La Vigilanza Bce ha individuato «carenze strutturali di lungo periodo» nei cda delle banche, dopo aver condotto un’analisi sul tema in 20 gruppi europei. Dopo questa targeted review Francoforte potrà anche definire sanzioni per le banche che non si adegueranno alle aspettative dei supervisori.
«Se le criticità non saranno corrette, utilizzeremo tutte le misure a disposizione per assicurare la compliance», ha osservato ieri Frank Elderson, vicepresidente della Vigilanza e membro del comitato esecutivo della Bce, che ha anche indicato i possibili interventi. «In primo luogo, ci sarà l’imposizione di chiari requisiti qualitativi Srep con scadenze temporali». Se poi questi requisiti non saranno rispettati, «si procederà a un’escalation di vigilanza che può includere misure di enforcement come il pagamento di sanzioni periodiche».
L’indagine sulla governance è stata criticata nei mesi scorsi da alcuni banchieri europei che hanno lamentato l’intrusività della Bce nei cda. La Vigilanza è però convinta che non sia sufficiente rispettare tutti i requisiti regolamentari se poi non c’è un corretto funzionamento dei cda. «Vediamo troppo spesso che la causa principale delle vulnerabilità delle banche risiede in organi di gestione inefficaci», ha osservato Elderson ricordando che, secondo la Fed, la crisi di Svb si è verificata anche per l’incapacità del board di misurare e limitare i rischi. Anche nelle crisi degli anni scorsi in Italia la cattiva governance ha avuto un ruolo importante.
Il problema dell’efficacia dei board è diffuso nelle banche, secondo quanto emerso negli ultimi Srep, ovvero le valutazioni annuali con cui la Bce definisce i requisiti individuali. Il 73% degli istituti ha ottenuto un punteggio di 3, in una scala che va da 1 (basso rischio) a 4 (alto rischio). In circa un terzo delle banche, meno della metà del cda è composto da amministratori indipendenti non esecutivi, quelli che sono in una posizione migliore per mettere in discussione le scelte del management.
Un’altra preoccupazione della Bce riguarda le regole su ruoli e responsabilità dei comitati e dei cda, non sempre attuate in modo efficace. Nel complesso il funzionamento degli organi di gestione è considerato dalla Bce «non sufficiente», perciò è stato giudicato una priorità di vigilanza per il 2022-24.
Nella targeted review sono state individuate pratiche buone e cattive. Tra le negative, la Bce ha rilevato che spesso «i ceo e i presidenti tendono ad avere un ruolo dominante che ostacola il dibattito», anche se alcune banche hanno introdotto sessioni di comitato a porte chiuse riservate agli amministratori non esecutivi. Un altro punto critico secondo la Vigilanza è la nomina dei manager che spesso avviene senza un adeguato processo di selezione. (riproduzione riservata)