
Aspettare il taglio dei tassi per investire sull’obbligazionario? La storia insegna. Prima bisogna capire bene come ragionano le banche centrali la cui politica monetaria è guidata dagli obiettivi previsti dal loro mandato. Nel caso della Fed i tre obiettivi sono: inflazione, occupazione e stabilità finanziaria. Per il primo obiettivo, la gestione dell’inflazione, la Fed attua politiche monetarie restrittive come l’alzamento dei tassi. Questo viene anticipato dai mercati obbligazionari che alzano i tassi prima rispetto alle banche centrali.
Una volta che questo obiettivo viene raggiunto, la Fed entra in un periodo di transizione, dove non alza né taglia i tassi. Questo periodo la porterà a spostare la sua attenzione sugli altri obiettivi, quali l’occupazione e la stabilità finanziaria. «I miglioramenti dei dati di inflazione e le parole della Fed di oggi ci fanno capire come ci troviamo in questa situazione in cui la Fed si sta spostando dalla gestione dell’inflazione agli altri obiettivi. La storia ci insegna che questi momenti di transizione durano dai 6 ai 17 mesi, oggi siamo a 8 mesi, e durante questi periodi le banche centrali attendono la definitiva discesa dell’inflazione per poter iniziare a tagliare i tassi», spiega il team di gestione di Pharus.
La Bce si è presa i prossimi mesi per valutare l’impatto dei tassi sull’inflazione e sull’economia. Sul tema timing ed entità del taglio dei tassi, la presidente, Christine Lagarde, ha dichiarato che avranno molti dati ad aprile ma ancora di più a giugno, spostando quindi l’attenzione del mercato al taglio di giugno. Anche il presidente della Fed, Jerome Powell, ha evidenziato come la banca centrale statunitense non sia lontana dal poter tagliare i tassi di interesse. «Un aspetto molto interessante dell’intervento è quello relativo ai tassi naturali, che sono i tassi a cui converge l’economia, definiti ben al di sopra della neutralità. Questa considerazione riporta alla razionalità gli investitori che continuano a pensare che i tassi saliranno; la Fed è infatti consapevole del fatto che mantenere i tassi sopra la neutralità per troppo tempo ha sempre portato problemi. A supporto della Fed è arrivato il dato sul mercato del lavoro che ha evidenziato un tasso di disoccupazione al 3,9% rispetto alle attese del 3,7%», osserva il team di gestione di Pharus.
Fatte queste premesse, prosegue l’analisi del team di gestione di Pharus, la storia insegna che è necessario cogliere l’opportunità sull’obbligazionario durante questi periodi di transizione, dove i tassi rimangono in stallo. «Questo perché il mercato obbligazionario tende sempre ad anticipare le mosse della Fed e che quindi aspettare il taglio sia tardi», sostiene il team di gestione di Pharus, individuando tre motivi a supporto di questo.
1. Storicamente, quando la Fed taglia i tassi, spesso lo fa rapidamente. Negli ultimi 30 e più anni, solo una volta la Fed ha tagliato i tassi di meno di 100 punti base nel primo anno di un ciclo. E l'unica volta in cui non lo fece fu in un ambiente di atterraggio morbido. Anche se non c’è modo di prevedere quanto velocemente arriveranno i tagli, la Fed storicamente ha tagliato i tassi rapidamente.

2. La tempistica del mercato è difficile. Storicamente, gli investitori sono stati premiati per essere stati in anticipo. Gli esperti strategisti del mercato hanno speso molte energie cercando di prevedere con precisione quando la Fed taglierà i tassi, quanto taglierà e quanto durerà il ciclo di taglio. La verità è che la Fed reagisce ai dati in continua evoluzione, quindi è quasi impossibile prevedere esattamente cosa farà. Invece di cercare di cronometrare il mercato, gli investitori hanno fatto bene ad agire in anticipo. Storicamente, nei tre mesi precedenti il primo taglio di un ciclo, il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni è sceso in media di 90 punti base. Pertanto, gli investitori sono stati premiati per aver abbandonato gli investimenti legati alla liquidità per spostarsi verso obbligazioni di alta qualità prima del primo taglio.
3. Se la Fed sfida le aspettative e aumenta i tassi, gli investitori obbligazionari hanno una protezione. In sintesi, gli investitori dovrebbero concentrarsi meno sul tentativo di prevedere i tempi precisi delle azioni della Fed. La storia ha dimostrato che è effettivamente meglio estendere la duration in un contesto di tassi in stallo e che arrivare in ritardo può comportare la perdita di rendimenti. Sebbene estendere la duration attraverso un portafoglio obbligazionario possa avere un impatto positivo sul rendimento totale di un investitore in un contesto di tassi in calo, cosa succede se circostanze impreviste spingono la Fed ad aumentare i tassi? Se ciò accadesse, le cedole delle obbligazioni permetterebbero al portafoglio obbligazionario di assorbire parte del ribasso.
Il mercato europeo, dove sono ben rappresentati business più tradizionali, presenta valutazioni molto attraenti. Il mercato azionario americano, dove la componente tech ha un peso rilevante, presenta delle valutazioni meno interessanti con alcune eccezioni. Anche in questo caso, conclude il team di gestione di Pharus, i settori più sensibili ai tassi d’interesse o in generale più difensivi. (riproduzione riservata)