Il Tribunale di Roma dichiara inefficace la cessione del ramo d'azienda effettuata da Bnl ad Accenture e condanna la banca controllata da Bnp Paribas a ripristinare il rapporto di lavoro dei circa 80 lavoratori ricorrenti, a partire dall'1 giugno 2022. Nella sentenza i giudici capitolini scrivono che i resistenti, su cui ricade l'onere, non sono riusciti a provare l'esistenza dei requisiti della cessione del ramo d'azienda. Di conseguenza i magistrati hanno inquadrato il caso come cessione del contratto, avvenuta senza il consenso dei lavoratori coinvolti, quindi inefficace.
Dopo la sentenza del Tribunale di Roma i sindacati bancari festeggiano. «La Fabi ha sempre supportato i colleghi credendo che l'operazione fosse finalizzata al taglio di costi aziendali e si è rifiutata insieme alle altre organizzazioni aziendali di firmare accordi con l'azienda, rafforzando la posizione dei lavoratori di fronte alla magistratura», commentano i rappresentanti Fabi in Ast (Accenture). Ancora, «questa operazione di esternalizzazione ha una portata mai registrata nel settore bancario in Italia perché ha riguardato, oltre i 508 lavoratori sopra indicati, anche altri 300 circa del settore di Information Technology di Bnl, per un totale di quasi 800 dipendenti. Questa è la prova che avevamo ragione nel sostenere che le esternalizzazioni di Bnl non avessero un supporto giuridico sostenibile».
Bnl Bnp Paribas invece prende atto della sentenza del Tribunale. «La banca provvederà, con effetto immediato, a ripristinare il rapporto di lavoro con i colleghi interessati e ad avviare un percorso con i sindacati per trovare soluzioni che permettano il mantenimento della continuità operativa presso Accenture, tenendo fede al pieno rispetto dei ruoli e delle professionalità». Bnl però «rimane convinta delle scelte effettuate e del valore industriale e strategico della partnership con Accenture e si riserva ogni azione a sostegno della propria posizione». (riproduzione riservata)