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Banche, Zanettin (FI): lo spauracchio extraprofitti scoraggia gli investitori esteri
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Banche, Zanettin (FI): lo spauracchio extraprofitti scoraggia gli investitori esteri

26 agosto 2025, 21:00

Il presidente della Commissione di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, suggerisce di evitare il «populismo bancario» e ulteriori inasprimenti fiscali. Le banche già pagano un extra prelievo

A due anni dal primo tentativo infruttuoso, il governo potrebbe presto tornare alla carica per cercare di recuperare extragettito dalle banche, «colpevoli» di aver accumulato negli ultimi anni ingenti profitti in scia all’aumento del costo del denaro. È stato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a rilanciare il tema al meeting di Rimini, con una battuta: «Le banche meriterebbero dei pizzicotti per aiutare di più famiglie e imprese». Si tratta però di una materia «così complessa e delicata che merita un approccio più serio e meditato, pur se con la consapevolezza che Forza Italia è tendenzialmente contraria a inasprimenti fiscali e con la certezza che va evitato il populismo bancario», dice in colloquio con MF-Milano Finanza il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, Pierantonio Zanettin.

Il contesto di riferimento

Partendo dal contesto di riferimento, il senatore azzurro riporta i dati di Bankitalia: anche nel 2025 gli impieghi continuano a crescere, segnando un +0,5% al 31 marzo. Numero frutto di un incremento dell’ ,1 % a favore delle famiglie controbilanciato da un calo sul versante delle imprese. Facile supporre, spiega Zanettin, che questo «calo sia dovuto alle incertezze internazionali (dazi in primis), con gli imprenditori che inevitabilmente rinviano investimenti, piuttosto che a una stretta creditizia». Anche sotto il profilo dei mutui, «i dati (di Facile.it e Mutui.it) sono tutto sommato confortanti». Nel primo semestre i mutui sono cresciuti del 3% in termini assoluti, è aumentata la somma media richiesta (a quota 137 mila) e si è abbassata leggermente l’età media dei richiedenti (da 41 a 40 anni). Il tasso fisso medio, inferiore al 3% annuo, «appare abbordabile anche dalle giovani coppie che vogliono mettere su casa».

Le banche già pagano un extra prelievo fiscale

A chi in questo quadro «invoca gli extra profitti sulle banche è bene ricordare innanzitutto che il concetto stesso è privo di contenuto giuridico o fiscale»: esistono semplicemente gli utili di impresa, che variano di anno in anno in base al contesto economico e che - come tali - vengono tassati. Per di più, le banche dal 2016 versano già «un contributo straordinario alla fiscalità generale: sono tenute a versare un’addizionale, rispetto alle normali imprese, del 3,5% sull’Ires e dello 0,75 % sull’Irap». Tasse che possono essere considerate un extra-prelievo, «peraltro di dubbia legittimità costituzionale, nel momento in cui è diventato permanente» ha precisato Zanettin.

Inoltre, per crescere e reggere la competizione internazionale, il sistema delle imprese italiane «ha bisogno di un solido sistema bancario, che opera con regole certe e chiare in un contesto europeo di libero mercato». Da non sottovalutare poi il fatto che le norme sugli extra profitti andrebbero a scoraggiare anche gli operatori stranieri a investire in Italia.

Presto incontro tra Abi e governo per la manovra

Alla luce di questi ragionamenti «pensiamo che serva lavorare non a inasprimenti fiscali ma a misure che spingano gli istituti di credito a praticare migliori condizioni a famiglie e imprese». Un discorso particolarmente importante alla soglia dell’apertura del cantiere della manovra, che ricerca coperture e risorse per perseguire gli obiettivi principali dell’esecutivo. Non a caso «nei prossimi giorni - ha anticipato Zanettin - è convocato un incontro tra governo e Abi per verificare insieme i contenuti della prossima legge di bilancio». Come già successo negli ultimi anni, «una franca negoziazione tra le parti permetterà di trovare la quadra per garantire, nel contempo, l’equilibrio di bilancio dello Stato e la solidità del sistema bancario». (riproduzione riservata)



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