Il governo federale tedesco sospende, fino a nuovo ordine, le autorizzazioni per l’export di armamenti destinati a Israele che possano essere impiegati nella Striscia di Gaza. Lo ha annunciato l’8 agosto il cancelliere Friedrich Merz, motivando la decisione con l’approvazione da parte del governo israeliano del nuovo piano di espansione delle operazioni militari nella Striscia con l’occupazione di Gaza City.
Secondo Berlino, ciò rende «sempre meno chiaro» come Israele intenda raggiungere i propri obiettivi di guerra. «Israele ha il diritto di difendersi dal terrorismo di Hamas. Il rilascio degli ostaggi e negoziati mirati a un cessate il fuoco sono per noi una priorità assoluta. Il disarmo di Hamas è indispensabile. Hamas non deve avere alcun ruolo nel futuro di Gaza», ha dichiarato Merz. Il cancelliere ha espresso «profonda preoccupazione» per le sofferenze della popolazione civile e ha chiesto che sia garantito «accesso completo» agli aiuti umanitari, anche per le organizzazioni delle Nazioni Unite e le Ong.
La Csu, partito bavarese alleato con la Cdu, si dice «sorpreso» dalla decisione del cancelliere Friedrich Merz di sospendere le forniture di armi a Israele e di «non essere stata coinvolta in questa decisione». Una questione questa che potrebbe aprire, secondo il quotidiano tedesco Bild, una crisi non solo nella maggioranza quanto anche nei rapporti tra Cdu e Csu.
La Germania è storicamente uno dei principali alleati di Israele in Europa, soprattutto per le sue responsabilità storiche legate all’Olocausto, nonché uno dei suoi maggiori fornitori di armi.
Solo nel 2023, Berlino aveva approvato esportazioni militari verso Israele per un valore superiore ai 300 milioni di euro.
La Germania è il secondo paese esportatore di armi verso Israele, secondo solo agli Stati Uniti.
Nello specifico, le esportazioni tedesche includono armi e componenti per armi, munizioni, equipaggiamento militare per l’esercito, componenti elettronici e veicoli corazzati, ma sono composte soprattutto da navi e materiali per la marina. Solo una parte di questi materiali e veicoli viene usata nella Striscia di Gaza.
Le esportazioni di armi, secondo quanto affermato da Merz, potranno proseguire se secondo il governo tedesco non rischiano di essere usate nella Striscia di Gaza, ma non si sa in base a quali elementi verrà valutata questa possibilità.
La sospensione parziale rappresenta comunque una svolta significativa nella politica estera tedesca, pur mantenendo saldo il legame storico con lo Stato ebraico e sarà comunque una misura con effetti «limitati», secondo Zain Hussain, ricercatore sui trasferimenti di armi presso lo Stockholm International Peace Research Institute. In base all’analisi di Hussain, le aziende tedesche forniscono il 30% delle armi israeliane importate, principalmente armamenti navali.
«La Germania si è impegnata a fornire armi a Israele, soprattutto navi», ha affermato, citando il profondo sostegno della Germania a Israele e i suoi stretti legami con la difesa.
Attraverso la sua divisione navale, Thyssenkrupp AG è un fornitore chiave della marina israeliana, avendo fornito sottomarini diesel-elettrici avanzati e supporto tramite accordi di manutenzione e fornitura di pezzi. Questi mezzi rappresentano una componente centrale della forza militare israeliana e operano dalla base navale di Haifa, anche se non è chiaro se verranno coinvolti in ulteriori operazioni a Gaza.
Attualmente la Germania fornisce, dunque, solo alcuni equipaggiamenti a Israele, come piccole navi da guerra e motori per carri armati. Questi motori possono essere montati sui carri armati Merkava e sui veicoli trasporto truppe Namer, attivamente schierati a Gaza. Le corvette Sa’ar di fabbricazione tedesca, piccole navi da guerra dotate di sofisticati radar e cannoni, hanno bombardato obiettivi a Gaza durante la guerra, ha affermato Hussain. Dal 2018 la Germania ha rapidamente aumentato la sua quota nel mercato israeliano degli armamenti, principalmente con equipaggiamenti navali come corvette e siluri.
Hussain ha affermato che è stato «un grosso problema» per la Germania, uno dei più fedeli alleati di Israele, ammettere di essere a disagio con le azioni di Israele a Gaza. «Tuttavia, non credo che questo da solo fermerà le operazioni di Israele a Gaza, e Israele ha ancora gli Stati Uniti come fornitore di armi», ha ammonito. (riproduzione riservata)