
Il 2023 ha visto un numero significativo di emissioni di obbligazioni bancarie. Per il 2023 gli esperti di Ing prevedono un deciso incremento dell’offerta dei bond bancari favorito da cinque fattori in particolare.
Da inizio anno le banche sono state impattate dal rallentamento dell’economia e dall’aumento dei tassi di interesse. Il ritmo di finanziamenti al settore privato, sia famiglie che imprese, ha segnato un rallentamento. Il settore del credito al consumo ha tenuto duro, compensando solo in parte la riduzione dei prestiti per l'acquisto di case. «Con le previsioni al ribasso sulla crescita economia del prossimo anno, ci aspettiamo un numero di prestiti contenuto», prevede Suvi Platerink Kosonen di Ing.
Quest’anno i saldi dei depositi bancari hanno subito un impatto negativo più significativo rispetto ai saldi dei prestiti, specie in Italia, Spagna e Francia. In questi Paesi, infatti, le persone e le imprese hanno depositato meno denaro nelle banche rispetto a quanto ne abbiano preso in prestito. «Per il 2024, prevediamo che i depositi bancari continueranno a essere sotto pressione», riferiscono da Ing. Inoltre, i tassi di interesse più alti stanno spingendo i risparmiatori a cercare alternative più remunerative come i depositi a termine. E tale situazione non fa che precludere agli istituti bancari la possibilità di affidarsi ai depositi come fonti di finanziamento. L’esperta di Ing ricorda che negli ultimi due anni le banche europee hanno visto un aumento della quota di fondi provenienti dai depositi, complici la natura stabile degli stessi e il trattamento regolatorio vantaggioso di cui godono.
La riduzione o addirittura la fine del supporto finanziario da parte della Bce influenzerà senza dubbio le attività di finanziamento. Per il prossimo anno risultano in scadenza altri 450 miliardi di euro delle operazioni di rifinanziamento a lungo termine (Tltro). «Intravediamo un rischio maggiore per il rifinanziamento delle Tltro scadute delle banche italiane e tedesche», precisa Kosonen. Intanto la Banca centrale europea è alle prese con il contenimento del livello di liquidità propedeutico alla riduzione dei livelli di inflazione. Tuttavia, secondo Kosonen, sembrerebbe estremamente controverso se l’istituzione centrale offrisse la possibilità di estendere i prestiti esistenti ad una nuova operazione di rifinanziamento a lungo termine. Una parte di questi fondi potrebbe anche essere reinvestita in operazioni di rifinanziamento a termine più breve, ma le banche che opterebbero per questa opzione non sarebbero certamente percepite in modo positivo dall’authority.
I rimborsi delle obbligazioni bancarie dovrebbero rimanere stabili nel 2024 a quota 290 miliardi di euro, di cui 121 miliardi da ricondurre a covered bond, 145 miliardi a debiti senior e 27 miliardi a debito subordinato. Per l’esperta di Ing le modifiche più significative nei rimborsi si dovrebbero riscontrare nei debiti senior soggetti al bail-in, che potrebbero crescere di 15 miliardi di euro rispetto all’anno precedente. I rimborsi dei debiti senior preferred sono previsti in calo di circa 15 miliardi di euro su base annua, quelli dei covered bond, invece, in diminuzione di cinque miliardi di euro, mentre quelli del debito subordinato in leggera crescita.
Con il mercato delle obbligazioni senior soggette a bail-in ora in una fase più matura e avanzata, le banche più grandi stanno soddisfacendo i requisiti di assorbimento delle perdite. «Sebbene il settore dei prestiti continuerà a rimanere sotto pressione, ci aspettiamo che i cambiamenti normativi comportino un aumento degli asset ponderati per il rischio, le cosiddette Rwa, ovvero il valore degli attivi ponderato per il rischio», commenta l’analista.
Al contempo, alcune istituzioni più piccole devono ancora raggiungere i loro obiettivi di Mrel (requisito regolatorio che le banche devono soddisfare basato sulla quantità di debito convertibile in azioni in caso di crisi finanziaria). Tra esse figurano alcune banche greche a cui mancano ancora otto miliardi di euro circa per soddisfare i loro requisiti Mrel.
Secondo Ing l'offerta di bond bancari dovrebbe rimanere elevata nel 2024, a quota 455 miliardi di euro. «Nonostante i volumi di prestito limitati, le banche continueranno a cercare finanziamenti attraverso il mercato obbligazionario, al fine di rifinanziare i loro Tltro in scadenza», spiega, aspettandosi, pertanto, un aumento dell'offerta di obbligazioni soprattutto nel primo trimestre del 2024.
L’incremento delle emissioni di debito senior non garantito dovrebbe compensare la leggera diminuzione delle emissioni dei covered bond. Le emissioni di debito preferred senior dovrebbero attestarsi a 125 miliardi di euro, mentre quelle dei covered bond scendere leggermente a 180 miliardi di euro.
Nel 2023 la quota delle emissioni senior soggette a bail-in rispetto al totale delle emissioni senior è scesa al 49% dal 57% del 2022. «Prevediamo che essa diminuirà ulteriormente l'anno prossimo, e che l’offerta raggiungerà i 110 miliardi di euro», continua l’analista. Sempre lo scorso anno, le banche hanno emesso 194 miliardi di euro di debito senior, di cui 99 miliardi debito senior preferred e 95 miliardi debito senior soggetto a bail-in. Lo scorso anno l'emissione complessiva era di 157 miliardi di euro, di cui 69 miliardi di debito preferred e 88 miliardi di debito senior soggetto a bail-in.
«Prevediamo che nel 2024 ci sarà una solida offerta di capitale bancario, con le emissioni che ammonteranno a 40 miliardi di euro, suddivise tra 12 miliardi di euro in AT1 (Additional Tier 1) e 28 miliardi di euro in T2 (Tier 2)», segnala l’analista. In aumento rispetto al 2023, su cui è previsto un valore complessivo a 33 miliardi di euro. I rimborsi dei capitali bancari denominati in euro raggiungeranno i 27 miliardi di euro nel 2024 (segnando un aumento di 3 miliardi su base annua) e 43 miliardi di euro nel 2025.
Nel caso degli AT1 denominati in euro, ci sono 5 miliardi di euro di debito di dimensioni benchmark in circolazione il cui primo diritto di riscatto è nel 2024. Questa cifra include circa 400 milioni di euro per le due emissioni che sono state oggetto di offerte di acquisto nel 2023, in anticipo rispetto alle call del 2024, oltre ai 1,8 miliardi di euro di debito sub-benchmark da riscattare nel 2024.
I rimborsi degli AT1 dovrebbero aumentare nel 2025 a 15 miliardi di euro, di cui 12 miliardi di dimensioni benchmark. Alcuni dei rimborsi della prima metà del 2025 potrebbero essere rifinanziati già nel 2024. I rimborsi aumenteranno anche per il debito Tier 2. Ulteriori 18 miliardi di euro dovrebbero raggiungere la loro prima data di riscatto il prossimo anno in debiti Tier 2 rimborsabili, di cui 14 miliardi di euro di dimensioni benchmark, mentre 1,9 miliardi di euro di debito Tier 2 bullet (unico rimborso). I rimborsi dei debiti Tier 2 bullet dovrebbero aumentare a 10 miliardi di euro nel 2025, e quelli Tier 2 riscattabili rimanere stabili a 18 miliardi.
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