Baps e Nexi avviano una partnership strategica sui servizi di pagamento digitale. Banca Agricola Popolare di Sicilia ha sottoscritto un accordo pluriennale con la paytech italiana guidata da Paolo Bertoluzzo per potenziare l’offerta di servizi di pagamento digitale rivolti a famiglie, professionisti e imprese.
L’obiettivo è mettere a disposizione della clientela soluzioni di pagamento all’avanguardia, integrate nei canali digitali e fisici della banca indipendente siciliana, con oltre 300.000 clienti e 106 filiali, «in linea con i più alti standard di semplicità, sicurezza e omnicanalità», si legge nel comunicato.
Attraverso la collaborazione con Nexi, «Baps consolida il proprio percorso di innovazione, previsto nel piano2025-2027 «Futura», volto a rendere l’istituto un punto di riferimento, capace di coniugare prossimità relazionale e qualità tecnologica», viene precisato. Lato Nexi, è una conferma della capacità della società di mantenere e rafforzare le partnership con le banche italiane del territorio.
«Siamo convinti che l’accesso a servizi di pagamento moderni, sicuri e integrati sia un fattore chiave per sostenere la competitività dei nostri clienti», ha sottolineato Saverio Continella, ceo di Baps, precisando che l’intesa con Nexi «ci permette di offrire soluzioni concrete, fruibili e scalabili, facendo leva sulla forza di un partner tecnologico di respiro europeo». Mentre Marco Ferrero, chief regional officer di Nexi Italy, si è detto particolarmente orgoglioso «che la più grande banca della Sicilia abbia scelto le nostre soluzioni da mettere a disposizione di cittadini e imprese». Vitale ha agito in qualità di advisor finanziario di Baps nella sottoscrizione della partnership con Nexi.
A Piazza Affari il titolo Nexi ha recuperato in chiusura l’1,88% a 4,928 euro dopo essere sceso dell’8,2% negli ultimi cinque giorni, del 10% negli ultimi 30 e del 17% in 12 mesi, a fronte di un aumento del 22% dei competitor. Il momento non positivo per il settore è anche legato alle indicazioni che alcuni colossi retail Usa come Walmart e Amazon potrebbero lanciare in futuro loro sistemi di pagamento che utilizzano stablecoin.
La debole performance negli ultimi giorni è dovuta alla vendita sul mercato di azioni da parte dei fondi Bain Capital e Advent. Dall’aggiornamento del patto parasociale, infatti, è emerso che la loro partecipazione, detenuta attraverso il veicolo Mercury, è passata dal 9,86% al 3,01%.
Cdp ha il 14,46%, seguono Eagle (Aibc) & CY Sca AB con il 6,46%, AB Europe (Luxembourg) Investment con il 2,14% e Evergood H&F Lux con il 21,19%.
Mediobanca Research ritiene che l’uscita di alcuni fondi di private equity riduca il rischio di overhang (eccesso di carta sul mercato) sul titolo, semplificando la storia azionaria di Nexi. Tuttavia, «siamo convinti che sia necessaria un outlook più favorevole per gettare le basi di una sovraperformance sostenibile», precisa la banca d’affari, ribadendo il rating neutral su Nexi con un target price a 7,50 euro. Anche Banca Akros ha confermato il rating buy e il target price a 8 euro.
L’azione è scambiata a 7,5 volte gli utili per azione stimati per il prossimo anno ed è valutata a 0,5 volte il valore contabile. Il rendimento del dividendo è del 5,5%, secondo le proiezioni di Bloomberg per i prossimi 12 mesi. Attualmente gli analisti hanno espresso 13 raccomandazioni di acquisto (buy), 6 hold e 2 sell sul titolo con un target price medio di 7,02 euro che rappresenta un incremento del 42% rispetto al prezzo attuale. (riproduzione riservata)