Le autorità europee ora pensano a un rinvio delle regole bancarie di Basilea 3, in seguito alle esitazioni da parte degli Usa nell’introduzione della normativa. Ieri il governatore francese François Villeroy de Galhau ha sottolineato che l’Ue «potrebbe e dovrebbe» ritardare l’avvio di alcune norme sul capitale delle banche se gli Stati Uniti non si adegueranno alla disciplina internazionale. Al momento la partenza di Basilea 3 è prevista all’inizio dell’anno prossimo. Il Parlamento Ue di recente ha dato il via libera finale alla nuova legislazione sulle banche che impone in particolare un minor uso dei modelli interni per la definizione del capitale regolamentare (si veda MF-Milano Finanza del 25 aprile).
In gioco c’è la parità di condizioni tra banche globali, ma anche la solidità del settore. Le crisi nel marzo 2023 di alcune banche regionali Usa, tra cui quella di Silicon Valley Bank (Svb), hanno mostrato l’utilità di una normativa più stringente anche per istituti di medie dimensioni negli Stati Uniti. Negli Usa solo 13 grandi banche aderiscono in pieno alle regole internazionali. In Europa invece tutti gli istituti sono soggetti alle norme di Basilea che saranno aggiornate dal prossimo anno.
Non è un caso che le principali proteste per l’atteggiamento degli Usa siano arrivate dalla Francia. Le banche transalpine sono tra quelle più colpite dall’ultima versione di Basilea 3. Villeroy ha detto che le autorità americane si sono impegnate nei giorni scorsi ad attuare «pienamente e fedelmente» le norme di Basilea 3. «Se, sfortunatamente, i ritardi o le differenze di contenuto saranno troppo ampie, l’Europa potrebbe e dovrebbe rinviare l’entrata in vigore di alcune disposizioni», in particolare «quelle relative ai rischi di mercato», ha detto il governatore francese a un incontro dell’autorità nazionale Acpr. «Non sarebbe la soluzione migliore ma una salvaguardia». Per Villeroy occorre «ovunque un’applicazione equa di Basilea 3. Niente di meno e niente di più».
Anche il presidente francese Emmanuel Macron aveva chiesto ad aprile alla Sorbona una revisione di Basilea 3 nell’Ue: «Non possiamo essere l’unica area economica al mondo ad applicarle», aveva sottolineato. Sempre sulla linea di Macron, ieri Villeroy ha ribadito che le fusioni tra banche Ue transfrontaliere dovrebbero essere «semplici e accessibili» come quelle tra gruppi nazionali. Nei giorni scorsi anche il ceo di Deutsche Bank, Christian Sewing, ha avvertito che gli istituti europei potrebbero essere svantaggiati a causa di un’applicazione anticipata di Basilea 3 rispetto a Usa e Regno Unito.
Secondo le indiscrezioni dei giorni scorsi (si veda MF-Milano Finanza del 21 maggio) la Federal Reserve e altre due autorità Usa (Fdic e Occ) potrebbero dimezzare l’aumento dei requisiti patrimoniali rispetto al +20% ipotizzato in partenza, in seguito alla pressione dei banchieri americani guidati dal ceo di Jp Morgan Jamie Dimon. Le banche Usa hanno registrato profitti per 64,2 miliardi di dollari nel primo trimestre 2024, secondo i dati Fdic. (riproduzione riservata)