La Bce mette sotto la lente i crediti a rischio delle banche. Da settembre la vigilanza avvierà ispezioni mirate per valutare gli approcci degli istituti alle cosiddette esposizioni forborne, quelle cioè che hanno come oggetto una misura di tolleranza (o misura di forbearance) concessa dalla banca a un cliente che versa in una situazione di difficoltà finanziaria o che è in procinto di affrontarla.
Queste misure possono essere di diverso tipo e vanno dalla riduzione degli interessi all’allungamento della durata del finanziamento fino alle moratorie e alle vere e proprie ristrutturazioni. Anche se tecnicamente le esposizioni forborne possono essere sia in bonis che deteriorate, oggi la parte del leone è fatta dagli stage 2, i crediti performing che hanno registrato un incremento rilevante del rischio di credito e che quindi si trovano a metà strada tra il bonis e il deteriorato.
Nelle scorse settimane la Vigilanza Bce ha messo sotto la lente le misure di tolleranza, identificando alcuni elementi critici sui quali le banche dovrebbero maggiormente concentrarsi. Le aree di maggiore debolezza identificate da Francoforte fanno riferimento all’assenza di soluzioni robuste da un punto di vista modellistico per la conduzione di analisi di sensitivity da utilizzare nel ciclo di vita di identificazione e gestione di queste esposizioni: rilevazione della situazione di difficoltà finanziaria della controparte, definizione di forme di concessione che possano garantire la sostenibilità finanziaria e monitoraggio della loro efficacia nel tempo.
«In una congiuntura come quella attuale, caratterizzata da forti tensioni sulla qualità del credito legate al combinato disposto dell’aumento dei tassi di interesse che rendono più onerosi i finanziamenti e l’onda lunga dell’inflazione (legata soprattutto all’aumento dei costi energetici e dei costi delle materie prime), l’attenzione della Vigilanza è particolarmente focalizzata sulla tempestiva identificazione di queste situazioni e sull’efficacia dell’iter per la loro gestione», spiega a MF-Milano Finanza Lorenzo Macchi, coordinatore del settore bancario per Kpmg in Italia ed esperto di tematiche regulatory.
Alla luce dei presupposti fissati dalla Bce, in parte legati al contesto macroeconomico ed in parte riferiti alla debolezza delle pratiche di mercato, «l’aspettativa è che l’attuale incidenza delle esposizioni in forbearance (per il sistema bancario italiano pari a oltre 45 miliardi di euro tra bonis e non performing, ossia il 3% sul totale dei crediti verso clientela lordi) possa - a seguito degli interventi di Vigilanza - subire una variazione in aumento anche in misura rilevante sui prossimi bilanci e comportare importanti interventi di adeguamento sui processi interni al fine di sviluppare e utilizzare in via ordinaria soluzioni metodologiche e analisi di sensitivity a presidio della sostenibilità finanziaria delle proposte di concessione», conclude Macchi. (riproduzione riservata)