso: il Wti americano perde lo 0,79% a 99,10 dollari al barile, mentre il Brent lo 0,57 a 106,29 dollari. Al ribasso anche il prezzo spot dell'oro che viene negoziato a 1.690,35 dollari l'oncia.
Il dollaro è in ribasso durante la seduta in Asia dopo il rimbalzo di ieri e "potrebbe rafforzarsi nuovamente se lo strumento anti-frammentazione della Bce deludesse o se il tasso di deposito venisse aumentato di soli 25 punti base", hanno affermato gli analisti della Cba. Secondo Bank of America, l'aumento dell'inflazione continuerà a guidare le tendenze dei cambi per un po'. "Il dollaro potrebbe aver raggiunto il picco, ma riteniamo che rimarrà forte fino a quando la Fed non sarà più preoccupata per la crescita che per l'inflazione. Questo potrebbe richiedere fino alla fine di quest'anno, o anche l'anno prossimo". Entrando nel dettaglio dei principali cambi, l'euro/dollaro tratta sopra quota 1,02 a 1,0223, il dollaro/yen è attorno quota 138 a 138,16 e sterlina/dollaro viaggia attorno a 1,20 a 1,1997. (riproduzione riservata)