La Bce potrebbe essere più cauta nei tagli dei tassi a causa dell’aumento dei salari in Germania. Gli stipendi negoziati nell’Eurozona sono saliti del 4,7% annuo nel primo trimestre, in accelerazione dal 4,5% degli ultimi tre mesi del 2023.
Il dato è stato superiore alle attese di alcuni giorni fa a causa dei valori tedeschi. In Germania i salari negoziati sono aumentati del 6,3% (dal precedente 3,7%), ben oltre la media europea, soprattutto a causa delle concessioni una tantum nel settore pubblico.
I rialzi del primo trimestre sono stati di gran lunga più bassi in Francia (+3,5%), Spagna (+2,9%) e Italia (+2,8%). In termini reali, cioè al netto dell’inflazione, i salari in Italia sono diminuiti dell’8% tra il 2019 e il 2023 (si veda MF-Milano Finanza del 14 maggio).
Il resto d’Europa così guadagna competitività rispetto all’economia tedesca. Ma la Bce, che osserva con attenzione l’andamento dei salari per i timori di un rialzo dell’inflazione, potrebbe essere più prudente nella riduzione dei tassi. La politica monetaria potrebbe essere più restrittiva del necessario nei maggiori Paesi dell’Eurozona ad eccezione della Germania.
I mercati danno comunque per scontato un taglio nella riunione del 6 giugno ma prevedono una pausa a luglio, prima di un nuovo ribasso a settembre (con due o tre riduzioni dello 0,25% quest’anno in totale). Gli operatori ritengono così che siano più probabili sforbiciate nei meeting con aggiornamento delle proiezioni macro (giugno, settembre e dicembre). Con ogni probabilità la presidente Bce Christine Lagarde non si impegnerà sul cammino dei tassi nella prossima riunione.
Riguardo agli stipendi, per Citi «gli aumenti salariali più consistenti in Germania sono stati registrati nel settore pubblico e in quello manifatturiero» senza segnali di tensione nel mercato del lavoro. In altri Paesi invece «le dinamiche salariali molto meno volatili hanno mostrato chiari segni di rallentamento».
«I lavoratori del settore pubblico tedesco hanno ricevuto ingenti versamenti one-off a marzo che hanno spinto l’aumento degli stipendi nel mese dell’11,7% su base annua», ha osservato Barclays. In ogni caso la banca britannica ritiene che i salari freneranno quest’anno e nel prossimo. Un articolo pubblicato ieri dalla Bce ha confermato che «le pressioni salariali sembrano destinate a rallentare nel 2024».
Pictet ha sottolineato che «la Germania è stato l’unico fattore di tenuta dei salari», «la disinflazione è saldamente in corso» e «i timori di una spirale salari-prezzi sono fuori luogo». Inoltre Pictet ha osservato che la Bce è fiduciosa riguardo ai profitti delle imprese: i margini delle aziende sono in calo e così assorbono l’aumento dei salari.
Unicredit ha rilevato che i dati Bce sui salari negoziati «tendono a essere volatili, soprattutto a causa dell’inclusione di versamenti una tantum». Invece l’Indeed wage tracker, che misura la crescita degli stipendi in base ai nuovi annunci di lavoro, «mostra una crescita più lenta dall’inizio del 2023» e «potrebbe anticipare in qualche misura i dati sui salari negoziati».
Unicredit prevede tre tagli dei tassi Bce dello 0,25% quest’anno, seguiti da un’ulteriore riduzione dell’1% nel 2025. Così i tassi sui depositi scenderebbero al 2,25% dall’attuale 4%.
Intanto sono arrivati segnali positivi riguardo a pil e prezzi. L’indice Pmi dell’Eurozona è salito a 52,3 a maggio (da 51,7 ad aprile), oltre le attese degli analisti e per il terzo mese consecutivo oltre il livello 50 che segnala un’espansione economica. Il calo dell’inflazione e le prospettive di tagli dei tassi hanno sostenuto la fiducia delle imprese e hanno fatto salire la domanda negli ultimi mesi.
Inoltre secondo i dati i prezzi medi di beni e servizi sono cresciuti al ritmo più lento degli ultimi sei mesi attestandosi secondo S&P Global su un livello «sostanzialmente in linea» con l’obiettivo Bce di inflazione al 2%. Il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito la richiesta di una Bce «più coraggiosa» con un mandato che punti come quello della Fed alla crescita e non solo all’inflazione. (riproduzione riservata)