Unicredit torna sul mercato obbligazionario, approfittando del contesto ancora positivo sul credito europeo. La banca guidata da Andrea Orcel ha collocato con successo presso investitori istituzionali un bond subordinato Tier 2 a 12 anni (scadenza 24 giugno 2037) da 1 miliardo di euro, non richiamabile per 7 anni.
Si tratta della prima emissione Tier 2 nel 2025: pagherà una cedola fissa del 4,175% fino a giugno 2032 in virtù di un prezzo di emissione del 99,928%, equivalente a uno spread di 180 punti base rispetto al tasso mid swap di riferimento dagli iniziali 215 punti base.
Qualora Unicredit decidesse di non esercitare l'opzione call dopo 7 anni, la cedola per il periodo successivo fino a scadenza sarà rideterminata sulla base del futuro tasso swap a 5 anni di riferimento, aumentato dello spread iniziale.
L'operazione ha registrato una forte domanda da circa 200 investitori istituzionali, in prevalenza fondi (67%), e ordini che hanno superato i 3,4 miliardi di euro, arrivati prevalentemente da Gran Bretagna (33%), Francia (33%) e Germania/Austria/Svizzera (9%).
Il titolo completa il piano di emissioni subordinate per il 2025 e sarà parte del patrimonio regolamentare di Unicredit contribuendo al total capital ratio della banca. Quotata presso la Borsa di Lussemburgo, alla luce del suo status di obbligazione subordinata (il loro rimborso è subordinato a quello dei bond senior, ma precedono i bond Tier 1 e le azioni), ha i seguenti rating attesi: Ba1 da parte di Moody's, BBB- da S&P e BBB- da Fitch.
Unicredit Bank GmbH ha ricoperto il ruolo di sole global coordinator e di joint bookrunner insieme a Barclays, Hsbc, Ing, Mediobanca, Santander, Societe Generale e Toronto Dominion.
La scorsa settimana si è chiusa con un ritorno totale ancora moderatamente positivo sul credito europeo, in particolare sugli investment grade (+0,2% contro il +0,1% sugli high yield). «Dopo lo shock di inizio aprile, i premi al rischio sui titoli corporate europei hanno segnato un rapido riaggiustamento e la performance sia mensile sia da inizio anno si posiziona in territorio positivo con gli high yield che mostrano forza relativa», si legge in una nota dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo.
Alla base del buon andamento dell’asset class sono da porre sia fattori fondamentali sia di natura tecnica. Lo scenario macro è quello di una prosecuzione del ciclo, con un’inflazione che, soprattutto in area euro, appare pienamente sotto controllo, precisa ufficio studi di Intesa Sanpaolo. Al contempo, la qualità del credito non desta, per ora, motivi di grande preoccupazione (anche se le stime prospettiche di Moody’s prefigurano un possibile peggioramento rispetto alle previsioni di inizio 2025), «mentre le dinamiche di primario suggeriscono che gli investitori guardano ancora con interesse all’asset class», conclude l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo. (riproduzione riservata)