La redditività delle banche europee è salita anche nel terzo trimestre del 2024 nonostante la riduzione del margine di interesse. Gli istituti di credito europei stanno beneficiando del calo dei costi, secondo i dati Eba. Il Roe (Return On Equity) delle maggiori 164 banche, che valgono l’80% del settore europeo, è salito all’11,1%, dal 10,9% del secondo trimestre, ritornando così ai livelli di un anno fa.
Gli istituti di credito italiani hanno mostrato una redditività del 15,7%, in lieve aumento dal 15,5% del terzo trimestre. Anche quella dei gruppi spagnoli è stata oltre la media europea al 14,7%. Bene anche il Roe dei gruppi portoghesi (18%) e greci (14,6%). Più indietro invece le banche francesi (6,9%) e tedesche (6,3%). Gli istituti più redditizi sono stati in media quelli più piccoli all’interno del campione. Le banche italiane che hanno partecipato all’indagine sono state Banca Mps, Bper, Banca Popolare di Sondrio, Banco Bpm, Cassa Centrale Banca, Credem, Finecobank, Banca Mediolanum, Iccrea, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Unicredit.
Il margine di interesse del settore europeo è sceso all’1,66% degli asset che producono interessi (dall’1,68% del secondo trimestre). In ogni caso il reddito da interessi resta su un livello del 40% superiore a quello di fine 2021. Il costo del rischio ha continuato a scendere attestandosi a 47 punti base.
Per quanto riguarda il credito all’economia, dopo la modesta ripresa nella prima metà dell’anno, i prestiti sono leggermente diminuiti a causa della riduzione dei finanziamenti alle imprese (-1,6%), mentre quelli alle famiglie sono rimasti stabili nel trimestre. La Bce ha ridotto i tassi quattro volte a partire da giugno portandoli dal 4% all’attuale 3%. I mercati si attendono ulteriori tagli fino all’1,75% nel 2025.
La qualità dell’attivo delle banche è rimasta stabile. Il rapporto tra crediti deteriorati e totale dei prestiti è aumentato di 2 punti base all’1,88%. La quota di prestiti Stage 2 (quelli cioè con significativo incremento del rischio di credito ma non ancora classificati come deteriorati) si è attestata al 9,2%, dal 9,3% del trimestre precedente.
In base al sondaggio di valutazione del rischio condotto dall’Eba, quasi la metà delle banche europee prevede un deterioramento della qualità degli attivi nei prossimi 6-12 mesi, in particolare nei settori del credito al consumo, delle pmi e dell’immobiliare commerciale. La percentuale è stata comunque inferiore rispetto a quella delle indagini precedenti.
A livello patrimoniale, il capitale Common Equity Tier 1 (CET1 fully loaded) delle banche europee è leggermente diminuito (di 10 punti base), attestandosi al 16% nel terzo trimestre dell’anno, rimanendo comunque ben al di sopra dei requisiti. La solidità delle banche europee è emersa anche negli ultimi esami Srep della Vigilanza Bce (si veda MF-Milano Finanza del 18 dicembre).
L’indice di liquidità di breve termine (Liquidity Coverage Ratio o Lcr) e quello di medio termine (Net Stable Funding Ratio o Nsfr) sono scesi rispettivamente al 161% e al 127%, ma rimangono molto al di sopra dei requisiti minimi. La quota di liquidità e riserve nel Liquidity Coverage Ratio è diminuita a favore delle esposizioni sui titoli di Stato. (riproduzione riservata)